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I "pezzi" più interessanti sono senza subbio due immobili in via Martiri 6 Ottobre (al civico 5 e al civico 77), oltre a un attico in via Don Minzoni. Sono inclusi nel piano di alienazione 2016-2018 del Comune di Lanciano, da cui l'amministrazione comunale frentana conta di incassare un milione e 650mila euro: 521mila euro quest'anno, 920mila il prossimo e 207mila nel 2018. Per gli edifici di via Martiri la richiesta è di 160mila euro l'uno: 10mila euro in meno, invece, servono per aggiudicarsi l'attico al terzo piano di via Don Minzoni. Le vendite, naturalmente, saranno regolamentate con appositi bandi pubblici. La richiesta più consistente è per l'ex Eca di via Silvio Spaventa: andrà all'asta nel 2017 e il Comune, per venderlo, vuole 720mila euro. Ci sono, poi, una serie di immobili nel centro storico (soprattutto in via Garibaldi e via del Ghetto), con prezzi che oscillano da un minimo di 15mila, a un massimo di 114mila euro. Nel piano triennale delle alienazioni ci sono anche 14 terreni tra via Napoli, via Brescia e via Giangiulio. Per questi lotti Palazzo di Città stima di incassare 781mila euro. Si tratta, però, quasi sempre di piccoli appezzamenti, i cui prezzi partono da 658 euro. Il più grande, e costoso, è un terreno di via Giangiulio da 1450 metri quadrati. Per averlo bisognerà sborsare poco meno di 185mila euro. Fuori dal piano delle alienazioni, ma inseriti in quello della valorizzazioni, sono invece Palazzo Berenga, che sarà adibito a ospitare attività artistico-culturali; l'ex mattatoio di Re di Coppe, che il Comune punta a far diventare centro operativo di Protezione Civile; l'ex Torrieri, che rientra nel più ampio progetto del "Central park" di Villa delle Rose, annunciato dal presidente della Regione Luciano D'Alfonso alla vigilia delle elezioni comunali dello scorso giugno.