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La villa e il due parco giochi di Lanciano resteranno aperti anche la notte. Equesto quello che si trova scritto su un cartello appeso alla meno peggio sull’ingresso delle strutture, le uniche in città che ogni giorno offrono svago ai più piccoli ma anche a tanti anziani che soprattutto in estate godono del fresco del verde della villa.

L’idea non è del tutto sbagliata, del resto perché non proporre un qualche tipo di attività serale, ad esempio dei concerti come è ormai consuetudine alla festa di Sant’Antonio quando la banda esegue un suggestivo concerto proprio sotto gli imponenti alberi. Insomma si potrebbe fare ma è questo il modo giusto? Le strutture rimarranno aperte e basta? E chi vigilerà affinchè all’interno dei vialetti isolati e totalmente immersi nel buoi non accada qualcosa di spiacevole?

La villa di Lanciano è bellissima ed anche tutto sommato ben tenuta al contrario invece dei due parco giochi che davvero non offrono nulla ai piccoli, con poche altalene e nulla più, spesse volte chiusa perché il terreno non riesce ad assorbire l’acqua tramutando la zona in una sorta di palude.

Di poche settimane fa il cartello che annunciava che nei giorni di pioggia e in quelli successivi era tutto chiuso ed ora invece che si fa si apre anche la notte?

Ci auguriamo che l’apertura sperimentale sia frutto di una progettazione di attività ludico culturali che sappiano offrire una alternativa per le serate estive alla città, ma, sinceramente, un cartello affisso senza altre spiegazioni non da un bel segnale e non lascia ben sperare.

I residenti sarebbero felici dell’iniziativa nella speranza ovviamente di una vigilanza, di un custode che possa monitorare la situazione.

Al momento di custodi non se ne vedono neanche di giorno chissà se almeno la notte arriveranno. (C.Lab)

LANCIANO - Sono sempre di più i casi di infezione batterica da streptococco Emolitico di tipo A che si stanno registrando in questi giorni nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie di Lanciano.

Lo streptococco è un batterio ben noto soprattutto nelle fasce dell’infanzia, che colpisce i bambini ad ogni cambio di stagione. Ma quest’anno, complici anche le altalenanti temperature e un tasso di umidità ben superiore alla media, il contagio è apparso da subito più diffuso, in più ordini di scuole e dunque di età; a rischio infatti non soltanto i bambini della scuola dell’infanzia, ma anche della primaria e della secondaria di primo grado. Situazione questa che ha portato al viavai giornaliero, sia negli ambulatori privati dove si esegue in tempi abbastanza rapidi il tampone faringeo, sia presso gli stessi pediatri, molti dei quali hanno eseguito il test direttamente nei propri studi.

Da qui una certa confusione generale quanto alla diffusione di informazioni non sempre corrette relativamente alla diagnosi e ai tempi della terapia da somministrare, fino ai dubbi sul reinserimento nella comunità scolastica. Molti infatti i casi di recidive per mancanza di adeguata osservazione dei fattori di rischio, ma anche del mancato raggiungimento dei dieci giorni di necessaria somministrazione dell’antibiotico che debella il ceppo in circolo.

Intanto però apprendiamo da una nostra ricerca che un protocollo sull’infezione da streptococco già c’è, chiaro e condiviso rispetto alle precauzioni da adottare: risale al 2004 e alcune Asl italiane lo hanno confermato come l’unico possibile di fronte ai casi riscontrati, le cui variabili numeriche, che sono cicliche, e poco hanno a che fare con il numero dei casi riscontrati. Confermando che il contagio è più frequente negli ambienti predisposti (quelli appunto scolastici, dove sono presenti numerose piccole comunità di bambini e dove gli ambienti andrebbero spesso areati), il protocollo Asl richiama anzitutto al buon senso delle famiglie nell’individuazione dei sintomi che caratterizzano l’infezione, anche contrariamente ad alcune correnti di pensiero che affermerebbero la rara asintomaticità della malattia; mal di gola, febbre, inappetenza, dolori muscolari e ghiandole linfatiche ingrossate sarebbero i segnali da non sottovalutare, anche se alcuni medici ricordano che soltanto nel 30 per cento dei casi tali infezione sarebbero di origine batterica rispetto alla maggioranza dei virus che girano ai cambi di stagione.

Laddove poi si è a conoscenza di casi di compagni di scuola o di sport che abbiano già contratto lo streptococco, anche solo con uno di tali sintomi, il tampone faringeo sarebbe d’obbligo. Se positivo va immediatamente iniziata la cura antibiotica, che non dovrà essere inferiore ai 10 giorni di somministrazione per lo sciroppo e sette per le compresse. Dopo la terza somministrazione il bambino è coperto e se sfebbrato può rientrare a scuola senza contagiare nessuno, ma con il rischio, viste le difese immunitarie indebolite, di contrarre le infezioni virali in circolazione o di ricontrarre il batterio al termine della cura se ci sono ancora casi non diagnosticati. Un gatto che si morde la coda insomma e che forse solo il ripristino delle temperature di stagione e la corretta degenza di amici e compagni potrà scongiurare riducendo i livelli di contagio e garantire il prosieguo delle attività scolastiche e sportive.

L’invito insomma è al buon senso dei genitori che devono tempestivamente avvertire le scuole dei propri figli, evitando il fai da te e sottoponendosi ad un tampone faringeo. Ovviamente, dopo aver consultato il proprio pediatra. (C.Lab)

 

 

LANCIANO - Cosa fanno i bambini a Lanciano? La città offre spazi adeguati, appuntamenti, e propone in maniera gratuita opportunità di svago anche per i bambini le cui famiglie non possono permettersi una ludoteca o un laboratorio creativo che tanto vanno di moda? Di strutture private che promettono mondi fatati, che organizzano feste per ogni gusto ne sorgono ogni giorno. Slogan accattivanti e immagini della Disney, a molti neo genitori che ovviamente possono permetterselo, danno l’impressione che portare il figlio a saltare come un ossesso su un gonfiabile o a rimanere incastrato in una vasca di palline, sia un bel modo per far trascorrere al figlioletto il proprio tempo. In molti, invece, credono che i bambini debbano inventarsi il proprio svago, fare i bambini, annoiarsi anche quando è il caso. Spetterenne a loro decidere con chi e come giocare, senza chi invece dall’alto si limita a riempire un bambino di mollette per i panni, invitando tutti gli altri a liberarlo…fantasia dei piccoli annientata e pomeriggio trascorso al chiuso, con le mamme però contente, perché il piccino non ha preso freddo.

Al di là delle tante considerazioni che si possono fare di cosa significhi l’infanzia negli ultimi anni, e al di là del pensiero di ognuno di noi, quel che è certo è che a Lanciano i bambini se non pagano non giocano, non fanno sport e soprattutto non possono giocare all’aria aperta.

Lo stato dei parchi giochi pubblici è sotto la nostra lente di ingrandimento da anni. Una città di 35mila abitanti con un parco con due altalene sgangherate, il più delle volte chiuso per il fango, che nonostante tappeti di ultima generazione lo rendono una laguna dopo due gocce di pioggia. Posizionati su una strada con scarsa illuminazione, con la Villa di fronte e  le auto che passano a folle velocità: il pericolo è costante, tanto che non a caso, tempo fa, il Comune aveva messo un dipendente a monitorare la situazione. Attività ludico ricreative accessibili a tutti? Aiuto scolastico? Supporto per le mamme che lavorano? Incontri pubblici con i genitori che spiegano cosa sarebbe meglio per i propri figli? Ecco tante sono le domande in un deserto di cultura per la prima infanzia che a dir la verità in campagna elettorale era stato rilevato da tutti i contendenti, ma che a oggi non vede ancora nessuna e soluzione.

In estrema sintesi la situazione è questa: zero proposte, mercato privato in ascesa, con davvero pochi professionisti che propongono cose giuste, bambini rimbalzati da una attività scolastica all’altra, mentre in un batter d’occhio diventano adolescenti annoiati che in un pomeriggio annoiato vandalizzano la Pista e un Comune che non è in grado di proporre una politica per l’infanzia seria e concreta e che chieda ai genitori, o ai piccoli stessi, cosa sarebbe meglio per loro. (C.Lab)

LANCIANO - La vaccinazione rappresenta una delle più importanti scoperte scientifiche nella storia della medicina e ha contribuito in modo fondamentale ad incrementare la speranza di vita delle popolazioni umane.

 I progressi degli scorsi decenni, nei settori della batteriologia, della virologia, dell’immunologia e della modellistica matematica applicate alle infezioni, hanno aperto orizzonti un tempo impensabili nel campo della ricerca medica. Oggi, oltre alla disponibilità sempre più ampia di nuovi vaccini contro malattie infettive, stanno fiorendo ricerche su vaccini contro patologie tumorali, ipertensione, malattie degenerative del sistema nervoso e contro le dipendenze.

Eppure in molti hanno paura a vaccinare i propri figli. Quando arriva a casa l’invito della asl a vaccinare il proprio pargolo, questo accade intorno ai 3 mesi, l’ansia pervade tante famiglie. Fino a pochi anni fa non era così, si vaccinava e basta senza porsi tante domande, il vaccino va fatto punto e basta. Oggi no, oggi sono tante le voci, le convinzioni di complotti “assurdi” e sono sempre di più le famiglie che decidono di non vaccinare esponendo i piccoli a contagi di malattie ormai dimenticate. E’ di pochi fa la notizia di nuovi casi di difterite in Italia e di morti per pertosse insomma una sorta di regressione sanitaria sembra farsi spazio in una società che sembra non fidarsi più di nessuno. In Emilia Romagna è scattato l’obbligo al vaccino per i bambini che frequentano i nidi e da noi com’è la situazione?

Il comune di Lanciano con l’assessorato alle politiche sociali nell’ambito della giornata dei diritti dell’infanzia ha promosso nella mattinata di sabato 28 novembre dalle ore 10 a Palazzo degli studi un seminario per i genitori che intendono far chiarezza e soprattutto che vogliono vaccinare i più piccoli senza tante paure, spesse volte infondate. 

LANCIANO - Domenica 30 e lunedì 31 ottobre, il Polo Museale S. Spirito di Lanciano si vestirà di mistero in occasione della  Vigilia di Ognissanti. “Un Museo da Brivido!”: Percorsi paurosi, spettacoli, proiezioni, laboratori. Dalle ore 16 alle 20, i bambini avranno la possibilità di visitare le sale del Polo allestite a tema: il primo percorso è dedicato ai più piccoli ed è ispirato ai cattivi delle fiabe, il secondo percorso è dedicato ai bambini più grandi, ispirato alle figure paurose classiche e della tradizione popolare. In Sala Convegni spettacoli, proiezioni e laboratori manuali per bimbi di tutte le età. Nel Museo Archeologico “reperti paurosi”.  Ingresso 8 euro a bambino comprensivi di laboratorio e merenda a tema. Il fine didattico di questo evento è quello di utilizzare la festa di Halloween, ormai consolidata anche in Italia, proponendo, piuttosto l’importazione passiva di una festa che non fa parte della nostra cultura e che ha spesso dei contenuti discutibili, una serie di attività come laboratori artistici, letture, proiezioni e percorsi "paurosi", con l'obiettivo non di esaltare i personaggi negativi ma di utilizzarli per esorcizzare le paure e, come nelle fiabe, dimostrare il valore della bontà e del coraggio. Dalle ore 20.15, per la prima volta a Lanciano, Escape Room; una stanza, 6 amici, enigmi e rompicapo da risolvere con un unico scopo: trovare la chiave per uscire dalla stanza in 30 minuti. Un’esperienza divertente ma anche stimolante per la mente. Informazioni e prenotazioni 3389792548
 

Erano le 12.30 quando la città si è accorta della presenza dell’eliambulanza nella zona di Santa Rita. Tante le mamme che a quell’ora stazionavano fuori dall’asilo adiacente la scuola elementare (in questi primi giorni di lezione i bambini infatti escono prima), che si sono chieste cosa stesse accadendo. Poco dopo si è saputo che l’elicottero era atterrato proprio nel piazzale antistante la scuola primaria Bellisario. Una maestra di prima elementare, mentre era in classe con i bambini  al loro secondo giorno di scuola, si è accasciata sulla sedia colta da un malore. Sono stati proprio i piccoli a dare l’allarme, che è subito scattato. Tempestivo l’arrivo dell’ambulanza dall’ospedale Renzetti di Lanciano, ma le condizione della donna hanno reso necessario il trasporto in eliambulanza verso l’ospedale di Pescara. (C.Lab.)

Al di là tutto, al di là di ogni facile e sterile polemica, a Lanciano quello che davvero manca, e non crediamo si possa affermare il contrario, è un parco dove tutti i bambini possono giocare insieme. Un parco privo di barriere architettoniche, dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini. Dove i più piccoli possono correre senza rischio alcuno. Un luogo dove un bambino di quattro anni si possa lasciare in tutta tranquillità, senza il rischio che uno più grande lo strattoni perché è più agile di lui a salire sullo scivolo. Un luogo dove vi sia una vigilanza e dove chi non educa i propri figli al rispetto delle regole venga invitato a farlo. Se chiedi a un lancianese se porta il figlio al parco lungo i Viali ti dirà di no, perché è frequentato da persone non esattamente “educate”. Ci spiace costatare che sia vero, che la totale assenza di un custode dia modo anche a giovani sbandati di danneggiare i giochi e rischiare di litigare per un posto sulle uniche tre altalene disponibili non è proprio un'idea allettante. A conti fatti su una popolazione di 35mila abitanti circa, tre altalene sono davvero poche. In compenso non mancano spazzatura, cicche di sigarette e persone “ineducate” (a voler essere gentili), che lasciano i propri figli allo sbando, senza dar loro alcuna regola di civile convivenza. Sulla questione fumo nelle aree gioco si potrebbe aprire un discorso a parte, ma di certo almeno evitare di buttare i mozziconi a terra sarebbe auspicabile. Certo, si potrà dire che la gente non abbia il minimo senso civico, ma è anche vero che in una struttura di pochi metri quadrati, l’unica agibile in centro città, è inevitabile che si crei il caos. E allora i lancianesi che fanno, i bambini dove li portano? Qualcuno emigra a San Giovanni in Venere, dove esiste una struttura adeguata, altri provano al parchetto dello stadio ma pare che l’incuria si sia impossessata della zona, al pari del parco di Santa Rita, fra l’altro chiuso a chiave. All'esterno di alcuni asili ci sono dei giochini e alcune mamme si trattengono oltre l’orario scolastico, ma sono state richiamate dai dirigenti scolastici che ovviamente non possono ospitare nessuno (e quindi assumersi la responsabilità di eventuali incidenti) dopo le lezioni. Allora che fare? Dove lo porti il pargolo? Al centro commerciale (soluzione pessima), oppure al mare. Certo non al parco giochi “Orso Bernardo”…un orso malandato e abbandonato, dove l’incuria la fa da padrona. (Cl.Lab.)

Cinque incontri che spaziano dalle problematiche della corretta alimentazione del bambino a quelle che riguardano le fragilità fisiche e mentali dell’anziano di cui la demenza costituisce la malattia paradigmatica. Si tratta di un interessante ciclo di conferenze patrocinato dalla Anxanum Multiservizi Intercomunali, in collaborazione con il Comune di Lanciano, promosso e organizzato dal Pediatra Antonio Carlucci della Università di Ancona e dal Geriatra Francesco Paolo Colacioppo del Distretto Sanitario di Lanciano. “Con questa iniziativa si vuole rivolgere uno sguardo a due età critiche della vita contrassegnate dalla difficoltà di essere se stessi – sottolinea il dott. Colacioppo - da un lato di diventare se stessi, dall’altro di rimanere se stessi. Bambini e nonni uniti nel difficile compito di trovare un ruolo dotato di senso in una società che privilegia la produttività e l’efficienza e che mette ai margini i non ancora produttivi o i non più produttivi. Bambini e nonni che si alleano per definire un ambiente comune “altro” rispetto ai canoni della società dei consumi, per costruire un legame di alleanza che realizzi anche il difficile compito di tramandare che serba in sé il sogno di non cessare di esistere e che presuppone da un lato la capacità di ricordare e dall’altro la predisposizione all’ascolto”. Ma cosa succede quando la memoria comincia a mancare, quando i vuoti si fanno sempre più frequenti? “E' allora che si deve intervenire con un approccio multidimensionale (bio-psico-sociale) – continua il dott. Colacioppo - e che bisogna porsi la domanda cosa sta succedendo al nonno? Diventa quindi imperativo stabilire una relazione autentica mirata all’ascolto, alla ricerca dello sguardo della sofferenza dell’anima, per cercare di ricostruire una identità frammentata e ferita”. E domani il primo incontro affronterà proprio il delicato e complesso tema della demenza. Si comincia alle 17 a Palazzo degli Studi, sono previste le relazioni del dott. Colacioppo e del prof. Michele Zito, Geriatra del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento della Università di Chieti il quale parlerà di  Alzheimer, una malattia terribile che negli ultimi anni è aumentata notevolmente e che affligge molte famiglie alle prese con congiunti che hanno perso memoria e identità.