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CHIETI - “Si tiene questa mattina a Roma la conferenza dei servizi per l’esame del progetto riguardante il completamento della Fondovalle Sangro: un passaggio che non risolverà nulla, purtroppo, in termini temporali  poiché si continua a perseverare nel rinviare le problematiche come si è fatto per il dragaggio del porto di Ortona”. E’ quanto ribadisce il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo che spiega come “se è vero che quello di oggi è uno step molto importante è altrettanto vero che non si riusciranno a superare tutte le prescrizioni e richieste delle 147 pagine del Via che sicuramente dovranno essere prese in considerazione nella redazione del progetto finale, poi in quello esecutivo e chissà quando si riuscirà a pubblicare il bando, oltre a lasciare aperta la possibilità di ricorsi amministrativi.

Nello specifico nella nota del 5 luglio scorso da parte del CCR VIA si legge come il progetto di variante SS 652 Fondovalle Sangro del tratto compreso tra la stazione di Gamberale e la stazione di Civitaluparella è sommario, riduttivo e lacunoso(testuale !!!) con prescrizioni che rinviano ad altri pareri fondamentali da acquisire dalla stessa Regione. Questo praticamente significa che si rischia di perdere i fondi stanziati come da Decreto 133/2014 che dovevano essere cantierabili per il 31 agosto 2015, poi prorogati al 31 ottobre 2015. Come si legge anche nella relazione di Verifica di Assoggettabilità dove l’ing Dinella (Anas) sottolinea come ‘risulta quindi urgente procedere all’approvazione per non perdere il finanziamento già concesso con lo Sblocca Italia’.

Di fatto, il Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale – aggiunge ancora Febbo - si è espresso con parere favorevole all’esclusione della procedura VIA (consuetudine di questo Comitato che “se ne lava le mani”) ma con pesanti prescrizioni poiché prima dell’approvazione definitiva del progetto esecutivo devono essere redatti e approvati: il Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo, il Piano di monitoraggio ambientale, l’autorizzazione paesaggistica, inoltre il Parere ai sensi del RD 523/1904 va riacquisito con sostanziali integrazioni di studi idraulici e lo studio di microzonazione sismica (art. 19 L.R. n. 28/2011) e relativo parere regionale. Pertanto il Giudizio di esclusione dalla VIA è vuoto e contraddittorio.

Il CCR VIA  - conclude Febbo - senza nessuna motivazione si discosta dalle conclusioni della commissione istruttoria ed esprime il giudizio in evidente contraddizione, prestando il fianco a chiunque contro interessato di poter fare ricorso, indebolendo tutto il percorso amministrativo fin qui svolto oltre a quello futuro. Ancora più grave è nonostante l’esposizione del CCR VIA ad eventuali ricorsi non si autorizza nulla visto che dovranno essere approvati da parte della Regione tutti i pareri richiesti”.