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Anche il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, è pronto a citare l'Enel per danni.“Ho dato mandato all’Ufficio legale del Comune di predisporre gli atti ritenuti più idonei per proporre un’azione risarcitoria nei confronti di Enel per i danni patrimoniali e non, subiti dalla città, dai singoli cittadini e dall’intero sistema produttivo e commerciale. Ancora oggi troppe utenze sul territorio comunale risultano essere sprovviste di energia elettrica e questo è intollerabile”. Così il primo cittadino di Chieti rende nota la sua decisione e in mattinata ha inviato una lettera all'ufficio legale dell'Ente.

«E’di tutta evidenza – aggiunge Di Primio - come, da parte dell’Enel, vi sia stata una sottovalutazione dell’emergenza verificatasi a Chieti, dove molte zone sono state lasciate al buio e al gelo anche per una intera settimana. Enel non è stata in grado di intervenire tempestivamente e, in molti casi, in modo risolutivo considerato che interi quartieri della città risultavano, ancora ieri, privi di energia elettrica. Durante l’emergenza – prosegue il Sindaco – da parte di Enel è mancata una puntuale e chiara informazione. A ciò si aggiunga che circa 20.000 utenti, compresa la Casa di Cura Villa Pini, sono stati lasciati senza corrente per diversi giorni e, ancora oggi, pur avendo posizionato (in ritardo) dei generatori, interi quartieri sono al buio. Chiediamo, pertanto, ragione di tali disservizi.

Quanto ai danni provocati alle infrastrutture dall’eccezionale ondata di maltempo e dalle nevicate, è necessario che ai Comuni vengano date certezze circa i tempi e i modi dell’erogazione delle somme di cui disporre per il ripristino delle innumerevoli rotture verificatesi. Per tale ragione, ho sollecitato un intervento diretto da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, affinché i contributi del Fondo di emergenza nazionale vengano immediatamente resi disponibili”. Il sindaco ha dato anche dato mandato all'ing. Paolo Intorbida, Dirigente del V Settore, di predisporre una puntuale relazione sulle criticità riscontrate su strade, pubblica illuminazione, impianto idrico e sul patrimonio arboreo. E al momento da una prima ricognizione i danni risultano consistenti. “Oltre 10 milioni di euro di cui circa 5 riguardanti il sistema viario dove continuano a verificarsi smottamenti – precisa il sindaco - Già sabato scorso ho convocato una giunta straordinaria che ha reiterato agli organi competenti, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidenza della Regione Abruzzo, Prefettura di Chieti, Dipartimento di Protezione Civile, Provincia di Chieti, la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza per il Comune di Chieti”. Intanto anche nel capoluogo teatino questa mattina le scuole sono aperte. “E questo è stato possibile anche grazie all'impegno dell'ufficio tecnico del Comune che ha effettuato le opportune verifiche – tiene a precisare Di Primio – degli operai di Formula Ambiente e dei volontari della Protezione Civile”.

Confcommercio Chieti predispone la documentazione per chiedere ai fornitori la dilazione dei pagamenti di fine mese, incassa il sostegno della Provincia, del Comune di Chieti e di Lanciano che hanno certificato l’emergenza sul territorio e auspica la sospensione delle imposte nazionali e locali per un anno.

Un plico, con le delibere di giunta della Provincia, del Comune di Chieti e di Lanciano utili a certificare i danni ingenti causati dalle ultime calamità naturali che si sono abbattute sul capoluogo teatino e sulla sua provincia, per chiedere ai fornitori la dilazione dei pagamenti che attendono a fine mese i commercianti del territorio. Una documentazione importante che è a disposizione, di chiunque ne voglia fare richiesta, nella sede di Confcommercio Chieti che ancora una volta scende in campo con azioni concrete al fianco di una categoria ormai stremata e in ginocchio. “I colleghi commercianti- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale di Confcommercio Chieti- possono fare richiesta nei nostri uffici della documentazione che abbiamo predisposto e che evidenzia il dramma economico e sociale che si sta vivendo nell’intera provincia di Chieti dove, nel mese di gennaio, è stato registrato un calo di vendite che ha toccato il 70%. E’ chiaro che servono aiuti strutturali concreti ed immediati.” La priorità, per Confcommercio, sono i pagamenti di fine mese che incombono sulle tasche, vuote, dei commercianti di Chieti e provincia. “A breve rientreranno assegni e Riba bancari. Tutti i commercianti, grazie alla nostra documentazione, potranno informare di quanto accaduto in zona i fornitori trattando con loro la dilazione di questi pagamenti. Le notizie, allarmanti, diffuse da giorni dagli organi di informazione nazionali verranno certificate anche dalle delibere di giunta firmate dal presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, dal sindaco di Chieti Umberto Di Primio e dal Comune di Lanciano a cui presto potrebbero aggiungersi le documentazioni di molti altri Comuni della provincia colpiti in maniera significativa dalla neve come Vasto, Ortona e San Salvo.” Nel dettaglio l’amministrazione teatina, come si legge nella delibera del 21 gennaio scorso, sta all’uopo elaborando forme di agevolazione e/o rateizzazione delle entrate di propria competenza. “Prendiamo per buone le intenzioni del Comune e degli altri enti locali nella speranza che, a stretto giro, vengano determinate riduzioni o dilazioni certe per le imposte locali. Noi chiediamo almeno l’abbattimento del 50% della tassa dei rifiuti e, nell’incontro che avremo in Regione appena finita l’emergenza, richiederemo- annuncia la Tiberio- la sospensione del pagamento dell’Iva ed altre agevolazioni per una categoria che va aiutata in fretta per non depauperare ulteriormente Chieti e la nostra provincia alle prese, purtroppo, con numerose calamità naturali arrivate tutte insieme e in un periodo già difficile per le nostre imprese. Confcommercio sta facendo la sua parte, adesso ci aspettiamo interventi decisi da parte delle istituzioni”.

 

“Dopo la scossa di questa mattina, pur non essendo state riscontrate crepe, lesioni o danni in generale, abbiamo deciso di trasferire temporaneamente le donne ricoverate nell'Ospedale di Chieti in Ginecologia e Ostetricia dal corpo C al corpo B. Si tratta di una scelta determinata dalla volontà di dare maggiore tranquillità alle pazienti»: il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, spiega così la scelta di trovare una collocazione diversa alle donne che occupavano i letti del 13° e 14° livello del corpo C che, com'è noto, viene progressivamente svuotato a seguito di un accertamento, eseguito da tecnici incaricati dalla Regione Abruzzo qualche anno fa, che ne ha messo in dubbio le garanzie di stabilità da un punto di vista sismico.

Nell'unità operativa questa mattina ci sono stati momenti di forte paura a causa delle scosse avvertite in modo netto dalle degenti e dal personale, spaventati da quanto stava accadendo e dal timore di trovarsi in un luogo vissuto come poco sicuro. Al fine, dunque, di riportare tranquillità e restituire alle donne la giusta serenità, la Direzione aziendale ha optato per il trasferimento delle circa 15 ricoverate al 12° livello del corpo B, in attesa di effettuare ulteriori verifiche con il supporto di organismi tecnici competenti in materia. “Ritengo utile ribadire ancora una volta – aggiunge il manager – che la nostra è stata una scelta determinata dalla volontà di placare gli animi e rassicurare le degenti, emotivamente provate dalle scosse di questa mattina, e non da una situazione di pericolo. Faremo controlli accurati, con il supporto di esperti, al fine di garantire condizioni di sicurezza per tutti”.

Nell’elezione del consiglio provinciale di Chieti si conferma, in maniera ancora ufficiosa, la maggioranza di centrosinistra con una affluenza del 70 con 810 al voto su 1.158 aventi diritto.

La lista ''Provincia Unita'' di centro sinistra ha ottenuto sette dei dodici seggie danno modo di accedere in Consiglio a Chiara Zappalorto, capogruppo del Pd al Comune di Chieti e segretario provinciale del partito, Arturo Scopino, sindaco di Montebello, Vincenzo Sputore, capogruppo del Pd e consigliere a Vasto, Antonio Tamburrino, sindaco di Montenerodomo che nel Consiglio precedente era vice presidente con delega alla viabilità, Rocco Paolini, consigliere comunale a Francavilla al Mare, il sindaco di Frasagrandinaria Giovanni Di Stefano ed Egisto Rossetti, capogruppo di minoranza al Comune di Perano.

La lista che si era definita il partito dei sindaci perché aveva candidato ben 8 sindaci ''Insieme per la Provincia'' ha ottenuto poltrone per Luciano Marinucci, sindaco di San Giovanni Teatino, il consigliere comunale di Chieti Graziano Marino, e Gabriele Di Bucchianico, consigliere comunale a Lanciano.

La lista ''Obiettivo Provincia'', sostenuta da Fi e Udc ha eletto Emiliano Vitale, consigliere comunale a Chieti e Di Tonino Marcello di San Salvo ed ex assessore della provincia.

Mario Pupillo sindaco di Lanciano, è ancora il presidente

Una voce fuori dal coro è quella del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo secondo il quale le elezioni si sarebbero concluse con un pareggio tra centrodestra e centrosinistra con l’elezione Pierdomenico Tiberio mentre resterebbe fuori Egisto Rossetti, del Partito democratico.

 

La direzione nazionale dei GIOVANI UDC, coordinata da Marco Martino, ha nominato Alessandro Romano, 27 anni, di Rocca San Giovanni,coordinatore provinciale dei Giovani Udc della provincia di Chieti. Alessandro Romano è impegnato da anni nell'attività politica all'interno della sezione UDC del suo paese, e nelle organizzazioni giovanili del partito. Attualmente è Vice Coordinatore Regionale dei Giovani Udc. Si è sempre distinto per il suo eccezionale impegno nel settore del volontariato e dell'associazionismo cattolico. È anche dirigente del gruppo comunale di Protezione Civile. "Sono convinto che Alessandro saprà riannodare nella sua provincia il rapporto, oggi fortemente compromesso, tra i giovani e la politica - ha commentato il coordinatore regionale dell’Udc, Riccardo Cicchetti, -. Egli ha sempre dedicato passione ed energia al bene comune. Con il nostro Segretario del partito Enrico Di Giuseppantonio - ha aggiunto Cicchetti - ci aspetta una stagione molto impegnativa nella riorganizzazione dell'Udc in Abruzzo, un partito che dovrà essere aperto, inclusivo , popolare ed attento soprattutto al disagio delle nuove generazioni".

 

Anche nella nostra regione il mondo degli appalti sta avendo un’accelerazione finale in questo mese di dicembre, dopo un periodo di rallentamento dovuto alle incertezze sul nuovo Codice degli Appalti in Italia, entrato in vigore a metà aprile scorso. Dall’interesse possibilità della TUA (società Unica di Trasporto Abruzzese) nella zona di Lanciano a quelle attive anche nelle altre aree d’Abruzzo, grazie al database di Appaltitalia siamo in grado di fornire un’utile panoramica sui principali bandi pubblicati dagli enti locali sul nostro territorio.

La Tua, realtà nazionale. Cominciamo proprio dalla gara indetta dalla TUA, l’azienda di trasporto pubblico locale che gestisce l'80% del servizio abruzzese, con numeri e dati aziendali consistenti: una flotta di 895 autobus, 16 treni a trazione elettrica per il trasporto di persone e 16 locomotive per il trasporto merci, che sviluppano un valore della produzione pari a 142 milioni 100 mila euro e garantiscono un servizio su strada di oltre trentasei milioni di chilometri sia in ambito urbano che extraurbano e, su rotaia oltre 970.000 km all’anno per un milione di passeggeri.

Il bando per le assicurazioni alla Tua. Ebbene, l’azienda intende affidare i “servizi assicurativi per la durata di una annualità suddivisi nei seguenti n. 3 lotti aggiudicabili separatamente: Lotto 1 RC da circolazione ferroviaria - Lotto 2 RCT/O - Lotto 3 RC vettoriale”, con base d’asta complessiva 320mila euro (suddivisi rispettivamente in 293mila euro per il primo lotto, 49mila per il secondo e 32mila per il terzo). Tutte le informazioni sono reperibili sul sito di Appaltitalia, mentre la scadenza dei termini di partecipazione è fissata al 20 dicembre.

Trasporti sanitari. Particolarmente delicata è anche l’iniziativa promossa dalla Azienda USL di Lanciano Vasto Chieti, che ha prorogato al 31 gennaio 2017 i termini per partecipare al bando avente per oggetto “il servizio di durata triennale per trasporti sanitari e non”. La procedura, da aggiudicarsi mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ha un valore IVA esclusa di 10.544.550 euro ed è suddiviso in 28 lotti, alcuni dei quali riguardano proprio l’ambito di Lanciano.

I tre lotti per l’area di Lanciano. Ad esempio, il lotto 1 ha come oggetto “Lanciano trasporto intraospedaliero critico” e riguarda il trasporto intraospedaliero critico n. 2 unità H24 — ambulanza tipo A nella nostra provincia; il lotto 2, invece, è relativo al “trasporto intraospedaliero programmato n. 3 unità H12 — ambulanza tipo B”, sempre a Lanciano; il lotto 9, ancora, è destinato al servizio “Lanciano 118 H24 ambulanza tipo A”.

Raccolta rifiuti. Ci spostiamo sulla costa, visto che il Comune di San Salvo ha pubblicato un bando per l’affidamento “del servizio di raccolta e trasporto, in maniera differenziata dei rifiuti solidi urbani e assimilati, spazzamento delle strade ed altri servizi complementari e/o opzionali, da eseguirsi nel territorio comunale”. Il canone complessivo per l’intera durata del contratto è pari a oltre 10 milioni di euro, ricavati da un canone annuo di 1.700.388,14 euro; il servizio ha durata di 36 mesi decorrenti dalla data stabilita nel contratto, con facoltà di rinnovo da parte della stazione appaltante per ulteriori 36 mesi. La scadenza dei termini è stabilita per il 23 gennaio.

Riqualificazione di piazza Carafa a Chieti. Chiudiamo il nostro giro della provincia teatina con un bando avviato proprio dal Comune di Chieti, che interessa la riqualificazione di piazza Carafa. In dettaglio, si prevede la demolizione di un edificio comunale e la realizzazione di due palazzine di edilizia residenziale pubblica. La base d'asta è di 2.023.022,64 euro, finanziati con fondi statali e fondi regionali. Per l’aggiudicazione della procedura aperta è stato scelto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, e il termine ultimo per la presentazione delle offerte è il 16 dicembre. (Gianluca Bottiglieri)

I numeri sono da primato e raccontano di un’esperienza che ha scommesso su un modello di “assistenza diffusa” e ha vinto. Come? Spalmando gli interventi su due ospedali, quelli più complessi a Chieti e i più semplici a Ortona. Così la Chirurgia generale a indirizzo oncologico della Asl Lanciano Vasto Chieti in due anni ha scalato le classifiche diventando la prima in Abruzzo per numero di casi trattati: 270 interventi complessi a Chieti tra il 2013 e il 2014 e incremento dell’attività del 300% a Ortona. E ancora: per il tumore al pancreas la Asl è collocata tra i centri ad alto volume (secondo i dati dello Sportello cancro) con 200 interventi in quattro anni, a fronte degli appena 16 casi che nel 2012 erano stati trattati in tutto l’Abruzzo.

«Abbiamo investito su un’idea mai sperimentata prima - chiarisce Pierluigi Di Sebastiano, direttore dell’unità operativa - importando nell’area chirurgica l’organizzazione per intensità di cura, basata sulla selezione dei pazienti in base al grado di complessità delle loro patologie. Così i casi più semplici sono trattati nell’ospedale di Ortona, adeguatamente attrezzato per farvi fronte, mentre le procedure complesse, in gran parte di carattere oncologico, sono eseguite presso l’ospedale di Chieti. Tutto si gioca intorno all’utilizzo ottimale delle infrastrutture dei due presidi, che ha determinato un sensibile miglioramento delle prestazioni, in termini di risultati chirurgici e grado di soddisfazione dei pazienti, oltre ad aver preservato la prosecuzione dell’attività chirurgica a Ortona, che per numero di prestazioni eseguite, in una logica di sostenibilità, non avrebbe avuto vita lunga. Basti pensare che nel 2013, con l’introduzione del nuovo modello, le prestazioni sono aumentate in modo esponenziale, passando da 516 a 1.097 dimissioni con un incremento dell’attività chirurgica del 300%. Stessa tendenza, ovviamente, nell’ospedale del capoluogo».

L’esperienza di Chieti ha suscitato anche l’attenzione di un’autorevole rivista scientifica, Langenbecks Archives of Surgery, che ha accolto un articolo proposto dall’équipe della Chirurgia oncologica intitolato “A Surgical Department for Intensified Care” che sarà pubblicato sul prossimo numero.

«In considerazione dei risultati già ottenuti - aggiunge il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco - dal 1° novembre scorso abbiamo esteso il modello per intensità di cura anche alla Patologia Chirurgica di Chieti, di cui Di Sebastiano ha assunto la direzione ad interim. Abbiamo già buoni riscontri, con un incremento significativo del numero e della complessità dei casi trattati: oltre 40 interventi di Chirurgia oncologica complessa in un mese e mezzo di attività, trend che lascia veramente ben sperare per il futuro della sanità abruzzese e delle nuove leve chirurgiche».

Un incontro immediato, richiesto alla Regione Abruzzo con il presidente D’Alfonso destinatario di un’apposita missiva, per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità “commerciale” per la città di Chieti e la sua provincia martoriata dal proliferare della grande distribuzione. L’iniziativa porta la firma di Confcommercio Chieti che lancia una vera e propria provocazione al governo regionale dopo che sta prendendo sempre più forma lo spauracchio del raddoppio del centro commerciale Megalò. “Il progetto denominato Megalò 2 è ormai realtà- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- dal momento che sono partiti i lavori di messa in sicurezza dell’alveo del fiume Pescara su cui insisterà questa ennesima mega struttura commerciale. Il Comune, normative alla mano, può davvero poco ed è arrivato il momento che la Regione scopra le carte e ci dica chiaramente di che morte dobbiamo morire noi commercianti. Si parla spesso, anche se a ragione, delle problematiche ambientali legate alla nascita di nuovi centri commerciali ma si continua incredibilmente ad ignorare gli effetti negativi sul tessuto economico e sociale determinati sul territorio in cui si costruiscono queste strutture.” E' un vero e proprio allarme quello lanciato dalla Tiberio che alle parole aggiunge anche i numeri emersi da uno studio fatto dall'associazione e che disegnano la mappa del territorio. Nel quinquennio 2010/2014, inoltre, su 41 nuovi punti vendita della grande distribuzione in Abruzzo, ben 29 strutture di questo tipo (circa 3 quarti) sono state aperte nella sola provincia di Chieti, dove a seguito di un deciso aumento della concentrazione della grande distribuzione si è riscontrato un evidente calo degli esercizi commerciali tradizionali. Non basta. Secondo i numeri forniti dal rapporto della Camera di commercio, aggiornati al 30 settembre 2016, nel terzo trimestre dell’anno si sono perse, in provincia di Chieti, 238 imprese specializzate nella vendita al dettaglio e all’ingrosso per una percentuale negativa del 2,5% che sale addirittura al -2,6% per la sola Chieti città. Una situazione che preoccupa non poco la Confcommercio. “Megalò 2 ci darà il colpo di grazia. Il fenomeno di desertificazione commerciale dei centri storici sta determinando la morte di interi pezzi di territorio, con effetti negativi sul piano della coesione e sociale, della legalità e della sicurezza. Dove c’è una attività commerciale, turistica o di servizi, si creano, infatti, le condizioni di vitalità e qualità dei territori, si realizzano più facilmente opportunità di sviluppo per i rapporti sociali e culturali, si limita il degrado stimolando al tempo stesso la riqualificazione urbana, lo sviluppo, la legalità. In nome della tutela della concorrenza si è, invece, finito con il favorire ed accrescere- sostiene la presidente- la competitività e l’aggressività di alcune imprese a danno di altre, normalmente quelle di più radicata presenza nei mercati locali, le uniche in grado di garantire che il reddito prodotto sia reinvestito nei territori di appartenenza.” E' fondamentale tutelare il commercio tradizionale. Questo non significa, né deve essere inteso “come un ostacolo alla concorrenza, ma come una garanzia storica dei territori, considerato che le attività tradizionali contribuiscono in maniera determinante a formare quella fitta trama di relazioni sociali che animano la vita delle città, dei paesi e dei borghi storici che caratterizzano l’Italia”. E alla luce di questa analisi poco confortante Marisa Tiberio chiede alla Regione un incontro immediato per capire il da farsi. “Il nostro territorio è vittima di un’evidente “calamità commerciale” senza precedenti che sta colpendo, da anni, il piccolo commercio giunto allo sfinimento. Vogliamo aiuti concreti perché, purtroppo, anche abbassare le saracinesche costa tanto.”

Pescara – La dinamica delle esportazioni nei settori delle micro e piccole imprese, in Abruzzo, nei primi nove mesi del 2016, registra un incremento del 3,2%, superiore alla media nazionale (+1,2%). L'export delle MPI (micro e piccole imprese), però, rappresenta solo il 15% del totale regionale, dato che colloca la regione al quattordicesimo posto della graduatoria nazionale. Se la crescita più consistente si registra nel Pescarese (+15,2%), la prima provincia abruzzese in classifica è quella di Teramo, mentre la situazione peggiore è nel Chietino, agli ultimi posti della graduatoria. E' questo il quadro che emerge da un'elaborazione che Confartigianato Abruzzo ha condotto su un'indagine del centro studi della Confederazione nazionale. L'export nei settori delle MPI, in Abruzzo, da gennaio a settembre di quest'anno, raggiunge i 910 milioni di euro, pari al 15% del totale delle esportazioni (6 miliardi di euro; +12,1%). A livello territoriale, in testa c'è la Provincia di Teramo, dove l'export nei settori delle MPI, in crescita del 3,2%, è pari a 422 milioni di euro, cioè il 46,9% del totale, dato che colloca il territorio al ventisettesimo posto della classifica nazionale. Segue, in cinquantasettesima posizione, il Pescarese, con un incremento del 15,2% ed un valore di 113 milioni, pari al 28,8% del totale. Subito dopo, ma nella parte bassa della classifica, al novantottesimo posto, c'è la Provincia dell'Aquila con il +6,9%, un valore di 42,5 milioni, pari al 10,8% del totale. Negativa, almeno per le MPI, la situazione nel Chietino, territorio che, grazie alla presenza del polo automotive, spinge verso l'alto il totale delle esportazioni regionali: la provincia di Chieti fa registrare una flessione dell'1,2% e si posiziona 101esima, con un valore di 331 milioni di euro, pari al 7,6% del totale (4,3 miliardi). Numeri che fanno riflettere. “ Le micro e piccole imprese – dice il presidente di Confartigianato Abruzzo Luca Di Tecco – sono quelle che notoriamente hanno più difficoltà ad esportare e ad aprirsi ai nuovi mercati, per questo chiediamo alla Regione di procedere al più presto con la pubblicazione dei bandi sull'internazionalizzazione che siano, però, di reale accompagnamento e supporto soprattutto alle piccole imprese abruzzesi che, ricordiamo, sono il 99,5 per cento delle imprese presenti in Abruzzo”.

Da una nota stampa diffusa dal sindacato di categoria cgil uil sono circa 137 i lavoratori che fino ad oggi hanno garantito il sevizio mensa e distribuzione dei pasti all’interno dei presidi della Asl Lanciano Vasto Chieti. Si tratta di cuochi, aiuto cuochi addetti alla mensa , personale impiegato nella distribuzione dei pasti agli ammalati e nella pulizia dei locali mensa e delle stoviglie. Donne e uomini che si sono adoperati, in affiancamento ai circa 48 cuochi e aiuto cuochi dipendenti della Asl, per la garanzia dell’erogazione di un servizio pubblico essenziale in tutti gli ospedali della provincia di Chieti. I servizi della mensa della Asl 02 sono infatti in appalto da oltre 10 anni, questi lavoratori hanno già affrontato diversi cambi d’appalto, licenziamenti e riassunzioni presso ditte diverse, e ogni volta tagli dell’orario contrattuale.

L’ultima gara è stata aggiudicata definitivamente a giugno 2016 alla Ditta Dussmann insieme alla Servizi Integrati che gestisce attualmente in proroga il servizio e ai lavoratori, il 1 dicembre a pochi giorni dall'inizio del nuovo appalto, è stato comunicato un esubero di personale di circa 32 persone e per i restanti 100 un taglio delle ore del 65%. Come OO,SS, -abbiamo giudicato la proposta inaccettabile e abbiamo proclamato lo stato di agitazione e chiesto un incontro urgente alla prefettura, si legge sempre nel comunicato stampa.

Il 6 dicembre si è svolto un secondo incontro presso la Direzione territoriale del lavoro di Chieti,. Incontro al quale ha partecipato anche il Direttore Generale della Asl Flacco, al quale il sindacato ha formulato l'intenzione di chiedere una proroga delle attuali condizioni di appalto fino al 1 gennaio 2017 ma che ad oggi non ha ricevuto nessuna risposta ufficiale. I lavoratori ritengono infatti che l’ente pubblico che ha progettato la gara d’appalto e che ha vagliato le offerte tecniche delle aziende, debba essere interrogata sulle ricadute occupazionali che i cambi nella gestione del servizio comportano per le persone che lavorano da anni nelle proprie sedi, fianco a fianco al personale Asl. E’ stato però detto che tutto ciò non è possibile poichè nel capitolato d’appalto non è prevista nessuna clausola sociale, nessuna regola che possa tutelare il lavoro di chi per anni ha garantito il servizio pubblico. Al termine dell'incontro quindi le aziende subentranti hanno confermato il licenziamento di 7 persone e per i restanti 130 una riduzione tra il 50% e il 60 % delle ore. Gli OOSS intendono quindi denunciare pubblicamente la gravissima situazione in cui si troveranno questi lavoratori, costretti proprio in queste ore a scegliere tra la disoccupazione e la firma di nuovi contratti che taglieranno di oltre la metà i loro stipendi.

Si ritiene che sia assolutamente urgente che la Prefettura convochi, come già richiesto e sollecitato da diversi giorni, le parti. Oltre a denunciare la gravissima situazione occupazionale il sindacato chiede che si ponga anche il tema della garanzia della qualità e sostenibilità dell’erogazione del servizio pubblico di ristorazione. Infatti il servizio che dalla settimana prossima dovrebbe essere svolto con meno della metà delle ore, nei mesi passati è stato garantito anche con il ricorso a molte ore di straordinario. A questo proposito si è anche chiesto di conoscere i dati tecnici e organizzativi che giustificherebbero un taglio di questa entità ma non hanno ricevuto nessuna risposta. Ora non rimane che rivolgersi all’assessorato regionale alla sanità e Prefettura e qualora non si trovino soluzioni adeguate, anche alle autorità competenti in materia di controllo sulla regolarità degli appalti.

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