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“Non sono soddisfatto al cento per cento, ma l'accordo raggiunto e che deve essere ancora firmato, è quello meno pesante per la società. Se questa lunga e controversa vicenda non si chiude potremmo avere dei seri problemi”. A parlare è il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe che ieri ha incontrato i sindaci proprio per informarli sull'iter della vertenza con l'Acea e sugli ultimi sviluppi e per ascoltare le loro considerazioni e le loro valutazioni in merito. Un argomento tanto importante non poteva, per il presidente, non essere affrontato e discusso insieme, prima di ratificare un'intesa faticosamente raggiunta. Ha ripercorso gli aspetti più significativi del contenzioso ricordando ancora una volta che si tratta di una storia che parte da molto lontano, da quando c'era la Cassa per il Mezzogiorno e che è andata avanti a colpi di carte bollate e di richieste milionarie. L'ultima di 7 milioni e mezzo di euro, o meglio 6 milioni richiesti dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma ai quali bisognava aggiungere le spese legali e processuali. “Ed è proprio su questa somma notevole, che si è concentrata tutta la nostra attività, quella del Cda e dell'Ufficio legale per cercare di individuare tutte le azioni da mettere in campo per arrivare a una soluzione accettabile. Questa cifra che i legali dell'Acea hanno richiesto – ha puntualizzato Basterebbe – in considerazione di una sentenza passata in giudicato, rappresenta poco più di un terzo dell'intero bilancio della Sasi. Si comprende quindi, quanto fosse grave la situazione. Da qui la necessità di tentare tutte le strade possibili per evitare l'esborso di una simile cifra che mai avremmo potuto pagare in un'unica soluzione. Sono proseguite riunioni tra i rispettivi uffici legali, io mi sono più volte incontrato con il presidente dell'Acea e alla fine abbiamo raggiunto un accordo, chiudere a 5 milioni e 400 mila euro, con il versamento di un milione all'atto della firma e 500 mila euro per 8 anni, senza interessi”. Certo, non è poco, ma è la soluzione migliore rispetto all'attuale situazione ha rimarcato il legale della Sasi, l'avvocato Di Zio, “chiudere con questa cifra e con un pagamento rateizzato è un accordo accettabile”.

I sindaci hanno ascoltato con attenzione l'intervento del presidente e quello dell'avvocato, sentono da anni parlare di questa complicata questione e chiuderla è già un grande risultato, anche se piuttosto oneroso. “Chiudere questo contenzioso, aver affrontato un problema complesso che si trascinava da troppi anni è già un grande obiettivo centrato”, ha detto il sindaco di Vasto Francesco Menna, mentre il primo cittadino di Cupello Manuele Marcovecchio ha chiesto se questo esborso avrà ripercussioni sulla comunità. Il sindaco di Altino Vincenzo Muratelli dopo aver ribadito “che tutto quello che si poteva fare è stato fatto” ha puntato l'indice contro il comportamento scorretto dell'Acea che non avrebbe nessun rispetto e considerazione per i territori. E questo è un tema destinato ad avere altri sviluppi.

I sindaci, hanno comunque apprezzato, non solo l'apertura al dialogo e al confronto di Gianfranco Basterebbe, ma soprattutto lo sforzo e l'impegno profusi per mettere la parola fine a una lunga ed esasperante telenovela.

 

Un piano da sei milioni di euro: tanto vale il programma delle assunzioni 2018 varato dalla Asl Lanciano Vasto Chieti e approvato ieri dalla Regione Abruzzo, che porterà ossigeno alle unità operative con conseguente positiva ricaduta sulle attività assistenziali. Il documento prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 117 unità, da destinare alla copertura di altrettanti posti vacanti di diverso profilo professionale. Una manovra che favorisce il lavoro stabile limitando il precariato, nel rispetto dell’obiettivo regionale di riduzione dei contratti a tempo determinato.

Saranno 25 le assunzioni nel ruolo tecnico (assistente sociale, assistente tecnico, Oss, programmatore e collaboratore tecnico professionale), e sette in quello amministrativo, mentre la parte del leone la fa l’area sanitaria, con 85 unità, di cui 52 dirigenti medici, otto direttori di struttura complessa e 25 unità del comparto tra infermieri, tecnici e altre figure.

Nel piano è previsto anche il concorso per la direzione della Radiologia dell’ospedale di Lanciano, quello che ancora mancava per la copertura di tutti i posti apicali lasciati scoperti al “Renzetti” dopo il pensionamento dei primari in carica. Entro l’anno, dunque, tutte le unità operative torneranno ad avere una guida stabile.

Sul fronte dei dirigenti medici la pattuglia più numerosa sarà quella dei ginecologi, visto che ne saranno assunti sette, seguiti dagli specialisti in medicina d’urgenza, cinque. Di seguito gli altri:

4 anestesisti 4 radiologi 3 biologi 3 psichiatri 2 cardiologi 2 chirurghi 2 geriatri 2 diabetologi 2 medicina trasfusionale 2 pediatri 2 veterinari 2 psicologi 1 chirurgo vascolare 1 direzione medica di presidio 1 gastroenterologo 1 medicina fisica e riabilitazione 1 medicina interna   1 nefrologia 1 ortopedia 1 patologia clinica.
 

«Questo piano, redatto con il supporto dell’unità operativa Amministrazione e sviluppo delle risorse umane - sottolinea il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco -, permetterà alle articolazioni aziendali di colmare carenze e migliorare l’operatività. E’ stato condiviso con l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, SIlvio Paolucci e recepito dalla Regione integralmente, che ancora una volta risponde positivamente alle istanze della nostra Azienda ponendola in condizione di offrire assistenza di qualità a un territorio così vasto. L’approvazione ci permette anche di varare i concorsi, assai attesi, per gli operatori socio sanitari, con 20 assunzioni, e per gli infermieri. Per la procedura che riguarda questi ultimi, prossima a essere bandita, ci sarà la riserva di posti del 50%, ai fini della stabilizzazione del personale attualmente in servizio a tempo determinato e in possesso dei requisiti previsti».

Il piano assunzioni 2018 è ricompreso nei limiti di spesa per il personale fissato dagli strumenti di programmazione regionale e che stabilisce per la Asl della provincia di Chieti un tetto pari 240 milioni di euro.

?Le emergenze colpiscono anche gli animali, oltre che le persone, ed è perciò fondamentale sapere come muoversi in caso di calamità o epidemia. E' stato quindi un vero e proprio addestramento quello compiuto dal servizio Sanità animale? della Asl della provincia di Chieti, che ha effettuato un’esercitazione in campo riservata a tutto il personale, sanitario e tecnico ausiliario, che ha preso parte alla simulazione di un allarme determinato da un focolaio di malattia infettiva, altamente contagiosa, e da un terremoto.

L'allarme è scattato alle ore 9.30, orario in cui tutto il personale delle sedi di Chieti, Lanciano e Vasto, dotato di attrezzature e mezzi necessari, si è diretto alla volta del punto di ritrovo stabilito, a Roccamontepiano, in località Montepiano. Sono stati allestiti recinti per il recupero e la custodia di animali come bovini, equini e caprini, ricoveri per animali d'affezione e impiantato un centro veterinario mobile, dotato di attrezzature per il pronto intervento, collocato all'interno di una tenda pneumatica alimentata con generatore di corrente.

?A seguire è stata poi istituita la stazione mobile di disinfezione con l'allestimento di una doccia pneumatica per la sterilizzazione da sostanze tossiche radioattive. Altro passaggio significativo è stata la geolocalizzazione delle strutture di ricovero ancora utilizzabili più prossime. Con l'impiego di navigatori satellitari gruppi diversi di sanitari sono state tracciate rotte e percorsi nel tentativo di recuperare animali dispersi nel bosco, tenendosi in contatto con ricetrasmittenti. Le operazioni si sono concluse in serata.

«La simulazione ha consentito di verificare consistenza ed efficacia di attrezzature e protocolli di cui disponiamo - sottolinea Giovanni Di Paolo, direttore del servizio Sanità animale della Asl Lanciano Vasto Chieti -. Esercitazioni come queste, inoltre, servono a mettere in luce eventuali criticità di organizzazione che possono essere corrette, così da essere pronti e incisivi in caso di necessità».

Qualche dubbio inizia ad essere una certezza. Marina Angrilli, la moglie di Fausto Filippone, non è caduta accidentalmente dal balcone della casa di Pescara ma è stata spinta di sotto, molto probabilmente dall’uomo. Il marito, domenica alle 12 era lì con lei. Sulla sua presenza non ci sono dubbi. Un medico che abita in quel condominio, Giuliano Salvio, lo ha visto che camminava nervosamente vicino al corpo della moglie che dava ancora segni di vita. Era nervoso, ha raccontato Salvio a la trasmissione La vita in diretta, camminava avanti e indietro, gli ho chiesto se conosceva la donna e lui mi ha detto che era la moglie. Poi è arrivata l’ambulanza, lui ha detto che andava a cercare un documento, si è allontanato, ha seguito anche i soccorsi per un breve tratto ma poi ha deciso di andare, e lo dimostrano i racconti della famiglia della moglie, a prendere Ludovica. Alle 13 era già su quel maledetto viadotto, seduto sul bordo, ha spinto la bambina, lo hanno visto in tanti, un volo di 40 metri che ha ucciso Ludovica sul colpo, lo ha confermato l’esame autoptico eseguito dal medico legale Cristin D’Ovidio, e poi 7 ore di follia. “Non vi avvicinate alla bambina altrimenti mi butto, urlava, le immagini del tutto iniziano a circolare ovunque, arriva la gente a curiosare, lui chiede della sorella che per non può avvicinarsi, arriva lo psicologo che cerca di convincerlo ma nulla.

Mi sono trovato un muro di fronte, dichiara Massimo Di Giannantonio, lo psicologo, in 7 ore non sono mai riuscito ad incrociare lo sguardo di Filippone. Aveva deciso che la sua vita era finita 15 mesi prima, la morte dell’amata madre lo aveva forse convinto che la sua esistenza non aveva più senso, la sua, ma perché uccidere?

Il movente è quello che manca a questa storia assurda, una ragione seppur incomprensibile che possa far capire cosa sia passato nella mente di quell’uomo che gridava di amare la figlia, che chiedeva come stava la moglie e che alla fine ha staccato le mani dalla rete, appena accortosi dell’operazione di salvataggio dei vigili del fuoco sotto i suoi piedi, per raggiungere le sue donne.

Gli uomini della squadra Mobile di Chieti, diretti da Miriam D’Anastasio e coordinati dal pm Lucia Anna Campo, stanno lavorando anche per capire di più e con la convinzione, forse la sola, che non si tratta di problemi psichici, almeno documentati, nè tantomeno economici.

Prelevati anche campioni organici per accertare se tutti e tre avessero ingerite sostanze che abbiano reso la fine meno “lucida”.(C.Lab.)

 

Le prime voci iniziano a circolare intorno alle 13,30. Un uomo minaccia di gettarsi dal viadotto Alento dell’autostrada a 14 nel territorio di Francavilla. Poi l’informazione più tragica, quella che nessuno vorrebbe mai sentire, sotto di lui , che urla di non avvicinarsi, una bambina, scarpette da tennis bianche e pantaloni gialli. E’  la figlia, è Ludovica, 10 anni, non si muove. Testimoni raccontano che è stato proprio lui, Fausto Filippone 49 anni dirigente della Brioni, l’azienda di moda, ad averla buttata giù, portandola per mano, fino a quel punto.

Nessuno può constatare  il decesso della piccola, un volo di 40 metri non lascia scampo, l’immagine di quel corpicino è straziante. Nel frattempo viene fuori una seconda verità. Una donna, Marina Angrilli insegnate di lettere di 51 anni, sta lottando contro la morte in ospedale a Chieti, poco prima è precipitata da un appartamento a Chieti Scalo. La donna è la moglie di Filippone, in quella casa non vivono, l’affittano agli studenti, loro abitano a Pescara ma non è chiaro perché in tarda mattinata era li. Qualcuno racconta di urla ma nessuno ha visto la donna precipitare. Dopo poche ore anche Marina muore, in ospedale era arrivato anche il marito, non si sa se con la le piccola ed aveva fornito false generalità.

L’autostrada viene chiusa, arriva la polizia, arriva il mediatore arriva anche la sorella che cerca di convincerlo la lui resta li, passano le ore ma lui rimane attaccato alla rete di recinsione del viadotto.

 Urla, chiede scusa a tutti e continua a dire di non avvicinarsi alla bambina. Sembra che intorno alle 19 abbia lanciato alle forze dell’ordine un bigliettino di cui non si conosce il contenuto. Intanto sui social iniziano a circolare i video, le foto ed anche le sentenze di tanti.

Arrivano, le persone, fin sotto il viadotto, portano anche i bambini, un turismo dell’orrore, un tentantivo, assurdo, di essere protagonisti della più immane delle tragedie. Nel frattempo la corsia opposta dell’autostrda deve essere chiusa, i curiosi hanno provocato un grosso tamponamento. Le ore passano, i vigili del fuoco stanno gonfiando una struttura che possa attutire l’impatto di Filippone, lui si accorge dell’operazione in corso ed urla: “togliete quell’affare, non gonfiatelo!”…pochi attimi e si lascia andare, di spalle, verso la morte.

 

 

 

Grande successo sulle spiagge abruzzesi dell’iniziativa benefica “Decora per un amico in riva al mare” interamente finanziata dal SIB/Confcommercio e organizzata in collaborazione con la Fondazione Contessa Lene Thun Onlus che da anni realizza laboratori gratuiti per bambini in contesti ospedalieri e di disagio pediatrico in genere.

Sull’intero litorale tantissimi concessionari di Casalbordino, Torino di Sangro, Fossacesia, Francavilla al Mare, Pescara, Montesilvano, Silvi, Pineto, Roseto, Giulianova hanno offerto a tanti piccoli bagnanti un kit contenente un oggetto di ceramica Thun da colorare, un grembiule, i colori e un diploma con la denominazione “Decora per un amico in riva al mare”.

Riccardo Padovano presidente SIB/Confcommercio Abruzzo “Sono contentissimo della riuscita in Abruzzo dell’iniziativa con tanti concessionari che hanno dato il loro contributo per il duplice obiettivo di far divertire i bambini e sostenere un’importante finalità benefica.

E’ stato bellissimo vedere tanti piccoli bagnanti impegnati intorno ad un tavolo con tanto di grembiule nella colorazione degli oggetti Thun con risultati meravigliosi.

Abbiamo voluto dare un segnale di solidarietà alla Fondazione Thun che da anni si occupa di dare sostegno pratico e psicologico a bambini chiamati ad affrontare prove difficili.

Grazie alla Fondazione Thun bambini affetti da patologie gravi trovano un prezioso aiuto per affrontare la malattia modellando e dipingendo la ceramica nei 25 laboratori permanenti attivati in 15 ospedali italiani.

Grazie all’aiuto degli imprenditori balneari l’obiettivo è di arrivare entro il 2017 a 34 laboratori in 19 ospedali italiani con reparti pediatrici che anche grazie alle opere realizzate nei laboratori Thun assumono un aspetto più bello e colorato che aiuta non poco i piccoli malati.”

L’Aquila, 01.08.2017. “Finalmente ci siamo. Esprimiamo la nostra piena soddisfazione per l’approvazione definitiva del progetto di legge n.373 che regola e determina i contributi regionali a favore dell’installazione di impianti di videosorveglianza nelle residenze per anziani, pubbliche e private, nelle strutture per i diversamene abili e nelle scuole dell’infanzia private accreditate”.

Questo il commento del Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri che, unitamente al consigliere Mauro Di Dalmazio e Mauro Febbo, ha proposto il provvedimento. Grazie a questa legge le strutture assistite e non per anziani (ovvero quelle che richiedono la presenza obbligatoria di personale medico ed infermieristico) e le scuole primarie pubbliche e private potranno accedere ad un fondo della regione Abruzzo per dotarsi di un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, quale deterrente per evitare fenomeni di maltrattamento. 

Sicuramente la presenza di telecamere rappresenta un utile deterrente, ma anche una forma di controllo che permette di proteggere chi più ne ha bisogno e, al tempo stesso, di individuare in moto tempestivo chi si rende responsabile di tali atti. Compito della Regione, in questo caso, è quello di incentivare e sostenere, ovvero favorire, attraverso l’erogazione di contributi ad hoc, l’installazione dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso nelle strutture accreditate presenti sul territorio. Per l’erogazione dei contributi, la giunta regionale promuoverà appositi bandi ed entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, dovrà stabilire i criteri per l’assegnazione dei fondi e dovrà individuare i documenti necessari per la presentazione della richiesta di assegnazione dei benefici. I fondi provengono da un nuovo capitolo del bilancio regionale – spiegano Sospiri, Di Dalmazio e Febbo - si tratta di 200 mila euro che sicuramente non saranno sufficienti per garantire la copertura di tutte le strutture. E’ solo un piccolo ma forte e significativo segnale per arginare e controllare un fenomeno presente. Per garantire l’intera copertura delle strutture in Abruzzo - conclude Sospiri - servirebbero almeno due milioni di euro e continueremo a lavorare per arrivare a questo importante obiettivo al fine di migliorare e garantire la sicurezza dei più deboli”.  

Tutto pronto per la Nona edizione per il Palio culinario delle contrade e Festival del peperone dolce di Altino, che si svolgerà come consuetudine l’ultimo fine settimana di agosto, venerdì 25 e sabato 26 agosto 2017. 
Le massaie di otto contrade Briccioli, Colli, Fonte Lama, Fronte e Mandrelle, Sant’Angelo, Selva, Scosse, Quart’ammonde, con otto menu diversi a base di peperone dolce di Altino, si sfideranno per conquistare l’ambita piletta in legno, cesellata a mano da un artigiano locale. 
Ogni piatto prende spunto dalla tradizione culinaria del piccolo borgo del Sangro-Aventino, tramandata nelle case di madre in figlia, con uno sguardo rivolto all’innovazione e l’altro alla ricca biodiversità d’Abruzzo.  
Un primo, un secondo con contorno e un dolce per ogni menu che i contradaioli si preparano a servire nei vicoli del centro storico di Altino, per un totale di 24 portate a serata. 

In conferenza stampa sulla costa dei trabocchi, ospiti del ristorante Caldora Punta Vallevò dei fratelli Marco e Luca a Rocca San Giovanni, il presidente dell'associazione di tutela del peperone dolce di Altino Sebastiano Scutti e la vice presidentessa Mariella Di Lallo hanno illustrato il programma della manifestazione che, in due giorni, richiama in paese migliaia di avventori.
Il peperone “a cocce capammonte”
(perché il frutto è rivolto verso l’alto) si presta ad essere declinato sia al salato che al dolce, una peculiarità che alimenta anno dopo anno la fantasia dei contradaioli.
Il peperone dolce di Altino non manca tra gli ingredienti degli chef Caldora, che lo propongono nei piatti di stagione, rivisitando la tradizione locale, come nella chitarrina con scampi e cime di rapa. I fratelli Marco e  Luca hanno portato il prodotto tipico di Altino anche alla prova del cuoco su RaiUno. 
«Tra le novità di quest’anno proponiamo uno stand gluten free in piazza San Rocco con gli chef Gianni Di Carlatonio e Antonella Barbella – dichiara il presidente Scutti – che prepareranno un menu completo al peperone dolce di Altino, con la pasta senza glutine Bioalimenta di Fara San Martino». 
Non mancherà lo spazio della solidarietà, «Saranno nostri ospiti alcuni produttori delle aree terremotate dell’Agosto 2016 - aggiunge il presidente - quali Amatrice, Campotosto, Arquata del Tronto e Cittareale, con il pecorino amatriciano, miele e norcineria». 
Non solo a tavola: il peperone dolce di Altino sarà occasione di dibattito nel convegno promosso dall’Associazione di tutela sabato 5 agosto, alle ore 19, nel centro storico del paese "Dalla microeconomia del Pda alla promozione di un sistema locale territoriale". «Il tema prende spunto dalla tesi di laurea in Economia aziendale del giovane altinese Giuseppe Scutti – aggiunge la vice presidentessa Di Lallo – una riflessione sull'importanza di promuovere un sistema locale territoriale che faremo assieme ad esponenti del mondo dell’imprenditoria, della formazione, dell’istruzione e della Regione Abruzzo con la presenza del vice presidente Giovanni Lolli». 
Il peperone dolce di Altino è presidio Slow Food da due anni, è coltivato nel territorio dell'Oasi di Serranella, con circa 200 mila piante all'anno su sei ettari di terreno da otto produttori.
Gli stand gastronomici aprono prima del tramonto, alle ore 19; per acquistare i menu è necessario munirsi della “moneta” del Festival, l'Europeperone, alle casse aperte in centro storico. 
A Selva di Altino sono previste le aree di sosta delle auto con servizio navetta in pullman gratuito per raggiungere il paese.
 
I menu delle contrade, che saranno svelati i primi di agosto, saranno valutati dalla giuria di chef presieduta da Ermanno Di Paolo, docente all'istituto alberghiero “Marchitelli” di Villa Santa Maria (Chieti): gli chef assegneranno l'ambita piletta del Palio culinario al miglior menu e il premio Ricetta d'autore al miglior piatto della competizione.
Il Festival è anche folclore: una giuria di esperti valuterà i contradaioli nella ricostruzione di scenette agresti, nell'esibizione di serenate, cori e balli tradizionali.

I Carabinieri della Stazione di Torino di Sangro , a conclusione di una complessa attività di indagine,   hanno deferito in stato di libertà,  al la Procura del la Repubblica presso il Tribunale di Vasto per il delitto di truffa aggravata  S.M. siciliano 45enne, già noto alle forze dell'Ordine per reati della stesa indole. A carico dell'uomo, infatti, i militari della Stazione di Torino di Sangro, hanno raccolto numerosi elementi di colpevolezza che lo identificano come l'autore di un episodio avvenuto alcuni giorni prima in danno di un anziano 80enne del luogo. In quella circostanza, infatti, l’uomo,  dopo aver finto il danneggiamento dello specchietto retrovisore esterno della propria auto, aveva dato vita ad una sceneggiata, accusando l'ignaro 80enne di aver provocato il danno e pretendendo un risarcimento. L'anziano, sconcertato e spaventato, si era lasciato indurre a consegnare la somma contanti di 200 euro in contanti, a risarcimento dell'inesistente danno, nella convinzione di chiudere bonariamente la vicenda.

Le successive e certosine indagini dei carabinieri di Torino di Sangro hanno smascherato l'inganno e scoperto l'autore che, sembra, non sia nuovo ad analoghe vicende. La vicenda, se da una parte si è conclusa con soddisfazione per il paziente lavoro degli investigatori dell'Arma, dall'altra evidenzia, ancora una volta, la estrema facilità con cui individui  spregiudicati e senza scrupoli ingannano anziani e persone deboli , approfittando, peraltro, della loro estrema ingenuità, per carpire denaro o altri beni.

I Carabinieri, che hanno da poco, rivitalizzato una campagna di sensibilizzazione sullo specifico, odioso fenomeno criminale, invitano ancora una volta i cittadini a segnalare  e a chiamare prontamente il numero di emergenza 112 o altre Forze di Polizia qualora si venisse coinvolti in episodi analoghi

Pescara 3-07-2017. La “Borsa Enogastroturistica Abruzzese”, organizzata dalla Camera di Commercio di Pescara, spin off della ultra-trentennale Mediterranea, fa tappa a Milano. E lo fa per un solo giorno, il 5 luglio, presso il Palazzo Giureconsulti della Camera di Commercio di Milano in un evento che vuole promuovere le eccellenze regionali del mondo gastronomico e turistico.

A rappresentare l’Abruzzo a Milano ci saranno: il presidente della Camera di Commercio di Pescara Daniele Becci, il dirigente dell’Area Promozione Tosca Chersich, il responsabile della DMC Abruzzo Claudio Ucci.

La prima parte della giornata sarà dedicata alle 14 eccellenze agroalimentari del territorio impegnate in una fitta agenda di incontri B2B con ristoratori e catene distributive lombarde; poi un networking cocktail con operatori specializzati del settore turismo; e infine prima della cena, che naturalmente ha come protagoniste le grandi materie abruzzesi, prenderà il via Farmer, “dalla terra alla padella”.

Il format, che nasce dalla necessità di creare relazioni tra i produttori e gli chef, ha l’obiettivo di puntare i riflettori sul territorio abruzzese e i suoi grandi prodotti rielaborati dalle sapienti mani dei cuochi. A dialogare con i produttori abruzzesi sarà la chef Cinzia Mancini del ristorante Bottega Culinaria di San Vito Chietino (Ch).

«Dopo 32 di esperienza fatta con Mediterranea, -ha detto il presidente CCIAA di Pescara Daniele Becci- abbiamo voluto portare a Milano questo nuovo brand, la Borsa Enogastroturistica che coniuga le nostre eccellenze alimentari e quelle turistiche. Con l’Expo abbiamo iniziato una collaborazione con Promos, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, che diventerà la capofila della nuova agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese: grazie a loro ben 14 aziende incontreranno ristoratori lombardi, buyers e stampa specializzata in un giorno interamente dedicato al business. Abbiamo il dovere di reagire agli strascichi degli accadimenti di questo gennaio e questa iniziativa va verso la giusta direzione».

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