Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

E' stata la denuncia di una "mamma coraggio" di Lanciano, stanca di subire continue minacce per i debiti del figlio tossicodipendente, a far arrestare i due presunti spacciatori che vendevano la droga al ragazzo. Le manette sono scattate per due fratelli rom, di 32 e 28 anni, finiti in carcere con l'accusa di spaccio di stupefacenti. Il più grande dovrà rispondere anche di tentata estorsione, per aver cercato di farsi consegnare dalla donna 5mila euro in contanti, che però lei si è rifiutata di versare. Tutto era iniziato con la prima denuncia della signora, che aveva portato all'arresto dei figlio, caduto nel tunnel della cocaina. Da quel momento i due fratelli avevano cominciato a perseguitarla con ripetute richieste di denaro, per saldare la droga acquistata dal figlio. La donna per pagare i 15mila euro che le venivano chiesti (per cessioni di stupefacenti avvenute tra il 2012 e il 2016) aveva fatto ricorso anche a prestiti in banca e alle Poste, ma questo non era bastato ai presunti spacciatori, che continuavano a minacciarla anche di morte, sottolineando continuamente la loro appartenenza a una famiglia rom. A quel punto la mamma ha deciso di ribellarsi e di denunciare tutto ai carabinieri. L'inchiesta è stata condotta dal pm Rosaria Vecchi, che ha richiesto e ottenuto, dal gip Massimo Canosa, le ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nell'indagini sono coinvolti altri 3 familiari degli arrestati, denunciati a piede libero. 

Il tempestivo intervento di una pattuglia di carabinieri di Orsogna, ha impedito ad una coppia di ladri, lui 28enne e lei 23enne, di mettere a segno un furto in un’abitazione di una signora 57enne del luogo. Il bottino, rappresentato da due chitarre, un amplificatore, un modellino di elicottero radiocomandato ed una ventola per cappa, è stato interamente recuperato dagli uomini dell’Arma e subito restituito alla malcapitata. Come accertato dai militari i malviventi, entrambi di Ortona, si erano introdotti nell’abitazione forzando una porta secondaria posta sul retro. Ancora una volta la fattiva collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine ha permesso ai carabinieri, peraltro già impiegati in un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei cosiddetti reati predatori, di raggiungere in breve tempo l’abitazione della malcapitata e cogliere “sul fatto” i ladri. Questa mattina il giudice, dopo aver convalidato gli arresti, ha posto i due agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza dibattimentale che si terrà nelle prossime settimane.

Notte movimentata quella appena trascorsa per i carabinieri. Una pattuglia  del nucleo radiomobile della compagnia di Lanciano, verso le 3 della scorsa notte, ha tratto in arresto S.T., italiano 52 enne di Lanciano, responsabile dei reati di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. L'uomo, poco prima,  alla vista dei militari intervenuti per una lite  in famiglia,  si era scagliato contro di loro, procurandogli lievi lesioni. In mattinata il gip del tribunale frentano ha convalidato l’arresto dell’uomo, che è stato posto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. Sempre la scorsa notte è finito in manette un 28enne romeno che, sottoposto agli arresti domiciliari, è stato invece sorpreso fuori dalla sua abitazione.

"Nell’ambito delle operazioni Estate Sicura, che prevedono attività intensificate per il periodo estivo, soprattutto nell’approssimarsi del Ferragosto, tenuto conto anche delle esigenze derivanti dalla maggior presenza di villeggianti nelle località balneari e turistiche della provincia, sono stati intensificati su tutto il territorio provinciale i servizi di controllo del territorio, con il duplice scopo di infrenare e contrastare il recrudescente fenomeno dei reati predatori e, nelle ultime settimane, aumentare le attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni terroristici dopo i noti recenti e drammatici fatti di cronaca che hanno interessato altri Paesi europei". Lo comunica, in una nota, il comando provinciale dei carabinieri, che spiega come su tutto il territorio è dispiegato un consistente numero di uomini e di mezzi, impegnati in servizi di controllo e posti di blocco. Finora, il bilancio dei controlli già eseguiti registra "185 persone identificate - continua la nota - e 98 mezzi controllati; 32 persone sono state esaminate con l’etilometro; sono state elevate 54 multe per violazione del codice della strada; 4 veicoli sono stati sequestrati; sono state ritirate 6 patenti e 3 carte di circolazione; sono state effettuate 10 perquisizioni e controllati 9 esercizi pubblici. Il dispositivo, oltre ai normali servizi quotidiani di pattuglia, sarà nuovamente impiegato nella giornata di ferragosto, al fine di garantire una cornice di sicurezza a tutti i cittadini e coprirà l’intera provincia di Chieti, sia nell’area montana che del litorale".
 

Il Comandante Interregionale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri (che ha competenza su Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo e Molise) ha visitato oggi il Comando Provinciale Carabinieri di Chieti. Al suo arrivo nella caserma “Chiaffredo Bergia” il Generale Nistri è stato ricevuto dal Comandante Provinciale, il Colonnello Luciano Calabrò, con cui, unitamente agli Ufficiali Comandanti dei Reparti della sede e dell’intero comprensorio provinciale, ha approfondito la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica e le attività dell’Arma sul territorio. “L’alto Ufficiale – si legge in una nota del Comando provinciale -  successivamente, ha incontrato una rappresentanza di militari dei Reparti territoriali e specializzati della Provincia, alcuni delegati della Rappresentanza Militare ed i soci dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Il Generale Nistri, al termine della visita, ha formulato il proprio apprezzamento ai Reparti per l’impegno profuso a tutela della legalità nella Provincia, sottolineando l’importanza di continuare ad assicurare la massima disponibilità nei confronti delle generose comunità locali”.

Ancora una volta la fattiva collaborazione tra carabinieri e cittadini ha impedito ad un gruppo di malviventi di mettere a segno l’ennesimo furto in abitazione dando dimostrazione che la sicurezza e la percezione di sicurezza aumentano sempre più laddove ognuno di noi si sente parte di una rete più ampia  nella quale ogni cittadino fa da “sentinella” al suo vicino di casa e all’occorrenza chiede aiuto alle forze dell’ordine. E’ successo a Miglianico. Alcuni abitanti della contrada Cerreto, allarmati dal sistema antifurto di un’abitazione del posto, hanno subito chiamato il numero unico di Pronto Intervento 112 dei Carabinieri. Nel frattempo i cittadini, scesi in strada, hanno visto alcuni individui che, ancora nell’abitazione del malcapitato vicino, vistisi scoperti, si affrettavano a darsi alla fuga. I coraggiosi vicini, quindi, bloccavano la via di fuga ad uno dei malviventi il quale, nel tentativo di aprirsi un varco, li minacciava brandendo uno grosso cacciavite, verosimilmente utilizzato in precedenza per forzare la serratura del portone d’ingresso dell’abitazione. Il suo tentativo di fuga è però risultato vano poiché poco dopo sono arrivati i militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ortona che lo hanno bloccato e tratto in arresto con le accusa, tra l’altro,  di tentata rapina aggravata. In manette è finito un cittadino cileno di 27 anni, J.R.J.J., che su disposizione della locale Autorità Giudiziaria è stato associato alla casa circondariale di Chieti. Gli uomini dell’Arma sono ora alla ricerca di altri due complici riusciti a dileguarsi prima dell’arrivo dei Carabinieri e dei cittadini residenti.

Scene da far west ieri sera a Lanciano fuori da un ristorante in zona Sant’Antonio. Intorno alle 20 due persone, un uomo e una donna, sono arrivate sul posto e hanno picchiato la cuoca del locale, provocando danni e spaventando non solo i clienti che a quell'ora stavano arrivando, ma anche i condomini della palazzina dove si trova l'esercizio. Vasi rotti, porte sfondate: una violenza inaudita che ha reso necessario l’intervento dell’ambulanza. Alla base dei fatti ci sarebbe una diatriba familiare, probabilmente legata a fatti di denaro. L'aggressore della cuoca è infatti suo genero, arrivato al ristorante accompagnato dalla figlia della vittima. Poche ore prima sembra si fosse già scagliato contro altri familiari. Gli accertamenti sono condotti dai carabinieri di Lanciano. L'uomo attualmente è in stato di fermo. (C.Lab.)

Secondo attentato incendiario in appena 2 mesi ai danni di un bar della Val di Sangro. Ieri sera è stato dato alla fiamme il bar pasticceria Valdolce di contrada Saletti di Atessa, che si trova a 200 metri dal bar Poker, andato a fuoco lo scorso aprile. L'allarme è scattato intorno alle 23, quando alcune auto di passaggio hanno segnalato il rogo. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco e i carabinieri, che stanno tentando di ricostruire la dinamica dell'accaduto. Da una prima ricostruzione l'incendio sarebbe partito dall'esterno del locale, appiccato probabilmente con del liquido infiammabile. In pochi minuti le fiamme hanno avvolto il chiosco in legno e le strutture esterne, completamente ridotte in cenere. L'intervento dei vigili del fuoco, invece, ha limitato i danni all'interno, che sarebbero piuttosto contenuti.

Dovranno rispondere di 12 casi di ricettazione, tra cui quelli di 4 auto rubate lo scorso febbraio alla concessionaria Mix Car di Lanciano. I carabinieri di Lanciano hanno arrestato, su disposizione del gip Massimo Canosa (su richiesta del pm Rosaria Vecchi), L.G., 32 anni, di Lanciano, e T.F., 61 anni, di Treglio. I due uomini sono stati trovati in possesso di una Giulietta, una Jeep, una Lancia Y e una Fiat 500 risultate rubate all'autosalone. Nella loro disponibilità avevano anche motoseghe, caldaie a metano, un quod con carrello, di cui non hanno saputo spiegare la provenienza. Sono stati rinchiusi nel carcere di Villa Stanazzo, in attesa dell'interrogatorio di garanzia fissato per domani.

“Ti ammazzo..ti brucio vivo..figlio di..”: frasi scritte con una grafia volutamente artefatta su un foglio di quaderno a quadretti. Minacce forti con parole che gelano il sangue e tolgono il sonno. Lettere di questo tenore sono state recapitate negli ultimi tempi a diversi cittadini di Castel Frentano, tra questi anche ad alcuni amministratori. Nessuno dei destinatari delle anonime missive nutre sospetti rispetto a qualcuno, tanto meno pensa di aver fatto qualcosa in grado di suscitare una reazione tanto violenta che mira, come tutte le minacce anonime, a creare preoccupazioni, a minare la serenità quotidiana. Qualcuno prova a minimizzare ipotizzando che si tratti di una bravata, del comportamento di qualche bullo che vuole provocare tensioni e paure e magari divertirsi pure, ma c'è chi non intende sottovalutare una situazione a dir poco inquietante, che si sta ripetendo da qualche mese e sulla quale finora si è mantenuto uno stretto riserbo. Un silenzio rotto dalla denuncia contro ignoti fatta ai carabinieri della locale stazione. E su richiesta degli amministratori che sono stati vittime di insulti e di minacce, il segretario comunale ha inviato una nota alla prefettura su quanto sta accadendo a Castel Frentano. E chissà se questo basterà a far desistere l'anonimo o gli anonimi autori delle lettere. (p.d.f.)

  • Pagina 3