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E' chiuso dal 15 agosto il ponte sul fiume Sangro sulla strada provinciale 111. leggi quì. Dopo i fatti del ponte Morandi di Genova erano giorni di panico e quel viadotto, arteria fondamentale che ogni giorno porta in Val Di Sangro migliaia di lavoratori verso il polo industriale più grande del centro sud Italia, faceva paura. E' sicuro, continuavano e continuano a ripetere i tecnici e gli ingegneri mandati a più riprese dalla provincia. Venne anche Striscia la Notizia, ma la risposta era la stessa. Non sono manicotti strutturali è "normale" che siano fuori asse non sono indice di pericolosità, si ribadiva. Poi la decisione e il monitoraggio. Prima si parlò di due mesi di chiusura , poi si aggiustò il tiro e da due mesi si arrivò a "non meno di tre mesi".

Due mesi sono passati per intero, siamo entrati al terzo mese e nel frattempo cosa si è osservato? Il ponte è sicuro? I manicotti sono stati rimessi in asse? Le strade alternative verso la Sevel e l'indotto, nonostante siano anch'esse poco sicure, vedi ad esempio il ponte nel territorio di Paglieta, stanno supportando l'enorme mole di traffico, anche pesante, veicolare?

Sulla strada provinciale 97 bonifica di Mozzagrogna, che porta a Paglieta (Chieti)   in località Guastacconcio il limite di velocità è di 30Km/h, viene rispettato?

Anche questo ponte è sotto osservazione da parte della Provincia di Chieti ma non è stato chiuso. Nel corso degli anni diverse volte fu interdetto al traffico. Fu addirittura ristretta la carreggiata , per limitarne le vibrazioni che lo avrebbero reso pericoloso e  il passaggio è vietato ai mezzi superiori alle 10 tonnellate,  “ma – lamenta il sindaco di Paglieta, ingegnere Nicola Scaricaciottoli ai microfoni di Telemax– i mezzi superiori a 10 tonnellate spesso non rispettano il divieto”. E la vegetazione spontanea, che ricopre ogni cartello della segnaletica verticale, non aiuta.

Insomma il ponte costruito sopo la guerra al momento è più sicuro di quello sulla statale 111, paradosso che rende la vita difficile a tantissimi lavoratori che a tutte le ore del giorno vanno a lavorare in fabbrica. 

Le domande restano, e, soprattutto, a che punto sono i lavori? Tutti interrogativi leciti che la gente continua a porsi, a ragione, visto che di comunicati ufficiali se ne sono avuti solo due: uno che annunciava la chiusura, proprio a ridosso del 15 agosto e, un'altro che dava indicazioni temporali intorno al 20 sempre di agosto. Da quel momento più nulla.

Nel corso di una  conferenza stampa, seguita al primo comunicato,  il presidente della provincia e sindaco di Lanciano  Mario Pupillo annunciò che per l'anno prossimo sarebbe previsto uno  stanziamento di fondi per lo stesso ponte, che beneficerà di uteriori interventi per circa 300 mila euro. 

"Siamo consapevoli dei disagi alla viabilità che si verificheranno in queste settimane - diceva Pupillo -, soprattutto in vista della riapertura delle fabbriche in Val di Sangro, che era prevista nel lunedì successivo a quella conferenza,  ma si è trattato di un'esigenza dettata dalla volontà di assicurare i cittadini, che nella psicosi generale, meritavano una risposta rapida". Questo due mesi fa, le fabbriche sono a pieno regime da allora.

Nella vignetta, che inaugura la nostra collaborazione con Fiorindo Ricci, tecnici in ascolto e "scricchiolii" particolari che, tuttavia, non danno risposte ai cittadini. (Clara Labrozzi)