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Un progetto, senza dubbio ambizioso, che farebbe di Lanciano e di tutto il territorio centro culturale europeo per un intero anno. Nel 2020 Lanciano si candida insieme ad altre ben più blasonate città,31 in tutto delle 46 che hanno presentato domanda lo scorso settembre.

Il concorso indetto dal Mibact, e che ha gia designato la capitale 2018 che sarà Matera, analizza  i singoli dossier attraverso  una giuria di sette esperti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti e della valorizzazione territoriale e turistica per selezionare entro il 15 novembre 2017 le dieci città finaliste da invitare a un incontro di presentazione pubblica e approfondimento. La città Capitale Italiana della Cultura 2020 verrà scelta sulla base dei risultati di questi colloqui entro il 31 gennaio 2018.

Le 46 città che hanno manifestato interesse per il bando sono, regione per regione. Il maggior numero di candidature è in Campania (8), seguita da Puglia (7) e Sicilia (6), nonostante il titolo per il 2018 sia stato attribuito a Palermo. Curiosa la partecipazione di piccoli Comuni come Tremezzina, in provincia di Como (5000 abitanti) e Telese Terme, in provincia di Benevento (7500 abitanti). Piemonte: Asti, Casale Monferrato, Cuneo Lombardia: Bellano, Tremezzina Veneto: Pieve di Cadore, Treviso Trentino Alto Adige: Merano Emilia Romagna: Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Scandiano Toscana: Montepulciano, Pietrasanta, Prato Marche: Ancona, Fabriano, Macerata Umbria: Foligno Abruzzo: Lanciano, Teramo
Lazio: Tivoli Campania: Agropoli, Aversa, Benevento, Capaccio Paestum, Caserta, Ravello, Salerno, Telese Terme Puglia: Alberobello, Altamura, Bitonto, Ceglie Messapica, Fasano, Gallipoli, Villa Castelli Calabria: Vibo Valentia Sicilia: Agrigento, Catania, Messina, Noto, Ragusa, Siracusa Sardegna: Nuoro, Oristano.

Umberto di Menno, responsabile insieme a Rossella Piccirilli della Studio Eventi e Congressi di Lanciano, ha esposto ieri mattina, in una sala di conversazione stracolma, il progetto, ed ha sottolineato come il Ministero della Cultura mette a disposizione un milione di euro per la realizzazione di opere materiali ed immateriali. Una città con tanti punti di forza, ha sottolineato Di Menno insieme al sindaco Pupillo, che ha tutta via problemi dal punto di vista logistico, primo fra tutti quello dell’accoglienza dei turisti. Lanciano, incalza il sindaco, ha poco più di 200 posti letto e se mai si vincesse il bando, o se solo si arrivasse fra i primi dieci (traguardo più realisticamente ambito) questi soldi servirebbero anche per attrezzarci in tal senso.

Parla d grande sfida l’assessore Marusca Miscia che ritiene che tutto il progetto avrebbe una funzione di “piano regolatore” dell’intero territorio, attraverso la cultura di ridisegnerebbe un territorio meraviglioso che va dal mare alla  montagna.

Si è raccontato di una città viva, piena di possibilità dove i progetti, almeno sulla carta, sono senza dubbio condivisibili. Si è immaginato una via dei musei che taglia a metà tutta via Garibaldi da Civitanova alla Sacca, di un recupero dell’ex calzettificio Torrieri, della cultura dell’accoglienza con la presenza prima osteggiata ed ora accettato di buon grado dei ragazzi di Villa Elce e la prossima apertura di uno Sprar, di una grande mostra dal titolo “ Da Nicola da Guardiagrele a Nic Cerrone”, del resto gli sponsor privati serviranno se il comune dovrà almeno sborsare il 29% dei 6 milioni di euro che serviranno.

Insomma sono tante le ragioni, che secondo il sindaco Pupillo, potrebbe fare della città di Lanciano, l’antica capitale della Frentania, la città delle fiere e del Miracolo Eucaristico la capitale della cultura 2020.(Clara Labrozzi)