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Dopo 16 anni, per la prima volta da quando questa figura è stata istituita nel 2001, ASL 02 Lanciano – Vasto – Chieti avvierà la procedura concorsuale dal prossimo gennaio per Operatori Socio Sanitari.

Una notizia tanto attesa, dichiara il sindacato di basa che da anni è al fianco dei lavoratori del settore sanità, che rimette finalmente in moto nella nostra provincia la macchina del pubblico impiego nel settore sanitario, bloccata fin ora come in tutto il Paese del resto.

Resta però, ad oggi, un forte dubbio sul concorso riguardante gli O.S.S. già impiegati dalle aziende e cooperative che hanno in appalto i servizi sanitari nei nostri presidi medici e ospedalieri: questi lavoratori svolgono tale servizio da oltre dieci anni in moltissimi casi, ma in sede di concorso non verrà riconosciuta loro alcuna anzianità di servizio, se la situazione resterà tale, si chiedono. In questo modo nei loro confronti perdurerà una forte ingiustizia poiché essi rappresentano una risorsa interna, già presenti nell'ambiente lavorativo, formati e con molta esperienza maturata negli anni. Allora perché non dare loro la possibilità di una stabilizzazione riconoscendo loro gli anni di servizio? Abbiamo incontrato, continuano dal sindacato,  l'assessore regionale per la sanità Silvio Paolucci, il quale ha affermato di comprendere appieno la problematica impegnandosi a cercare delle soluzioni con il ministero della sanità per questo problema nel prossimo concorso pubblico. In questo senso si sta mobilitando anche la regione Lazio che con la legge 4 del 2017 riconosce l'anzianità di servizio per il personale esternalizzato impiegato nell'assistenza diretta o indiretta dei pazienti nelle aziende e negli enti del servizio sanitario regionale.

 L'Abruzzo non sarà quindi la sola a cercare una soluzione per un problema, quello della privatizzazione del servizio pubblico sanitario, che rende precario il personale degli ospedali e di conseguenza abbassa la qualità servizio per i pazienti. Da mesi ormai stiamo chiedendo una soluzione concreta e definitiva per questi lavoratori attraverso iniziative pubbliche, incontri e assemblee, facendo venire a galla il problema che riguarda non solo le sorti di O.S.S. e Ausiliari, ma le sorti della sanità pubblica in generale che nella provincia di Chieti riguarda le sorti di 400000 abitanti.