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Cento litri di gasolio sono stati recuperati, ieri sera, dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ortona al termine di un inseguimento conclusosi sulla S.S.16, nei pressi di Contrada Santa Liberata, con l’arresto di una coppia di malviventi, lui 33enne e lei 25 enne, entrambi di Miglianico (CH).

I “Bonnie and Clyde” abruzzesi, già noti alle Forze dell’Ordine, poco prima avevano trafugato, dal serbatoio di un autobus della “TUA” parcheggiato in un deposito ubicato nei pressi della stazione ferroviaria di Ortona, l’ingente quantitativo di carburante opportunamente travasato all’interno di due taniche. L’arrivo inaspettato della gazzella dei Carabinieri ha però rovinato i programmi della coppia che ha provato a fuggire nel tentativo di farla franca. La presenza del furgone con a bordo i due malviventi non è passata inosservata ai militari dell’Arma che, da alcuni giorni, erano sulle tracce di un furgone simile nel modello e colore, segnalato da alcuni cittadini in occasione di un analogo furto di gasolio avvenuto nel Comune di Crecchio .  I due arresti operati dai militari dell’Arma rientrano, infatti, in una più ampia attività di controllo del territorio disposta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Chieti in tutta l’area teatina al fine di contrastare i reati che maggiormente intaccano la serenità dei cittadini come i furti in abitazione, i furti in genere e le rapine. La coppia, su disposizione dell’A.G., ha trascorso la notte agli arresti domiciliari e, questa mattina, al termine dell’udienza avvenuta con rito direttissimo, il Giudice, dopo aver convalidato l’arresto operato dai Carabinieri, ha rinviato la discussone alla data del 29 giugno 2017, disponendo che la donna tornasse in libertà in attesa di giudizio e gli arresti domiciliari per l’uomo.

Il personale del NOR della Compagnia Carabinieri di Lanciano ha arrestato 3 due persone, due in carcere e una ai domiciliari, accusate del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostano stupefacenti.

La Procura di Lanciano ha scoperto come i tre, tutti poco più che trentenni e di origine campana, dall'ottobre 2014 al dicembre 2016 hanno illecitamente detenuto e poi ceduto, a più riprese, a giovani tossicodipendenti della zona, sostanze stupefacenti, hashish e cocaina,  in quantitativi corrispondenti ad una stima di oltre 15 mila euro.

LANCIANO - E' stata fissata al prossimo 9 gennaio, davanti al gup del tribunale di Lanciano, l'udienza preliminare nei confronti di Luca Stella, 26 anni, e dei fratelli Federico e Guglielmo De Rosa, 32 e 38 anni, finiti in manette dopo la denuncia della madre di Stella, stanca di subire i soprusi del figlio e le minacce dei due, accusati di aver ceduto cocaina al giovane. Una mamma coraggio, che lo scorso settembre, era riuscita a far arrestare i De Rosa, che in più occasioni le avevano chiesto di saldare i debiti del ragazzo, che ormai avevano raggiunto i 15mila euro.
Il più grande dovrà rispondere anche di tentata estorsione, per aver cercato di farsi consegnare dalla donna 5mila euro in contanti, che però lei si è rifiutata di versare. Tutto era iniziato con la prima denuncia della signora, che in primavera aveva portato all'arresto dei figlio, caduto nel tunnel della cocaina. Da quel momento - secondo la ricostruzione del pm Rosaria Vecchi - i due fratelli avevano cominciato a perseguitarla con ripetute richieste di denaro, per saldare la droga acquistata dal figlio. La donna per pagare i 15mila euro che le venivano chiesti (per cessioni di stupefacenti avvenute tra il 2012 e il 2016) aveva fatto ricorso anche a prestiti in banca e alle Poste, ma questo non era bastato ai presunti spacciatori, che continuavano a minacciarla anche di morte, sottolineando continuamente la loro appartenenza a una famiglia rom. A quel punto la mamma ha deciso di ribellarsi e di denunciare tutto ai carabinieri.

E' stata la denuncia di una "mamma coraggio" di Lanciano, stanca di subire continue minacce per i debiti del figlio tossicodipendente, a far arrestare i due presunti spacciatori che vendevano la droga al ragazzo. Le manette sono scattate per due fratelli rom, di 32 e 28 anni, finiti in carcere con l'accusa di spaccio di stupefacenti. Il più grande dovrà rispondere anche di tentata estorsione, per aver cercato di farsi consegnare dalla donna 5mila euro in contanti, che però lei si è rifiutata di versare. Tutto era iniziato con la prima denuncia della signora, che aveva portato all'arresto dei figlio, caduto nel tunnel della cocaina. Da quel momento i due fratelli avevano cominciato a perseguitarla con ripetute richieste di denaro, per saldare la droga acquistata dal figlio. La donna per pagare i 15mila euro che le venivano chiesti (per cessioni di stupefacenti avvenute tra il 2012 e il 2016) aveva fatto ricorso anche a prestiti in banca e alle Poste, ma questo non era bastato ai presunti spacciatori, che continuavano a minacciarla anche di morte, sottolineando continuamente la loro appartenenza a una famiglia rom. A quel punto la mamma ha deciso di ribellarsi e di denunciare tutto ai carabinieri. L'inchiesta è stata condotta dal pm Rosaria Vecchi, che ha richiesto e ottenuto, dal gip Massimo Canosa, le ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nell'indagini sono coinvolti altri 3 familiari degli arrestati, denunciati a piede libero. 

Il tempestivo intervento di una pattuglia di carabinieri di Orsogna, ha impedito ad una coppia di ladri, lui 28enne e lei 23enne, di mettere a segno un furto in un’abitazione di una signora 57enne del luogo. Il bottino, rappresentato da due chitarre, un amplificatore, un modellino di elicottero radiocomandato ed una ventola per cappa, è stato interamente recuperato dagli uomini dell’Arma e subito restituito alla malcapitata. Come accertato dai militari i malviventi, entrambi di Ortona, si erano introdotti nell’abitazione forzando una porta secondaria posta sul retro. Ancora una volta la fattiva collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine ha permesso ai carabinieri, peraltro già impiegati in un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei cosiddetti reati predatori, di raggiungere in breve tempo l’abitazione della malcapitata e cogliere “sul fatto” i ladri. Questa mattina il giudice, dopo aver convalidato gli arresti, ha posto i due agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza dibattimentale che si terrà nelle prossime settimane.

Ben occultate in un campo di granturco, i carabinieri della compagnia di Ortona hanno scoperto 8 piante di marijuana, alte circa 2 metri. Con le accuse di  coltivazione e detenzione,  a fini di spaccio, di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi comuni da sparo e munizioni, sono stati arrestati C.B. ed E.B., rispettivamente padre e figlio di 62 e 38, residenti a Orsogna, Le piante sono state rinvenute in un terreno attiguo alla loro abitazione alla periferia del paese. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, gli uomini dell'Arma hanno rinvenuto e sequestrato anche 69 grammi di marijuana suddivise in due confezioni sigillate, un bilancino di precisione, parte di una pianta di marijuana estirpata, nonché un fucile privo di marca e una pistola scacciacani priva del tappo rosso con 102 cartucce, il tutto illegalmente detenuto. Su disposizione dell’autorità giudiziaria entrambi sono stati tradotti presso la casa circondariale di Chieti. Le piante sono state sequestrate.

 

Notte movimentata quella appena trascorsa per i carabinieri. Una pattuglia  del nucleo radiomobile della compagnia di Lanciano, verso le 3 della scorsa notte, ha tratto in arresto S.T., italiano 52 enne di Lanciano, responsabile dei reati di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. L'uomo, poco prima,  alla vista dei militari intervenuti per una lite  in famiglia,  si era scagliato contro di loro, procurandogli lievi lesioni. In mattinata il gip del tribunale frentano ha convalidato l’arresto dell’uomo, che è stato posto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. Sempre la scorsa notte è finito in manette un 28enne romeno che, sottoposto agli arresti domiciliari, è stato invece sorpreso fuori dalla sua abitazione.

E' di 16 arresti, 11 in carcere e 5 ai domiciliari, il bilancio dell'operazione "Arusha" contro un traffico di cocaina tra Rimini, Piazzola sul Brenta (Padova) e Rocca San Giovanni. Le misure cautelari, richieste dal pm di Lanciano Rosaria Vecchi, sono state eseguite questa mattina all'alba dagli agenti del commissariato di Lanciano e Vasto, in collaborazione con gli uomini della squadra mobile di Chieti. Centinaia i poliziotti impegnati, con l'ausilio anche delle unità cinofile di Pescara e Ancona e nucleo elicotteri di Pescara. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dal nord partivano continuamente quantitativi di cocaina, fino a 250 grammi, destinati al mercato del Frentano. Prima dello smercio la droga veniva nascosta alla pinetina di Rocca San Giovanni. A capo dell'organizzazione c'era un gruppo di albanesi, che a loro volta si rivolgevano a una rete di spacciatori italiani, che si servivano anche di minorenni per vendere la droga. Almeno in un caso è stato accertato che erano riusciti a obbligare un commerciante a effettuare la vendita nel suo negozio. Le indagini erano partite lo scorso ottobre con il sequestro di 140 grammi di cocaina, seguito il mese dopo da un altro sequestro, questa volta di un chilo e 600 grammi, eseguito a Rimini. I destinatari delle misure cautelari sono: Ednand Budlla, 28 anni di Rocca San Giovanni, Florentina Adele Drezaliu, 40 anni di Rocca San Giovanni, Luan Haliti, 31 anni di Rocca San Giovanni, Pellumb Zylfo, 30 anni di Rocca San Giovanni, Irene Ferrante, 35 anni di Perano, Gianni Marrocco, 37 anni di Rocca San Giovanni, Gianluca Pagliarone, 43 anni di Rocca San Giovanni, Sebastiano Vitullo, 43 anni di Bomba, Guglielmo Lanza Silveri, 35 anni di Castel Frentano, Marcello Mastrangelo, 50 anni di Santa Maria Imbaro, Antonio Ciccone, 40 anni di Lanciano, Giovanni Andreoli, 47 anni di Paglieta, Francesco Flamminio, 29 anni di Fossacesia, Domenico Guiscardo, 44 anni di Rocca San Giovanni, Nadia Di Donato, 38 anni di Lanciano. Nell'inchiesta ci sono anche 34 indagati a piede libero.

Sarebbero 16 gli arresti, eseguiti all'alba di questa mattina, dagli agenti del commissariato di Lanciano contro un traffico di stupefacenti. La città è stata svegliata, poco dopo le 6, da rumore di un elicottero e dalle sirene delle volanti che passavano per le vie del centro. Al momento gli arrestati sono tutti in commissariato. In mattinata altri aggiornamenti.

(nella foto l'elicottero della polizia all'interno dell'ex ippodromo di Villa delle Rose)

Dovranno rispondere di 12 casi di ricettazione, tra cui quelli di 4 auto rubate lo scorso febbraio alla concessionaria Mix Car di Lanciano. I carabinieri di Lanciano hanno arrestato, su disposizione del gip Massimo Canosa (su richiesta del pm Rosaria Vecchi), L.G., 32 anni, di Lanciano, e T.F., 61 anni, di Treglio. I due uomini sono stati trovati in possesso di una Giulietta, una Jeep, una Lancia Y e una Fiat 500 risultate rubate all'autosalone. Nella loro disponibilità avevano anche motoseghe, caldaie a metano, un quod con carrello, di cui non hanno saputo spiegare la provenienza. Sono stati rinchiusi nel carcere di Villa Stanazzo, in attesa dell'interrogatorio di garanzia fissato per domani.