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"Nessun impianto di trattamento dell' amianto e' previsto nel territorio del comune di Lanciano". Lo dic e lo scrive a chiari lettere Massimo Ranieri presidente dell’Eco.Lan.

"Eco.Lan partecipa a tutti i tavoli regionali, dice Ranieri nel comunicato stampa,  che trattano il tema "RIFIUTI" e circa un  anno e mezzo fa, siamo stati coinvolti dalla Regione sul tema amianto".

“La gestione di questa tipologia di rifiuto tra l'altro pericoloso non è semplice; per poter rimuovere manufatti contenenti amianto infatti è necessario un iter lungo e costoso e spesso la via più semplice per smaltire questa tipologia di rifiuto e lo smaltimento abusivo/abbandoni lungo i fossi e sponde dei fiumi, e lo sanno bene i nostri Sindaci che spesso sono costretti, ad attivarsi per la rimozione e lo smaltimento con l'esborso di ingenti somme che per forza di cose vanno a formare il montante per la TARI dei cittadini.

Queste ragioni hanno indotto la Ecolan a partecipare ai tavoli tecnici sul tema AMIANTO.

Il progetto sperimentale messo a punto da uno Spin Off, dell'Università G. D'Annunzio di Chieti, la Res Gea Srl, insieme ad altri soggetti, prevede un processo che utilizza uno scarto alimentare, avente un pH acido (siero del latte) per decomporre a temperatura ambiente la fase cementizia (85%) e liberare le fibre di amianto (15%) in essa inglobate; fibre che in seguito vengono denaturate e decomposte in ioni magnesio e silicato mediante un processo idrotermico a 170°C.

Ecolan ha messo a disposizione di questo progetto le proprie conoscenze, continua,  e competenze e quindi ha partecipato ad un tavolo tecnico che ha coinvolto i tecnici del servizio gestione rifiuti della Regione e appunto l'Università di Chieti...un progetto di ricerca e di sperimentazione. 

Con la  delibera n. 46 del 2 Febbraio 2018, dopo circa un anno e mezzo dall'ultimo incontro tra i vari soggetti coinvolti ha approvato lo schema di accordo di programma tra Regione, la spin off dell'Università e gli altri soggetti coinvolti compreso la Eco.Lan SpA; tra le varie attività previste dall'accordo vi è anche la mappatura e censimento delle coperture in materiali contenenti amianto con tecniche di telerilevamento ecc.

Nell'accordo di programma, al punto 2 "impegno delle parti" per la Eco.Lan è previsto che l’ente coordini le attività della RES Gea Srl al fine di proporre una apposita proposta progettuale da sottoporre alle procedure di valutazione d'impatto ambientale e autorizzazione integrata ambientale  e proponga un nuovo soggetto giuridico in co-partecipazione con la RES Gea Srl al fine di realizzare e gestire l'eventuale impianto.

Quindi questi sono i termini dell'accordo di programma, NULLA DI DEFINITO CIRCA L'UBICAZIONE DELL'EVENTUALE IMPIANTO PILOTA, NÉ TANTO MENO SI FA RIFERIMENTO AL TERRITORIO DI LANCIANO O DEL COMPRENSORIO DEI NOSTRI COMUNI; così come la concertazione necessaria che deve essere avviata a valle dell'accordo.

Nel frattempo la Eco.Lan SpA, (dopo un anno e mezzo di silenzio da parte della G.R.) in questo lungo periodo ha avviato considerevoli investimenti ed ha ottenuto l'autorizzazione a realizzare l'impianto della FORSU dei nostri Comuni, pertanto nella seduta del 27/02/2018 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato che non è più interessata ad effettuare investimenti nel settore del recupero del cemento amianto.

Comunque Eco.Lan SpA,  continuerà a partecipare ai tavoli tecnici del Gruppo di Lavoro istituito con la delibera sopra citata, perché riteniamo che non si possa far finta che non esista un problema AMIANTO; ci sono immense coperture in cemento amianto di strutture industriali e non, che nel prossimo futuro vanno gestite, ma anche i piccoli quantitativi di cemento amianto sono un problema, abbandoni ovunque , vedi bacino del Feltrino o lungo le sponde del fiume Sangro.

Ritengo, sie legge nella nota stampa,  che una soluzione che miri al RECUPERO dei materiali e non al loro smaltimento in discarica consentirebbe di contenere i costi (parte dei costi verrebbero compensati dal recupero di materiali e minerali) ed eviterebbe la nascita di discariche autorizzate e/o abusive.

Ritengo altresi che il problema non sia dove realizzare un impianto industriale (chiaramente in un sito idoneo) ma come gestire questa tipologia di rifiuto.

Personalmente sono favorevole a TECNOLOGIE CHE MIRANO AL RECUPERO DEI MATERIALI lo smaltimento in discarica é un modo sbagliato di gestire il problema generale dei rifiuti "nascondere", conclude, i nostri rifiuti.