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Lo stabilimento Honda di Atessa, che proprio in questi giorni festeggia i 45 anni dal suo insediamento, torna a essere strategico nei piani di sviluppo della multinazionale giapponese. L'obiettivo è ambizioso: stabilizzare i volumi produttivi minimi a 80mila moto l'anno. Ad annunciare il cambio di corso, dopo anni piuttosto complicati per l'azienda (che ha visto la fuoriuscita di 300 dipendenti), sono i sindacati Fim, Fiom e Uilm, che in una nota congiunta sottolineano l'importanza dell'accordo sottoscritto nei giorni scorsi. "Dall’inizio della crisi che ha coinvolto la Honda in questi anni - sottolineano - abbiamo sempre richiesto un piano industriale di rilancio del sito di Atessa, stabilimento storico della Val di Sangro che conta 45 anni di attività. E’ bene ricordare che dopo la sottoscrizione dell’accordo ministeriale, che ha previsto la fuoriuscita di 300 lavoratori, instancabili abbiamo chiesto che il risanamento finanziario e produttivo si realizzasse passando attraverso, innanzitutto, l’introduzione di nuovi prodotti strategici e con volumi importanti". L’accordo sottoscritto (approvato dai lavoratori con un referendum interno), oltre a prevedere benefici economici per i lavoratori, ricadute economiche legate a parametri aziendali, prevede nuovi investimenti sulle lavorazioni con operazioni di insourcing, potenziamento dell’ambito ricerca e sviluppo e, soprattutto, l’industrializzazione di un nuovo modello di alta gamma (maxi scooter) da allocare ad Atessa. "L’accordo prevede anche, sotto l’aspetto occupazionale - continuano i sindacati - la riconferma dei rapporti di lavoro per i cosiddetti stagionali, che continueranno a lavorare in Honda per altri tre anni. Durante questo periodo sarà sviluppata una nuova discussione sindacale al fine di determinare, con una crescita dei volumi produttivi, valutabile oggettivamente stabile, l’assunzione a tempo indeterminato".

Resta riservata la prognosi dell'operaio, dipendente di una ditta esterna incaricata della manutenzione dei macchinari, rimasto gravemente ferito in seguito a un infortunio avvenuto ieri pomeriggio all'interno dello stabilimento della Eurocardan di Atessa. Da una prima ricostruzione, eseguita dai carabinieri, l'uomo è stato agganciato da una ventola che stava riparando, riportando la semi-amputazione del braccio. I soccorsi sono scattati immediatamente e l'operaio è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Atessa, da dove è stato trasferito in eliambulanza al policlinico di Chieti. Nel nosocomio teatino è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per tentare di salvargli l'arto. Sull'episodio sono in corso accertamenti anche da parte del Servizio Sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl.

E' stato predisposto il decreto commissariale che disciplina le attività erogabili all'interno del presidio "San Camillo De Lellis" di Atessa, che nel piano di riqualificazione del servizio sanitario abruzzese e nel riordino della rete ospedaliera regionale, è qualificato come ospedale di comunità e struttura territoriale dotata di moduli con posti letto, oltre a un punto di primo intervento. I moduli dei posti letto verranno definiti dalla Asl e riguarderanno l'ospedale di comunità, la residenzialità per anziani e la riabilitazione territoriale. Nel nosocomio sangrino, oltre ai servizi sanitari di base e specialistici, dovrà essere garantita - nel rispetto dei Lea, i livelli essenziali di assistenza - l'attività ambulatoriale specialistica, con particolare riferimento alla medicina interna, cardiologia, ortopedia, oculistica e ginecologia, nefrologia e dialisi. Verrà assicurata la diagnostica per immagini (Tac, ecografie e radiodiagnostica tradizionale) e rimarrà pienamente operativo il punto prelievi, a cui sarà affiancato il Poct, un servizio che attraverso una serie di apparecchiature all'avanguardia portatili, consentirà di eseguire diagnosi immediate e puntuali per i pazienti, senza necessità di trasferirli in altri presidi per effettuare gli accertamenti. "Va precisato - commenta l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci - che la riconversione del San Camillo avverrà gradualmente, in base a un processo predisposto dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti sulla base dei tempi di attuazione di quanto previsto dal piano di riqualificazione del servizio sanitario regionale. Siamo convinti che le scelte per il presidio di Atessa rafforzeranno la qualità dei servizi offerti all'utenza, con risposte efficaci a quelle che sono le esigenze sanitarie del bacino di riferimento. E' dunque prevedibile un importante aumento delle attività e del volume delle prestazioni, in quanto connesse a una forte domanda di assistenza per cronici fragili e non autosufficienti in costante crescita". Nel decreto si specifica che ad Atessa continuerà a funzionare anche l'attività chirurgica ambulatoriale "purché - si precisa nel documento - erogabile in condizioni di sicurezza per i pazienti, anche sulla base delle dotazioni della struttura".

«L’uso strumentale e falso dei provvedimenti che abbiamo adottato e le polemiche costruite ad arte sul Laboratorio analisi di Atessa hanno prodotto un risultato immediato: lo svuotamento del servizio, la cui attività è calata a picco. E a trarne beneficio sono i privati»: il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, denuncia la fuga di pazienti dal Punto prelievi, conseguenza diretta e immediata della diffusione di notizie false secondo cui sarebbe stato “chiuso” il Laboratorio analisi, con conseguente venire meno di un servizio così importante nel capoluogo Sangrino.  «Ad Atessa i prelievi vengono effettuati regolarmente e tutto procede come prima - rassicura Flacco - e i cittadini possono continuare a rivolgersi tranquillamente alla struttura della Asl. La cattiva informazione finisce col danneggiare i cittadini, i quali si sentono disorientati nel sapere che non sono più eseguiti i prelievi, e cercano soluzioni alternative, rivolgendosi in molti casi ai privati. Ecco perché trovo profondamente disonesto l’uso distorto che è stato fatto di un’azione di riorganizzazione interna che non incide minimamente sugli utenti. Ad Atessa tutto procede come prima. E’ il passaggio della lavorazione del materiale biologico che è stata accentrata, e questo non riguarda sicuramente i cittadini. Invito perciò tutti a non dare credito ai fantasmi che vengono agitati al fine di conquistare facili consensi, soffiando sulle paure della gente e alimentando scenari apocalittici che non esistono.  Il vero danno alla comunità lo procurano disinformazione e malafede».
 

Secondo attentato incendiario in appena 2 mesi ai danni di un bar della Val di Sangro. Ieri sera è stato dato alla fiamme il bar pasticceria Valdolce di contrada Saletti di Atessa, che si trova a 200 metri dal bar Poker, andato a fuoco lo scorso aprile. L'allarme è scattato intorno alle 23, quando alcune auto di passaggio hanno segnalato il rogo. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e i carabinieri, che stanno tentando di ricostruire la dinamica dell'accaduto. Da una prima ricostruzione l'incendio sarebbe partito dall'esterno del locale, appiccato probabilmente con del liquido infiammabile. In pochi minuti le fiamme hanno avvolto il chiosco in legno e le strutture esterne, completamente ridotte in cenere. L'intervento dei vigili del fuoco, invece, ha limitato i danni all'interno, che sarebbero piuttosto contenuti.

Il mercato del furgone Ducato continua ad andare a gonfie vele. E così la Sevel ha comunicato ai sindacati di aver programmato altre giornate di lavoro straordinario nello stabilimento della Val di Sangro: 5 turni che saranno effettuati nel corso di questo mese di giugno. Alla Fiom-Cgil, però, l'annuncio dei vertici aziendali non va proprio giù e rilancia gli attacchi alla gestione della fabbrica, chiedendo di aprire un tavolo di discussione "per pianificare - si legge in una nota a firma del segretario generale Davide Labbrozzi - urgentemente un percorso di assunzioni e di riduzione del sacrificio generale che ormai da tanto l’azienda continua a chiedere in maniera ripetuta e insistente". I nuovi turni di straordinario, secondo il sindacato, si aggiungono alla "scelta di non garantire più le ferie nel periodo ideale, agosto. Precedentemente avevamo denunciato l’aumento dei carichi di lavoro, la riduzione delle pause, la cancellazione di tante postazioni a basso carico lavorativo e la riduzione del salario che per effetto della contrattazione di gruppo comincia a farsi sentire sui redditi delle famiglie - prosegue Labbrozzi - tutto ciò è inaccettabile, ormai nella più grande fabbrica della nostra regione è sparito il concetto della vita lavorativa sana. Volendo usare un eufemismo potremmo dire: il limone, spremuto con tanta forza, non ha più succo da dare".
 

I carabinieri della compagnia di Atessa, al termine di servizi di prevenzione, hanno denunciato questa mattina alla Procura della Repubblica di Lanciano, un 35enne di Perano. E' accusato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, a seguito di un controllo stradale eseguito nei confronti del giovane, avendolo notato visibilmente nervoso, hanno deciso di procedere a una perquisizione domiciliare. Nella sua abitazione, all'interno di una serra, hanno rinvenuto 8 piante di marijuana e una cinquantina di semi. E per l'uomo è partita la segnalazione all'autorità giudiziaria.

Il Custom Party di Atessa, l’evento rock’n’roll che negli ultimi dieci anni ha vantato una collocazione di prim’ordine tra i festival nazionali e internazionali dedicati alla seguitissima “kustom kulture”, si prende un anno di ferie. In seguito al passaggio di consegne avvenuto tra il patron Domenico Marra e il nuovo organizzatore Nico Di Pendima e a causa dei tempi strettissimi per l’organizzazione di una manifestazione di tal portata, si è deciso di puntare all’edizione 2017 “per organizzare – sottolinea Nico -  un evento all’altezza del nome Custom Party”. Domenico Marra, ideatore della kermesse che nel 2005 ebbe l’intuizione di creare un evento stile anni Cinquanta ad Atessa, nel cuore dell’Abruzzo, ha così spiegato la sua decisione di cedere la gestione dell’evento: “I crescenti impegni familiari e di lavoro non mi permettono più di poter lavorare all’organizzazione di un’iniziativa così grande e impegnativa. Per tale motivo ho ceduto il marchio a Nico Di Pendima, cultore e appassionato di questo mondo oltre che gestore dell’Old School Diner di Casoli, locale in perfetto stile anni Cinquanta. Nico da buon organizzatore ha deciso saggiamente di rinviare il Custom al 2017, a causa dei tempi stretti per l’organizzazione di un evento di tal portata dovuti soprattutto al passaggio di consegne.  Sono certo che non avrà nessun tipo di problema nella gestione della manifestazione. Posso dire che lascio il timone con dispiacere, dato che il Custom Party mi ha dato tante belle soddisfazioni e tante intense emozioni, ma sono sicuro di aver lasciato in ottime mani”. L’evento che da sempre unisce rock’n’roll, intrattenimento, degustazioni e riders, è nato dieci anni fa nel centro storico di Atessa, proprio nell’Andriano Pub, storico locale gestito da Domenico Marra e da suo fratello Emilio, da quasi trent’anni punto di riferimento della musica live.  Il Custom Party ha poi visto negli anni una crescita di importanza esponenziale: oltre 35mila le presenze dello scorso anno. Tanti gli artisti del panorama musicale internazionale che sono saliti sul palco della celebre kermesse e che, con le coinvolgenti note di rock’n’roll, rockabilly, country e hillbilly, hanno intrattenuto gli amanti dei motori e della buona musica provenienti dall’Italia e dall’estero. “Un ringraziamento particolare – aggiunge l’ideatore Domenico Marra – va a tutti i collaboratori del Custom che hanno contribuito a rendere grande questa manifestazione; una squadra fantastica composta da Gianluca Paolucci, Enzo e Maurizio Orfeo del Bar Gemelli, Amadio e Girolamo Celiberti di Celiberti Beverage e tutti i numerosi sponsor che hanno creduto in questo evento”. Intanto la nuova organizzazione capitanata da Nico Di Pendima scalda i motori. “Torneremo l’anno prossimo – annuncia Nico – più grandi di prima. Era doveroso da parte nostra informare tutti i fans del Custom delle novità relative a una manifestazione straordinaria. Sono orgoglioso di aver ricevuto un bagaglio così importante. Stiamo già lavorando all’edizione 2017 per un evento che sarà all’altezza del nome Custom Party”.

Ferie collettive più corte e 150 nuove assunzioni di interinali: la Sevel affronta così il boom di vendite del furgone Ducato e dei maggiori volumi produttivi necessari per far fronte anche alle richieste di componenti per il Pro Master sudamericano. Quest’anno lo stabilimento di Atessa rimarrà chiuso dal 12 al 22 agosto: uno stop più breve del passato, ma necessario ad assicurare la manutenzione delle linee produttive. Operazioni che saranno assicurate da 40 nuovi manutentori, che verranno assunti nelle prossime settimane e le cui selezioni sono tuttora in corso. Le altre due settimane di ferie, che spettano a ciascun dipendente, dovranno essere fruite tra giugno e ottobre, prendendo accordi con i singoli responsabili delle Ute. Gli altri 150 dipendenti a termine serviranno, per ora, proprio ad assicurare le ferie ai 6000 dipendenti dello stabilimento e ai circa 400 trasfertisti che lavorano in fabbrica da maggio, provenienti da altri siti del gruppo Fiat di tutta Italia. Nel caso, però, le vendite dovessero mantenersi ai livelli attuali, la durata dei loro contratti potrebbe essere prorogata.

«Siamo alla barbarie. Perché è la prima volta, nella storia di questo territorio, che il Direttore generale di un’Azienda sanitaria viene denunciato penalmente perché fa il suo mestiere, utilizzando al meglio, e dove ce n’è necessità, le risorse che sono a disposizione, siano queste strumentali o umane»: è dura la reazione di Pasquale Flacco, alla guida della Asl Lanciano Vasto Chieti, alla notizia dell’accusa di furto mossa da un movimento civico di Atessa, sfociato in una denuncia, per il trasferimento di alcune attrezzature dall’ospedale ad altre strutture. «E’ un mio preciso dovere - rincara il manager -, più che un diritto, dislocare letti, arredi e tecnologie laddove ce ne sia richiesta per consentire lo svolgimento di determinate attività. Sarei un pessimo gestore del denaro pubblico se mi limitassi a disporre l’acquisto di beni senza avere prima fatto qualche verifica al nostro interno sulle dotazioni a disposizione e sull’utilizzo che ne viene fatto. Quello che si è verificato ad Atessa, dunque, non si configura né come un abuso né, tantomeno, come un furto. Com’è noto, il San Camillo si avvia alla riconversione in struttura territoriale, che conserverà una sala operatoria per le attività di chirurgia ambulatoriale. Va da sé che il rispetto del principio di efficacia ed economicità, che deve ispirare la nostra azione, impone l’utilizzo ottimale delle attrezzature collocate nelle altre due sale, che restano inattive, destinandole ad altre strutture che, al contrario, ne hanno necessità. Vale per la sala operatoria di Chieti, dov’è stato trasferito il tavolo chirurgico, come per i letti monitorizzati, destinati al Pronto Soccorso di Lanciano per consentire l’attivazione, imminente, della nuova area dell’Osservazione breve, ubicata nell’ex repartino della Chirurgia. Questa la realtà dei fatti, raccontata senza mistificazioni e ricondotta a una gestione corretta e rispettosa delle norme e della pianificazione regionale. L’essere stato denunciato per questo per me può essere solo motivo di vanto, volentieri andrò a spiegare alla magistratura. Il mio impegno è finalizzato a dare un’assistenza di buona qualità ai cittadini di questo territorio, affinché ognuno di noi possa averne totale fiducia in caso di necessità, senza andare a Roma o a New York. Io stesso, come tutta la mia famiglia, ci curiamo qui, e lavoro affinché la sanità funzioni davvero. Perciò - affonda Flacco in conclusione - trovo indecente, e oltraggioso nei confronti dell’opinione pubblica, l’uso demagogico e strumentale che viene fatto ad Atessa di vicende che attengono all’organizzazione di un’Azienda, e sono invece volgarmente usate da chi agita lo spauracchio di un’inesistente mala gestio per accendere il fuoco della polemica. La ricerca del consenso non può passare per azioni così deplorevoli».

 

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