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la Corte d’ Appello di L’Aquila ha confermato anche se in maniera parziale la condanna per la vicenda della Casa dell’Anziano di Lanciano per la titolare Eva Bucciarelli, 46 anni, e della figlia collaboratrice cuoca Arianna Di Tommaso.

Le due donne furono arrestate nel 2010 perchè accusate di concorso in maltrattamenti aggravati e lesioni gravi o gravissime con evento morte di due anziani ospiti. Il trunale di Lancian le condannò nel 2015 e la Corte d’Assise poi derubricò il reato in maltrattamenti semplici e abbandono di persone incapaci. La Bucciarelli fu per questo condannata a 3 anni di carcere e la figlia assolta con il medico condotto Ciro Gnagnarella, che era stato ritenuto il medico della struttura in maniera erronea.

Ieri ancora una svolta, i giudici aquilani hanno nuovamente condannato  la Di Tommaso, la figlia a due anni di reclusione, pena sospesa ritenuta il “braccio” destra della mamma, alla quale hanno confermato i tre anni, nella gestione degli anziani. Il dottor Gnagnarella è stato nuovamente assolto e tutte le aggravanti che furono contestate a Lanciano, abbandono scarsa e scadente alimentazione e nessuna prescrizione dei farmaci che si somministravano sono decaduti.

I legali delle due donne hanno annunciato ricorso in Cassazione.

 

E' uno dei grandi temi del nostro tempo. Le aspettative di vita si sono di gran lunga allungate, la popolazione anziana è aumentata molto in questi ultimi anni e sono cresciute nuove esigenze. Tra queste spicca l'assistenza domiciliare. Ed è proprio questo l'argomento al centro del Convegno promosso e organizzato dal Consorzio Sgs (Servizi Globali Sociosanitari) di Lanciano per festeggiare un compleanno significativo, 10 anni di attività. L'emozione è palpabile mentre ricorda i primi timidi passi mossi in una sorta di scantinato, adibito ad ufficio. Da allora di anni ne sono passati 10 e tanta strada è stata percorsa con sacrificio e impegno, superando gli inevitabili ostacoli e difficoltà, ma senza mai perdere di vista l'obiettivo prioritario. Costruire una rete, mettere al centro la persona, dare spazio all'associazionismo e all'aggregazione. A parlare, salutata dagli applausi di una platea affollata e attenta è Maria Luigia Di Blasio, direttore generale del Consorzio che ha appunto spento 10 candeline. Un traguardo importante che è stato sottolineato da un momento di riflessione e confronto che ha visto la partecipazione di qualificati relatori che hanno affrontato una questione di grande interesse e attualità. “Come le nuove tecnologie possono migliorare l'assistenza domiciliare, quali potrebbero essere i nuovi modelli”. Non solo quindi il consuntivo dell'attività svolta dal Consorzio che è una realtà radicata nel territorio abruzzese, attiva da sempre nell'erogazione di servizi socio-assistenziali, ma l'occasione di discutere insieme con l'intervento di professionisti che lavorano nell'ambito del sociale e della sanità. Al breve e coinvolgente saluto e ringraziamento di Maria Luigia Di Blasio è seguito quello altrettanto sentito della presidente del Consorzio Elena Grilli che, in linea con lo spirito e l'orientamento della loro opera, ha ribadito che “al centro c'è la persona e questo è un lavoro che punta a eliminare le disuguaglianze a costruire equilibri maggiori soprattutto nelle situazioni di fragilità e vulnerabilità”. Ha parlato di coesione sociale Fabio Diana, direttore del Consorzio Easy Care di Reggio Emilia, che ha pure ricordato di aver contribuito alla nascita di questo Consorzio, la sua relazione dal titolo suggestivo “Prontoserenità, appropriatezza e continuità assistenziale” è un modello innovativo attuato in 16 regioni. “Il pubblico non può fare a meno del privato-sociale che deve continuare a privilegiare la qualità del servizio, agli amministratori chiedo di regolamentare questo mercato”. Ha seguito con grande attenzione tutti gli interventi l'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci che dopo aver rimarcato l'efficacia e la validità del lavoro svolto dal Consorzio per quanto riguarda i servizi socio-assistenziali ha puntato l'accento proprio sul tema del Convegno, argomento che gli sta molto a cuore. “Il nuovo piano sanitario regionale ha messo in primo piano le cure domiciliari, la presa in carico dei pazienti fragili, partiamo dai territori, una cultura della sanità totalmente diversa dal passato ed è questa la vera grande rivoluzione nel campo della sanità”. Parole che sono state apprezzate dai numerosi sindaci presenti, da tutti gli addetti ai lavori nonché dai relatori. Lorenzo Montelmini direttore di G.P.I. Di Trento ha portato l'esperienza attuata con successo nella sua regione. La realizzazione di cosiddette piattaforme di integrazione collegate a una centrale, si tratta di un progetto di informatizzazione che permette una tempestività di cura e di diagnosi. “La tecnologia è un traguardo importante nell'assistenza domiciliare – ha evidenziato Domenico Mattucci Direttore Sanitario del Consorzio SGS - , è fondamentale poter avere in tempo reale i dati relativi alla situazione clinica del paziente, poter fare una diagnosi e intervenire immediatamente. La nostra attività punta all'innovazione”. Tutti d'accordo nel sostenere che l'unica strada percorribile sia rinnovarsi, studiare nuovi modelli di intervento e di strategie che mettano al centro la persona. “E' necessario andare verso il cittadino, fare una buona integrazione significa anche abbattere i costi – hanno sostenuto i sindaci intervenuti tra cui il primo cittadino di Chieti, Umberto Di Primio, di Vasto Francesco Menna, l'assessore alle politiche sociali Dora Bendotti, in rappresentanza del Comune di Lanciano – finalmente si parla di territorio e di persona, connubio imprescindibile - ha aggiunto il sindaco di Rocca San Giovanni, medico, Gianni Di Rito – è fondamentale l'umanità e bisogna comprendere un altro passaggio importante, l'Adi rappresenta un contributo validissimo ma non può sostituire il medico è necessario collaborare”. Bandire ogni forma di frammentazione per costruire con operatori preparati ed efficienti una rete. La parola d'ordine è integrare, lavorare insieme e il nuovo Piano Sanitario dovrebbe, secondo le dichiarazioni dell'assessore, aiutare a costruire un percorso più ampio e codificato. Al Convegno ha portato il saluto del Governo la Senatrice Federica Chiavaroli. “E' stato un incontro costruttivo dal quale sono emerse linee di intervento, è stato disegnato il quadro della situazione nella nostra Asl di riferimento, abbiamo ascoltato esperienze di altri progetti e modelli. Volevamo individuare strategie integrate innovative per rispondere ai bisogni socio-sanitari emergenti e futuri, nonché rafforzare e intensificare la promozione e la tutela della salute delle persone in condizioni di fragilità. Obiettivo che è stato raggiunto”. ha concluso Maria Luigia Di Blasio.

Da una prima ricognizione cadaverica, risalirebbe ad almeno 4 giorni fa la morte della 90enne di Lanciano, ritrovata senza vita in un appartamento della centralissima via Veneto a Lanciano. L'anziana viveva sola, in compagnia di un cane e di un gatto. Anche quest'ultimo non ce l'ha fatta ed è morto per gli stenti, mentre le condizioni del cane sarebbero critiche, ma non gravi. A dare l'allarme è stato un vicino, che non sentiva da giorni. Aveva provato a cercarla, senza risposta. A quel punto ha chiamato i parenti della donna e ha dato l'allarme. E oggi pomeriggio i vigili del fuoco, accompagnati dai carabinieri, sono entrati nell'appartamento. La signora era in sala, senza vita.

Bisognerà attendere la giornata di giovedì per assistere a un graduale calo delle temperature, che anche oggi e domani rimarranno elevate, a livello 2 (temperature e condizioni meteo che possono avere conseguenze sulla salute). Lo sottolinea il bollettino sulle ondate di calore, pubblicato quotidianamente dalla Asl di Pescara. Oggi e domani la temperatura percepita sarà pari a 37 gradi, a fronte di massime rilevate di 34 e 35 gradi. Giovedì, invece, la percepita scenderà a 35 gradi e il livello di rischio sarà pari a 1 (allerta). Si consiglia di indossare un abbigliamento adeguato e leggero, ridurre l'attività fisica, uscire nelle ore meno calde e bere con regolarità, anche se non se ne sente il bisogno.

Ambiente caldo ed accogliente. E' così la casa famiglia per anziani “Villa Paola”, inaugurata nell'ultimo fine settimana a Treglio, in via degli Ulivi. La struttura, gestita da Paola Basili, conta 6 posti letto. Stanze dalle tinte pastello, un giardinetto con porticato vista mare, un laboratorio dove saranno organizzate, assieme alle associazioni del posto, attività ricreative e di intrattenimento per gli ospiti, che sono già 4. “L'obiettivo – dice Paola Basili – è di far sentire gli anziani come a casa propria, dando loro comfort, assistenza e calore familiare, anche con l'aiuto dei loro parenti e di tante associazioni che si sono già proposte”. Al taglio del nastro presenti don Nestore, parroco di Treglio, per la benedizione, e il sindaco del paese Massimiliano Berghella che dichiara: “Si tratta di una nuova attività, tra l'altro gestita da giovani, che apre sotto i migliori auspici. E che va ad arricchire il vasto tessuto delle piccole imprese del nostro territorio”.
 

 

L'episodio più grave è quello dell'altra sera del pensionato malmenato e rapinato in casa da due malviventi che, con una scusa, erano riusciti a farsi aprire la porta. Ma il fenomeno dei raggiri e delle truffe ai danni non solo di anziani, sono purtroppo sempre molto frequenti a Lanciano. Ieri mattina, in viale Cappuccini, due anziani sono stati derubati da un coppia di delinquenti che si erano qualificati come impiegati comunali, e la lista potrebbe continuare. Agli inviti istituzionali dei carabinieri, reiterati di frequente ma sempre troppo poco ascoltati dalla cittadinanza, si aggiunge un appello ancora più esplicito del comando carabinieri di Lanciano, in cui si invitano "i cittadini a non aprire agli sconosciuti. Si presentano come persone distinte, come medici, dipendenti Inps, avvocati, e usano scuse e pretesti per introdursi in casa: non aprite la porta e chiamate le forze dell’ordine". E i copioni utilizzati dai truffatori sono anche altri: qualche tempo fa c'era il sedicente idraulico che diceva di dover controllare i termosifoni. Ne apriva uno piano piano e chiedeva al malcapitato di rimanere lì accanto con una bacinella per raccogliere l'acqua, mentre nel frattempo rovistava ovunque e faceva man bassa di soldi e oggetti di valore. Di tecnici il repertorio è pieno: ci sono quelli che devono controllare la caldaia, altri la linea telefonica, altri ancora l'impianto elettrico. E poi ci sono i funzionari commerciali, che entrano in casa con la scusa di dover riscuotere bollette non pagate (l'ultimo episodio sempre ieri in contrada Sabbioni). La raccomandazione è sempre la stessa: nessun gestore di servizi manda al domicilio dei clienti propri incaricati a riscuotere somme in contanti, come non c'è nessuno che viene a casa vostra a controllare gli impianti se non avete segnalato un guasto. In caso di dubbio, però, basta una semplice telefonata al 112 o al 113, magari avvisando anche il sedicente incaricato che avrete lasciato fuori dalla porta. Se prima non scappa a gambe levate...

Cinque incontri che spaziano dalle problematiche della corretta alimentazione del bambino a quelle che riguardano le fragilità fisiche e mentali dell’anziano di cui la demenza costituisce la malattia paradigmatica. Si tratta di un interessante ciclo di conferenze patrocinato dalla Anxanum Multiservizi Intercomunali, in collaborazione con il Comune di Lanciano, promosso e organizzato dal Pediatra Antonio Carlucci della Università di Ancona e dal Geriatra Francesco Paolo Colacioppo del Distretto Sanitario di Lanciano. “Con questa iniziativa si vuole rivolgere uno sguardo a due età critiche della vita contrassegnate dalla difficoltà di essere se stessi – sottolinea il dott. Colacioppo - da un lato di diventare se stessi, dall’altro di rimanere se stessi. Bambini e nonni uniti nel difficile compito di trovare un ruolo dotato di senso in una società che privilegia la produttività e l’efficienza e che mette ai margini i non ancora produttivi o i non più produttivi. Bambini e nonni che si alleano per definire un ambiente comune “altro” rispetto ai canoni della società dei consumi, per costruire un legame di alleanza che realizzi anche il difficile compito di tramandare che serba in sé il sogno di non cessare di esistere e che presuppone da un lato la capacità di ricordare e dall’altro la predisposizione all’ascolto”. Ma cosa succede quando la memoria comincia a mancare, quando i vuoti si fanno sempre più frequenti? “E' allora che si deve intervenire con un approccio multidimensionale (bio-psico-sociale) – continua il dott. Colacioppo - e che bisogna porsi la domanda cosa sta succedendo al nonno? Diventa quindi imperativo stabilire una relazione autentica mirata all’ascolto, alla ricerca dello sguardo della sofferenza dell’anima, per cercare di ricostruire una identità frammentata e ferita”. E domani il primo incontro affronterà proprio il delicato e complesso tema della demenza. Si comincia alle 17 a Palazzo degli Studi, sono previste le relazioni del dott. Colacioppo e del prof. Michele Zito, Geriatra del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento della Università di Chieti il quale parlerà di  Alzheimer, una malattia terribile che negli ultimi anni è aumentata notevolmente e che affligge molte famiglie alle prese con congiunti che hanno perso memoria e identità.

E' stata la prima “Casa Albergo” per anziani quella di Bomba che ora rischia di chiudere. Aperta nel lontano 1985 grazie alla lungimiranza, all'impegno e alla determinazione della cooperativa Socialtur che ha svolto il lavoro per 30 anni e che ora si vede costretta a a riconsegnare l'immobile al Comune e alla Comunità Montana “Montagna Sangro Vastese”.  All'origine di questa scelta non voluta ma che a quanto pare si impone ci sarebbe un rimpallo di responsabilità tra l'Amministrazione Comunale e la Comunità Montana. E' quanto emerge da un comunicato firmato dalla presidente di Socialtur  Antonietta Redaelli che ha messo nero su bianco per fare chiarezza su una situazione che rischia di favorire equivoci e fraintendimenti. “La cooperativa Socialtur – si legge nella nota - suo malgrado, per poter tutelare se stessa da responsabilità civili e penali,  e  gli ospiti della struttura, sarà costretta, a riconsegnare l’immobile  con il conseguente problema di sgombro di 30 anziani attualmente presenti nella struttura”. All'origine di questa decisione ci sarebbero l'indifferenza e il silenzio da parte degli Enti di riferimento che non avrebbero mai preso in considerazione le richieste della cooperativa.  “Il nostro è stato un lavoro dignitoso che è andato avanti per 30 anni – dice la presidente – e siamo ora costretti a questa azione perché i nostri accorati appelli sulla necessità di adeguamento della struttura sono caduti nel vuoto. Nessuno ha fatto niente per evitare quello che invece sta accadendo”. La Redaelli parla anche di responsabilità da parte del Comune e della Comunità Montana. Una sorta di scaricabarile e a farne le spese sono gli anziani che potrebbero essere messi alla porta con le prevedibili conseguenze. “Comune e Comunità Montana non stanno arrecando solo un danno alla Cooperativa e al suo lavoro attento e laborioso – continua la massima rappresentante di Socialtur – ma stanno provocando un enorme disagio agli anziani e alle loro famiglie che oggi sono disorientate e chiedono di evitare la chiusura della struttura che toglierebbe al territorio un servizio sociale di primaria importanza”. La presidente sottolinea inoltre come “la Cooperativa che già vanta un investimento per  interventi realizzati ,  non è attualmente in grado di far fronte a un progetto di ristrutturazione e adeguamento sia per la fragilità economica della gestione che sta continuando in virtù di una proroga temporanea”. Il contratto, viene ricordato nel comunicato, è scaduto il 23 marzo 2015, c'è stata una prima proroga di sei mesi da parte del Comune di Bomba e un'altra, successiva, con una  scadenza corrispondente allo stato del piano di liquidazione della Comunità Montana. “La Cooperativa, quindi, offesa nel suo lavoro e nella sua dignità, anziché festeggiare, come sarebbe giusto, i 30 anni di attività, si vede costretta a mettere la parola fine ad una lunga,  importante, qualificata attività sociale che l’ha resa protagonista di un cambiamento dei servizi residenziali nella nostra regione”. E non è necessaria la sfera di cristallo per ipotizzare altri sviluppi.  In questa situazione bisognerebbe che gli Enti preposti si preoccupassero soprattutto dei 30 ospiti della Casa Albergo. Sarà difficile, se le cose dovessero rimanere così, far comprendere loro perché dovranno lasciare un luogo dove sono stati e sono accuditi con impegno e professionalità.

Si è presentato a casa della malcapitata qualificandosi come incaricato dell'Inps ed esibendo anche un tesserino di riconoscimento. Peccato fosse un truffatore, che con uno stratagemma è riuscito a rubare a un'anziana tutti i soldi che teneva in casa. Tutto è accaduto questa mattina, in un'abitazione del centro storico. L'uomo si è presentato alla porta della signora e le ha detto di dover recuperare, per conto dell'istituto di previdenza, 2mila e 500 euro. A sostegno della sua richiesta ha mostrato anche una raccomandata. Per perfezionare la procedura sarebbe stato necessario recarsi da un notaio, che le avrebbe indicato al suo ritorno. L'anziana ha ascoltato con attenzione il discorso e poi l'ha salutato. Poco dopo l'amara sorpresa: il denaro che teneva in casa era sparito. Volatilizzato con uno dei soliti stratagemmi di questi truffatori, che riescono a raggirare le vittime senza che queste se ne accorgano. (cl.la.)

Offrire assistenza dedicata e qualificata ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie, questa la finalità del Centro Disturbi Cognitivi e demenze attivato presso il Distretto sanitario di Lanciano. L’iniziativa si colloca nell’ambito dell’Ambulatorio di Psicogeriatria, affidato a Paolo Colacioppo, e si configura come un sistema integrato in grado di garantire la diagnosi e la presa in carico tempestiva, la continuità assistenziale e un corretto approccio alla persona malata e alla sua famiglia nelle diversa fasi della malattia. Il Centro effettua visite geriatriche, multidimensionali geriatriche e per Alzheimer, tutte prenotabili tramite Cup ed erogate sia in ambito ambulatoriale sia domiciliare. Tra le funzioni aggiuntive c’è, inoltre, la prescrizione dei farmaci “anticolinesterasici”, per il trattamento dei disturbi cognitivi, e degli “psicotici atipici” per problemi di tipo comportamentale dei malati di Alzheimer. Si tratta di una terapia particolare, codificata dall’Agenzia italiana del farmaco, che richiede la formulazione del piano terapeutico e il monitoraggio dei pazienti in trattamento. «Il nostro Centro nasce dalla necessità di adeguare la nostra offerta ai mutati bisogni di salute - sottolinea Manola Rosato, Direttore del Nucleo operativo distrettuale di Lanciano -. Il progressivo aumento della speranza di vita della popolazione e il contemporaneo incremento delle patologie cronico-degenerative hanno portato come conseguenza l’aumento di bisogni assistenziali a lungo termine. Abbiamo pertanto voluto fornire una risposta appropriata a tale domanda, espressa soprattutto dagli anziani, con questa nuova forma assistenziale, alternativa a quella offerta tradizionalmente dagli ospedali per acuti».