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Non è stata commessa alcuna violazione del principio di imparzialità e il concorso per tecnici di laboratorio espletato nel 2015 dalla Asl Lanciano Vasto Chieti è perfettamente regolare. Così il Consiglio di Stato ha ribaltato e annullato la sentenza del Tar Abruzzo dello scorso anno, che aveva disposto la sospensione degli atti di approvazione della graduatoria finale accogliendo il ricorso di due concorrenti, risultate non vincitrici, secondo cui doveva essere invalidata la prova concorsuale per via di una presunta incompatibilità tra alcuni candidati e i membri della commissione esaminatrice. Nello specifico, due erano le contestazioni: la prima, sicuramente più insinuante, riguardava i rapporti tra alcuni dei concorrenti vincitori e Maria Golato, presidente della Commissione e direttore del Servizio di Patologia clinica della Asl, descritti dalle ricorrenti  come “sodalizio relazionale, collaborativo e di colleganza” comprovato dalla comune partecipazione a convegni e dalla redazione di scritti e pubblicazioni. Un aspetto che avrebbe comportato la violazione dell’imparzialità nell’attività di selezione e l’obbligo per la Presidente di astenersi per incompatibilità, anche alla luce dell’attività svolta nella struttura che dirige da alcuni dei vincitori del concorso. Inoltre la composizione della Commissione, sempre secondo le ricorrenti, sarebbe stata viziata dalla presenza di un medico che in precedenza aveva ricoperto una carica sindacale, dalla quale si era dimesso poco prima della nomina a commissario del concorso. I giudici del Consiglio di Stato hanno accolto integralmente la tesi esposta dalla Asl, rappresentata dall’avvocato Germano Belli, il quale nel ricorso proposto avverso la sentenza di primo grado ha argomentato come in materia concorsuale le cause di incompatibilità, disciplinate dell’art. 51 del Codice di procedura civile, rivestono carattere tassativo e, dunque, non possono essere interpretate analogicamente al fine di tutelare la certezza delle commissione d’esame. Secondo l’orientamento della giurisprudenza, perché vi sia obbligo di astensione deve essere dimostrata la sussistenza di un rapporto di lavoro o professionale stabile con la presenza di interessi economici, ovvero di tale intensità da far sorgere il sospetto che il giudizio non sia stato improntato al rispetto del principio dell’imparzialità. Inoltre la pubblicazione di opere da parte di un componente della commissione, unitamente a un candidato, non costituisce motivo di astensione in ogni tipologia di concorso. Nella sentenza si legge che «nelle procedure concorsuali i componenti delle commissioni esaminatrici hanno l’obbligo di astenersi solo se sussiste una delle condizioni tassativamente indicate dall’art. 51, senza che le cause di incompatibilità possano essere oggetto di estensione analogica: l’appartenenza allo stesso ufficio del candidato e il legame di subordinazione o collaborazione tra i componenti della commissione e il candidato non rientrano nelle ipotesi di astensione». Pertanto i rapporti personali di colleganza tra determinati candidati e alcuni componenti della commissione non sono sufficienti a configurare un vizio della composizione della commissione stessa. Affinché i rapporti personali assumano rilievo, devono essere diversi e più saldi di quelli che intercorrono tra maestro e allievo o tra soggetti che lavorano nello stesso ufficio: a fare la differenza è la realizzazione di un «sodalizio professionale in quanto tale connotato dai caratteri della stabilità e reciprocità di interessi di carattere economico». Insomma le cause di incompatibilità non possono essere desunte o liberamente interpretate, perché verrebbe meno ogni certezza in merito alla stabilità delle commissioni d’esame, laddove qualunque elemento induttivo e soggettivo potrebbe essere in grado di inficiarne l’imparzialità. Quanto alla carica sindacale di un altro componente, per il Consiglio di Stato la norma non impone alcun termine temporale minimo tra le dimissioni e la nomina a membro di una commissione esaminatrice. «E’ stata accolta integralmente la posizione espressa dalla nostra Azienda - sottolinea con evidente soddisfazione il Direttore generale della Asl, Pasquale Flacco - a dimostrazione della correttezza delle nostre procedure. Il concorso è valido e regolare perché abbiamo agito nel rispetto rigoroso delle norme e il Consiglio di Stato ce ne ha dato atto. Ora sarà chiaro a tutti, anche a coloro che hanno provato a screditare la nostra Asl e a gettare ombre sulla Commissione e sulla presidente Maria Golato, professionista di indiscussa integrità, che hanno portato avanti con serietà una selezione impegnativa, con centinaia di candidati, in collaborazione con lo staff del Servizio Risorse Umane, diretto da Manuela Loffredo. Pur consapevoli della correttezza del nostro operato, in questi mesi abbiamo preferito difenderci nelle sedi opportune, evitando commenti e polemiche: i veleni fanno male, ma l’importante è saper aspettare che la verità venga a galla. Le menzogne ricadono su chi le costruisce a tavolino».

"Qualche giorno fa, per la prima volta a Chieti è stato trattato un paziente a elevato rischio di ictus cerebri, occludendo per via percutanea, con appositi dispositivi, l’auricola sinistra, principale fonte di emboli migranti. Tale intervento rappresenta oggi la più moderna e avanzata terapia per abbattere il rischio embolico cerebrale senza elevare il rischio emorragico nei pazienti che, in assenza di tale metodica, avrebbero dovuto assumere terapia anticoagulante". Ad annunciarlo, in una nota, è il direttore del Dipartimento Cuore dell'azienda sanitaria Luigi Leonzio. "Grazie a un importante impegno organizzativo e di investimenti tecnologici e professionali della Dirigenza della Asl Lanciano Vasto Chieti, negli ultimi mesi si sono realizzate procedure interventistiche di terzo livello, a elevata tecnologia di pertinenza cardio-aritmologica, sinora causa di mobilità passiva - continua Leonzio - nell'ospedale 'SS. Annunziata' di Chieti sono state trattate e curate aritmie complesse, potenzialmente mortali, mediante ablazione trans-catetere, sono stati rimossi dal cuore elettrocateteri mal funzionanti e inveterati, fonti di gravi infezioni e di endocarditi. Si è intrapreso, in sinergia con la Clinica Neurologica e il Servizio di Radiologia e di Anestesia, un programma ambizioso per la prevenzione dell'ictus cerebri tromboembolico. E il Dipartimento Cuore può oggi fregiarsi di un'Aritmologia moderna capace di affrontare e vincere ogni genere di sfida, anche grazie alle sinergie con i Dipartimenti di Neuroscienze, di Diagnostica per immagini e Anestesia".

La salute approda nei luoghi della grande distribuzione, dov’è più facile intercettare l’utenza. E’ un’iniziativa singolare quella che prende il via a Lanciano il 9 e 10 aprile prossimi, presso il “Centro Commerciale Lanciano”, e che in successivi week-end toccherà anche l’Iper di Ortona (24 e 25 aprile) e il Centro d’Abruzzo di Sambuceto (14 e 15 maggio). Un vero e proprio tour della salute, realizzato con il coinvolgimento degli specialisti della Asl Lanciano Vasto Chieti al fine di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione quale strumento di straordinaria efficacia per guadagnare tempo e intervenire sulle malattie quando sono ancora allo stadio iniziale. A promuovere l’iniziativa è il periodico free press «N - news e salute», in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Publidea, che hanno voluto chiamare il progetto «In salute Abruzzo», offrendo ai professionisti dell’Azienda sanitaria della provincia di Chieti la possibilità di incontrare i cittadini per visite gratuite e informazioni sulle opportunità offerte in ambito diagnostico e dei percorsi terapeutici, oltre che sulle tecniche innovative adottate in campo chirurgico. Partner è anche San Stefar, centri ambulatoriali di riabilitazione convenzionati con il SSN, attivi sul fronte della prevenzione delle malattie degenerative e disturbi dell’età evolutiva. Gli stand che saranno allestiti nei centri commerciali accoglieranno moltissime discipline: urologia, diabetologia, odontoiatria, chirurgia maxillo facciale, ginecologia oncologica, oculistica, cardiologia, pediatria, psicoterapia e i tre programmi di screening per la prevenzione del carcinoma mammario, del colon retto e della cervice uterina.  Ogni specialità avrà il suo spazio, nel rispetto più assoluto della riservatezza, con i medici delle diverse équipe che accoglieranno i cittadini per una visita, un consulto o semplicemente per dare informazioni su una patologia. Gli stand, in entrambe le giornate, saranno aperti dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. «La nostra Azienda ha concesso il patrocinio e aderito all’invito dei promotori con grande interesse - sottolinea il Direttore generale della Asl, Pasquale Flacco - poiché ci offre la possibilità di portare la salute fuori dai luoghi di cura e invertire, in un certo senso, il percorso. Siamo noi, con i nostri professionisti, a  cercare i cittadini, a fare il primo passo per tutelare il loro benessere».

Per la prima volta un “uomo del territorio” in un ruolo di alta direzione dell’Azienda sanitaria della provincia di Chieti. Vincenzo Orsatti, 63 anni, lancianese, è il nuovo Direttore sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti. L’incarico è stato formalizzato con delibera firmata dal Direttore generale, Pasquale Flacco, il quale indica nel prossimo 18 aprile la data di insediamento. Orsatti si accinge così a lasciare il ruolo di direttore dell’Area Distrettuale di Vasto, dov’era approdato dopo una lunghissima esperienza maturata nel Sangro-Aventino, coordinando le sedi di Casoli, Atessa, Lama dei Peligni, Torricella Peligna e Villa Santa Maria. Dal 1980 nel Servizio pubblico, il nuovo Direttore sanitario ha sviluppato una lunga esperienza anche nel campo della programmazione e pianificazione delle attività sanitarie ed è stato tra i protagonisti di progetti di ricerca, condotti con l’Università "Bocconi" e la Fiaso (federazione che aggrega le aziende sanitarie d’Italia), incentrati sul governo del territorio e nuove soluzioni per qualificare le risposte domiciliari nella rete integrata dei servizi socio-sanitari. «Il profilo di Orsatti spiega le ragioni di questa scelta - sottolinea Flacco - perché la nostra Azienda è chiamata a fare sul territorio un investimento di portata straordinaria, che non ha precedenti. C’è bisogno di costruire una vera alternativa all’ospedale se vogliamo lasciare a quest’ultimo il trattamento di casi acuti e realizzare una moderna rete che sappia rispondere con efficacia alle necessità di salute delle nostre popolazioni. Possiamo concretizzare un progetto così ambizioso mettendo in campo competenze e professionalità che sappiano coniugare assistenza ospedaliera e servizi territoriali, e Orsatti possiede entrambe».

Rubano del gasolio da un autocarro, ma vengono sorpresi da una pattuglia dell’Arma e tratti in arresto. E’ accaduto questa notte sulla SS16 Adriatica, nel Comune di Casalbordino. Due cittadini rumeni di 28 e 39 anni, senza fissa dimora, sono stati sorpresi da una pattuglia di carabinieri della locale stazione mentre trafugavano 75 litri di carburante dal serbatoio di un autocarro di proprietà di una ditta di trasporti. I militari, nel corso di un servizio di controllo del territorio predisposto per contrastare la commissione dei furti, nel transitare nei pressi di un deposito ubicato sulla SS16 Adriatica hanno notato la presenza dei due uomini che armeggiavano nelle vicinanze del mezzo. I malviventi, servendosi di alcuni arnesi da scasso, avevano appena finito di trafugare il carburante e si apprestavano ad allontanarsi. Bloccati immediatamente dai Carabinieri sono stati tratti in arresto con l’accusa di furto aggravato e su disposizione dell’autorità giudiziaria hanno trascorso la notte in una camera di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri di Ortona in attesa di essere processati, per direttissima in tribunale a Vasto. E’ ora al vaglio degli inquirenti la possibilità che i due arrestati siano i responsabili di analoghi furti avvenuti, di recente, in altri depositi di autocarri della provincia di Chieti.

"Un esposto alla Procura della Repubblica di Lanciano per approfondire il quadro complessivo e studiare le ragioni della indisponibilità della Asl Lanciano-Vasto-Chieti alla costruzione di un percorso per avere un migliore monitoraggio delle condizioni di vita all’interno della Sevel".  Lo annuncia la Fiom-Cgil, dopo l'incontro di ieri tra una delegazione del sindacato e i funzionari dell'azienda sanitaria. Una vicenda finita anche in alcune interrogazioni in Consiglio regionale da parte di Sara Marcozzi del M5S, che denunciava proprio i ritardi nella convocazione del tavolo.  "La nostra organizzazione sindacale - spiega in una nota il segretario generale Davide Labbrozzi - aveva riscontrato un netto peggioramento della condizione lavorativa nello stabilimento. L’aumento dei carichi di lavoro, la riduzione delle pause, gli straordinari al sabato e alla domenica per un numero esagerato di richieste, la sensibile riduzione di postazioni a basso carico lavorativo, sono elementi che sommati tra di loro potrebbero, secondo noi e secondo i nostri studi, incidere negativamente sulle condizioni psicofisiche dei dipendenti Sevel". Ma allora cosa sarebbe successo tra la Fiom e la Asl, tanto da spingere la sigla a decidere di andare in Procura? "A nostro avviso, la Asl - continua Labbrozzi - in occasione dell’incontro, ha mostrato una miopia politica senza precedenti: rifiuto netto ad affrontare una impostazione complessiva, indisponibilità totale a superare le micro procedure che hanno il solo obiettivo di analizzare i singoli problemi concernenti la singola condizione, arroganza e presunzione nel rappresentare un contesto diverso da quello che la Fiom ha ricostruito nel corso dell’incontro. Inoltre, è stato evidenziato dalla stessa Asl che da 18 mesi non vi è alcuna operazione di monitoraggio specifico: fatto gravissimo, visto che tra le tante cose, incombe un processo di riorganizzazione complessiva, percorso determinato dall’introduzione della nuova metrica per l’organizzazione del lavoro". La Fiom, oltre al ricorso alla magistratura, annuncia che proseguirà con le altre iniziative di lotta, coinvolgendo anche le istituzioni del territorio.