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Anche nella nostra regione il mondo degli appalti sta avendo un’accelerazione finale in questo mese di dicembre, dopo un periodo di rallentamento dovuto alle incertezze sul nuovo Codice degli Appalti in Italia, entrato in vigore a metà aprile scorso. Dall’interesse possibilità della TUA (società Unica di Trasporto Abruzzese) nella zona di Lanciano a quelle attive anche nelle altre aree d’Abruzzo, grazie al database di Appaltitalia siamo in grado di fornire un’utile panoramica sui principali bandi pubblicati dagli enti locali sul nostro territorio.

La Tua, realtà nazionale. Cominciamo proprio dalla gara indetta dalla TUA, l’azienda di trasporto pubblico locale che gestisce l'80% del servizio abruzzese, con numeri e dati aziendali consistenti: una flotta di 895 autobus, 16 treni a trazione elettrica per il trasporto di persone e 16 locomotive per il trasporto merci, che sviluppano un valore della produzione pari a 142 milioni 100 mila euro e garantiscono un servizio su strada di oltre trentasei milioni di chilometri sia in ambito urbano che extraurbano e, su rotaia oltre 970.000 km all’anno per un milione di passeggeri.

Il bando per le assicurazioni alla Tua. Ebbene, l’azienda intende affidare i “servizi assicurativi per la durata di una annualità suddivisi nei seguenti n. 3 lotti aggiudicabili separatamente: Lotto 1 RC da circolazione ferroviaria - Lotto 2 RCT/O - Lotto 3 RC vettoriale”, con base d’asta complessiva 320mila euro (suddivisi rispettivamente in 293mila euro per il primo lotto, 49mila per il secondo e 32mila per il terzo). Tutte le informazioni sono reperibili sul sito di Appaltitalia, mentre la scadenza dei termini di partecipazione è fissata al 20 dicembre.

Trasporti sanitari. Particolarmente delicata è anche l’iniziativa promossa dalla Azienda USL di Lanciano Vasto Chieti, che ha prorogato al 31 gennaio 2017 i termini per partecipare al bando avente per oggetto “il servizio di durata triennale per trasporti sanitari e non”. La procedura, da aggiudicarsi mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ha un valore IVA esclusa di 10.544.550 euro ed è suddiviso in 28 lotti, alcuni dei quali riguardano proprio l’ambito di Lanciano.

I tre lotti per l’area di Lanciano. Ad esempio, il lotto 1 ha come oggetto “Lanciano trasporto intraospedaliero critico” e riguarda il trasporto intraospedaliero critico n. 2 unità H24 — ambulanza tipo A nella nostra provincia; il lotto 2, invece, è relativo al “trasporto intraospedaliero programmato n. 3 unità H12 — ambulanza tipo B”, sempre a Lanciano; il lotto 9, ancora, è destinato al servizio “Lanciano 118 H24 ambulanza tipo A”.

Raccolta rifiuti. Ci spostiamo sulla costa, visto che il Comune di San Salvo ha pubblicato un bando per l’affidamento “del servizio di raccolta e trasporto, in maniera differenziata dei rifiuti solidi urbani e assimilati, spazzamento delle strade ed altri servizi complementari e/o opzionali, da eseguirsi nel territorio comunale”. Il canone complessivo per l’intera durata del contratto è pari a oltre 10 milioni di euro, ricavati da un canone annuo di 1.700.388,14 euro; il servizio ha durata di 36 mesi decorrenti dalla data stabilita nel contratto, con facoltà di rinnovo da parte della stazione appaltante per ulteriori 36 mesi. La scadenza dei termini è stabilita per il 23 gennaio.

Riqualificazione di piazza Carafa a Chieti. Chiudiamo il nostro giro della provincia teatina con un bando avviato proprio dal Comune di Chieti, che interessa la riqualificazione di piazza Carafa. In dettaglio, si prevede la demolizione di un edificio comunale e la realizzazione di due palazzine di edilizia residenziale pubblica. La base d'asta è di 2.023.022,64 euro, finanziati con fondi statali e fondi regionali. Per l’aggiudicazione della procedura aperta è stato scelto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, e il termine ultimo per la presentazione delle offerte è il 16 dicembre. (Gianluca Bottiglieri)

I numeri sono da primato e raccontano di un’esperienza che ha scommesso su un modello di “assistenza diffusa” e ha vinto. Come? Spalmando gli interventi su due ospedali, quelli più complessi a Chieti e i più semplici a Ortona. Così la Chirurgia generale a indirizzo oncologico della Asl Lanciano Vasto Chieti in due anni ha scalato le classifiche diventando la prima in Abruzzo per numero di casi trattati: 270 interventi complessi a Chieti tra il 2013 e il 2014 e incremento dell’attività del 300% a Ortona. E ancora: per il tumore al pancreas la Asl è collocata tra i centri ad alto volume (secondo i dati dello Sportello cancro) con 200 interventi in quattro anni, a fronte degli appena 16 casi che nel 2012 erano stati trattati in tutto l’Abruzzo.

«Abbiamo investito su un’idea mai sperimentata prima - chiarisce Pierluigi Di Sebastiano, direttore dell’unità operativa - importando nell’area chirurgica l’organizzazione per intensità di cura, basata sulla selezione dei pazienti in base al grado di complessità delle loro patologie. Così i casi più semplici sono trattati nell’ospedale di Ortona, adeguatamente attrezzato per farvi fronte, mentre le procedure complesse, in gran parte di carattere oncologico, sono eseguite presso l’ospedale di Chieti. Tutto si gioca intorno all’utilizzo ottimale delle infrastrutture dei due presidi, che ha determinato un sensibile miglioramento delle prestazioni, in termini di risultati chirurgici e grado di soddisfazione dei pazienti, oltre ad aver preservato la prosecuzione dell’attività chirurgica a Ortona, che per numero di prestazioni eseguite, in una logica di sostenibilità, non avrebbe avuto vita lunga. Basti pensare che nel 2013, con l’introduzione del nuovo modello, le prestazioni sono aumentate in modo esponenziale, passando da 516 a 1.097 dimissioni con un incremento dell’attività chirurgica del 300%. Stessa tendenza, ovviamente, nell’ospedale del capoluogo».

L’esperienza di Chieti ha suscitato anche l’attenzione di un’autorevole rivista scientifica, Langenbecks Archives of Surgery, che ha accolto un articolo proposto dall’équipe della Chirurgia oncologica intitolato “A Surgical Department for Intensified Care” che sarà pubblicato sul prossimo numero.

«In considerazione dei risultati già ottenuti - aggiunge il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco - dal 1° novembre scorso abbiamo esteso il modello per intensità di cura anche alla Patologia Chirurgica di Chieti, di cui Di Sebastiano ha assunto la direzione ad interim. Abbiamo già buoni riscontri, con un incremento significativo del numero e della complessità dei casi trattati: oltre 40 interventi di Chirurgia oncologica complessa in un mese e mezzo di attività, trend che lascia veramente ben sperare per il futuro della sanità abruzzese e delle nuove leve chirurgiche».

Un incontro immediato, richiesto alla Regione Abruzzo con il presidente D’Alfonso destinatario di un’apposita missiva, per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità “commerciale” per la città di Chieti e la sua provincia martoriata dal proliferare della grande distribuzione. L’iniziativa porta la firma di Confcommercio Chieti che lancia una vera e propria provocazione al governo regionale dopo che sta prendendo sempre più forma lo spauracchio del raddoppio del centro commerciale Megalò. “Il progetto denominato Megalò 2 è ormai realtà- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- dal momento che sono partiti i lavori di messa in sicurezza dell’alveo del fiume Pescara su cui insisterà questa ennesima mega struttura commerciale. Il Comune, normative alla mano, può davvero poco ed è arrivato il momento che la Regione scopra le carte e ci dica chiaramente di che morte dobbiamo morire noi commercianti. Si parla spesso, anche se a ragione, delle problematiche ambientali legate alla nascita di nuovi centri commerciali ma si continua incredibilmente ad ignorare gli effetti negativi sul tessuto economico e sociale determinati sul territorio in cui si costruiscono queste strutture.” E' un vero e proprio allarme quello lanciato dalla Tiberio che alle parole aggiunge anche i numeri emersi da uno studio fatto dall'associazione e che disegnano la mappa del territorio. Nel quinquennio 2010/2014, inoltre, su 41 nuovi punti vendita della grande distribuzione in Abruzzo, ben 29 strutture di questo tipo (circa 3 quarti) sono state aperte nella sola provincia di Chieti, dove a seguito di un deciso aumento della concentrazione della grande distribuzione si è riscontrato un evidente calo degli esercizi commerciali tradizionali. Non basta. Secondo i numeri forniti dal rapporto della Camera di commercio, aggiornati al 30 settembre 2016, nel terzo trimestre dell’anno si sono perse, in provincia di Chieti, 238 imprese specializzate nella vendita al dettaglio e all’ingrosso per una percentuale negativa del 2,5% che sale addirittura al -2,6% per la sola Chieti città. Una situazione che preoccupa non poco la Confcommercio. “Megalò 2 ci darà il colpo di grazia. Il fenomeno di desertificazione commerciale dei centri storici sta determinando la morte di interi pezzi di territorio, con effetti negativi sul piano della coesione e sociale, della legalità e della sicurezza. Dove c’è una attività commerciale, turistica o di servizi, si creano, infatti, le condizioni di vitalità e qualità dei territori, si realizzano più facilmente opportunità di sviluppo per i rapporti sociali e culturali, si limita il degrado stimolando al tempo stesso la riqualificazione urbana, lo sviluppo, la legalità. In nome della tutela della concorrenza si è, invece, finito con il favorire ed accrescere- sostiene la presidente- la competitività e l’aggressività di alcune imprese a danno di altre, normalmente quelle di più radicata presenza nei mercati locali, le uniche in grado di garantire che il reddito prodotto sia reinvestito nei territori di appartenenza.” E' fondamentale tutelare il commercio tradizionale. Questo non significa, né deve essere inteso “come un ostacolo alla concorrenza, ma come una garanzia storica dei territori, considerato che le attività tradizionali contribuiscono in maniera determinante a formare quella fitta trama di relazioni sociali che animano la vita delle città, dei paesi e dei borghi storici che caratterizzano l’Italia”. E alla luce di questa analisi poco confortante Marisa Tiberio chiede alla Regione un incontro immediato per capire il da farsi. “Il nostro territorio è vittima di un’evidente “calamità commerciale” senza precedenti che sta colpendo, da anni, il piccolo commercio giunto allo sfinimento. Vogliamo aiuti concreti perché, purtroppo, anche abbassare le saracinesche costa tanto.”

Pescara – La dinamica delle esportazioni nei settori delle micro e piccole imprese, in Abruzzo, nei primi nove mesi del 2016, registra un incremento del 3,2%, superiore alla media nazionale (+1,2%). L'export delle MPI (micro e piccole imprese), però, rappresenta solo il 15% del totale regionale, dato che colloca la regione al quattordicesimo posto della graduatoria nazionale. Se la crescita più consistente si registra nel Pescarese (+15,2%), la prima provincia abruzzese in classifica è quella di Teramo, mentre la situazione peggiore è nel Chietino, agli ultimi posti della graduatoria. E' questo il quadro che emerge da un'elaborazione che Confartigianato Abruzzo ha condotto su un'indagine del centro studi della Confederazione nazionale. L'export nei settori delle MPI, in Abruzzo, da gennaio a settembre di quest'anno, raggiunge i 910 milioni di euro, pari al 15% del totale delle esportazioni (6 miliardi di euro; +12,1%). A livello territoriale, in testa c'è la Provincia di Teramo, dove l'export nei settori delle MPI, in crescita del 3,2%, è pari a 422 milioni di euro, cioè il 46,9% del totale, dato che colloca il territorio al ventisettesimo posto della classifica nazionale. Segue, in cinquantasettesima posizione, il Pescarese, con un incremento del 15,2% ed un valore di 113 milioni, pari al 28,8% del totale. Subito dopo, ma nella parte bassa della classifica, al novantottesimo posto, c'è la Provincia dell'Aquila con il +6,9%, un valore di 42,5 milioni, pari al 10,8% del totale. Negativa, almeno per le MPI, la situazione nel Chietino, territorio che, grazie alla presenza del polo automotive, spinge verso l'alto il totale delle esportazioni regionali: la provincia di Chieti fa registrare una flessione dell'1,2% e si posiziona 101esima, con un valore di 331 milioni di euro, pari al 7,6% del totale (4,3 miliardi). Numeri che fanno riflettere. “ Le micro e piccole imprese – dice il presidente di Confartigianato Abruzzo Luca Di Tecco – sono quelle che notoriamente hanno più difficoltà ad esportare e ad aprirsi ai nuovi mercati, per questo chiediamo alla Regione di procedere al più presto con la pubblicazione dei bandi sull'internazionalizzazione che siano, però, di reale accompagnamento e supporto soprattutto alle piccole imprese abruzzesi che, ricordiamo, sono il 99,5 per cento delle imprese presenti in Abruzzo”.

Da una nota stampa diffusa dal sindacato di categoria cgil uil sono circa 137 i lavoratori che fino ad oggi hanno garantito il sevizio mensa e distribuzione dei pasti all’interno dei presidi della Asl Lanciano Vasto Chieti. Si tratta di cuochi, aiuto cuochi addetti alla mensa , personale impiegato nella distribuzione dei pasti agli ammalati e nella pulizia dei locali mensa e delle stoviglie. Donne e uomini che si sono adoperati, in affiancamento ai circa 48 cuochi e aiuto cuochi dipendenti della Asl, per la garanzia dell’erogazione di un servizio pubblico essenziale in tutti gli ospedali della provincia di Chieti. I servizi della mensa della Asl 02 sono infatti in appalto da oltre 10 anni, questi lavoratori hanno già affrontato diversi cambi d’appalto, licenziamenti e riassunzioni presso ditte diverse, e ogni volta tagli dell’orario contrattuale.

L’ultima gara è stata aggiudicata definitivamente a giugno 2016 alla Ditta Dussmann insieme alla Servizi Integrati che gestisce attualmente in proroga il servizio e ai lavoratori, il 1 dicembre a pochi giorni dall'inizio del nuovo appalto, è stato comunicato un esubero di personale di circa 32 persone e per i restanti 100 un taglio delle ore del 65%. Come OO,SS, -abbiamo giudicato la proposta inaccettabile e abbiamo proclamato lo stato di agitazione e chiesto un incontro urgente alla prefettura, si legge sempre nel comunicato stampa.

Il 6 dicembre si è svolto un secondo incontro presso la Direzione territoriale del lavoro di Chieti,. Incontro al quale ha partecipato anche il Direttore Generale della Asl Flacco, al quale il sindacato ha formulato l'intenzione di chiedere una proroga delle attuali condizioni di appalto fino al 1 gennaio 2017 ma che ad oggi non ha ricevuto nessuna risposta ufficiale. I lavoratori ritengono infatti che l’ente pubblico che ha progettato la gara d’appalto e che ha vagliato le offerte tecniche delle aziende, debba essere interrogata sulle ricadute occupazionali che i cambi nella gestione del servizio comportano per le persone che lavorano da anni nelle proprie sedi, fianco a fianco al personale Asl. E’ stato però detto che tutto ciò non è possibile poichè nel capitolato d’appalto non è prevista nessuna clausola sociale, nessuna regola che possa tutelare il lavoro di chi per anni ha garantito il servizio pubblico. Al termine dell'incontro quindi le aziende subentranti hanno confermato il licenziamento di 7 persone e per i restanti 130 una riduzione tra il 50% e il 60 % delle ore. Gli OOSS intendono quindi denunciare pubblicamente la gravissima situazione in cui si troveranno questi lavoratori, costretti proprio in queste ore a scegliere tra la disoccupazione e la firma di nuovi contratti che taglieranno di oltre la metà i loro stipendi.

Si ritiene che sia assolutamente urgente che la Prefettura convochi, come già richiesto e sollecitato da diversi giorni, le parti. Oltre a denunciare la gravissima situazione occupazionale il sindacato chiede che si ponga anche il tema della garanzia della qualità e sostenibilità dell’erogazione del servizio pubblico di ristorazione. Infatti il servizio che dalla settimana prossima dovrebbe essere svolto con meno della metà delle ore, nei mesi passati è stato garantito anche con il ricorso a molte ore di straordinario. A questo proposito si è anche chiesto di conoscere i dati tecnici e organizzativi che giustificherebbero un taglio di questa entità ma non hanno ricevuto nessuna risposta. Ora non rimane che rivolgersi all’assessorato regionale alla sanità e Prefettura e qualora non si trovino soluzioni adeguate, anche alle autorità competenti in materia di controllo sulla regolarità degli appalti.

CHIETI  - Nella mattinata di oggi, il Vescovo Metropolita di Chieti, Mons. Bruno Forte ha portato il suo saluto e la sua benedizione ai Carabinieri del Comando Provinciale di Chieti.
Il Vescovo, ricevuto dal Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Luciano Calabrò, ha incontrato, nella storica sede “Chiaffredo Bergia” di Via Arniense,  una folta rappresentanza di ufficiali e Carabinieri in servizio ed in congedo, ringraziandoli per l'opera svolta quotidianamente al servizio della gente e formulando sinceri auguri per le prossime festività natalizie alle loro famiglie.
Nel breve incontro monsignor Forte ha pronunciato parole di apprezzamento per l’operato dei Carabinieri, soprattutto nella loro funzione sociale nei centri abitati più piccoli e distanti dagli insediamenti più popolosi. Nella circostanza ha parlato con trasporto del significato del Giubileo della Misericordia voluto fortemente da Papa Francesco, spiegando l’intima essenza della misericordia e illustrando i riferimenti anche tra questa e il vero senso etico dell’azione quotidiana dei Carabinieri tra la gente.
Il Comandante Provinciale, dopo aver guidato il Vescovo in una breve visita tra gli uffici della Caserma, ha ricambiato gli auguri ringraziando Sua Eccellenza per la quotidiana vicinanza all’Arma e, nell’occasione, lo ha omaggiato dei simboli dell’Arma e, unitamente al Presidente della locale Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri, di una “bustina” (tradizionale copricapo indossato dai Carabinieri in congedo) e della tessera dell’Associazione Carabinieri.
 

CHIETI - Stop a trasferte in altre regioni o in strutture private. Ora gli esami di risonanza magnetica possono essere effettuati a Chieti anche in sedazione o anestesia. Una novità assoluta che la Radiologia dell’Ospedale ha sviluppato presso l'Istituto di Tecnologie Avanzate Biomediche (Itab). Tali prestazioni sono rivolte principalmente a pazienti pediatrici con patologie del sistema nervoso, ma anche agli adulti "non collaboranti", vale a dire quanti hanno problemi di mobilità o sono affetti da gravi sindromi dolorose o, ancora, disturbi psichiatrici. Ma la possibilità della sedazione rappresenta un'opportunità anche per gli utenti che vivono un estremo disagio nel restare fermi all'interno del cilindro entro cui il corpo deve scivolare per essere posizionato al centro del magnete: la permanenza non brevissima in uno spazio decisamente ristretto, infatti, può generare in alcuni pazienti reazioni claustrofobiche, che ora a Chieti possono essere superate grazie a questa nuova metodica.
Per gli esami di risonanza magnetica in sedazione, effettuati sotto costante controllo anestesiologico, viene impiegato un apparecchio "3 Tesla", gioiello di alta tecnologia che consente esami ancora più precisi e veloci e arricchisce l'offerta di diagnostica ad alta specializzazione, proiettando l'Itab all'avanguardia in campo radiologico, con ricadute importanti anche in termini di mobilità.  
Le nuove prestazioni, accessibili sia ai pazienti ricoverati sia agli esterni, possono essere richieste direttamente all'Itab, chiamando i numeri  0871.3556901 o 0871.3556902. Al momento della prenotazione saranno fornite tutte le informazioni utili per l'esecuzione dell'esame, dall'impegnativa ai tempi di digiuno, agli esami del sangue, all'elettrocardiogramma.
Il servizio è affidato a Massimo Caulo per la Radiologia e Massimo Dell'Elce per l'Anestesia.

CHIETI - Le patologie a diffusione limitata, proprio in quanto riferite a numeri più modesti, vanno trattate in una sola struttura, alla quale indirizzare tutti i pazienti, così da non disperdere la casistica e migliorare diagnosi e percorso terapeutico. Questo il principio invocato per istituire a Chieti un Centro dedicato all’Ipertensione polmonare, una patologia grave che in molti casi viene diagnosticata per esclusione e in ritardo.
In Europa la diffusione è nel range di 15-60 soggetti per milione di abitanti, che, a cascata, fa stimare in Abruzzo tra 20 e 85 pazienti, mentre in Italia un numero compreso tra 1.500 e 3.000. L’età media dei soggetti colpiti è 40 anni, con una leggera prevalenza della popolazione femminile. Ma questa patologia è strettamente correlata con altre che concorrono a determinarla, come le cardiopatie congenite, le malattie del connettivo, l’infezione da Hiv e l’ipertensione portale, che rendono dunque non trascurabile il numero dei pazienti da trattare.
La proposta di creare a Chieti un Centro dedicato arriva dal Dipartimento Cuore della Asl Lanciano Vasto Chieti, che l’ha ufficializzata nel corso di un evento scientifico che si è svolto nei giorni scorsi all’Aurum di Pescara, promosso per fare un focus sulla patologia. Nel corso dei lavori Marcello Caputo, Livio Giuliani, Luigi Leonzio e Nicola Maddestra hanno messo in chiaro le finalità del progetto, che guarda al paziente e alla qualità di un’assistenza che a volte si fa fatica ad assicurare: «E’ necessario puntare su un approccio multidisciplinare che coinvolga diversi medici specialisti, come cardiologi clinici e interventisti, pneumologi, radiologi, dermatologi e reumatologi per approdare a una diagnosi tempestiva – dicono – e dare ai malati un riferimento certo per i controlli successivi e il monitoraggio del percorso di cura. A Chieti abbiamo professionalità e strumenti adeguati per organizzare un ambulatorio dedicato, nel quale concentrare tutta la casistica regionale e dare ai malati quelle garanzie assistenziali alimentate dai numeri e dall’esperienza».
 

SAN GIOVANNI TEATINO - Potenziare la presenza di imprenditrici agricole all’interno dei mercati di campagna amica, promuovere la comunicazione con il consumatore e valorizzare ancora di più l’impresa “femminile” in un settore che, pur tradizionalmente maschile, inizia a confermare la crescita delle aziende “rosa”. Grande entusiasmo e nuovi obiettivi per Coldiretti Donne Impresa, il movimento che riunisce le imprenditrici agricole aderenti a Coldiretti che ha inaugurato nella provincia di Chieti gli incontri territoriali per ribadire l’importanza della presenza femminile in agricoltura. Il primo “seminario” si è tenuto nella sede provinciale della federazione provinciale a San Giovanni Teatino e ha visto partecipare imprenditrici provenienti da tutta la provincia in rappresentanza delle diverse zone. Dopo l’introduzione del direttore provinciale di Coldiretti Chieti Luca Canala, la responsabile provinciale di Donne Impresa Angelica Fabrizio ha ricordato l’importanza della presenza femminile nel settore agricolo confermando segni importanti di crescita della titolarità femminile. Basti pensare che in Abruzzo, su 34.000 aziende gestite da donne nei diversi settori (percentuale tra le più alte d’Italia) ben il 36% appartengono all’agricoltura e che una impresa agricola su tre viene gestita da una donna. “Non semplicemente mogli o sorelle o madri che danno il proprio supporto nella gestione dell’azienda di famiglia – ha evidenziato la delegata provinciale – ma vere e proprie imprenditrici che curano direttamente la propria impresa sempre più strutturata e al passo con i tempi”. Una realtà sempre più variegata e strutturata di cui le donne di Coldiretti vogliono essere sempre più protagoniste attive. <<Il nostro principale obiettivo è, in questo momento storico, lavorare assiduamente per diffondere l’importanza di una alimentazione sana e corretta con cibi di sicura provenienza nella valorizzazione complessiva del made in Italy alimentare – ha aggiunto Angelica Fabrizio - Solo così riusciremo a garantire il reddito delle imprese e la sicurezza dei consumatori attenti tutelando al tempo stesso le nostre imprese e la presenza delle donne in agricoltura. Oggi più che mai l’impegno delle imprenditrici è forte e non si limita semplicemente alla tradizionale gestione degli agriturismi ma riguarda aziende agricole complesse e strutturate>>.


L’incontro di Coldiretti Donne Impresa a san Giovanni Teatino ha aperto un ciclo di incontri territoriali - sia provinciali che regionali - sulle tematiche delle donne in agricoltura in cui Coldiretti Donne Impresa approfondirà le diverse realtà e problematiche anche alla luce dei cambiamenti in atto nel settore con il nuovo Piano di sviluppo rurale. In proposito, nel corso dell’incontro svolto a San Giovanni Teatino, il direttore Luca Canala ha ribadito l’attenzione di Coldiretti verso le imprese a titolarità femminile anche in considerazione del grande impegno e della grande passione che le donne riescono a mettere in campo, valori aggiunti soprattutto nell’ambito della comunicazione del progetto di Coldiretti ai soci.

CHIETI - I grandi nomi del mondo della rianimazione approdano a Chieti per un evento che potrebbe definirsi "sold out", visto che i posti disponibili si sono esauriti in poche ore dall'apertura delle iscrizioni. Merito sicuramente della qualità degli interventi in programma e del tema scelto dall'Università "d'Annunzio" e dall'Azienda sanitaria locale che promuovono l'appuntamento di formazione avanzata puntando sulla ventilazione artificiale.


L'incontro, che avrà luogo venerdì prossimo, 18 novembre, dalle ore 8.30 presso l'Auditorium del rettorato, segnerà anche la prima uscita pubblica del nuovo Direttore della Scuola di specializzazione in Anestesia e rianimazione, Salvatore Maggiore, eletto appena qualche giorno fa.


La ventilazione artificiale è tra le tecniche che negli ultimi anni più hanno beneficiato di innovazioni che offrono nuove possibilità di approccio diagnostico e terapeutico dell’insufficienza respiratoria, che rappresenta peraltro l'area professionale di cui Maggiore è responsabile presso la Rianimazione dell'ospedale di Chieti:  
«Abbiamo necessità di formare personale con competenze nuove - chiarisce il neo Direttore della Scuola di specializzazione - che, conoscendo le patologie respiratorie, sappia sfruttare appieno le potenzialità che la tecnologia mette oggi a disposizione per la gestione ottimale dei diversi casi. Un'iniziativa, la nostra, che rende la Asl e l'Università di Chieti polo di diffusione della cultura scientifica per il miglioramento delle pratiche cliniche nella ventilazione meccanica e, più in generale, dell'insufficienza respiratoria».
"Giava", la Giornata di aggiornamento sulla ventilazione artificiale, è patrocinata dalle principali società scientifiche e associazioni sindacali italiane del settore.

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