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Sarebbe di circa 2mila euro il bottino della rapina messa a segno questa mattina ai danni dell'ufficio postale di Villa Romagnoli, frazione del Comune di Mozzagrogna. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Ortona, che stanno conducendo le indagini, ad agire sarebbero stati due banditi, uno dei quali armato di pistola. I malviventi - a volto coperto - sono entrati in azione intorno alle 9, quando all'interno dell'agenzia c'erano due impiegati e 3 clienti. Sotto la minaccia dell'arma si sono fatti consegnare solo il denaro contenuto nel cassetto della cassa, visto che non è stato possibile aprire la cassaforte, probabilmente a causa del congegno a tempo che ne regola l'apertura. L'allarme è scattato subito e in zona sono stati istituiti diversi posti di blocco. Dei malviventi, però, nessuna traccia: erano già riusciti a dileguarsi nel dedalo di strade secondarie della zona, da cui in pochi minuti è possibile raggiungere sia la Val di Sangro (e la Fondovalle), sia la Statale 16 Adriatica.  
 

Si è costituito ai carabinieri di Lanciano, dopo essersi reso irreperibile per qualche ora, il giovane di 26 anni sospettato della morte di un 56enne il cui cadavere è stato rinvenuto nel primo pomeriggio di ieri, in una casa di Pinarella di Cervia, sul litorale ravennate. La vittima è Ugo Tani, un cuoco stagionale originario della provincia di Ferrara, che sarebbe stato ucciso a colpi di accetta o con un coltello da cucina.  A dare l’allarme, ai carabinieri e al 118 è stato il vicino di casa. I militari, raccogliendo indizi e testimonianze, si sono subito concentrati sul 26enne di Galatone, in Puglia, che l’uomo aveva preso con sé in previsione della prossima stagione lavorativa al mare e che dava una mano in casa, risultato fin da subito irreperibile. Il giovane – che sarebbe fuggito con l’auto del 56enne, anche se la dinamica è ancora da chiarire – è stato localizzato, in un primo momento, sulla autostrada A14 tra Abruzzo e Molise. Poi, il ragazzo, che aveva fatto perdere le sue tracce dopo l’omicidio, si è consegnato agli inquirenti, nel tardo pomeriggio di ieri, a Lanciano, per essere ascoltato dal magistrato di turno, Rosaria Vecchi in previsione della richiesta di fermo.

Probabilmente tenevano d'occhio la villetta di contrada Santa Croce da diversi giorni, studiando le abitudini degli abitanti, della giornalista Rai Maria Rosaria La Morgia e del marito Franco Di Girolamo, noto oculista lancianese. E ieri mattina i malviventi sono entrati in azione, in pieno giorno, senza preoccuparsi di essere notati da qualcuno. Il furto è avvenuto tra le 8.30, orario in cui la coppia è uscita per recarsi al lavoro, e le 13.30, quando Di Girolamo è rientrato e si è reso conto di quello che era successo. La casa era stata messa completamente a soqquadro: i ladri avevano rovistato in tutte le stanze, scoperchiando scatole, aprendo e svuotando armadi, frugando tra carte e documenti, alla ricerca di oggetti di valore. Il bottino è di diverse migliaia di euro: gioielli e altri preziosi, molti dei quali avevano per i proprietari non solo un valore economico, ma soprattutto affettivo. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Lanciano, che stanno cercando di raccogliere elementi utili all'identificazione degli autori del furto. I malviventi si sono introdotti nella casa dopo aver scardinato l'inferriata della finestra di un bagno. "Una violenza che colpisce le cose e chi a quelle cose è legato dalla quotidianità, dai ricordi. Gli oggetti raccontano la vita, hanno un valore che va oltre la materialità. Subire un furto mina la fiducia verso gli altri", ha commentato la giornalista sulla sua bacheca Fb.
 

E' ritenuto essere l'autore dello scippo, messo a segno lo scorso 24 febbraio a Castel Frentano, ai danni di una pensionata di 87 anni, a cui strappò una collana dal collo. Con questa accusa i carabinieri hanno arrestato Amedeo Malvone, 49 anni di Lanciano. Secondo la ricostruzione, mentre beneficiava di un permesso dagli arresti domiciliari, mise a segno lo scippo. Malvone si trovava in auto con un amico, a sua volta denunciato, quando con la scusa di chiedere delle indicazioni stradali, avvicinò l'anziana. Approfittando di un momento di distrazione, riuscì a rubarle la collana e poi fuggì. Le indagini sono state condotte dal pm Rosaria Vecchi, che chiesto -e ottenuto - la misura cautelare in carcere dal gip Massimo Canosa.

Atto vandalico o gesto intimidatorio? E' interrogativo a cui dovranno cercare di dare una risposta i carabinieri della compagnia di Atessa, che stanno indagando sull'incendio che nella notte tra sabato e domenica, ha devastato il bar Poker di località Saletti ad Atessa, provocando danni per oltre 100mila euro. Il proprietario, Giovanni, non riesce a darsi una spiegazione. "Il bar il sabato pomeriggio è chiuso - racconta - e il rogo è scoppiato intorno alle 23.30. Nessuno, però, ci ha mai minacciato". Sull'origine dolosa delle fiamme non c'è dubbio. Sotto la veranda in legno del locale, infatti, tra tavoli e sedie, è stata posteggiata una vecchia Cinquecento - risultata poi rubata nel Foggiano - e proprio dalla vettura sarebbero partite le fiamme, che in pochissimo hanno avvolto tutto, arrivando a lambire l'abitazione sovrastante il bar (fortunatamente disabitata) e un vicino negozio di abbigliamento, che però non ha riportato danni. A dare l'allarme sono stati alcuni automobilisti di passaggio, che hanno subito avvisato i vigili del fuoco. Una squadra del distaccamento di Casoli ha impiegato oltre 4 ore per domare il rogo. Resta il giallo sui motivi del gesto: perché rubare una macchina a qualche centinaio di chilometri di distanza e poi incendiarla davanti a un bar della zona industriale? Il mezzo era stato forse utilizzato per compiere qualche altro crimine altrove e poi dato alle fiamme per cancellare eventuali tracce? (C.Lab.)


 

 

Sono entrati indisturbati forzando una finestra al piano terra dello stabile: poi hanno rovistato ovunque, rubando alcuni oggetti religiosi nella cappella interna dell'istituto e persino l'agnello che le suore tenevano in frigo per Pasqua. Alla fine si sono allontantati con la Panda di color marrone, di cui avevano poco prima trovato le chiavi, e sono fuggiti aprendo la porta del garage con il telecomando custodito nell'auto. E' il bilancio del furto, messo a segno l'altra notte, ai danni dell'istituto delle suore francescane di Gesù Bambino in via Cesare Fagiani, alle spalle della chiesa di San Pietro a Lanciano. Sull'accaduto sono in corso indagini da parte dei carabinieri, allertati dalle suore che non si sono accorte di nulla, in quanto dormivano nelle loro stanze che si trovano al terzo piano dell'edificio. Al loro risveglio si sono rese conto di quanto succes, ma a quel punto non hanno potuto far altro che avvisare il 112.

Una 52enne tedesca, da anni residente ad Atessa, è stata arrestata dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile dopo essersi scagliata, in stato di ebbrezza, contro gli stessi uomini dell'Arma che si erano recati in un'abitazione dove la donna lavorava come colf. Il proprietario, resosi conto che la donna era arrivata già in preda ai fumi dell'alcol, temendo per la propria incolumità, aveva allertato i carabinieri. La 52enne, alla loro vista, si è scagliata contro di loro con una serie di calci e pugni per i quali i militari hanno riportato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. Per la donna, non nuova a tali comportamenti (era stata infatti arrestata per fatti analoghi nel 2014), sono scattate le manette.
 

 

Poteva avere conseguenze ben più gravi l'incidente avvenuto oggi, intorno alle 12.30, all'altezza della rotatoria tra via per Fossacesia e viale Sant'Antonio a Lanciano. Secondo i primi accertamenti dei carabinieri, una Ford CMax che proveniva dalla direzione dell'ospedale si è scontrata con un maxi-scooter condotto da un giovane, che si trovava all'interno della rotatoria e che stava svoltando sulla parte alta di viale Sant'Antonio, verso la Villa Comunale. L'impatto è stato violentissimo e il centauro è stato sbalzato in aria, schiantandosi sull'asfalto dopo un volo di diversi metri. I soccorsi sono scattati immediatamente.  Sul posto è giunta un'ambulanza del 118 e i sanitari hanno medicato sul posto il motociclista, che è comunque sempre rimasto cosciente. A causa dell'incidente il traffico ha subito forti rallentamenti, anche a causa della concomitanza della fine del mercato del sabato, con i furgoni degli ambulanti diretti verso il casello autostradale.

Proprio ieri i carabinieri della stazione di Orsogna lo avevano denunciato a piede libero, nell’ambito di un’indagine sullo spaccio di sostanze stupefacenti, poiché lo accusavano di essere il “pusher” di alcuni 20enni della zona ai quali, nei giorni precedenti, aveva venduto delle dosi di marijuana. Ma i militari dell’Arma hanno voluto vederci chiaro. Dopo aver ottenuto un decreto di perquisizione domiciliare dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti, sono tornati a far visita a D.B.P., 32enne del luogo, per effettuare una perquisizione nella sua abitazione. L’intuito dei Carabinieri ha avuto conferma, quando i militari hanno rinvenuto altre 31 dosi di marijuana del peso complessivo di 20 grammi, mezzo grammo di cocaina e tre bilancini elettronici di precisione. Nei suoi confronti, questa volta, sono scattate le manette ai polsi con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. E' stato trasferito nel carcere di Chieti.  
 

Un 55enne della provincia di Palermo è stato denunciato dai carabinieri di San Vito con l’accusa di truffa. Secondo quanto accertato dagli uomini dell’Arma l’uomo, dopo aver inserito  un annuncio di vendita  di sei fari di ricerca, del valore di circa 1700 euro, su un noto sito internet, non avrebbe inviato la merce a un 66enne di Lanciano che l’aveva acquistata. L’indagine dei militari è scaturita dalla denuncia sporta dalla vittima che, non vedendosi recapitare la merce a casa come pattuito, dopo aver cercato invano di mettersi in contatto con il venditore si è rivolto ai carabinieri.
 

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