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“L'attività della Sasi va avanti su varie direzioni, prosegue nei progetti relativi al sistema di depurazione e fognario, senza però trascurare gli interventi sulla rete idrica e sulle adduttrici, un impegno a 360 gradi con l'obiettivo di migliorare e rendere sempre più efficace ed efficiente il servizio”. Il Presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sala della sede di viale Cappuccini a Lanciano, ha fatto il punto sulla situazione attuale, soffermandosi sulla serie di progetti, molti dei quali già completati, ed altri in via di ultimazione. Per un importo complessivo di 25 milioni di euro. All'incontro con i giornalisti insieme a Basterebbe, sono stati presenti l'architetto Aurelio Falconio, Pio D'Ippolito, responsabile del settore relativo alla depurazione e Paola Tosti componente del Cda della Sasi. Per una maggiore chiarezza il Presidente ha voluto consegnare alla stampa alcune schede dettagliate sui lavori finiti e quelli in corso, con i relativi importi. “Si tratta di interventi importanti, il progetto di 4 milioni di euro, per esempio, che è stato possibile grazie all'attivazione del Masterplan – ha precisato Basterebbe – è destinato a paesi che non avevano alcun impianto di depurazione. Sarà quindi colmato un vuoto e saranno risolti difficoltà e disagi.”. Sui problemi legati all'inquinamento e al funzionamento, corretto o meno, degli impianti, il Presidente ha tenuto a puntualizzare che “l'eventuale cattivo funzionamento di un depuratore non è l'unica fonte di inquinamento come spesso si crede. L'inquinamento delle acque dipende anche dall'assenza di sistemi specifici di smaltimento e di depurazione da parte di molti ristoratori che dovrebbero invece dotarsi di un disoriatore. I rifiuti prodotti devono essere smaltiti prima di finire nelle fogne altrimenti il rischio è l'ostruzione, e quando una fogna si chiude le conseguenze sono inevitabili e gli scarichi vanno direttamente al mare. Si comprende quindi come questo sia un problema serio che investe tutta la fascia costiera. Noi stiamo facendo la nostra parte ma è necessario che anche gli altri facciano la loro”. In effetti non si può parlare di ambiente, di tutela e salvaguardia del territorio senza distinguere ruoli e competenze. La Sasi si è sempre assunta le proprie responsabilità, ma non ci sta ad essere il parafulmine di tutti i problemi. “Quando spuntano i divieti di balneazione il dito è subito puntato contro di noi. Sul servizio di depurazione siamo fortemente impegnati. Dei 12 depuratori sotto sequestro, 8 sono tornati regolarmente a funzionare e ci stiamo adoperando per riportare gli altri a una condizione di normalità”. Nel corso della conferenza stampa è stato inoltre ricordato che tra gli obiettivi della Sasi c'è quello di migliorare lo stato qualitativo delle acque attraverso lo strumento del Masterplan. Per raggiungere i risultati stabiliti, gli interventi sono concentrati su tre assi principali, tre macroprogetti, rappresentati da altrettanti assi fluviali: il Foro, il Sangro e il Sinello. “L'attività della Sasi non si limita ai grandi progetti ma svolge quotidianamente una attenta e capillare opera di manutenzione, ci sono reti obsolete che necessitano di continui interventi e purtroppo spesso ci sono rotture che impongono riparazioni urgenti con la conseguente sospensione della fornitura idrica. Non vorremmo lasciare i cittadini senz'acqua e siamo consapevoli dei disagi che questo comporta, ma quando ci sono dei guasti non si può fare altrimenti. Trovo davvero pretestuose e strumentali le polemiche delle ultime settimane, come se decidessimo in maniera arbitraria di togliere l'acqua – ha rimarcato Basterebbe con l'intenzione di dissipare, una volta per tutte, dubbi e perplessità --.ci sono stati titoli in cui addirittura si parlava di “complotto idrico”, scomodando ripicche elettorali, creando un clima di sospetto e di confusione che non solo non giova alla società che presiedo ma soprattutto dà una visione distorta e non vera della realtà. Tutti i nostri progetti, l'intero programma di lavoro della Sasi ha come obiettivo prioritario il miglioramento dei servizi. La strada intrapresa va in questa direzione e continueremo con la convinzione di essere nel percorso giusto”. Non è mancato un appello ai cittadini, al loro senso civico e buon senso. “E' necessario fare un uso più attento dell'acqua potabile che non dovrebbe essere utilizzata per innaffiare campi e giardini, molte città hanno anche serbatoi inadeguati e questo rappresenta una ulteriore penalizzazione. Lavoriamo quotidianamente con il personale nostro e con 13 ditte, siamo consapevoli della fragilità della rete nella sua interezza, perciò è necessaria la collaborazione di tutti, Comuni e cittadini”.

 

E' ricoverato in ospedale a Chieti da venerdì pomeriggio nel reparto di rianimazione, il vice sindaco di Lanciano e assessore al bilancio e lavori pubblici Pino Valente. La notizia circola in città da ieri mattina ma abbiamo preferito non riportare nulla fin ora ma, a questo punto, anche dopo che il fratello Roberto ha reso pubblica una foto in ospedale con il sindaco Mario Pupillo sulla sua bacheca Fb crediamo sia giusto, seppur con grande apprensione per la persona del vice sindaco al quale tutti vogliamo bene, raccontarvi quello che sappiamo.

Le voci che si susseguono sono tante ma quelle che sembrano trovare conferma parlano di una febbre persistente che ha reso necessario il trasferimento nel nosocomio di Chieti dove la situazione è apparsa grave tanto da decidere di sedare Valente nel tentativo di individuare una cura mirata all’infezione batterica che sembra essere resistente alle cure tradizionali. Nella notte le condizioni sono rimaste stabili ma continuano ad essere critiche.

Il sindaco Mario Pupillo, che ricordiamo è un medico,  e tutta l’amministrazione gli sono accanto in questo momento difficile.

I messaggi di incoraggiamento sono tantissimi. Pino Valente è una persona amata da tanti da sempre vicina alle persone e presente negli avvenimenti della città , un lancianese appassionato che della sua caparbietà ha fatto un stile di vita.

Forza PINO!

I Sindaci di Gamberale Maurizio Bucci, Casalanguida Luca Conti, San Savo Tiziana Magnacca, Orsogna Fabrizio Montepara, Paglieta Nicola Scaricaciottoli, Villalfonsina Mimmo Budano, Borrello Giovanni Di Nunzio, Roio Del Sangro Sabatino Ramondelli Perano Gianni Bellisario e Montazzoli Felice Novello non ci stanno e scrivono al Prefetto di Chieti Corona. Questo il testo della loro lettera che vi proponiamo integralmente.

“In riferimento alla nota in oggetto i sotto elencati Sindaci comunicano che non parteciperanno alla serie di incontri fissati come da Vs. nota di riscontro.

I motivi che ci hanno condotto ad intraprendere tale iniziativa sono essenzialmente legati a questioni da risolvere che riteniamo essere più importanti rispetto alla questioni migranti a cui comunque siamo sensibili. Oggi, per noi Sindaci non si può dire ancora conclusa la fase dell’emergenza maltempo ed infatti continuiamo ad avere questioni aperte sul territorio legati alle scuole, ai crolli di capannoni agricoli, alle frane e agli smottamenti che francamente forse meritano nell’immediato la profusione di tutte le nostre forze per tentare di risolvere tali problematiche. Evidentemente Lei ha ritenuto che la fase emergenziale legata al maltempo fosse passata ma Le assicuriamo che non è così.

Pertanto, abbiamo deciso di non partecipare agli incontri legati alle problematiche in oggetto per i motivi sopra citati che riteniamo essere prioritari per la salvaguardia del territorio e per il benessere dei cittadini che ci onoriamo di rappresentare”

Dopo la missiva di questa mattina i primi cittadini hanno fatto un passo in più ed hanno indetto una conferenza stampa a Lanciano dove hanno espresso tutto il loro disappunto per una politica Nazionale che ha letteralmente abbandonato un territorio colpito da ogni genere di calamità naturale con le scuole ancora chiuse e sul quale si vuole anche addossare tutta la responsabiltà di una accoglienza migranti che definiscono “uno squallido ricatto ai sindaci”. Il sindaco di San Salvo Tiziana  Magnacca, che negli anni scorsi era saltata agli onori della cronaca per le sue precise prese di posizione a favore della sua gente e contro chi intendeva portare nella sua cittadina un centro dia accoglienza, ci tiene a far sapere che il governo per ogni migrante da al comune 500 euro più un turn over lavorativo; in parole povere se accetto migranti mi danno un vigile, ironizza la sindaca, altrimenti no. Una sorta di baratto umano insomma al quale i sindaci non intendono sottostare e del quale accusano anche l’ANCI (l’uinione nazionale dei comuni) che prende decisioni sempre a favore del Governo e che non alza mai la voce per far valere i diritti dei piccoli comuni sempre più schiacciati dai continui tagli e con l’impossibilità di lavorare serenamente per il benessere delle comunità. Manca la sensibilità istituzionale, continua, di una accoglienza efficace ma che non venga prima dei diritti dei cittadini italiani ed abruzzesi. “Dobbiamo accogliere i turisti non i migranti” conclude. E sul tema del turismo penalizzato anche l’intervento del consigliere di minoranza del comune di Torino Di Sangro Alfonso di Fonso che ormai da tre anni accoglie diversi ragazzi africani sul lungomare, i residenti della zona sono 40, i profughi o presunti tali 140, i negozi chiudono alle 18, ha dichiarato, la situazione è inacettabile.

Se l’ANCI non cambia rotta, concludono tutti, si sta valutando l’ipotesi di fare un passo indietro e di uscire da una associazione che dovrebbe tutelarci ma che fa solo gli interessi della politica centrale senza tener conto delle esigenze dei singoli. (Clara Labrozzi)

 

“La riforma delle Province è un pasticcio che paga il cittadino: le funzioni fondamentali rimaste in capo a tali enti riguardano principalmente la gestione delle strade provinciali e delle scuole superiori. I tagli imposti dalle ultime leggi di stabilità hanno compromesso la possibilità per le Province di rispondere alle legittime aspettative di sicurezza dei propri utenti nella fruizione di questi beni. È essenziale garantire le risorse necessarie per dare risposta alle giuste pretese degli studenti e delle loro famiglie, che chiedono edifici scolastici affidabili ed a norma, e per salvaguardare l’incolumità di coloro che si trovano a percorrere l’asse viario provinciale, la cui manutenzione da anni è ridotta al minimo e che gli ultimi eventi meteorologici hanno ulteriormente martoriato”. Il presidente della Provincia di Chieti e Sindaco di Lanciano Mario Pupillo, fa un'analisi della situazione economica-finanziaria in cui versano le Province, una situazione di difficoltà che impedisce di fatto di rispondere alle esigenze dei cittadini. Le carenze sono emerse tutte nei giorni dell'emergenza maltempo che ha messo letteralmente in ginocchio l'Abruzzo. Ora si contano i danni. La “questione Province” va affrontata senza ulteriori perdite di tempo. E domani Pupillo parteciperà alla conferenza stampa che si terrà a Pescara nella sede della Provincia, nella sala “Figlia di Jorio” alle 11.30. L'incontro sarà presenziato dal Presidente dell'Upi Achille Variali, insieme ad altri Presidenti delle Province abruzzesi oltre a quelli di Marche e Umbria e al Presidente della Provincia di Chieti. Un vero e proprio summit con il prioritario obiettivo di fare chiarezza su quanto è successo e sui rischi che ancora ci sono in queste martoriate regioni e “chiedere con forza , al nuovo Governo, le risorse e gli strumenti necessari per continuare ad erogare i servizi di competenza.”

 

 

«Non è mai venuto meno in queste ore lo standard assistenziale che abbiamo sempre garantito alle nostre pazienti. Sono nati altri bambini, abbiamo ricoverato altre donne, senza mai dirottare altrove alcuna richiesta»: a qualche giorno di distanza dai trasferimenti che all’ospedale di Chieti hanno dato una diversa collocazione all’Ostetricia e Ginecologia, dai medici giungono parole tese a ricondurre l’attenzione dell’utenza su continuità e qualità dell’assistenza prestata.

«E’ questo l’aspetto che ci sta a cuore e ci interessa - mette in chiaro Marco Liberati, direttore dell’unità operativa - perché a fare la differenza è quello che facciamo e non dove siamo. Siamo riusciti a conquistarci la fiducia di migliaia di donne che ogni anno ci scelgono e si affidano alle nostre cure per il livello qualitativo che esprimiamo, oggi come in passato. Il trasferimento ha comportato sicuramente qualche disagio sotto il profilo logistico, ma è un aspetto che riguarda solo noi operatori, a cui facciamo fronte con senso di responsabilità e impegno guardando in prospettiva a quella che nel giro di pochi mesi sarà la sistemazione definitiva».

Quella di oggi, infatti, è una soluzione di emergenza trovata in tutta fretta dalla Direzione generale a seguito delle ultime scosse di terremoto, che avevano generato molta paura tra degenti e personale, spaventati ancor più dal trovarsi in un padiglione sul quale, com’è noto, avevano espresso dubbi di stabilità i tecnici incaricati di verifiche sugli edifici pubblici.

«Si tratta di una sistemazione temporanea che avremmo voluto evitare, approdando direttamente a quella definitiva - sottolinea il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco - che avevamo già individuato nel momento in cui ci siamo trovati nella necessità di svuotare i corpi C e F, ma i fatti sopraggiunti ci hanno indotti a questo passaggio intermedio. Abbiamo infatti destinato a Ostetricia e Ginecologia l’8° livello D e l’8° livello E, dove attualmente sono ubicati Cardiologia e Utic, che invece a febbraio andranno nella Palazzina Cuore, al corpo M. Per le attività chirurgiche e sala parto, invece, sarà utilizzato il blocco operatorio cosiddetto piccolo del 9° livello D, opportunamente adeguato anche per accogliere la sala travaglio. Saranno necessari alcuni lavori per migliorare il comfort e realizzare il Nido all’interno dell’unità operativa, ma si tratta di interventi non particolarmente impegnativi, che richiederanno circa 4-5 mesi. Il nostro obiettivo è concludere tutto al più presto per riportare l’unità operativa alla dotazione complessiva e unitaria di 35 posti letto e metterla in condizione di esprimere i numeri di sempre quanto a ricoveri e prestazioni».
Con la sistemazione temporanea, attualmente l’Ostetricia è stata collocata al 12° livello B, con 23 posti letto, e la Ginecologia al 9° livello dell’area Multidisciplinare, con 8 posti letto.

 

Anche il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, è pronto a citare l'Enel per danni.“Ho dato mandato all’Ufficio legale del Comune di predisporre gli atti ritenuti più idonei per proporre un’azione risarcitoria nei confronti di Enel per i danni patrimoniali e non, subiti dalla città, dai singoli cittadini e dall’intero sistema produttivo e commerciale. Ancora oggi troppe utenze sul territorio comunale risultano essere sprovviste di energia elettrica e questo è intollerabile”. Così il primo cittadino di Chieti rende nota la sua decisione e in mattinata ha inviato una lettera all'ufficio legale dell'Ente.

«E’di tutta evidenza – aggiunge Di Primio - come, da parte dell’Enel, vi sia stata una sottovalutazione dell’emergenza verificatasi a Chieti, dove molte zone sono state lasciate al buio e al gelo anche per una intera settimana. Enel non è stata in grado di intervenire tempestivamente e, in molti casi, in modo risolutivo considerato che interi quartieri della città risultavano, ancora ieri, privi di energia elettrica. Durante l’emergenza – prosegue il Sindaco – da parte di Enel è mancata una puntuale e chiara informazione. A ciò si aggiunga che circa 20.000 utenti, compresa la Casa di Cura Villa Pini, sono stati lasciati senza corrente per diversi giorni e, ancora oggi, pur avendo posizionato (in ritardo) dei generatori, interi quartieri sono al buio. Chiediamo, pertanto, ragione di tali disservizi.

Quanto ai danni provocati alle infrastrutture dall’eccezionale ondata di maltempo e dalle nevicate, è necessario che ai Comuni vengano date certezze circa i tempi e i modi dell’erogazione delle somme di cui disporre per il ripristino delle innumerevoli rotture verificatesi. Per tale ragione, ho sollecitato un intervento diretto da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, affinché i contributi del Fondo di emergenza nazionale vengano immediatamente resi disponibili”. Il sindaco ha dato anche dato mandato all'ing. Paolo Intorbida, Dirigente del V Settore, di predisporre una puntuale relazione sulle criticità riscontrate su strade, pubblica illuminazione, impianto idrico e sul patrimonio arboreo. E al momento da una prima ricognizione i danni risultano consistenti. “Oltre 10 milioni di euro di cui circa 5 riguardanti il sistema viario dove continuano a verificarsi smottamenti – precisa il sindaco - Già sabato scorso ho convocato una giunta straordinaria che ha reiterato agli organi competenti, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidenza della Regione Abruzzo, Prefettura di Chieti, Dipartimento di Protezione Civile, Provincia di Chieti, la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza per il Comune di Chieti”. Intanto anche nel capoluogo teatino questa mattina le scuole sono aperte. “E questo è stato possibile anche grazie all'impegno dell'ufficio tecnico del Comune che ha effettuato le opportune verifiche – tiene a precisare Di Primio – degli operai di Formula Ambiente e dei volontari della Protezione Civile”.

Confcommercio Chieti predispone la documentazione per chiedere ai fornitori la dilazione dei pagamenti di fine mese, incassa il sostegno della Provincia, del Comune di Chieti e di Lanciano che hanno certificato l’emergenza sul territorio e auspica la sospensione delle imposte nazionali e locali per un anno.

Un plico, con le delibere di giunta della Provincia, del Comune di Chieti e di Lanciano utili a certificare i danni ingenti causati dalle ultime calamità naturali che si sono abbattute sul capoluogo teatino e sulla sua provincia, per chiedere ai fornitori la dilazione dei pagamenti che attendono a fine mese i commercianti del territorio. Una documentazione importante che è a disposizione, di chiunque ne voglia fare richiesta, nella sede di Confcommercio Chieti che ancora una volta scende in campo con azioni concrete al fianco di una categoria ormai stremata e in ginocchio. “I colleghi commercianti- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale di Confcommercio Chieti- possono fare richiesta nei nostri uffici della documentazione che abbiamo predisposto e che evidenzia il dramma economico e sociale che si sta vivendo nell’intera provincia di Chieti dove, nel mese di gennaio, è stato registrato un calo di vendite che ha toccato il 70%. E’ chiaro che servono aiuti strutturali concreti ed immediati.” La priorità, per Confcommercio, sono i pagamenti di fine mese che incombono sulle tasche, vuote, dei commercianti di Chieti e provincia. “A breve rientreranno assegni e Riba bancari. Tutti i commercianti, grazie alla nostra documentazione, potranno informare di quanto accaduto in zona i fornitori trattando con loro la dilazione di questi pagamenti. Le notizie, allarmanti, diffuse da giorni dagli organi di informazione nazionali verranno certificate anche dalle delibere di giunta firmate dal presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, dal sindaco di Chieti Umberto Di Primio e dal Comune di Lanciano a cui presto potrebbero aggiungersi le documentazioni di molti altri Comuni della provincia colpiti in maniera significativa dalla neve come Vasto, Ortona e San Salvo.” Nel dettaglio l’amministrazione teatina, come si legge nella delibera del 21 gennaio scorso, sta all’uopo elaborando forme di agevolazione e/o rateizzazione delle entrate di propria competenza. “Prendiamo per buone le intenzioni del Comune e degli altri enti locali nella speranza che, a stretto giro, vengano determinate riduzioni o dilazioni certe per le imposte locali. Noi chiediamo almeno l’abbattimento del 50% della tassa dei rifiuti e, nell’incontro che avremo in Regione appena finita l’emergenza, richiederemo- annuncia la Tiberio- la sospensione del pagamento dell’Iva ed altre agevolazioni per una categoria che va aiutata in fretta per non depauperare ulteriormente Chieti e la nostra provincia alle prese, purtroppo, con numerose calamità naturali arrivate tutte insieme e in un periodo già difficile per le nostre imprese. Confcommercio sta facendo la sua parte, adesso ci aspettiamo interventi decisi da parte delle istituzioni”.

 

“Dopo la scossa di questa mattina, pur non essendo state riscontrate crepe, lesioni o danni in generale, abbiamo deciso di trasferire temporaneamente le donne ricoverate nell'Ospedale di Chieti in Ginecologia e Ostetricia dal corpo C al corpo B. Si tratta di una scelta determinata dalla volontà di dare maggiore tranquillità alle pazienti»: il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, spiega così la scelta di trovare una collocazione diversa alle donne che occupavano i letti del 13° e 14° livello del corpo C che, com'è noto, viene progressivamente svuotato a seguito di un accertamento, eseguito da tecnici incaricati dalla Regione Abruzzo qualche anno fa, che ne ha messo in dubbio le garanzie di stabilità da un punto di vista sismico.

Nell'unità operativa questa mattina ci sono stati momenti di forte paura a causa delle scosse avvertite in modo netto dalle degenti e dal personale, spaventati da quanto stava accadendo e dal timore di trovarsi in un luogo vissuto come poco sicuro. Al fine, dunque, di riportare tranquillità e restituire alle donne la giusta serenità, la Direzione aziendale ha optato per il trasferimento delle circa 15 ricoverate al 12° livello del corpo B, in attesa di effettuare ulteriori verifiche con il supporto di organismi tecnici competenti in materia. “Ritengo utile ribadire ancora una volta – aggiunge il manager – che la nostra è stata una scelta determinata dalla volontà di placare gli animi e rassicurare le degenti, emotivamente provate dalle scosse di questa mattina, e non da una situazione di pericolo. Faremo controlli accurati, con il supporto di esperti, al fine di garantire condizioni di sicurezza per tutti”.

Nell’elezione del consiglio provinciale di Chieti si conferma, in maniera ancora ufficiosa, la maggioranza di centrosinistra con una affluenza del 70 con 810 al voto su 1.158 aventi diritto.

La lista ''Provincia Unita'' di centro sinistra ha ottenuto sette dei dodici seggie danno modo di accedere in Consiglio a Chiara Zappalorto, capogruppo del Pd al Comune di Chieti e segretario provinciale del partito, Arturo Scopino, sindaco di Montebello, Vincenzo Sputore, capogruppo del Pd e consigliere a Vasto, Antonio Tamburrino, sindaco di Montenerodomo che nel Consiglio precedente era vice presidente con delega alla viabilità, Rocco Paolini, consigliere comunale a Francavilla al Mare, il sindaco di Frasagrandinaria Giovanni Di Stefano ed Egisto Rossetti, capogruppo di minoranza al Comune di Perano.

La lista che si era definita il partito dei sindaci perché aveva candidato ben 8 sindaci ''Insieme per la Provincia'' ha ottenuto poltrone per Luciano Marinucci, sindaco di San Giovanni Teatino, il consigliere comunale di Chieti Graziano Marino, e Gabriele Di Bucchianico, consigliere comunale a Lanciano.

La lista ''Obiettivo Provincia'', sostenuta da Fi e Udc ha eletto Emiliano Vitale, consigliere comunale a Chieti e Di Tonino Marcello di San Salvo ed ex assessore della provincia.

Mario Pupillo sindaco di Lanciano, è ancora il presidente

Una voce fuori dal coro è quella del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo secondo il quale le elezioni si sarebbero concluse con un pareggio tra centrodestra e centrosinistra con l’elezione Pierdomenico Tiberio mentre resterebbe fuori Egisto Rossetti, del Partito democratico.

 

La direzione nazionale dei GIOVANI UDC, coordinata da Marco Martino, ha nominato Alessandro Romano, 27 anni, di Rocca San Giovanni,coordinatore provinciale dei Giovani Udc della provincia di Chieti. Alessandro Romano è impegnato da anni nell'attività politica all'interno della sezione UDC del suo paese, e nelle organizzazioni giovanili del partito. Attualmente è Vice Coordinatore Regionale dei Giovani Udc. Si è sempre distinto per il suo eccezionale impegno nel settore del volontariato e dell'associazionismo cattolico. È anche dirigente del gruppo comunale di Protezione Civile. "Sono convinto che Alessandro saprà riannodare nella sua provincia il rapporto, oggi fortemente compromesso, tra i giovani e la politica - ha commentato il coordinatore regionale dell’Udc, Riccardo Cicchetti, -. Egli ha sempre dedicato passione ed energia al bene comune. Con il nostro Segretario del partito Enrico Di Giuseppantonio - ha aggiunto Cicchetti - ci aspetta una stagione molto impegnativa nella riorganizzazione dell'Udc in Abruzzo, un partito che dovrà essere aperto, inclusivo , popolare ed attento soprattutto al disagio delle nuove generazioni".