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LANCIANO/VASTO- Successo oltre ogni aspettativa e partecipazione in crescendo per la tournée latinoamericana appena conclusa dello spettacolo “Arturo lo chef in Sud America,prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con il Teatro del Sangro. 40 giorni di permanenza, 20 spettacoli realizzati, 14 città interessate e 14.000 chilometri percorsi dalla compagnia tra Argentina, Uruguay e Paraguay. Nelle importanti città di Mar del Plata (ottocentomila abitanti, oltre tre milioni tra residenti e turisti in estate) e Rosario (un milione e mezzo di abitanti, seconda città d’Argentina) sono stati conferiti i riconoscimenti di “cittadino illustre” a Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini, per il lavoro artistico svolto in Argentina negli ultimi anni.

Arturo lo chef in Sud America è un monologo teatrale liberamente tratto dalla scrittura di John Fante. Progetto scenico, testo e regia sono di Stefano Angelucci Marino, anche in scena. Collaborazione al testo e alla regia di Rossella Gesini. Le musiche originali sono di Giovanni Sabella e la scena di Filippo Iezzi.

La tournée in Argentina, Uruguay e Paraguay è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires diretto da Donatella Cannova, il Comites Rosario diretto da Franco Tirelli, l’Associazione “Famiglia Abruzzese” di Rosario diretta da Marcelo Castello, l’Associazione “Famiglia Abruzzese” di Montevideo-Uruguay diretta da Fernando Pizzuti e il Comites de Paraguay diretto da Jose Zanotti, che hanno ospitato lo spettacolo da agosto ai primi di settembre del 2018.Arturo lo chef in Sud Americaè stato presente nelle città di: Buenos Aires, Rosario, Mar del Plata, Berazategui, Montevideo (Uruguay), Assuncion (Paraguay), San Lorenzo, Casilda, Canada de Gomez, Paranà, Corrientes, Formosa, Balcarce e Chajari.

Durante la permanenza in Sud America Stefano Angelucci Marino e Giuliano Bonanni hanno realizzato due laboratori teatrali per attori professionisti sulla “Maschera” e sulla “Commedia dell’Arte” italiana. Queste attività, promosse dall’organismo teatrale “Mask”, sono state effettuate a Buenos Aires (Teatro Santos 4040) e a Rosario (Teatro Plataforma Lavarden). Questi incontri sono stati incentrati sulla potenza espressiva della Commedia dell'Arte e dei suoi personaggi, che hanno partecipato alla fondazione e divulgazione a livello mondiale del teatro moderno occidentale, e che riescono a sensibilizzare, nell’attore, l’uso completo delle proprie potenzialità espressive.

Con grande ironia e semplicità nello spettacolo si racconta la passione per i fornelli, l’arrivo a Los Angeles, i primi amori, i colleghi e la dura vita di cucina. Quindi l’arrivo a Buenos Aires, le vittorie e le sconfitte sulla strada del successo. Arturo in famiglia sente scoppiettare l’idioma abruzzese, idioma che tra i componenti adulti del “clan“ spesso rappresenta il mito dell’origine, il rifugio salvifico, l’identità ri-affermata, mentre per lui, per il giovane cuoco oramai pronto alla conquista del mondo significa solo emarginazione e disprezzo.

Ha scritto il critico Paolo Verlengia dello spettacolo: “C’è in effetti più del mero intrattenimento da one-man-show nel progetto di Angelucci Marino, in cui le dimensioni di micro e macro e si incrociano ripetutamente: globalizzazione e territorialità, letteratura e cabaret, spettacolo ed emigrazione. Ma soprattutto, la veste della comicità viene usata per raccontare e dissimulare la parabola della finitezza umana che si sublima all’inseguimento donchisciottesco dell’utopia”.