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Riformulate oggi dalla Corte D'Appello de L'Aquila le condanne che  originariamente erano state inflitte dal Tribunale di Lanciano nell’inchiesta denominata "Arusha" e che aveva portato al fermo di 16 persone, 11 in carcere e 5 ai domiciliari.

Il bilancio pesante di una operazione che vide coinvolti centinaia  di poliziotti , con l'ausilio anche delle unità cinofile di Pescara e Ancona e nucleo elicotteri di Pescara. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dal nord partivano continuamente quantitativi di cocaina, fino a 250 grammi, destinati al mercato del Frentano. Prima dello smercio la droga veniva nascosta alla pinetina di Rocca San Giovanni. A capo dell'organizzazione c'era un gruppo di albanesi, che a loro volta si rivolgevano a una rete di spacciatori italiani, che si servivano anche di minorenni per vendere la droga. (leggi quì)

           L'avvocato Crognale

Oggi la sentenza della Corte d'Appello de L'Aquila che ha  ridotto sensibilmente le pene degli imputati; i maggiori sconti sono stati disposti nei confronti  degli imputati Haliti Luan, difeso dall’avvocato Roberto Crognale del foro di Lanciano  e Lanza Silveri Guglielmo, difeso dall’avvocato Paolo Valentino Sisti, insieme a Vincenzo Menicucci nei  confronti dei quali era stata disposta in primo grado una condanna di  anni 5 e mesi 6 di reclusione e  24000 mila euro di multa per Haliti ed anni cinque e mesi 8 di reclusione e  24000 mila euro di multa per Lanza. In  appello questi due imputati, come detto in precedenza, hanno ricevuto un 
notevole sconto di pena la cui condanna è stata fissata in anni due e mesi due di reclusione e la multa di 2200  euro.
Altre significative riduzioni di pena sono state applicate a Zylpho  Pellumb e Ciccone Antonio  anche loro assistiti dall’avvocato Crognale  ai quali sono stati concessi anche i benefici di legge. Nessun trattamento di particolare riguardo è stato riservato agli imputati Buddla Ednand ,Drezaliu Florentina ,  e Marrocco Gianni  i quali  optando per una particolare scelta processuale, sulla scorta delle  novità introdotte dalla c.d. "Riforma Orlando", hanno concordato con il Procuratore Generale l'applicazione di una pena specifica rinunciando  agli altri motivi di appello.

          L'avvocato Sisti 

Revocate anche tutte le misure cautelari per gli imputati Pagliarone,  Zylpho, Marrocco, Ciccone e Di Donato i quali sono duque  nuovamente a  piede libero.