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LANCIANO - Proseguono i controlli antidroga dei carabinieri del comando provinciale di Chieti, nelle scuole superiori anche di Lanciano. Nel corso di un blitz (condotto con l'ausilio di due unità cinofile) in un istituto superiore cittadino, due studenti - entrambi maggiorenni - sono stati trovati in possesso di alcune dosi di marijuana. La droga è stata sequestrata e i ragazzi segnalati alla prefettura per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti, che prevede - tra le altre misure - anche un percorso rieducativo obbligatorio.  
 

Una giovane donna domiciliata a Torrevecchia Teatina che aveva ingerito una massiccia dose di antidepressivi allo scopo di suicidarsi, è stata salvata da un provvidenziale intervento di una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Chieti. La donna, subito dopo aver compiuto l’insano gesto, ha inviato un ultimo messaggio su “Whatsapp” in cui manifestava la propria volontà di farla finita al medico che l’aveva avuta in cura presso il Centro di Salute Mentale dell'Aquila. La professionista, intuita la gravità delle affermazioni, ha pensato di rivolgersi immediatamente ai Carabinieri per richiedere soccorso, telefonando alla centrale Operativa del Comando Provinciale di Chieti  e riferendo quanto accaduto, senza riuscire però a fornire l’indirizzo dell’assistita. I militari si sono tempestivamente recati presso il piccolo centro teatino, ove hanno dovuto innanzitutto rintracciare l’abitazione della malcapitata, quindi, appena giunti sull’uscio serrato dell’appartamento, sono stati attirati dal cagnolino della signora che continuava ad abbaiare insistentemente, probabilmente per richiamare l’attenzione. Prontamente,  con l’aiuto di una squadra dei Vigili del Fuoco, scardinando una finestra basculante, sono riusciti ad accedere nel monolocale dove è stata rinvenuta la donna, supina sul letto ed in totale stato di incoscienza, fortunatamente ancora in vita, prestandole i primi soccorsi in attesa dell’ambulanza del 118, sopraggiunta poco dopo. Sul letto, oltre a diverse scatole di medicinali ansiolitici ed antidepressivi, i militari hanno rinvenuto alcuni fogli manoscritti, indirizzati alla madre e ad un amico, nei quali spiegava di aver compiuto l’insano gesto a causa di una forte depressione dovuta a problemi sentimentali ed alla solitudine. Dopo una corsa verso l’ospedale, la donna è stata dichiarata fuori pericolo, salvata dal tempestivo allarme lanciato da chi ha ricevuto e compreso la gravità della sua richiesta di aiuto e dai Carabinieri che l’hanno rintracciata.

Aveva allestito una piantagione di cannabis indica in un terreno di sua proprietà a Rocca San Giovanni. Con le accuse di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, i carabinieri hanno arrestato V.M., 37 anni. L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip del tribunale di Lanciano Massimo Canosa, su richiesta del pm Rosaria Vecchi. All'uomo sono stati concessi gli arresti domiciliari. Le indagini erano partite il mese scorso, quando nella zona della riserva naturale della Grotta delle Farfalle, gli uomini del Corpo Forestale avevano individuato e sequestrato una piantagione, che aveva già prodotto 11 chilogrammi di marijuana. I successivi accertamenti di laboratorio hanno stabilito che le foglie avrebbero consentito di immettere sul mercato 31mila dosi di stupefacente, per un valore di svariate migliaia di euro. Nella giornata di oggi sono scattate le manette per V.M., nella cui abitazione i militari hanno trovato altri 20 grammi di "erba".

I carabinieri di Lanciano, nel corso di un’attività finalizzata alla repressione del traffico e del consumo di sostanze stupefacenti, dopo una serie di servizi di osservazione e appostamento nei pressi di un’abitazione del quartiere Santa Rita, hanno tratto in arresto, con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, una coppia di coniugi campani, che da tempo vive in città. Gli uomini dell’Arma, dopo aver notato uno strano via vai  di personaggi noti come assuntori di stupefacenti dalla casa della coppia, hanno deciso di intervenire e, al termine di una minuziosa perquisizione, hanno rinvenuto una busta contenente circa 150 grammi di marijuana di cui l’uomo, alla vista dei militari, aveva tentato invano di disfarsi gettandola da una finestra. Il recupero dello stupefacente ha quindi indotto i carabinieri ad estendere la perquisizione anche alle pertinenze dell’abitazione riuscendo così a recuperare altri 4 panetti di hashish da 100 grammi ciascuno, della sostanza da taglio ed un bilancino di precisione, tutti occultati all’interno del garage. Il marito 30enne, è stato associato al carcere di Villa Stanazzo, mentre alla moglie, 34enne, sono stati concessi i domiciliari.  
 

I carabinieri di Lanciano hanno arrestato questa mattina M.D.A., un 50enne di Lanciano, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali nei confronti della moglie e dei figli. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state firmate dal gip Marina Valente, su richiesta del pm Rosaria Vecchi. A far scattare gli accertamenti nei confronti dell'uomo è stata una denuncia della moglie, che lo scorso 16 settembre, dopo essere stata aggredita - insieme ai due figli minorenni - dal coniuge, si è rivolta disperata ai carabinieri, raccontando i soprusi che, a suo dire, andavano avanti da anni. Le successive indagini avrebbero fatto emergere un quadro inquietante: il 50enne, in preda ai fumi dell'alcool, avrebbe sottoposto i congiunti a continue vessazioni fisiche e psicologiche, procurando loro, in diverse occasioni, anche lesioni personali. I fatti sarebbero andati avanti dal 2009. M.D.A. è stato rinchiuso nel carcere di Villa Stanazzo.


Aggredito a calci e pugni da 2 uomini a volto scoperto nella zona di viale delle Rose a Lanciano. Vittima un finanziere di 37 anni, originario di Lanciano e in servizio a Firenze. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri. Ad allertare il 112 sono stati alcuni residenti che, intorno a mezzanotte e mezza, hanno sentito le voci concitate provenire dalla strada e hanno avvisato i militari. Sembra che l'aggressione sia stata fulminea, durata pochi istanti, e che il finanziere non abbia riconosciuto chi lo ha picchiato. Ricoverato al pronto soccorso per le medicazioni, i medici del Renzetti lo hanno dimesso con una prognosi di 15 giorni per varie ferite ed escoriazioni, oltre a un trauma cranico non commotivo. Qualche elemento in più per risalire agli autori del gesto, potrebbe arrivare dai filmati delle telecamere a circuito chiuso della zona.

Da tempo N.L., 50enne di Mozzagrogna, tempestava di minacce e insulti la sua vicina di casa, tant'è che quest'ultima, negli ultimi mesi, lo aveva più volte denunciato per stalking sia ai carabinieri di Fossacesia, che al commissariato di polizia di Lanciano. Ieri sera, all'ora di cena, l'ennesima minaccia alla donna per futili motivi. A quel punto la vittima, esasperata, ha chiamato il 112, che ha immediatamente inviato sul posto una pattuglia della stazione di Fossacesia. Appena i militari sono scesi dell'autovettura di servizio, però, si è scatenato un putiferio: l'uomo, completamente nudo e fuori di sé, ha iniziato a lanciare dal balcone di casa alcuni piatti che hanno colpito il veicolo, danneggiandone il cofano. Non contento, N.L. è rientrato in casa, ha imbracciato una carabina ad aria compressa caricata con pallini di piombo e, dopo essere uscito nuovamente in balcone, ha esploso all'indirizzo dei militari due colpi, fortunatamente andati a vuoto. A quel punto, i militari hanno fatto irruzione nell'abitazione e, dopo aver disarmato l'uomo, lo hanno tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e tentate lesioni personali aggravate. L'arma utilizzata è stata sequestrata. Durante la perquisizione domiciliare i militari hanno anche accertato che l'impianto elettrico dell’abitazione era collegato abusivamente all'illuminazione pubblica. N.L. è stato quindi anche denunciato alla procura della Repubblica presso il tribunale di Lanciano per furto di energia elettrica, oltre che per gli atti persecutori posti in essere ai danni della vicina di casa e per il danneggiamento aggravato dell'autovettura militare. Trattenuto nelle camere di sicurezza, stamattina l'uomo è stato condotto dinanzi al gip del tribunale di Lanciano che, dopo aver convalidato l'arresto, ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

In evidente stato di ebbrezza, lo scorso 18 agosto, aveva tentato di rubare uno smartphone a un ragazzino, nei pressi di un locale dei Viali a Lanciano. Con l'accusa di tentata rapina, i carabinieri hanno arrestato oggi un 53enne residente in città. Quella sera il ragazzo sarebbe stato spinto, riportando nella colluttazione, in cui gli è stata anche strappata la maglietta, alcune ferite, medicate al pronto soccorso del Renzetti. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal gip Massimo Canosa, su richiesta del pm Rosaria Vecchi. L'uomo è stato identificato sulla base di una serie di riscontri, che hanno permesso di risalire alla sua identità. Nei giorni successivi alla tentata rapina, avrebbe infastidito anche altri ragazzi lungo i viali, oltraggiando anche i carabinieri che lo avevano avvicinato. Per questi altri episodi è stato invece denunciato a piede libero.

E' stata la denuncia di una "mamma coraggio" di Lanciano, stanca di subire continue minacce per i debiti del figlio tossicodipendente, a far arrestare i due presunti spacciatori che vendevano la droga al ragazzo. Le manette sono scattate per due fratelli rom, di 32 e 28 anni, finiti in carcere con l'accusa di spaccio di stupefacenti. Il più grande dovrà rispondere anche di tentata estorsione, per aver cercato di farsi consegnare dalla donna 5mila euro in contanti, che però lei si è rifiutata di versare. Tutto era iniziato con la prima denuncia della signora, che aveva portato all'arresto dei figlio, caduto nel tunnel della cocaina. Da quel momento i due fratelli avevano cominciato a perseguitarla con ripetute richieste di denaro, per saldare la droga acquistata dal figlio. La donna per pagare i 15mila euro che le venivano chiesti (per cessioni di stupefacenti avvenute tra il 2012 e il 2016) aveva fatto ricorso anche a prestiti in banca e alle Poste, ma questo non era bastato ai presunti spacciatori, che continuavano a minacciarla anche di morte, sottolineando continuamente la loro appartenenza a una famiglia rom. A quel punto la mamma ha deciso di ribellarsi e di denunciare tutto ai carabinieri. L'inchiesta è stata condotta dal pm Rosaria Vecchi, che ha richiesto e ottenuto, dal gip Massimo Canosa, le ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nell'indagini sono coinvolti altri 3 familiari degli arrestati, denunciati a piede libero. 

Il tempestivo intervento di una pattuglia di carabinieri di Orsogna, ha impedito ad una coppia di ladri, lui 28enne e lei 23enne, di mettere a segno un furto in un’abitazione di una signora 57enne del luogo. Il bottino, rappresentato da due chitarre, un amplificatore, un modellino di elicottero radiocomandato ed una ventola per cappa, è stato interamente recuperato dagli uomini dell’Arma e subito restituito alla malcapitata. Come accertato dai militari i malviventi, entrambi di Ortona, si erano introdotti nell’abitazione forzando una porta secondaria posta sul retro. Ancora una volta la fattiva collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine ha permesso ai carabinieri, peraltro già impiegati in un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei cosiddetti reati predatori, di raggiungere in breve tempo l’abitazione della malcapitata e cogliere “sul fatto” i ladri. Questa mattina il giudice, dopo aver convalidato gli arresti, ha posto i due agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza dibattimentale che si terrà nelle prossime settimane.

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