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LANCIANO - E' di due feriti gravi il bilancio della domenica sulle strade del Frentano e del Sangro. Ieri sera, intorno alle 19, un insegnante di religione di Sant'Eusanio del Sangro, è stato investito da una Opel Corsa mentre percorreva, insieme ad altri amici, via Martiri 6 Ottobre a Lanciano. Nell'impatto l'uomo, che ha 28 anni, ha battuto violentemente la testa contro il marciapiede. E' stato ricoverato all'ospedale di Pescara, ma non sarebbe in pericolo di vita. E poteva avere conseguenze ben più gravi anche l'incidente stradale avvenuto in mattinata lungo la Fondovalle Sangro, a poca distanza dallo svincolo di Atessa. Un 37enne di Paglieta, mentre viaggiava a bordo della sua moto, si è schiantato contro una Fiat Punto condotta da un 66enne di Santa Maria Imbaro, che - secondo una prima ricostruzione - stava effettuando un'inversione a "u". La ruota posteriore della moto è finita nel finestrino della macchina, dal lato del guidatore, che è rimasto illeso. Il centauro, invece, è stato trasportato in eliambulanza al policlinico di Chieti, dove è tutta ricoverato per i traumi riportati nell'incidente.  
 

ATESSA - C'è la stessa mano dietro gli episodi che da qualche giorno stanno ingenerando un clima di tensione ad Atessa? Se lo chiedono in tanti in città. La settimana scorsa era stata rinvenuta una scatola con una testa di capretto davanti alla struttura che ospita alcuni migranti, mentre questa mattina sulla porta del municipio è stato trovato un mazzo di fiori di plastica, accompagnato da un biglietto indirizzato al sindaco Nicola Cicchitti, con scritto "condoglianze di m...". Un altro biglietto simile, attaccato a un cestino della spazzatura poco distante, invitava il primo cittadino a dimettersi, "se non all'altezza". In una nota, il sindaco stigmatizza l'accaduto, parlando di vigliaccherie, che "però rafforzano la determinazione dell'amministrazione comunale nel portare avanti le proprie azioni". Qualche elemento utile all'identificazione degli autori del gesto potrebbe arrivare dalle telecamere di sorveglianza della zona.

 

LANCIANO - Continua la polemica sull'affidamento, da parte del Comune di Lanciano, del servizio di igiene urbana alla EcoLan. Affidamento che il Tar ha annullato nei giorni scorsi, tornando a sollevare il problema del "controllo analogo", ritenuto troppo insufficiente. Sabato il presidente della società Massimo Ranieri, insieme al sindaco Mario Pupillo, ha sottolineato come la questione sia piuttosto complessa e che in EcoLan, il controllo analogo viene assicurato da un comitato composto da 9 sindaci soci. Ieri la stessa sezione del Tar ha annullato anche l'affidamento del Comune di Atessa, assegnato in house alla EcoLan, come fatto da Lanciano, Ortona, San Vito e diversi altri Comuni del Frentano. Oggi sulla vicenda interviene il gruppo consiliare di opposizione "Nuova Lanciano", che già a giugno dello scorso anno aveva espresso perplessità sul metodo seguito per affidare il servizio di igiene urbana alla EcoLan (il cui capitale è interamente detenuto da 53 Comuni della zona). "E’ evidente che la nostra non è una critica strumentale fine a se stessa contro l'operato della EcoLan - precisa, in una nota, Nuova Lanciano - a cui va riconosciuto l’indubbio merito di aver svolto il servizio di raccolta e pulizia in maniera egregia. Tuttavia siamo seriamente preoccupati perché, nel corso di questi mesi, la EcoLan ha investito ingenti somme per dotare l'azienda di mezzi attrezzature e personale per poter far fronte alla mole di lavoro che è derivata dagli affidamenti diretti, che però il Tar ha dichiarato essere illegittimi. E, pertanto, al di là di quelle che possono essere le responsabilità politiche (e ci sono e sono evidenti), non vorremmo, come cittadini, ritrovarci a pagare ulteriori somme per errori che potevano essere tranquillamente evitati, attraverso l’indizione di una gara pubblica, dove anche EcoLan avrebbe potuto partecipare". Quello che suscita i timori di Nuova Lanciano è l'effetto "domino" legato alle sentenze del Tar. "Lungi dal voler creare inutili allarmismi populisti - conclude la nota - vorremmo, però evitare che siano i cittadini a dover fare le spese di scelte errate e frettolose".

ATESSA - Qual è la condizione delle migliaia di lavoratori in Sevel? Quali i problemi che quotidianamente affrontano gli operai del più grande stabilimento europeo di veicoli commerciali, volano principale dell'economia abruzzese e quali le esigenze e le richieste di chi spesso ha poca voce per farsi ascoltare. A questi interrogativi si è cercato di dare una risposta. E con l'obiettivo di disegnare un quadro vero, reale della situazione in Sevel, il coordinamento provinciale Slai Cobas di Chieti, in collaborazione con l'Associazione Il Laboratorio di Roma e il collettivo Zona22-Uallò-Uallà ha fatto un'inchiesta, grazie anche al fondamentale contributo di centinaia di lavoratori e di lavoratrici che si sono raccontati e hanno risposto a domande e quesiti. I dati di questa indagine “autorganizzata”,(così viene definita in un comunicato dello Slai Cobas di Chieti), saranno resi noti nel corso di un incontro aperto a tutti che si terrà domani 5 novembre a Lanciano, con inizio alle 16.30, presso la libreria Mu, in Corso Bandiera. “La democrazia – conclude la nota - senza partecipazione e possibilità di rappresentanza sindacale di base, rischia di essere definitivamente confinata ai cancelli”.
 

ATESSA - Una bravata oppure un atto intimidatorio vero e proprio? E' l'interrogativo a cui dovranno rispondere le indagini dei carabinieri sul ritrovamento di una testa di capretto lasciata in un pacco davanti all'ex ristorante "Il Mulino" di Atessa, dove sono ospitate alcune decine di migranti. Sulla scatola, indirizzata alla cooperativa che gestisce la struttura, c'era una scritta: "Primo avvertimento, andate via". Per il momento i militari stanno procedendo contro ignoti, dopo la querela presentata dai responsabili della cooperativa. In un primo momento si era pensato a un ordigno esplosivo, tanto che è stato richiesto l'intervento degli artificieri di Pescara, che hanno fatto brillare l'involucro. Ferma condanna al gesto e decine di commenti di sdegno hanno immediatamente invaso i social network. Il sindaco di Atessa, Nicola Cicchitti, ha parlato di "fatto vergognoso".

ATESSA - La Sevel chiede ai lavoratori di recuperare il fermo produttivo dello scorso 16 giugno (legato a un guasto tecnico in un'azienda fornitrice) e la Fiom proclama 3 turni di sciopero in coincidenza degli stessi recuperi. Ad annunciarlo è la Fiom-Cgil, secondo cui ai lavoratori viene chiesto un sacrificio che non doveva essere chiesto. "A giugno - racconta il segretario generale Davide Labbrozzi - i lavoratori si recarono in Sevel nonostante l’azienda sapesse che non ci sarebbe stata attività. Le persone furono lasciate fuori dai cancelli, nei pullman, ad attendere la comunicazione che poi rispedì tutti a casa. Il tutto nell’assenza totale di considerazione per le lavoratrici e i lavoratori della Sevel. Oggi, dopo quattordici giornate di lavoro straordinario, che hanno debilitato mentalmente e fisicamente tutti, si obbligano le persone a prestare lavoro per recuperare il fermo subìto". Lo sciopero è fissato per sabato 5 novembre (turno A e turno centrale), domenica 6 novembre (turno di notte) e sabato 12 novembre (turno B). "Negli ultimi giorni - continua Labbrozzi - la Fiom ha aperto un confronto con tutte le lavoratrici ed i lavoratori, ha cercato di capire lo stato d’animo, ha voluto comprendere se di fronte a uno sciopero ci sarebbe stata condivisione". Condivisione che il sindacato ha raccolto tra i suoi iscritti. "Siamo contrari - conclude la Fiom - a forme di gestione dei fermi produttivi di questa natura. Chi lavora in Sevel ha già dato tanto in termini di sacrificio generale, lo ha fatto con retribuzioni bassissime, lo ha fatto prestando lavoro straordinario per quattordici giornate e con carichi di lavoro sempre più pesanti. Il recupero stride fortemente con l'esigenza che noi tutti abbiamo, vederci la dignità salvaguardata".

 

ATESSA - Saranno 35, a partire dal mese di dicembre, le assunzioni che saranno effettuate dalla Trigano Van di Atessa, multinazionale francese - specializzata nella produzione di camper - che dà lavoro a circa 150 dipendenti in Val di Sangro. E' il risultato più importante dell'accordo sottoscritto tra la direzione aziendale e le rappresentanze sindacali. "La Fiom esprime la massima soddisfazione per la realizzazione di un impianto contrattuale che unisce salario, diritti e occupazione - commenta il segretario provinciale Davide Labbrozzi - con l’accordo Trigano si è scritta una nuova pagina sindacale nella Val di Sangro. Il modello sindacale proposto nel mondo Fiat toglie diritti, riduce i salari, non offre la possibilità di decidere e crea sempre più condizioni di invivibilità della fabbrica. In Trigano si è fatto l’opposto". Labbrozzi sottolinea come "dall’inizio della crisi che ha coinvolto il mercato globale, la Trigano ha investito sulla qualità ed ha rafforzato l’aspetto commerciale proponendo il suo prodotto nel mondo. Il risultato: congiuntamente ad una serie di dinamiche favorevoli al Camper, la politica della promozione e del rafforzamento dei livelli qualitativi di un prodotto che piace sempre più, ha permesso alla  Trigano di aumentare la sua produzione dai cinque mezzi giorno prodotti nel 2009 a diciassette che da gennaio 2017 usciranno dal sito produttivo di Atessa". L'accordo prevede anche una serie di altri punti, come permessi aggiuntivi per le lavoratrici, così da poter meglio conciliare impegni di lavoro e familiari.

Il 23 ottobre del 1981 usciva dalle linee della Sevel (Società Europea Veicoli Leggeri), in Val di Sangro, il primo esemplare di Ducato, un modello straordinario che ha rivoluzionato il segmento dei furgoni gran volume grazie alla trazione anteriore, alla potenza dei motori e allo spazioso vano di carico. E ancora oggi la sua produzione prosegue in quella che è la più grande fabbrica in EMEA per i furgoni medio-grandi (nel 2015 ha tagliato il traguardo di cinque milioni di veicoli prodotti).

Fiat Professional celebra i momenti salienti di questi 35 anni di storia con una campagna ADV dedicata, un’attività social sulla pagina facebook ufficiale e un video emozionale disponibile, dalla mattina del 23 ottobre, sul sito fiatprofessional.com. Il claim della campagna, ripreso nei canali di comunicazioni coinvolti nell’attività,  “We never dreamed of success. We built it” rappresenta la leadership indiscussa del Ducato nella categoria dei veicoli commerciali.  Del resto, nel corso degli anni, il modello ha via via affinato le proprie caratteristiche diventando un punto di riferimento , un trendsetter prodotto in oltre 10.000 varianti e venduto in più di 80 Paesi al mondo. Inoltre le numerose versioni di carrozzeria e l'efficienza del telaio l'hanno reso il numero uno per gli allestitori di veicoli per usi speciali e camper.

Già la prima serie di Ducato (1981-1990) vide l'adozione di soluzioni innovative come il motore anteriore trasversale e trazione e serbatoio riuniti in un unico modulo con la cabina. Queste caratteristiche hanno reso possibile la realizzazione di una varietà di modelli fino ad allora inimmaginabile. La carrozzeria era già fornita in due altezze del tetto e nelle varianti furgonato, Combi, Bus e autocarro. I due passi (2.923 e 3.653 millimetri) permisero al furgone di raggiungere una volumetria di 9,8 metri cubi e consentirono un peso complessivo ammesso sino a 28 quintali. Nel 1984 l'utilizzo di ammortizzatori inclinati rese il vano di carico perfettamente piano, e nel 1985 la versione Maxi portò il carico massimo addirittura a 35 quintali. Infine, nel 1989, fece la sua comparsa il Fiat Ducato con trazione integrale della Steyr-Puch.

Con la seconda serie (1990-1994), a dieci anni dalla sua immissione sul mercato, Ducato porta al debutto la trazione integrale e taglia un primo traguardo: il primo ottobre 1991 esce dalla catena di montaggio l'esemplare numero 500.000. La potenza del turbodiesel da 2,5 litri fu portata a 70 kW (95 CV) e per la prima volta fu impiegata una tecnologia di propulsione innovativa: il Fiat Ducato Elettra alimentato esclusivamente a energia elettrica. All'offerta si aggiunse inoltre un terzo passo (3.200 millimetri).

Nel 1994, è la volta della terza generazione (1994-2002) che migliorò il CX (scese a 0,35) e sviluppò un nuovo modo di concepire la cabina del veicolo in ottica professionale: infatti, per la prima volta nel settore la leva del cambio è integrata nella consolle centrale rendendo così fruibile la parte centrale del pavimento e facilitando l'accesso da entrambe le porte e dalla cabina al vano di carico: in questo modo miglioravano l'ergonomia e la produttività. La stampa specializzata riconobbe l'innovazione e l'approccio al cliente di Ducato assegnandogli il titolo di "International Van of the year 1994".

Ulteriori passi avanti verso il comfort hanno caratterizzato gli anni 2000. Ad esempio, nel 2002, con la quarta serie (2002-2006) comparirono la regolazione dell'altezza del sedile e il volante a tre razze regolabile in altezza. Ducato si sviluppò anche dal punto di vista del motore. Infatti, nel 2002 adotta per la prima volta un motore Common Rail a iniezione diretta - un importante passo avanti in termini di prestazioni, silenziosità e alta efficienza. Inoltre, Ducato aprì l'era dei carburanti alternativi con i suoi motori a benzina/metano: erano le basi per l'affermazione del marchio come leader del mercato europeo nel settore dei veicoli commerciali alimentati a metano.

La quinta generazione di Ducato entra in scena nel 2006, ampliando la gamma e aumentando ulteriormente la flessibilità: basti pensare che è stato il primo furgone a trazione anteriore a offrire un volume di 17 metri cubi. Ma soprattutto conquista il primato in termini di costi di gestione e manutenzione, oltre che per consumi ed emissioni, grazie a un'ampia gamma motori diesel basati sulla tecnologia MultiJet di seconda generazione.

Si arriva così al 2014 quando fa il suo esordio la sesta generazione che vanta il maggiore carico sull'asse anteriore (fino a 21 quintali) e il maggiore carico sull'asse posteriore nei veicoli con asse posteriore semplice (fino a 25 quintali), nonché la portata più elevata. Come furgonato, Ducato può raggiungere un carico massimo di 21 quintali. Inoltre, per la prima volta è disponibile con sospensioni pneumatiche sull'asse posteriore.

Nel corso degli anni Ducato ha valicato le frontiere europee per raggiungere Russia, America Latina, Medio Oriente e Australia. Oggi è commercializzato in più di 80 Paesi nel mondo, compreso il Nord America che dal 2013 lo vede protagonista con il nome "PROMASTER" sotto il marchio RAM. Prodotto in 3 Paesi (Messico, Brasile e Italia) e commercializzato in tutto il mondo, Ducato è davvero un veicolo globale e con la sua sesta generazione guiderà la crescita di Fiat Chrysler Automobiles nel settore dei veicoli commerciali leggeri.

"Non condivisione del metodo con cui il Governo nazionale sta gestendo il fenomeno dell'immigrazione, con i sindaci che non hanno alcun potere per impedire le allocazioni". Lo ribadisce il sindaco di Atessa Nicola Cicchitti, in una nuova lettera inviata al prefetto di Chieti Antonio Corona, dopo l'arrivo nel capoluogo sangrino di 25 immigrati di nazionalità eritrea nell'ex hotel-ristorante "Il Mulino". "Riteniamo inadatta la collocazione del centro di accoglienza - scrive Cicchitti - essendo lo stesso  situato in pieno centro abitato, a ridosso del centro storico. Fatte queste dovute precisazioni, vanno ribaditi tre aspetti fondamentali: il rispetto dell’accordo Anci-Ministero dell’Interno, che prevede 2,5 migranti ogni mille abitanti; garantire  ordine e sicurezza pubblica; prodigarsi per addivenire ad una convenzione al fine di poter  impiegare gli immigrati  in lavori socialmente utili, rendendoli  partecipi  della  vita cittadina ed evitando un  improduttivo girovagare lungo le strade cittadine". Nei prossimi giorni una delegazione composta dallo stesso Cicchitti e da altri amministratori comunali, si recherà in visita al centro per avviare un possibile rapporto di collaborazione e nel contempo verificare le condizioni ambientali. "Invito  la cittadinanza a fare di questo  avvenimento - precisa però il sindaco - un’ occasione di crescita e non di scontro e di vivere cristianamente il senso dell’accoglienza attraverso iniziative di solidarietà, facendo così onore alla storia di Atessa e degli atessani".

(la foto è di Abruzzowebtv.it)
 

Il consigliere regionale Mario Olivieri ha presentato una interrogazione in Consiglio regionale, nella quale prendendo atto che "il Direttore Generale della Asl di Pescara con delibera del 22 settembre ultimo scorso, ha rimodulato l'assetto organizzativo degli ospedali di Penne e Popoli, chiede al Presidente della Giunta Regionale quando la stessa rimodulazione avverrà nei riguardi dell'ospedale di Atessa". La domanda che il consigliere regionale rivolge al Presidente della Giunta della Regione Abruzzo, scaturisce da un impegno preso dallo stesso Presidente nei confronti del presidio ospedaliero atessano, quando la Regione era ancora commissariata, in un incontro ad hoc, nel quale era presente lo stesso consigliere regionale e il coordinatore regionale del Movimento Civico Abruzzese Giulio Borrelli. "Visto che la Asl di Pescara si è mossa per riorganizzare i due ospedali, prevedendo, tra l'altro l'attivazione di un servizio di chirurgia programmata, il consigliere Olivieri chiede se, e quando si procederà allo stesso modo per l'ospedale di Atessa, per il quale si conveniva una rimodulazione che prevedeva anche l'utilizzo delle tre sale operatorie nuove in esso presenti, finalizzate alla chirurgia programmata". "L'augurio - per Olivieri - è che l'impegno a suo tempo assunto per l'ospedale di Atessa trovi la sua giusta e naturale realizzazione, nell'interesse della collettività, non solo di quel territorio, ma dell'intero territorio della Asl di Lanciano – Chieti – Vasto, che in tale modo si gioverebbe di una serie di servizi sanitari necessari, tra i quali la chirurgia ambulatoriale, in un momento in cui le liste di attesa per interventi anche di entità importante si sono allungate, proprio perché mancano strutture che erogano interventi di chirurgia programmata". "Credo che non si possa più derogare su decisioni e programmazioni riguardanti la sanità - conclude Olivieri - dal momento che la Regione ha riacquisito la piena potestà di essa".

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