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L'elezione a consigliere comunale di Antonio Di Naccio, candidato nelle elezioni comunali di Lanciano della scorsa primavera nelle liste a sostegno di Tonia Paolucci, è valida. Lo ha deciso la sezione di Pescara del Tar, che ha rigettato il ricorso presentato da Bruno De Felice, candidato della lista di Forza Italia, secondo cui - invece - c'era stato un errore nella ripartizione dei seggi nell'assise civica. Nel ricorso si sosteneva che il seggio attribuito alla lista "S'Ignora Lanciano", e quindi a Di Naccio, doveva in realtà andare a Forza Italia, e quindi a De Felice. Questo sulla base del quoziente maggiore ottenuto dalla lista azzurra, pari a 993, contro il quoziente 955 di quella in cui era candidato Di Naccio. Per i magistrati amministrativi, però, l'Ufficio elettorale ha proceduto correttamente in fase di proclamazione dei consiglieri, seguendo non solo le ultime indicazioni del Consiglio di Stato, ma anche e soprattutto le istruzioni emanate dal Ministero dell'Interno, che hanno fatto chiarezza sulla ripartizione dei seggi in caso di apparentamento. Al momento, dunque, nella geografia di Palazzo di Città tutto resta invariato: dei 9 seggi assegnati all'opposizione, 6 restano alla coalizione che al primo turno aveva sostenuto la candidatura di Errico D'Amico e 3 a quella di Tonia Paolucci. Una ripartizione che, per i giudici del Tar, è giusta ed equa, anche alla luce dei risultati riportati al primo turno: 8033 voti le liste di D'Amico, 4808 quelle della Paolucci. La sentenza è stata già notificata alla Prefettura di Chieti e al Comune di Lanciano, che nella controversia non si è costituito in giudizio.
Antonio Di Naccio, nella passata consigliatura, era stato assessore nella giunta Pupillo. Era stato defenestrato su richiesta di Pino Valente, con cui era entrato in polemica. Una frattura insanabile che, la scorsa primavera, lo aveva spinto a candidarsi con Tonia Paolucci.

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