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Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (Pd), proprio qualche giorno fa, in occasione di possibili trivelle nel mare vicino le isole Tremiti si era espresso in termini fortemente critici ribadendo che avrebbe dato battaglia e filo da torcere. Insomma nessuna resa nei confronti del Governo Renzi, anzi. Di segno e comportamento opposti Luciano D'Alfonso, che a dispetto di quanto dichiarato e sostenuto solo poche settimane fa ha deciso, da solo, senza nemmeno interpellare il Consiglio Regionale, di fare un passo indietro nel percorso che invece stava condividendo con altre nove regioni (Puglia, Marche, Basilicata, Veneto, Calabria, Sardegna, Liguria, Molise e Campania) per promuovere e portare avanti la battaglia per il referendum. Non sono bastate le migliaia di persone scese in piazza contro Ombrina, la lotta di associazioni e movimenti che prosegue forte e convinta: il Governatore dell''Abruzzo ha scelto di dire sì a Renzi e alla sua politica, senza tenere in nessun conto la volontà popolare, che dovrebbe invece tutelare e sostenere, né l'accordo con le altre Regioni, che di certo si sentiranno tradite. Un comportamento che che ha dell'incredibile, nel senso che è difficile credere a un simile dietro front. Ma a testimoniare la concretezza dell'azione c'è l'atto depositato questa mattina a Roma, firmato da Lucrezio Paolini, delegato del Consiglio Regionale per il referendum, con cui si chiede alla Corte Costituzionale il rigetto dei quesiti referendari. L'Abruzzo, dunque, o meglio il suo Presidente sceglie di prendere la strada tracciata da Renzi, lasciando quella che aveva disegnato e condiviso con le altre Regioni. E al di là dell'evidente brutta figura, questa storia è destinata ad altri sviluppi. Dall'entourage di D'Alfonso, però, arriva la versione di Camillo D'Alessandro, coordinatore della maggioranza all'Emiciclo. "Noi abbiamo attivato l’iniziativa referendaria per fermare Ombrina - spiega - risolto il problema definitivamente con la norma di legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, è cessata la materia del contendere. Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale sul quesito restante, ci attiveremo con il Governo per estendere e allungare la protezione del mare blu oltre le 12 miglia e concorrere a risolvere il problema delle isole Tremiti delle regioni limitrofe e dell’intero Adriatico. Dal 20 gennaio riprenderemo l’iniziativa politica ed istituzionale in questo senso, battendoci come ci siamo adoperati per contrastare la nascita di Ombrina".