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Verrebbe da dire: "La partita per ora è chiusa, in futuro si vedrà". E' questa l'impressione dopo la decisione del Ministero delle Sviluppo Economico - pubblicata sul sito del dicastero - di prorogare, fino al prossimo 31 dicembre, la sospensione del permesso di ricerca rilasciato alla Rockhopper per il giacimento "Ombrina Mare". A lanciare l'allarme è il costituzionalista abruzzese Enzo Di Salvatore, secondo cui l'obiettivo del Ministero - dopo l'entrata in vigore del divieto di ricerca, coltivazione ed estrazione entro le 12 miglia, contenuto nella legge di stabilità - è prendere tempo, evitare il referendum sulle trivellazioni in Adriatico (su cui deciderà la Corte Costituzionale il mese prossimo) e rinviare, dunque, qualunque decisione finale al futuro, magari quando il prezzo del petrolio dovesse salire a livelli che rendano nuovamente conveniente estrarre greggio davanti alla costa frentana. Per Di Salvatore "aveva ragione il Coordinamento Nazionale No Triv e ora la prova c'è: la recente modifica normativa introdotta dalla legge di Stabilità 2016 elude il referendum sul divieto delle attività petrolifere in mare entro le 12 miglia. A cosa serve rilasciare un permesso entro il 31 dicembre se dal primo gennaio entra in vigore il divieto e non si può rilasciare la successiva concessione?", si chiede il costituzionalista. Complottismo? Chissà. C'è da giurarci, però, che la polemica è ben lontana dal chiudersi.