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"20 miliardi di euro per salvare poche banche rapinate dagli amici dei governanti mentre l'Italia va a fondo". E' questo il tesyo del comunicato stamp ainviato dall'associazione Nuovo Senso Civico per promubre l'iniziati a difesa dell'ambiente del prossimo fine settimana.
Vogliamo che 20 miliardi all'anno per almeno 10 anni siano spesi per mettere in sicurezza il territorio, si continua a leggere,  per costruire e ricostruire case sicure, per un vasto rimboschimento, per la salvaguardia idrogeologica, per un piano di valorizzazione dei territori e delle attività produttive tipiche, per un rinnovato sistema di soccorso e di prevenzione basato sul corpo dei vigili del fuoco e non su privati legati alle più svariate cordate partitiche.
E ancora, 200 miliardi per salvare l'ambiente e vite umane e al tempo stesso per creare centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Miliardi che torneranno allo stato per soldi non spesi a rincorrere le emergenze e sotto forma di tasse versate da chi ricostruisce, guadagna e spende il proprio stipendio.

Di tutto questo se ne discuterà  il 18 febbraio a Teramo dalle ore 10.30 alle 18.00 presso la Sala Polifunzionale della Biblioteca della Provincia di Teramo, Via Vincenzo Comi 11, con esperti e con la popolazione.

AUTOBUS GRATUITO
PARTENZA DA LANCIANO TERMINAL BUS PIETROSA ORE 8.30
Per prenotazioni: info@nuovosensocivico.it

 

“Il Ministero dell'Ambiente autorizza decine di richieste dei petrolieri per ricerche in Adriatico con la tecnica dell'airgun negando impatti sull'ambiente marino. Allo stesso tempo, però, ne riconosce il gravissimo impatto sulla pesca negando in questi giorni con parole inequivocabili l'autorizzazione ad una richiesta della Schlumberger Italiana S.p.a. nel Canale di Sicilia”. Per il Forum dell'Acqua che in un circostanziato documento spiega l'intera situazione si tratta di un “gravissimo caso di schizofrenia tecnica ed istituzionale, visto che le ricerche in Adriatico prevedono l'uso delle stesse metodologie che erano state proposte nel Canale di Sicilia, lo sparo incessante per giorni e giorni di area compressa che provoca un rumore assordante per la fauna ittica (air-gun)”. E a sostegno di questa tesi difficile da confutare ricordano anche il parere negativo della Commissione VIA in cui si evidenziano gli impatti gravissimi sugli stock ittici e in particolare sulle aree riproduttive dei pesci. L'impatto sarebbe tale da avere quindi un effetto negativo sul reddito delle marinerie. Per queste ragioni è stato rilasciato un parere negativo sulla compatibilità ambientale di questo progetto. “Il Ministero dell'Ambiente, quindi, usa clamorosamente due pesi e due misure - si legge nella nota - In Adriatico, dove è nota la presenza di aree di riproduzione dei pesci, consente il via libera a decine di permessi di ricerca che coprono praticamente l'intero versante italiano del mare Adriatico (nel documento sono allegati anche i due permessi di prospezione rilasciati alla Spectrum). In alcuni casi più progetti riguardano le medesime aree che, quindi, saranno interessate due o tre volte dal passaggio delle navi coinvolte negli spari di area compressa che contraddistinguono l'air-gun”. E il Forum punta l'accento anche sul risultato referendario. “Il popolo italiano ha bocciato le proposte governative che prevedevano la concentrazione a Roma di tutte le scelte in materia energetica. Auspichiamo un intervento delle regioni interessate a difesa del mare Adriatico e delle attività economiche che vi si svolgono, per chiedere conto al Ministero dell'Ambiente di questa diversità di giudizio su progetti analoghi. Riteniamo che il caso vada portato a livello comunitario in quanto il Ministero dell'Ambiente non ha coinvolto gli altri Paesi che si affacciano sull'Adriatico nella valutazione di tutti questi progetti attraverso procedure di VIA transfrontaliere previste dalle convenzione internazionali”. E in considerazione della vastità delle aree interessate per il Movimento abruzzese doveva essere prevista una valutazione Ambientale Strategica per approfondire gli impatti cumulativi di tutti questi interventi e confrontare opzioni diverse per la tutela ambientale e lo sviluppo socio-economico dell'Adriatico e delle sue coste. “Infine crediamo che questo ultimo parere possa essere usato nell'ambito di eventuali ricorsi al Consiglio di Stato contro le sentenze del TAR Lazio che qualche mese fa hanno avallato alcune decisioni del Ministero per evidenziare la disparità di trattamento tra i vari progetti”

 

GISSI - Anche quest’anno è stato riconosciuto alla società Rieco S.p.A. il progetto per la riduzione dei rifiuti, presentato al SERR, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, in programma in tutta Europa fino al prossimo 27 novembre.
Riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi: questo il tema del 2016, edizione alla quale Rieco S.p.A. partecipa con il progetto “Imballa l’arte per l’ambiente” presentato per il Comune di Gissi, in collaborazione con l’Istituto Omnicomprensivo Spataro.
L’azione Rieco è stata ammessa da SERR tra le 12.000 pervenute da tutta Europa, con un progetto di riutilizzo dei rifiuti da imballaggio, condiviso con l’Amministrazione Comunale di Gissi, sempre disponibile nel condividere attività di sensibilizzazione ambientale, ancor più in una ottica internazionale, e con la Scuola Secondaria di Primo Grado dell’istituto Spataro.
Reinventare e riqualificare i rifiuti da imballaggi come “opera d’arte” e trasmettere i valori positivi del recupero, riuso e riciclo come comportamenti quotidiani:
“Imballa l’arte per l’ambiente” nasce, infatti, con l’obiettivo di sviluppare nelle giovani generazioni piena consapevolezza ecologica e costante etica ambientale.
L’azione SERR 2016 rientra in un fitto calendario di eventi di sensibilizzazione ambientale che Rieco porta avanti da anni. I tanti appuntamenti nelle scuole, le affollate giornate ecologiche, gli incontri pubblici con la cittadinanza e i numerosi servizi online – tra i quali le prenotazioni per il ritiro a domicilio degli ingombranti e dei RAE - ne testimoniano la quotidiana attenzione al cittadino, sempre più protagonista nel raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata sul territorio abruzzese e oltre.

SANT'EUSANIO DEL SANGRO - "Da oltre un anno dalla presentazione del progetto del pirogassificatore di rifiuti,proposto il 26 agosto 2015 e localizzato tra le contrade di Colle Campitelli in Lanciano e  Brecciaio in S.Eusanio del Sangro, nonostante le manifestazioni ben riuscite, organizzate da noi del comitato e la chiara e netta contrarietà al progetto espressa da cittadini, associazioni e sindaci, attendiamo con ansia un parere della commissione Via. regionale. E’ arrivata l’ora di chiudere la partita con la ditta proponente, la Marcantonio sas e lo faremo a gran voce in tutte le sedi". Comincia così la nota del comitato spontaneo di cittadini, che si sta battendo da mesi contro il progetto dell'impianto. Sabato 12 novembre, alle ore 16, nel centro visite della riserva regionale Oasi di Serranella, il comitato ha organizzato un evento informativo dal titolo “Incenerire non è una soluzione”, con la presenza del sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo, Mario Mazzocca. Sarà un'occasione per confrontarsi con il governo regionale e conoscere le sue intenzioni, alla luce delle disposizioni contenute nello "Sblocca Italia", con cui il Governo nazionale prevede in Abruzzo un termovalorizzatore da 120mila tonnellate di rifiuti l'anno. All'incontro interverranno anche Felice Vitullo, presidente Isde medici per l’ambiente di Chieti e Luciano Di Tizio presidente del Wwf Abruzzo.
 

Non solo fototrappole, ma anche appostamenti e controlli a tappeto. Pugno duro della EcoLan contro l'abbandono indiscriminato di rifiuti sul territorio, piaga che sta diventando sempre più visibile, soprattutto nei Comuni - come Lanciano - dove da poco è stata introdotta la raccolta differenziata porta a porta. La società pubblica (il capitale è interamente detenuto da 53 amministrazioni comunali del Frentano e del Sangro) che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti, ha infatti avviato una collaborazione serrata con la polizia municipale e il corpo forestale dello Stato, che nei giorni scorsi ha già portato al "recapito" di 1400 fotografie in cui sono "immortalati" coloro che abbandona il pattume lungo le strade. Fenomeno notato da molti anche a Lanciano, in particolare lungo la Variante Frentana e nei pressi della stazione Sangritana di via Bergamo. "Rifiuti ingombranti come elettrodomestici, vecchi materassi, materiale edile di scarto, ma anche sacchetti di pattume indifferenziato, plastica e organico - spiega la EcoLan in una nota - , sono spesso il biglietto da visita in cui i cittadini si imbattono all’ingresso delle città, nelle zone periferiche, nelle scarpate e campagne, lungo gli argini di fiumi e corsi d’acqua, in discariche improvvisate ai cigli delle strade e, sempre più spesso, anche nelle aree di raccolta dei rifiuti dei condomini. Si tratta, spesso, anche di rifiuti pericolosi, il cui impatto sull’ambiente e sulla collettività può essere estremamente dannoso".  Contestualmente prosegue l’impegno di Eco Lan nella sensibilizzazione dei cittadini verso le buone pratiche di raccolta differenziata. In questi giorni è partita infatti una campagna pubblicitaria che mira a lanciare un messaggio di impatto, diretto e immediato che scoraggi i cittadini da un comportamento lesivo dell’ambiente e della comunità. Allo stesso tempo la comunicazione della Eco Lan racconta anche cosa c’è dietro l’abbandono di un sacchetto o di un rifiuto ingombrante e le conseguenze dirette di una pratica che, sebbene portata avanti da pochi incivili, coinvolge interamente territorio e comunità. "Gli effetti dell’inciviltà di pochi - sottolinea la nota - diventano infatti onerosi per tutti, sia a causa del maggior carico di lavoro degli operatori ambientali, che per i costi di cui si deve sobbarcare la società che gestisce i rifiuti urbani e tutte le fasi del loro ciclo integrato. Si tratta, in sostanza, di soldi che andranno a gravare sulle tasse di smaltimento dei rifiuti dell’anno successivo e di conseguenza, sulle tasche dei cittadini. Spese che dovranno necessariamente essere coperte da tutti, anche da chi effettua correttamente la raccolta differenziata".

Nei primi nove mesi di quest'anno, grazie all'utilizzo delle "casette" per l'erogazione dell'acqua potabile dislocate sul territorio cittadino, i lancianesi hanno evitato che nell'ambiente finissero quasi mezzo milione di bottigliette di plastica da mezzo litro. E' uno dei dati che emerge dal report periodico sugli impianti, pubblicato dal Comune. Dal primo gennaio al 30 settembre scorso, dalle casette sono stati prelevati oltre 234mila litri d'acqua, pari a un incasso di oltre 11mila euro. Rispetto al prezzo medio dell'acqua in bottiglia venduta nei supermercati, da Palazzo di Città stimano un risparmio totale per i residenti di poco inferiore a 40mila euro. La postazione più utilizzata è quella del Palazzetto dello Sport, seguita da quelle del Quartiere Santa Rita, dei Viali e di Sant'Onofrio.