Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazione del sindaco Di Lanciano Mario Pupillo circa il ruolo della città di Lanciano e della ex Sangritana, ora TUA, all'interno del trasporto regionale. Una fusione che avrebbe dovuto portare solo benefici alla città che, secondo i patti avrebbe mantenuto un ruolo centrale e che invece...

Con stupore leggo in questi giorni di certe iniziative politiche e alcuni commenti curiosi sulla riforma dei trasporti che la Regione Abruzzo ha finalmente realizzato dando vita ad una società unica del trasporto pubblico locale, TUA, con la fusione di GTM - Arpa e la storica Sangritana di Lanciano.

Giova ricordare, a beneficio di tutti, che quella fusione avvenne sulla base di un piano industriale varato dall’allora presidente Luciano D’Amico che prevedeva l’impegno a trasferire le attività commerciali a Sangritana, quale vettore commerciale per la gomma e per il ferro, in una prospettiva che vedeva e vede la stessa nelle condizioni di realizzare ed integrare la mobilità commerciale e turistica, piste ciclabili, mobilità su gomma e su ferro e pacchetti turistici. Questo impegno tra l’altro è stato assunto e rappresentato in un Consiglio Comunale straordinario che si è tenuto a Lanciano nel dicembre 2014, alla presenza tra l'altro di tutti i segretari dei sindacati dei trasporti, compresa la Cgil che oggi mi risulta essere impegnata contro il trasferimento delle attività commerciali alla Sangritana, che di certo non rappresenta un carrozzone come invece alcuni che abbiamo conosciuto in altre realtà abruzzesi.

Gli impegni assunti sono stati mantenuti dal Governo regionale, che ora giunge al passaggio finale. Il centro destra aquilano ha chiesto di bloccare questo processo, una cosa inaccettabile sotto tutti i punti di vista. Siamo pronti alla mobilitazione e ribadisco fin da ora che non ci interessano le complicità e le trasversalità politiche di campanile. Anzi: spero che il centrodestra di Lanciano sia unito a noi in questa comune battaglia da fare come città e come provincia che già ha partecipato al processo di riforma regionale accettando e non contestando su basi campanilistiche la fusione di due società operanti operanti nella provincia di Chieti come Arpa e Sangritana, così come a malincuore abbiamo assistito ad un processo di riforma che ha riguardato i centri di ricerca in agricoltura operanti in provincia di Chieti,  così come abbiamo conosciuto la conclusione operativa del Ciapi.

Segnalo inoltre che in ogni caso la delibera dei servizi minimi non può essere modificata perché inciderebbe sull’impianto della delibera di affidamento in house e noi innanzitutto difendiamo i lavoratori che vedrebbero mettere a rischio la propria prospettiva lavorativa. Sono certo che ogni difficoltà possa essere superata, ma contrastiamo con decisione la possibilità che un territorio possa dire “qui non si tocca nulla”: la Regione Abruzzo è composta da 305 Comuni e 4 Province.