Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

“Non sono soddisfatto al cento per cento, ma l'accordo raggiunto e che deve essere ancora firmato, è quello meno pesante per la società. Se questa lunga e controversa vicenda non si chiude potremmo avere dei seri problemi”. A parlare è il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe che ieri ha incontrato i sindaci proprio per informarli sull'iter della vertenza con l'Acea e sugli ultimi sviluppi e per ascoltare le loro considerazioni e le loro valutazioni in merito. Un argomento tanto importante non poteva, per il presidente, non essere affrontato e discusso insieme, prima di ratificare un'intesa faticosamente raggiunta. Ha ripercorso gli aspetti più significativi del contenzioso ricordando ancora una volta che si tratta di una storia che parte da molto lontano, da quando c'era la Cassa per il Mezzogiorno e che è andata avanti a colpi di carte bollate e di richieste milionarie. L'ultima di 7 milioni e mezzo di euro, o meglio 6 milioni richiesti dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma ai quali bisognava aggiungere le spese legali e processuali. “Ed è proprio su questa somma notevole, che si è concentrata tutta la nostra attività, quella del Cda e dell'Ufficio legale per cercare di individuare tutte le azioni da mettere in campo per arrivare a una soluzione accettabile. Questa cifra che i legali dell'Acea hanno richiesto – ha puntualizzato Basterebbe – in considerazione di una sentenza passata in giudicato, rappresenta poco più di un terzo dell'intero bilancio della Sasi. Si comprende quindi, quanto fosse grave la situazione. Da qui la necessità di tentare tutte le strade possibili per evitare l'esborso di una simile cifra che mai avremmo potuto pagare in un'unica soluzione. Sono proseguite riunioni tra i rispettivi uffici legali, io mi sono più volte incontrato con il presidente dell'Acea e alla fine abbiamo raggiunto un accordo, chiudere a 5 milioni e 400 mila euro, con il versamento di un milione all'atto della firma e 500 mila euro per 8 anni, senza interessi”. Certo, non è poco, ma è la soluzione migliore rispetto all'attuale situazione ha rimarcato il legale della Sasi, l'avvocato Di Zio, “chiudere con questa cifra e con un pagamento rateizzato è un accordo accettabile”.

I sindaci hanno ascoltato con attenzione l'intervento del presidente e quello dell'avvocato, sentono da anni parlare di questa complicata questione e chiuderla è già un grande risultato, anche se piuttosto oneroso. “Chiudere questo contenzioso, aver affrontato un problema complesso che si trascinava da troppi anni è già un grande obiettivo centrato”, ha detto il sindaco di Vasto Francesco Menna, mentre il primo cittadino di Cupello Manuele Marcovecchio ha chiesto se questo esborso avrà ripercussioni sulla comunità. Il sindaco di Altino Vincenzo Muratelli dopo aver ribadito “che tutto quello che si poteva fare è stato fatto” ha puntato l'indice contro il comportamento scorretto dell'Acea che non avrebbe nessun rispetto e considerazione per i territori. E questo è un tema destinato ad avere altri sviluppi.

I sindaci, hanno comunque apprezzato, non solo l'apertura al dialogo e al confronto di Gianfranco Basterebbe, ma soprattutto lo sforzo e l'impegno profusi per mettere la parola fine a una lunga ed esasperante telenovela.

 

“Bisognava mettere la Giunta D'Alfonso all’angolo, denunciando pubblicamente i 9 milioni di debito che Acea S.p.a. ha nei confronti dei piccoli Comuni del Bim Sangro, per far 'svegliare' Regione Abruzzo dal torpore e far partire una diffida e messa in mora di Acea al pagamento del debito”. E' questo il duro giudizio di Sara Marcozzi, consigliere regionale M5S, che proprio nei giorni scorsi ha sollevato la questione attraverso un’interrogazione regionale “Ho depositato l'interpellanza martedì, inoltrandola via email a tutti i 60 sindaci coinvolti. Evidentemente ciò ha avuto effetto e ne sono soddisfatta” commenta ancora Marcozzi “le somme che Acea deve ai Comuni sono fondamentali per la sopravvivenza di questi piccoli centri ed è preoccupante che la Giunta se ne sia accorta solo dopo la nostra denuncia pubblica. Il disinteresse di questa amministrazione verso le piccole realtà è sconfortante. La classe politica abruzzese, per troppo tempo, ha giovato del disinteresse e della rassegnazione degli abruzzesi che nella politica non trovavano la loro voce. Ma oggi la musica è cambiata e la questione Acea è un chiaro esempio. Da quanto mi è stato riferito, però, sembrerebbe che la Regione abbia sbrigato il lavoro alla meno peggio: resterebbero, infatti, ancora sospese le sorti relative ai sovracanoni precedenti al 2012". Per i canoni dal 1980 al 2012, infatti, occorrerebbe una dichiarazione della Regione che riconosca in serie gli impianti Ex-Comunione di Villa S.Maria e S.Angelo di Altino, questa dichiarazione, consentirebbe di richiedere ad ACEA anche il pregresso. "Continueremo a vigilare" afferma Marcozzi” solo in questo modo potremo limitare il disinteresse di questo Governo per le realtà minori. Il M5S resta aperto all’ascolto di chi ha bisogno, per ciò invito chiunque abbia bisogno a contattarci” conclude “la Regione deve essere un vero palazzo di vetro, nei fatti e non solo a parole in campagna elettorale!"