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LANCIANO. Silvio Di Lorenzo, ex vice presidente di Honda Italia ed ex direttore dello stabilimento di Atessa, rinviato a giudizio il 5 febbraio 2019. E’ la decisione del Gup del tribunale di Lanciano, Marina Valente.

Di Lorenzo, che ha sempre smentito tutte le accuse, è il principale imputato del processo per truffa a danno della Honda per circa 10 milioni di euro, nel periodo compreso dal 2007 al 2012, e dovrà rispondere alle accuse di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Con lui altre quattro persone sono state rinviate a giudizio, per un totale di cinque imputati. Di Lorenzo, infine, è l’unico che dovrà rispondere anche alle accuse di rivelazione di segreto d’ufficio sui dati aziendali. Caduto il reato di associazione a delinquere, invece, andranno a giudizio per una decina di truffe semplici anche i figli di Di Lorenzo, Matteo, Romolo e Francesco assieme a Pietro Rosica e Gabriele Domenico Scazzi, manager di due note aziende che fanno parte dell’indotto. Per ragioni di salute, infine, sono state stralciate le posizioni di Giovanna Piera Maesa, moglie di Silvio Di Lorenzo, ed Antonio Di Francesco che torneranno davanti ad un altro Gup il 10 dicembre. Unico assolto dall’accusa di associazione a delinquere, al momento, è l’imprenditore Isaia Di Carlo.

La casa giapponese, che si è costituita parte civile, chiederà un danno di immagine pari ad un milione di euro mentre il risarcimento per i 10 milioni della truffa è stato avanzato davanti al Tribunale delle Imprese a L’Aquila dove il caso è stato denunciato prima di arrivare al penale che è di competenza della procura di Lanciano.