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Persa la battaglia, ma non la guerra. Sembra un po' essere questo il leit motiv che aleggia tra i rappresentanti dei movimenti "No Ombrina", dopo la decisione del Ministero dello Sviluppo Economico di pronunciarsi a favore del progetto di trivellazione della Rockhopper. E questo nonostante la legge istitutiva del parco marino tra San Vito e Fossacesia, approvata al fotofinish giovedì scorso. Una norma che, secondo le associazioni e secondo anche qualche esponente politico (questi ultimi in buona fede?), sarebbe bastata a bloccare la petrolizzazione, e invece così non è stato. Certo, non è che con la pronuncia di oggi del Mise, da domani la Rockhopper potrà piazzare i suoi pozzi (il prezzo basso così del petrolio al barile è un deterrente più efficace del corteo dei 60mila di Lanciano!), ma sta di fatto che la conferenza di servizi di questa mattina ha statuito il principio che ormai le autonomie locali, Regioni in testa, poco contano a Roma, dove tutto viene deciso nonostante i pareri contrari dei territori. Intanto la politica, notoriamente molto attiva sui social network, oggi pomeriggio (mentre scriviamo) sembra stranamente silenziosa, almeno per quanto riguarda il centrosinistra regionale: sulla bacheca del presidente della Regione Luciano D'Alfonso (che stamattina non ha partecipato alla conferenza al Mise, delegando il vice presidente Giovanni Lolli), sono state postate le foto della presentazione del progetto per la riqualificazione dello stadio di Pescara e la lettera al Mise sul diniego all'intesa per la centrale Snam di Sulmona; la pagina di Camillo D'Alessandro è ferma a qualche giorno fa con un post sulle Comunali di Francavilla al Mare; Silvio Paolucci parla del trasferimento di alcuni ambulatori dal policlinico di Chieti all'ex ospedale; Mario Mazzocca, 4 ore fa, ha riproposto le foto della giunta regionale tematica, che si è tenuta ad Avezzano venerdì scorso; parla invece Mauro Febbo, secondo cui la scelta di D'Alfonso di non partecipare alla conferenza di servizi certifica la sua latitanza e sudditanza a Renzi, condannando l'Abruzzo. Lo stesso Febbo, come era prevedibile, annuncia che domani Ombrina diventerà protagonista anche della seduta del Consiglio regionale, nonostante ovviamente non sia all'ordine del giorno.