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Metti che rispondi con entusiasmo ad una compagna di prevenzione urologica eche fai diligentemente la tua prenotazione on-line. Non sei un soggetto a rischio hai 43 anni e in genere i controlli iniziano intorno ai 45 ma vista la possibilità che ti stanno dando perché non approfittare. Poi arrivi in ambulatorio in ospedale, con te ci sono persone più anziane anche loro li per la visita gratuita. Arriva il tuo turno e il medico ti spiega che non si tratta di una visita ma di un incontro finalizzato alla compilazione di un questionario.

“Ho prenotato una visita urologica presso l’Ospedale Renzetti di Lanciano-ci scrive un nostro lettore-  aderendo all’iniziativa del mese della prevenzione urologica dell’uomo. Con mio sommo dispiacere una volta recatomi in ospedale mi sono sentito dire dal medico che mi avrebbe dovuto visitare che in realtà non si trattava di una vera e propria visita ma soltanto di rispondere ad un questionario. Pensate veramente che le persone abbiano tempo da perdere o che si divertano a prendere ore di permesso per recarsi in ospedale per rispondere ad un questionario”

Forse per visita si intendeva questionario informativo ci viene da pensare, certo se fosse così il nostro lettore non avrebbe capito bene le informazioni sull’opuscolo, sarebbe lui in torto ma, a quanto pare, come lui anche gli altri uomini in attesa  sembrerebbe avessero capito male. In quella sala erano tutti convinti di sottoporsi ad una visita e non di armarsi di carta e penna. Tutti avevano forse preso un permesso dal lavoro, riempito un modulo e inviato. Il termine visita era ben chiaro e di certo non significa questionario informativo. (C.Lab.)