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Due giorni di scuola chiusa. Una vacanza inaspettata, il famigerato Burian, che poi ha fatto meno danni del previsto ed oggi si rientra in classa. Genitori felici, studenti un pò meno, tutto nella norma insomma.

Ma quel che invece registriamo è un attacco, a dir poco sopra le righe, nei confronti del sindaco Mario Pupillo.

Nella sua bacheca Fb infatti, sotto l’annuncio della riapertura delle scuole, si è scatenato il finimondo, altro che Burian Russo. La furia di decine di studenti frentani, al pari del vento siberiano, ha dato il peggio di se.

Offese gratuite di ogni sorta, una rabbia incontrollata ha trasformato centinaia di studenti, molti dei quali minorenni e quindi neanche autorizzati a stare sui social, in dei fustigatori professionisti. Il ghiaccio, il freddo, “come facciamo a stare in classe sentiamo freddo”, che poi  in verita, a ben vedere girano per strada tutt’altro che coperti con caviglie ben in vista come la moda suggerisce.

Un vero e proprio inferno di commenti, con decine e decine di condivisioni dove si è fatto a gare per sparare l’offesa più grave. Poi una mamma, una mamma attenta, si è affacciata con educazione fra gli insulti, scusandosi per il comportamento del figlio. Una speranza il commento della donna che fa ben sperare. Ci sono ancora dei bravi genitori, almeno…

Questo il post pubblicato dal sindaco Pupillo questa mattina, ve lo proponiamo integralmente, nel quale il primo cittadino si dice meravigliato ed anche dispiaciuto di quanto accaduto.

“Buongiorno a tutti! Ho letto tutti i commenti tra ieri sera e questa mattina all'alba del mio post che ieri annunciava la riapertura delle scuole. 

Il post è questo https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/f51/1/16/1f449.png???? clicca qui

Molti commenti sono goliardici e davvero simpatici, come i meme che mi riguardano e i pinguini avvistati un po' ovunque; altri meno, altri semplicemente offensivi, altri scritti in un italiano approssimativo e sgrammaticato. 

Di sicuro, le reazioni a questo avviso mi hanno fatto molto riflettere: non credo di essere l'unico. Poi questa mattina, forse complice il bel sole, ho pensato che se ognuno dei 700 e non so quanti commentatori del post postassero oggi stesso, sul proprio profilo, il Manifesto della Comunicazione non ostile di Parole O_Stili che trovate nella foto e a questo link http://paroleostili.com/manifesto/ ...forse, dico forse, impareremo tutti qualcosa. 

Primo: che virtuale è reale, che quello che si scrive su un social poi bisogna essere pronti a ripeterlo di persona, in faccia, che i social non sono un porto franco dove le responsabilità non esistono. Anzi. I nostri profili hanno un nome e un cognome, sono rintracciabili, tutti. 

Leggete il Manifesto, parlatene in classe tra di voi, chiedete alle vostre scuole di aderire e sottoscrivere il Manifesto, stampate un poster e appendetelo in classe, discutetene con i vostri docenti, a casa con le vostre famiglie, fate girare questa immagine nei vostri gruppi wp. 

Così avremo trasformato tutti insieme quel post in una pianta che cresce e non in una fotografia deprimente della nostra piccola-grande comunità reale/virtuale. 

Studiare, conoscere, sapere vi renderà liberi. Viva la scuola! Ciao ragazzi!”