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LANCIANO - Manca solo qualche giorno all'appuntamento con il voto referendario e anche a Lanciano, come in tutte o quasi le città italiane, gli incontri si fanno più intensi dopo la carrellata di tavole rotonde e convegni tutti con l'obiettivo di spiegare meglio, di informare, di  permettere ai cittadini un voto consapevole al di là del Sì e del No. In queste ultime ore che dividono gli elettori dalle urne, sono più numerose pure le assemblee studentesche, quasi tutte con la formula bipartisan con due relatori  uno per il Sì e l'altro per il No.

Il tentativo di molti (anche nei convegni) è stato proprio quello di mettere insieme le diverse posizioni per favorire un pensiero critico che resta comunque non facile, a meno che non si scelga la strada più corta, ma anche la più sbagliata (affidarsi alla scelta del proprio partito o coalizione) quando si parla di referendum e a decidere devono essere i cittadini liberi da condizionamenti.

Intanto in questo clima che è invece diventato un vero e proprio scontro politico, pro o contro Renzi, si continua nell'opera di convincimento per catturare qualche indeciso. Non mancano nemmeno i comunicati stampa, l'ultimo, in ordine di tempo, è quello inviato dal coordinatore di Progetto Lanciano Daniele Pagano in cui si torna a puntualizzare con dovizia di particolari, punto per punto, perché bisogna votare No. E se da una parte il gruppo che fa capo al vice sindaco Pino Valente, fin dall'inizio di questa campagna elettorale, si è schierato contro la Riforma “Renzi-Boschi”, il sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, insieme a tutto il gruppo consiliare del Partito Democratico, ha sostenuto con forza e convinzione il Sì alla Riforma.

Uno scenario, piuttosto insolito (non abbiamo approfondito se in altre città della Penisola si sia verificata la stessa situazione) da queste scelte emerge inconfondibile e inequivocabile la diversa visione di Valente e di Pupillo rispetto a principi fondamentali, visto che non si tratta di cambiare una legge “qualsiasi”, ma tocca la Carta Costituzionale e quindi il futuro del nostro Paese. Futuro che, in questo caso, il primo cittadino e il suo vice pensano e vorrebbero disegnare non con gli stessi colori.

Questo non può non far riflettere, anche se in più occasioni sia il Sindaco che il suo Vice hanno ribadito che la distanza che si è creata in merito al Referendum non condiziona assolutamente l'attività amministrativa, tanto meno la continuazione di un programma condiviso e sottoscritto. Insomma come a dire l'attività amministrativa è una cosa e li vede insieme a costruire una Lanciano più bella e vivibile, a risolvere i tanti problemi che ancora l'affliggono, a lottare per il potenziamento di strutture e servizi e il referendum ovvero la politica è un'altra cosa.

Nessuno, a parte qualche mal pensante, mette in dubbio il rapporto di fiducia e lealtà tra Pupillo e Valente, né quello che c'è tra Progetto Lanciano e il Partito Democratico, ma qualche interrogativo sorge davvero spontaneo. La vittoria del Sì o del No davvero sarà ininfluente negli equilibri della maggioranza di centro sinistra? Dopo queste settimane passate a parlare, a spiegare, dicendo ognuno l'esatto contrario dell'altro, cercando di convincere perché votare Sì e perché dire invece No, si tornerà “tutti insieme appassionatamente” come se non fosse successo niente, a prescindere dal responso delle urne? (p.d.f.)