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Il lavoro dei soccorritori continua senza tregua, va avanti in condizioni di estrema difficoltà all'Hotel Rigopiano cancellato dalla furia devastante di una slavina, il numero delle vittime purtroppo sale, sono 12 ora quelli che non ce l'hanno fatta, 11 i superstiti e 17 ancora dispersi. Insieme a questo bilancio che tutti si augurano non diventi più grave aumenta la polemica sui presunti ritardi nei soccorsi, sulle comunicazioni che si sarebbero impantanate, sulla richiesta di aiuto che sarebbe stata ignorata o comunque trascurata. La Procura come è noto ha aperto un 'inchiesta. E solo dopo l'ufficialità di questa decisione, il Form H2O Abruzzo ha scelto di rendere noto una documentazione puntuale e particolareggiata che racconta le condizioni del terreno sul quale è stato costruito l'albergo e fornisce una serie di interessanti elementi e dati. Sui quali discutere e riflettere. “Volevamo aspettare alcuni giorni per rispetto delle vittime e dei soccorritori, ma con l'inchiesta aperta dalla Procura è bene che questa documentazione diventi pubblica – si legge nel comunicato -.In Abruzzo sono decenni che rischi noti vengono ignorati. Per l'area del Rigopiano la prima mappa elaborata dalla Regione Abruzzo che segnalava criticità importanti è del periodo 1989-1991 ed è stata ripresa tal quale e, quindi, confermata dalla Giunta Regionale abruzzese con tanto di delibera il 27/12/2007, la n.1383, con cui è stato adottato il Piano di Assetto Idrogeologico. Le due carte ufficiali mostrano inequivocabilmente che l'hotel Rigopiano è costruito al centro di un'area con colate detritiche, dette conoidi. Sorge, cioè, su un'area rialzata formata proprio dai detriti che arrivano giù dal canalone a monte dell'albergo. Il fatto che ci fosse una struttura preesistente non vuol dire granché perché i tempi di ritorno di questi fenomeni estremi possono essere più lunghi di qualche decina di anni. Un po' come avviene per le piene dei fiumi, ci sono gli eventi che mediamente avvengono ogni 50 anni, quelli più importanti che avvengono ogni 100 anni e poi quelli estremi che possono avvenire ogni 500 anni e che raggiungono aree che sembravano ai non addetti ai lavori tranquille. Le carte del rischio tengono appunto conto – continua la nota -di questa periodicità perimetrando aree sempre più vaste al crescere del tempo di ritorno. I geologi identificano le aree di rischio non solo attraverso gli eventi già noti, riportati nel catasto di frane e valanghe, ma anche e soprattutto basandosi su alcune caratteristiche specifiche del terreno cui ricollegano il tipo di eventi che può verificarsi. E lì questi segnali dovevano essere evidentissimi, tanto che da decenni sono evidenziati sulle mappe ufficiali. D'altro lato, senza conoscere queste carte che oggi divulghiamo, solo interpretando le foto aeree, in questi giorni questo processo lo hanno spiegato benissimo diversi geologi. Ora abbiamo anche le mappe che dicono che gli enti avevano almeno gli elementi conoscitivi. Riportati ufficialmente. Insomma, al momento della ristrutturazione principale avvenuta circa dieci anni fa, che ha ampliato le capacità ricettive della struttura e quindi il rischio intrinseco, c'erano tutti gli elementi, sia sul terreno, sia nelle carte, per accorgersi dei problemi. Negli atti del procedimento amministrativo della ristrutturazione dell'albergo sarà interessante verificare cosa vi è scritto, visto che il Decreto 11/03/1988 dal titolo evocativo,Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. Istruzioni per l'applicazione, obbliga a rilevare anche questi aspetti ed evidenziarne i potenziali effetti”. Per il Forum ci sarebbe stata una grave omissione da parte della Regione Abruzzo che si era dotata di una legge sulle valanghe 25 anni fa, “la n.47/1992, in cui si prevedeva l'inedificabilità per le aree a rischio potenziale di caduta e la chiusura invernale delle strutture preesistenti in caso di pericolo. La mappa in 25 anni non è stata mai redatta. Forse perché crea problemi a progetti infrastrutturali in montagna, anche quelli recentemente messi in cantiere dal Masterplan della Regione Abruzzo?” E nel comunicato si precisa anche che i documenti sono sul sito web della Regione, si possono trovare in pochi minuti. “Stiamo in queste ore predisponendo note ufficiali con tutti i particolari”. Nessuna sorpresa dice il Forum che da tempo ha sotto la lente di ingrandimento la situazione dell'ambiente e le grandi opere. “Tutti giorni in Abruzzo la tutela di cose e persone dal rischio viene dopo i profitti e le grandi opere. Il caso del Rigopiano nasce da un brodo di coltura, con miriadi di casi di opere realizzate in aree rischiose da cui poi emerge la singola tragedia. Vogliamo dire che l'ultimo grande elettrodotto abruzzese, il Villanova - Gissi di Terna, inaugurato a febbraio 2016, ha 55 tralicci su 150 in aree a rischio frana o esondazione? Tutto con il timbro del Ministero dell'Ambiente e con il paradosso che ancora oggi l'Autorità di bacino sta facendo a posteriori i controlli che dovevano essere preventivi” Parole pesanti che non risparmiano nemmeno un'altra opera pubblica del masterplan, la Fondovalle Sangro, in appalto all'Anas, una strada che il Forum dell'Acqua ritiene sì necessaria ma che costerà il triplo dei costi standard “190 milioni di euro per 5 km, la spropositata cifra di 36 milioni di euro a km. Perché? L'Anas e la Regione Abruzzo hanno consapevolmente deviato il tracciato esistente che poteva essere ammodernato cambiando versante e puntando esattamente verso aree mappate con frane addirittura attive. Un'opera osannata su cui nessuno, tranne noi, visti pure con fastidio dal presidente della Regione, sta chiedendo le ragioni di queste scelte che determinano anche pesantissime conseguenze economiche. Siamo tristemente consapevoli di lavorare già su progetti che forse porteranno a qualche tragedia tra dieci anni-venti anni. Dobbiamo finirla, si rivedano le scelte e le priorità. Con i fatti”.

Si allegano:

a)la mappa del 1991, tratta tramite screenshot dal portale cartografico regionale (il punto rosso, aggiunto da noi, segnala la posizione del Rigopiano);

b)l'estratto della la mappa del 2007 (il punto rosso, aggiunto da noi, segnala la posizione del Rigopiano), disponibile integralmente qui (cliccare su 350 - O; si vede in basso a destra): http://autoritabacini.regione.abruzzo.it/index.php/carta-geomorfologica-pai

 

 



 

Continua il lavoro disperato e incessante dei soccorritori che in questi giorni non si sono mai fermati, proseguono con la forza, la determinazione e con la speranza di sentire ancora qualche voce, di poter sorridere e applaudire come è successo con le persone estratte vive dalla trappola di neve e macerie dell'Hotel Rigopiano di Farindola. E se da una parte c'è questa Italia, che lavora, che è solidale, che non si tira indietro, che va avanti mettendo a rischio anche la propria vita dall'altra c'è quella dei ritardi, forse colpevoli, delle negligenze, della burocrazia, dell'approssimazione, del lasciar correre. Quella mail di richiesta di aiuto e di mezzi per liberare le strada dalla neve inviata dalla direzione dell'Hotel Rigopiano 11 ore ore prima che un valanga si abbattesse con furia devastante e distruttrice sulla struttura, è l'esempio di un'Italia troppo spesso superficiale e impreparata. Sono parole chiare quelle scritte e inviate al Prefetto di Pescara, che raccontano una situazione di estrema difficoltà e la paura degli ospiti dell'Hotel provati dalla neve e dalle scosse di terremoto, tutti con il desiderio di tornare a casa al più presto. La storia è ormai tristemente nota e le responsabilità dovranno essere accertate. La polemica, le accuse, la rabbia, il dolore, la disperazione dei famigliari dei 23 ospiti ancora dispersi che chiedono di sapere qualcosa in più oltre alle frammentate notizie che arrivano, disegnano l'attuale scenario, replicato in tutte le trasmissioni e i tg regionali e nazionali e sul web. A Castel Frentano si continua a stare con il fiato sospeso, si continua a pregare, a sperare per Luciano e Silvano, la coppia di parrucchieri in vacanza all'Hotel Rigopiano, di cui non si sa nulla da quel maledetto 18 gennaio scorso. I figli Nicola, studente alla facoltà di Ingegneria ed Elia che ha scelto la professione dei genitori dopo aver conseguito la maturità scientifica, sono li all'ospedale di Pescara insieme ai parenti degli altri dispersi, in attesa che arrivi qualche bella notizia, così come è stato per i 9 che hanno rivisto la luce (gli altri due come si sa erano scampati per una favorevole casualità al violentissimo impatto). Non si può non sperare in un miracolo, la lotta è contro il tempo. La paura e la speranza sono i sentimenti che abitano Castel Frentano che dal giorno della tragedia sta vivendo in un'atmosfera surreale. I pensieri sono tutti rivolti a Luciano e Silvana, persone amate e stimate, che come abbiamo già detto e come è stato scritto in tanti servizi su quotidiani e social, sono molto apprezzati per il loro impegno, per l'attenzione, l'entusiasmo e la concretezza con i quali hanno partecipato e risposto a tutte le iniziative, dalle sociali alle culturali. Con uno spirito di grande e sincera solidarietà. L'auspicio è che al più presto questo muro di silenzio venga infranto da una buona notizia. Non si può far altro che aspettare, pregare e non perdere la speranza.(p.d.f)

Iniziano dall’Abruzzo i primi concreti passi per una rete di solidarietà rivolta alle aziende agricole duramente danneggiate dagli eventi meteorologici straordinari che hanno messo a dura prova il Centro Italia. In seguito alla disponibilità arrivata da numerose aziende di fuori regione di mettere a disposizione rotoloni di foraggio e sacchi di mangime da distribuire alle aziende agricole zootecniche in difficoltà, Coldiretti Abruzzo ha organizzato due punti di raccolta del materiale, uno nella provincia aquilana e l’altro in quella teramana. In particolare il primo centro è situato nella sede dell’Associazione Regionale Allevatori (ARA) a L’Aquila, in località Onna, sulla SS 17 est; il secondo a Bellante, presso la Sede del Consorzio Agrario in via Zona Industriale n. 3. “Si tratta della prima significativa e concreta azione di solidarietà tra aziende agricole che abbiamo deciso di coordinare in seguito alle numerose disponibilità arrivate da tutta Italia – sottolinea Coldiretti Abruzzo – il settore agricolo sta vivendo in questo momento una grandissima difficoltà che, insieme alla gravissima emergenza sociale determinata dal maltempo, certamente segnerà indissolubilmente la storia, non solo economica, della nostra regione. In Abruzzo sono tantissime le aziende agricole e le stalle sepolte dalla neve e si contano ancora casi di isolamento, nuovi crolli, decine di mucche e pecore morte e ferite, difficoltà per garantire l’alimentazione degli animali ma anche per le consegne con tonnellate di latte che per giorni gli allevatori sono stati costretti a gettare. Per effetto del maltempo – sottolinea Coldiretti Abruzzo - è crollata fino a dimezzarsi la produzione di latte negli allevamenti anche a causa dello stress termico e, a causa dei crolli, molti allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire”. Una situazione difficilissima – si stima che solo la mancata produzione di latte bovino e ovino per il mese di gennaio ammonti ad un valore di poco meno di 2milioni di euro – su cui il mondo agricolo sta nascendo una fitta rete di solidarietà. Dove è stato possibile, fin(a) dai primi giorni, molti agricoltori si sono mobilitati anche con i trattori attrezzati come spalaneve per sgombrare le strade e garantire la circolazione nelle campagne, ma ci sono anche casi di doni già arrivati da altre regioni per fronteggiare le diverse emergenze. Una per tutte: l’arrivo di alcune mangiatoie per ovini che sono state consegnate ieri ad alcune aziende aquilane danneggiate che ne avevano evidenziato il bisogno. “Sono i primi importanti gesti di solidarietà a cui se ne aggiungeranno sicuramenti altri – dice Coldiretti Abruzzo – ma è necessario che questo tipo di iniziative si moltiplichino a vista d’occhio per riuscire ad aiutare tutte le aziende bisognose che, oggi come mai, rischiano la chiusura. Invitiamo chiunque ad intervenire in prima persona e ad inviare materiale ai due centri di raccolta che stanno già iniziando a smistare i primi arrivi. In ogni caso, davanti ad un disastro annunciato ci muoveremo - conclude la Coldiretti - per individuare le responsabilità e agire di conseguenza insieme ai nostri allevatori".

Coldiretti comunica inoltre che, grazie alla disponibilità della Banca di Credito Cooperativo di Roma sede dell'Aquila, in queste ore si sta installando in località Piedicolle di Montereale (AQ) una stazione di monitoraggio a disposizione di chiunque ne abbia bisogno che gestisce cinque droni da utilizzare per monitorare il territorio in modo da poter individuare eventuali presenze di uomini e animali in zone ancora non raggiunte dai mezzi di soccorso.

 

Gianluca De Leonardis, Il sindaco del Comune di Bucchianico,  rinnova con vigore l’appello lanciato anche nei giorni scorsi, a tutti i livelli istituzionali e politici, per sollecitare l’ormai più che urgente intervento presso i gestori della rete elettrica affinché provvedano entro la giornata odierna a ristabilire quantomeno la corrente elettrica a tutte le utenze del territorio di Bucchianico.

La nostra comunità– esprime nella sua nota alla stampa, il primo cittadino De Leonardis - come le altre dei comuni limitrofi, da lunedì è rimasta: priva di corrente elettrica, per la quasi totalità delle utenze nei primi tre giorni e in innumerevoli altre zone ancora oggi; senza l'erogazione dell'acqua corrente a causa della mancata alimentazione elettrica delle pompe che riempiono i serbatoi dell'acqua potabile e priva di servizi telefonici per molti giorni.

Abbiamo lavorato senza sosta per cercare riaprire le strade di tutte le contrade del nostro esteso comune, operazione che siamo riusciti a portare a termine nonostante l’eccezionalità della neve caduta e i pochi mezzi a disposizione.

Inascoltati, con mio grande rammarico, sono ancora oggi gli appelli e le sollecitazioni rivolti alla società ENEL per poter programmare le priorità degli interventi, caserma dei carabinieri, edificio comunale sede del COC, istituto degli anziani e stazione di pompaggio dell'acqua per iniziare.

La cittadinanza è nuovamente senza acqua e moltissime utenze sono ancora prive di corrente, determinando anche la paralisi di tutte le attività produttive del paese.

Proseguirò come fatto nei giorni scorsi nel verificare la possibilità di promuovere azioni collettive, coinvolgendo i sindaci dell’area teatina per attivare un’indagine penale, al fine di accertare eventuali omissioni di atti dovuti e un congruo risarcimento dei danni patiti.

Non è assolutamente tollerabile ciò che è accaduto in questi giorni né il fatto che i sindaci siano stati lasciati da soli assieme alle loro comunità, nel fronteggiare quella che a tutt’oggi è un’emergenza nazionale.

La Provincia di Chieti ha disposto nel pomeriggio la riapertura della strada provinciale Orsogna-Lanciano, interrotta nei giorni scorsi per eseguire la verifica e la manutenzione del ponte sul torrente Moro, chiuso e transennato in seguito alla segnalazione di un cittadino.

Ieri mattina il sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, si è recato sul posto per un sopralluogo insieme ai tecnici della Provincia.

Nel pomeriggio sono stati eseguiti interventi di raccolta e convogliamento delle acque per evitare che continuino a finire sul ponte. Per il resto risulta tutto nella norma ed è stato possibile ripristinare il transito.

 

Erano tutti insieme i bambini, giocavano anche per esorcizzare il tempo e le paure e sono tutti salvi. La famiglia di Giampiero Parete è ricomposta Ludovica e Gianfilippo erano li sotto insieme alla mamma che è stata la prima ad essere estratta.

A Rigopiano intanto si va avanti senza sosta alternando turni di lavori mirati a scavare in zone dove si è capito provengono tracce di vita, sono più di 100 i soccorritori impegnati, e si sono concentrati proprio li dove il fato ha permesso la creazione di una bolla d’aria.

L’altro bambino Edoardo, 9 anni, ha raccontato che era in quella zona perché stava giocando a biliardo, era li in vacanza con i genitori Sebastiano e Nadia Acconciamessa

Poi spunta la testolina di Samuel, 7 anni, figlio del poliziotto Domenico Di Michelangelo di Chieti e di Marina Serraiocco di Popoli.

Gli altri sopravvissuti sono Francesca Bronzi e Stefano Feniello i fidanzati Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, a Giampalo Matrone, Valentina Cicconi.

Nessuna speranza invece per Alessandro Giancaterino fratello dell’ex sindaco di Farindola.

12 in tutto i sopravvissuti, tre vittime accertate e ancora 21 persone da cercare.

 

 

La principale criticità riguarda la coltre di neve che ostruisce la viabilità in diverse zone della regione. 
Ad essa si sommano altre problematiche di varia natura quali ghiaccio, emergenze varie e verifiche post sisma con tutti i riflessi che ne conseguono per il servizio. 
Nell’entroterra pescarese, la situazione è particolarmente complessa: a breve diffondiamo anche un video dei nostri operatori a Penne (PE) nel quale si può notare che proprio in quella zona, oltre alla neve, in questo momento si stanno concentrando tutti i soccorsi per la zona di Farindola.
Le situazioni più complesse, in questo momento, riguardano le località che abbracciano i comuni della montagna teramana, i comuni dell’alto pescarese, i comuni dell’Alta Valle dell’Aterno e i comuni dell’entroterra chietino.
In diverse zone della regione, Tua Spa sta supervisionando la circolazione attraverso auto perlustrative che precedono il passaggio dei mezzi.
Di seguito, si riporta il quadro generale aggiornato alle ore 10:30 dell’azienda regionale di trasporto abruzzese.
SITUAZIONE SERVIZI AUTOBUS
L’AQUILA
Servizi sospesi da Capitignano, Montereale, Rocca di Mezzo, Castel del Monte. Campotosto, Lucoli e Ville di Fano
TERAMO
Tutti i collegamenti fermi ad eccezione della Giulianova-Teramo e Teramo-Montorio
Regolari i servizi per Roma e L'Aquila
AVEZZANO
Servizi sospesi della linea Avezzano-L'Aquila via Rocca di Mezzo,  e sulle tratte Pescasseroli-Avezzano, Castel di Sangro-Pescasseroli, Lecce nei Marsi-Pescina-Avezzano.
Le corse Avezzano-Roma utilizzano l'ingresso autostradale di Avezzano in luogo di Magliano. 
Servizi sospesi per l'area di Tagliacozzo
GIULIANOVA
Servizi sospesi a Morro d’Oro. Chiusa la S.S. 81 da Piane di Morro fino ad Ascoli. Servizi limitati a S.Egidio.
SULMONA
Servizi sospesi da Secinaro per L'Aquila e Sulmona e per Campo di Giove. Servizi sospesi per le località di  Pettorano, Rocca Pia, Pescocostanzo, Pacentro, Acciano.
LANCIANO
Servizi sospesi sulla linea Pizzoferrato-Castel di Sangro, Villa Santa Maria-Castel di Sangro e la zona di Ateleta. Problemi per i servizi SEVEL da Pizzoferrato. Sospesi i servzi da Ateleta. I servizi da Palena sono attestati a Lettopalena
CHIETI
Riattivata la linea Chieti-Pescara, il percorso via Chieti Scalo viene garantito dalla linea 1 del servizio urbano. Fermi tutti i collegamenti da Guardiagrele e Arielli per Chieti.
PESCARA EXTRAURBANO
Linee sospese da Castilenti, Serramonacesca, Caramanico, Farindola, Arsita, Villa Celiera,  Peschiole. Corse ridotte da Scafa e Civitella. Per la linea Pescara-Città S.Angelo il capolinea è spostato al Campo Sportivo. La linea suburbana Penne Pescara non transita in località Caparrone. 
PESCARA URBANO
Linea 4 limitata a Colle Marino con il seguente percorso: Colle Marino-strada Pandolfi-Via di Sotto-inversione alla rotatoria di Colli Innamorati - via di Sotto - S.da Pandolfi - S.da Colle di Mezzo - Largo Madonna Terminal Bus. Linea 45: ….Colle Marino-S.da Pandolfi-rotatoria di intersezione con Via Di Sotto-S.da Pandolfi-S.da Colle di Mezzo-Largo Madonna….-Terminal bus. Linea 13 non transita per Via Raiale.
 
 SERVIZI FERROVIARI
Al momento regolari i servizi assicurati da Sangritana/Tua Spa. 
 
Tua Spa ha fornito la propria disponibilità per la messa a disposizione dei mezzi per le emergenze.
A L’Aquila, a causa delle scosse, è stato sgomberato l’edificio nel quale vengono assicurati i servizi di call-center e di biglietteria e, proprio per consentire le indispensabili verifiche da parte delle autorità preposte, tali servizi sono ridotti.                         
Ripristinata la funzionalità del call-center TUA SPA (800 762 622) attivo dalle 08:00 alle 20:00. Ci scusiamo per eventuali tempi di attesa piuttosto lunghi in quanto il call-center è continuamente occupato nel fornire le informazioni ai tantissimi utenti. Non è ancora tornata attiva la biglietteria a L'Aquila.

E' una regione in ginocchio, flagellata dalle abbondanti nevicate degli ultimi giorni, nonché dalla pioggia che cade, torrenziale da ore, in molti Comuni, come Pescara che sta facendo i conti con l'esondazione del fiume, per non parlare delle scosse di terremoto che ai mille disagi aggiungono paura e tensioni. Insomma l'Abruzzo è allo stremo, provata soprattutto dal maltempo. Con migliaia di persone ancora al buio e al gelo. La domanda che molti in questi giorni si sono fatti e si fanno è: com'è possibile che un'intera regione rimanga paralizzata a causa di condizioni meteorologiche previste, annunciate e pure prevedibili (forse non di questa portata) considerando che siamo nel mese di gennaio? Domanda che si fa anche il senatore abruzzese del Movimento Cinque Stelle Gianluca Castaldi: “La verità è che l’emergenza neve ha messo a nudo le troppe e intollerabili fragilità di questa Regione, vittima dell’incuria e del malgoverno più che del maltempo”. Per Castaldi non è accettabile “che tre giorni di neve lascino oltre 300mila persone senza luce, al buio e al gelo, e molte anche senza acqua, intere frazioni del Chietino e del Teramano completamente isolate, con rischi enormi soprattutto per gli anziani e i malati, scuole chiuse, fabbriche ferme e viabilità ko”. E non possono non esserci responsabilità per questa grave situazione. “A chi tra Autorità per l’Energia, Direzione di Terna, funzionari del MISE - prosegue il parlamentare pentastellato - dobbiamo i gravissimi disservizi che stanno colpendo la distribuzione dell'energia elettrica in Abruzzo, concentrate guarda caso in Provincia di Chieti, con pesantissimi effetti sulla vita delle persone, dopo la conclusione del viadotto Villanova-Gissi che avrebbe dovuto alleviare le congestioni di rete? Avremmo dovuto avere più sicurezza ed affidabilità e invece abbiamo sotto gli occhi una vera e propria catastrofe. Le scuse sarebbero gradite, le dimissioni anche. Come se non bastasse - conclude Castaldi -, questa mattina è esondato il fiume Pescara, una situazione di criticità che si ripete ogni volta che le piogge si fanno più abbondanti. Ai cittadini che in queste ore sono rimasti soli e al freddo bisogna spiegare dove sono andate a finire le risorse per il dissesto idrogeologico e quelle per la manutenzione, perché nessuno può credere che gli enormi disagi e i disservizi di questi giorni non fossero evitabili”.

 

Riceviamo e pubblichiamo:

In riferimento all’articolo pubblicato in data 17.01.2017 dal titolo “Maltempo: la Sangritana "abbandona" un gruppo di pendolari alla stazione di San Vito”, TUA Spa Tua dichiara quanto segue.

L’articolo riporta una serie di considerazioni che non rispondono al vero.

Sangritana/TUA Spa ha comunicato la soppressione delle corse ferroviarie a causa di problemi operativi legati alle nevicate in modo tempestivo e capillare sia sul sito internet sia sui social il 17.01.2017.

L’utenza, pertanto, è stata informata in modo completo e tempestivo.

Infatti, anche per il “gruppo abbandonato” (come definito da Videocittà) “non è rimasto altro da fare che prendere quello delle 15.05 che arrivava a San Vito, in quanto anche gli altri treni Sangritana per Lanciano erano stati soppressi”.

Nell’articolo stesso è evidente che i passeggeri erano consapevoli degli annunci delle soppressioni (“in quanto anche altri treni Sangritana per Lanciano erano stati soppressi”).

Basterebbe solo questo elemento per chiarire che non c’è stato alcun disservizio da parte di Tua Spa.

Ma la pretestuosità del pezzo impone altre precise puntualizzazioni.

I pendolari, dunque, sono consapevoli che non sarebbe stato garantito il servizio di Sangritana/Tua, ma partono da Pescara verso San Vito-Lanciano. E riescono ad arrivare nella stazione di San Vito-Lanciano.

Sempre nel pezzo si legge: “La speranza era che alla stazione ci fosse una qualche navetta per Lanciano, che avrebbe consentito loro di rientrare nel capoluogo frentano. E invece così non è stato”.

Qualche interrogativo, da parte di Tua Spa, è d’obbligo: la speranza di chi? se non si poteva assicurare un servizio (tra l’altro tempestivamente comunicato all’utenza) come si poteva pretendere l’arrivo di un autobus per prendere i pendolari alla stazione di San Vito e portarli a Lanciano? Con quale sicurezza si sarebbe svolto il servizio e chi l’avrebbe autorizzato se non c’era coincidenza con un treno Sangritana/Tua e se c’erano disposizioni di viabilità contrarie?

Si parla, inoltre, di contatti telefonici con la Sangritana. Molta confusione, anche in questo caso, perché esiste un numero verde, quello di Tua Spa (tra l’altro subissato di chiamate), ma evidentemente non contattato da chi racconta l’episodio, che si limita a riportare frasi generiche del tipo "stanno partendo delle navette per venirvi a prendere" e "trovatevi una soluzione da soli, perché qui siamo in emergenza".

L’affermazione “Stanno partendo delle navette per venirvi a prendere” non può certamente corrispondere al vero se erano stati sospesi i servizi.

Per completezza, è necessario precisare un dettaglio, omesso nell’articolo: nella stazione di San Vito-Lanciano, nel momento dell’episodio raccontato da Videocittà, era presente anche il responsabile ferroviario dei passeggeri di Tua Spa che ha fornito ogni utile informazione ai pendolari e ha anche ribadito loro che i servizi di Tua Spa erano stati sospesi e comunicati con i canali di informazione quali il sito internet e i social escludendo, tra l’altro, in modo chiaro che non sarebbe potuta ovviamente arrivare una navetta ad hoc.

Altre precisazioni sono assolutamente necessarie. Si afferma nel pezzo che i pendolari sarebbero “abbandonati" dall'azienda di trasporto alla stazione ferroviaria di San Vito-Lanciano”.

Tale affermazioni evidenzia la mancata conoscenza delle diverse competenze e responsabilità degli enti che operano nel mondo ferroviario: la stazione di San Vito-Lanciano è gestita da Rete Ferroviaria Italiana e non da Tua Spa. Come potrebbe Tua Spa aprire una stazione se quella stazione non è sua?

L’articolo conclude dicendo: “Un bruttissimo episodio, una pagina che non giova certo all'immagine dell'azienda di trasporto regionale, il cui più grande patrimonio è rappresentato dagli utenti che ancora continuano a sceglierla. Ci voleva tanto a mandare un piccolo bus dotato di catene per "recuperare" passeggeri che pagano regolarmente il proprio abbonamento? Chissà se dalla Sangritana, o da Tua, almeno qualcuno si premurerà di scusarsi per l'accaduto”.

Tua Spa è azienda regionale la cui grande risorsa sono gli utilizzatori. Di questo Tua Spa ne è fiera e cerca di svolgere quotidianamente, senza soluzione di continuità, la propria mission nel migliore dei modi. In tutta la regione, sia con gli autobus sia con i treni.

 

Intorno alle 10,25  una forte scossa di terremoto si è aggiuto ad aggravare la gia pesante situazione che in queste ora sta vivendo l'Abruzzo, si parla di Magnitudo 5.3 e l'epicentro è stato individuato intorno alle zone gia colpite ad agosto.

Vi terremo aggiornati

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