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LANCIANO. Non è stata una solita giornata di routine a Lanciano e non lo è stata soprattutto a Corso Roma, al civico 112. Il motivo è presto detto: l’arresto di uno dei componenti della banda che ha massacrato di botte i coniugi Martelli lo scorso 23 settembre. Un fatto di cronaca che ha sconvolto Lanciano e che oggi sembra essere arrivato al capolinea con l’arresto dei malviventi. La giornata di cronaca è iniziata alle 10: gli uomini della polizia e dei carabinieri hanno scovato alcuni componenti della banda: tre sono stati arrestati subito ed un altro era ancora nell’abitazione di Corso Roma. Tra l’altro, secondo fonti attendibili, i malviventi vivevano lì solo da dieci giorni.

In poco tempo il posto si è riempito di cittadini, desiderosi di avere giustizia di quanto successo. Di fronte la palazzina c’è anche l’Istituto De Titta con tantissimi studenti che dalle finestre cercavano di carpire informazioni o di assistere alla cattura, come del resto tutti i curiosi che si trovavano in strada assieme ai giornalisti, sia locali che nazionali. Alla rotonda di Santa Chiara, così come nelle vie limitrofe il traffico è andato in tilt, come è normale che sia in queste situazioni che Lanciano non è abituata a vivere. In breve tempo, le persone aumentano, così come aumenta l’attesa. La polizia scientifica sta eseguendo i rilievi del caso per acquisire prove, passano le ore con le persone che vanno e vengono. Si sta stretti e le persone iniziano a parlare: “E’ uno solo? O sono in tre?” chiede una signora a noi giornalisti ed ai poliziotti, con un agente che risponde che si tratta di uno solo. Una signora, invece, afferma: “Qui a Lanciano non è mai successo niente di simile, questa storia ci ha colpiti e abbiamo paura.”

Alle 17:30, la polizia porta fuori dall’abitazione il rapinatore, dopo 8 ore di rilievi per acquisire le prove necessarie. L’uomo sembra che sia stato preso mentre era nel sotto tetto della palazzina. Nei concitati momenti non si riesce neanche a vedere il volto, la folla è inferocita: le persone inveiscono contro l’arrestato “Fai schifo”, “Vergognati”, assieme ad altri termini molto più coloriti che, ovviamente, non scriveremo ma sono facilmente immaginabili. Altre persone invece urlano: “Datelo a noi” e ancora “Perché è incappucciato? Vogliamo vederlo questo farabutto”. L’uomo, in un lampo, viene caricato in auto e portato via sotto scorta con la gente che inizia a rincorrere le auto per pochissimi metri, tirando pugni alla macchina dove si trova l’uomo arrestato. Poi parte l’applauso alle forze dell’ordine che terminati i rilievi, ed effettuato l’arresto, hanno portato via l’uomo che, stando alle prime informazioni, dovrebbe essere di nazionalità rumena. I dettagli dell’operazione saranno poi spiegati in conferenza stampa, attesa per il 27 settembre.

Sul posto ci sono stati, alcuni disagi: gli abitanti della palazzina dove si trovava l’uomo avevano necessità di rientrare in casa e sono stati fatti entrare dalle forze dell’ordine, mentre un’ambulanza della Croce Gialla ha dovuto attendere pochi secondi, necessari a spostare le auto della polizia stazionate di fronte l’ingresso della palazzina, per poter prestare soccorso in un vicolo poco più sotto. Disagi normali e comprensibili. Di certo il 26 settembre è stata una giornata indimenticabile per Lanciano, che ora desidera tornare a quella rassicurante routine dopo giornate in cui la paura e lo shock hanno preso il sopravvento. Una routine che, adesso più che mai, è tanto desiderata dai cittadini. Ulteriori sviluppi, da confermare, indicano anche la possibile complicità di una donna. (Piergiorgio Di Rocco)