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A tradirlo è stata quella che, in questa vicenda, assume le dimensioni di una piccola trasgressione: fumarsi uno spinello sulla passeggiata Orientale, mentre magari cercava di vedere il fenomeno della "luna gigante". Un azzardo costato caro a un 56enne di Ortona, arrestato dagli uomini della guardia di finanza perché trovato in possesso di quasi 2 etti di cocaina, che sul mercato dello spaccio avrebbero potuto fruttargli circa 16mila euro. Tutto è iniziato ieri sera, quando le fiamme gialle lo hanno notato fumare in macchina. Alla richiesta di chiarimenti l'uomo ha dato in escandescenze. Un atteggiamento che ha spinto i finanzieri a procedere a controlli più approfonditi nella sua abitazione. All'arrivo davanti casa, però, il 56enne ha cercato di disfarsi delle chiavi gettandole in una scarpata. Un gesto che non è sfuggito a un finanziere, che ha recuperato il mazzo. Una volta dentro, nel corso della perquisizione, è stata rinvenuta la droga, insieme a un bilancino di precisione e all'occorrente per il confezionamento delle dosi. Per il 56enne sono scattate le manette e attualmente è rinchiuso nel carcere di Chieti.

CHIETI - Confcommercio Chieti chiude il suo bilancio, per il secondo anno consecutivo, con un utile malgrado le problematiche sofferte dalla categoria e la situazione debitoria ereditata dalle passate gestioni, saluta l’ingresso di un nuovo consigliere e torna a chiedere più attenzione per la categoria. E’ quanto emerso a margine dell’assemblea 2016 dell’associazione presieduta da Marisa Tiberio spalleggiata, per l’occasione, da soci storici e da nuovi volti come nel caso della dottoressa Micaela Buffignani, titolare di un’avviata attività commerciale allo Scalo nonché sociologa specializzanda in criminologia. L’assemblea è stata dedicata, in apertura, al ricordo di Giandomenico Di Sante, presidente della Confcommercio di Teramo, imprenditore, banchiere e Cavaliere del lavoro. “Di Sante- afferma il presidente Tiberio- era un Cavaliere anche nella vita, uno straordinario protagonista dell’economia abruzzese che ha dato una spinta formidabile ed unificante ad un mondo strategico per lo sviluppo delle imprese, quello del credito.” Una volta omaggiato il ricordo di Di Sante, l’assemblea 2016 di Confcommercio Chieti è entrata nel vivo con l’analisi dell’annata che ormai volge al termine. “Questa è un’assemblea intermedia, siamo al terzo anno di mandato, anche questo molto impegnativo, con un bilancio che, per la seconda annata consecutiva, ha come risultanza un utile. Grazie a tutti i consiglieri che mi hanno supportato, ognuno con le proprie esperienze e competenze. Grazie a tutti i dipendenti- aggiunge Tiberio- che in egual misura hanno fatto il loro dovere e anche di più, sacrificandosi per la causa. Da gennaio abbiamo anche un nuovo dipendente, il dottor Giuseppe Califano, che ha sostituito il dottor D’Andrea che ha deciso di intraprendere un nuovo percorso professionale, dopo un ventennio nella nostra associazione. Un grazie sentito va, poi, al collegio dei Revisori formato da validi professionisti ai quali è stato possibile rivolgermi anche per un semplice consiglio.” Il 2017, ha sottolineato a più riprese il presidente Tiberio, si annuncia come un anno davvero complesso. “Le nostre preoccupazioni arrivano dalle fusioni delle Camere di Commercio, dalle fusioni delle Confcommercio delle tre province, Chieti, Teramo e l’Aquila e dall’annunciato insediamento in città di Megalò 2 che teniamo attenzionato- assicura Tiberio- al pari del progetto Maltauro pronto a regalare a Chieti un nuovo ospedale con dentro un centro commerciale composto da 26 negozi. A nostro avviso il capoluogo teatino non ha bisogno di altri centri commerciali e lo faremo presente in tutte le sedi.” Dall’assemblea 2016 di Confcommercio Chieti arriva, poi, una proposta per risollevare le sorti di una categoria mortificata dalle liberalizzazioni selvagge e dalla scelta di togliere il valore commerciale alle licenze. “Chiederemo di dare un bonus alle imprese con almeno 35 anni di attività alle spalle che possa, seppur in parte, compensare il mancato Tfr. Questa misura- spiega Tiberio- favorirebbe il ricambio generazionale e incentiverebbe l’autoimprenditorialità.” Infine un cenno al prossimo Referendum che sembra aver diviso i soci Confcommercio a livello nazionale e locale. “Secondo un’indagine di Format Research il 53% della base associativa è propensa per il “no”, ciò significa che la nostra base associativa è spaccata, quindi schierarsi, da parte della nostra associazione, andrebbe a scontentare sicuramente l’altra metà. Confcommercio- chiosa Tiberio- non vuole bypassare il problema ma vogliamo lasciare liberi i nostri associati. Per questo ci limiteremo a sentire il parere di autorevoli costituzionalisti che spiegheranno nel dettaglio la riforma costituzionale anche con un linguaggio semplice e non forense.”  

CHIETI - I primi cittadini di Casoli, Massimo Tiberini, di Chieti, Umberto Di Primio, di Lanciano, Mario Pupillo, di Ortona, Vincenzo D’Ottavio, e di Vasto, Francesco Menna, sono i nuovi componenti del Comitato ristretto dei sindaci della Asl Lanciano Vasto Chieti, che resterà in carica per i prossimi quattro anni. A eleggerli, nel tardo pomeriggio di ieri, è stata l’Assemblea dei sindaci della provincia riunita presso la Sala Rossa della Camera di Commercio di Chieti. Inizialmente erano state presentate otto candidature, ma al termine della discussione tre sindaci (quelli di Atessa, Guardiagrele e Villa Santa Maria) hanno deciso di ritirare la candidatura e confluire su una scelta unitaria. La votazione è stata all’unanimità, con la sola astensione del sindaco di Pennadomo. Alla riunione è stato presente il direttore sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti, Vincenzo Orsatti. Saranno ora i componenti del Comitato ristretto a eleggere il Presidente al proprio interno, a maggioranza e con votazione segreta. Il Comitato ristretto dei sindaci è un organo di indirizzo politico-amministrativo della Asl che provvede alla definizione delle linee di indirizzo per l’impostazione programmatica dell’attività dell’Azienda, nell’ambito della programmazione regionale; esamina il bilancio pluriennale di previsione e il bilancio di esercizio e rimette alla Regione Abruzzo le relative osservazioni; verifica l’andamento generale dell’attività e contribuisce alla definizione dei piani programmatici trasmettendo le proprie valutazioni e proposte al Direttore generale e alla Regione; designa un membro del Collegio dei revisori della Asl.

Gli oltre 11mila infermieri dell’Abruzzo si incontrano venerdì 28 e sabato 29 ottobre prossimi in un convegno organizzato dall’Ipasvi della provincia di Chieti (federazione che rappresenta 3.400 iscritti) e sostenuto dai presidenti dei quattro ordini professionali abruzzesi per un confronto con la politica regionale sul futuro della sanità.
L’incontro, che si terrà dalle ore 14 presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università degli studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti, è dedicato al tema “Le nuove frontiere della professione infermieristica fra ospedale e territorio - scenari in ambito infermieristico, sfide e opportunità”. Vuole essere un momento di confronto costruttivo con i rappresentanti della Regione, appena uscita dal commissariamento, e a sostegno della politica di riorganizzazione del Sistema sanitario, in una fase di grandi prospettive e grande impegno, nella quale gli infermieri dovranno necessariamente avere un ruolo cardine.
«Molto si sta facendo per la riorganizzazione del Sistema sanitario regionale – afferma il presidente dell’Ipasvi di Chieti, Giancarlo Cicolini – e molto hanno fatto gli infermieri a sostegno dell’attività dell’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, sempre mostratosi vicino alla nostra professione. Usciti dal commissariamento, è il momento di investire in maniera decisa per portare a termine l’intero programma di governo. Gli infermieri sono pronti a sostenere tali riforme che, come anticipato dall’assessore, vedranno a breve lo sviluppo di modelli organizzativi innovativi per la nostra regione e da tempo auspicati dall’Ipasvi, sia in ambito territoriale sia ospedaliero. Tali modelli saranno illustrati dall’assessore Paolucci durante il convegno. A tale proposito, voglio sottolineare l’efficace sinergia fra la Regione Abruzzo, la Asl Lanciano Vasto Chieti, l’Università e l’Ipasvi nei diversi livelli, che ha consentito di dare concretezza a quei modelli organizzativi che ci hanno affrancati dal commissariamento».
I saluti del magnifico rettore, Carmine Di Ilio, del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, daranno il via agli interventi dell'assessore regionale Silvio Paolucci e dei rappresentanti nazionali e internazionali della professione infermieristica, tra i quali la presidente e la segretaria della Federazione nazionale Ipasvi, Barbara Mangiacavalli e Beatrice Mazzoleni, la presidente dei revisori dei conti, Ausilia Pulimeno, la presidente dell’Accademia scienze infermieristiche, Paola Arcadi, il direttore delle professioni sanitarie del Policlinico universitario “Gemelli” di Roma, Maurizio Zega, nonché il direttore della Direzione infermieristica dell’Ambito territoriale di Rimini dell’Ausl Romagna, Vianella Agostinelli. Saranno inoltre presenti relatori internazionali quali Sebastià Banús, direttore della Global clinical trials – Global care clinical trial Ltd.
Gli argomenti trattati riguarderanno, in particolare, gli ambiti di sviluppo della professione infermieristica in Italia, in riferimento all’attuale contesto normativo, favorendo il confronto tra la realtà abruzzese e quella di altre regioni. Durante il congresso saranno premiati i primi tre classificati del Secondo concorso di ricerca infermieristica bandito dall’Ipasvi e sarà presentato un video, realizzato dal Direttivo Ipasvi, finalizzato a rafforzare l’identità professionale dell’infermiere.

L'atto è dovuto, per consentire loro di nominare un perito di fiducia, ma la Procura di Chieti ha indagato due medici per la morte di Ida Sacco, la 65enne di Treglio, deceduta al policlinico dove era stata ricoverata per essere sottoposta a un intervento di routine al cuore. Oggi è prevista l'autopsia, affidata all'anatomopatologo Pietro Falco, che potrebbe fornire qualche elemento utile all'inchiesta, così da accertare o escludere, eventuali responsabilità di terzi nel decesso della signora. A chiedere l'intervento della magistratura sono stati i figli della donna, assistiti dall'avvocato Massimo Biscardi, che chiedono di far luce sulla morte della mamma, le cui condizioni - a loro dire - sarebbero precipitate inspiegabilmente.
 

E' giallo sull'omicidio, avvenuto la scorsa notte a Chieti, in cui è rimasto ucciso un 40enne teatino, Fausto Di Marco, raggiunto da una coltellata alla gola. Il fatto si è verificato intorno alle 4.30 in via Pescara a Chieti Scalo, davanti a un locale che vende kebab. Sono stati alcuni passanti a notare il cadavere riverso in strada e a dare l'allarme. Sul posto è arrivata una volante della polizia, insieme al pm di turno Giancarlo Ciani. Dai primi riscontri sembra che Di Marco avesse una vita normale e non risulta avesse precedenti. Indagini sono in corso da parte degli agenti della squadra mobile della Questura, che sta ascoltando alcuni testimoni.

Doveva essere un ricovero senza complicazioni, una permanenza in ospedale di due giorni, almeno così era stata prospettata la situazione della signora Ida Sacco, 65 anni di Lanciano, ai figli Vito e Roberto Gargarella. Invece, così non è stato. La donna è deceduta oggi alle 12 all'Ospedale Clinicizzato di Chieti. Ora i figli vogliono vederci chiaro su un decesso che a loro dire avrebbe molte, troppe zone d'ombra, e tante sarebbero anche le voci di presunti ritardi e irregolarità nella prestazione di cure e di soccorso. Hanno denunciato l'accaduto ai Carabinieri della Compagnia di Lanciano e assistiti dall'avvocato Massimo Biscardi del Foro di Pescara, con studio a Lanciano, chiedono accertamenti medico-legali e investigativi e l'esame autoptico per sapere le cause della morte e accertare eventuali responsabilità. Non è facile rassegnarsi alla perdita di una persona cara, soprattutto se non ci sono condizioni e patologie che dovrebbero far pensare al peggio. Nella denuncia Vito e Roberto hanno raccontato la storia a partire dal giorno del ricovero della loro madre, lo scorso 19 settembre, in seguito a una prenotazione fatta a primavera, per effettuare una  “ablazione cardiaca” presso il reparto di cardiologia, un intervento ritenuto necessario visto che la donna soffriva di aritmie. L'ablazione è stata eseguita il giorno dopo, il 20 settembre, in ambulatorio cardiochirurgico, in anestesia locale. Un intervento di due ore circa, così avevano detto i medici precisando pure che la paziente sarebbe stata dimessa il 21 settembre. Il giorno dell'ablazione il figlio Vito si è recato in ospedale intorno alle 9.15, ma la madre non era già in stanza. Ha aspettato fino alle 13.30 e poi ha chiesto notizie a un'infermiera, che lo avrebbe rassicurato dicendogli che era andato tutto bene e che la sua mamma sarebbe tornata presto nella stanza. L'uomo si è tranquillizzato e dovendo rientrare a lavoro, si è affidato e raccomandato alle vicine di letto della mamma. Arrivato a casa e non avendo ricevuto alcuna telefonata, ha cominciato a preoccuparsi, ha chiamato invano la mamma al cellulare, poi il reparto e finalmente la voce di una dottoressa che gli dice che ci sono state complicazioni e che era richiesta la presenza dei figli. Arrivati in ospedale trovano la madre in coma al reparto di Rianimazione. Apprendono che la donna, dopo l'intervento, stava bene e aveva pure parlato con le altre pazienti della stanza, poi si sarebbe come “assentata”, come se si stesse addormentando. Il coma sarebbe dipeso, secondo i medici della Rianimazione, da una prolungata ipossia, carenza di ossigeno, senza però specificare quali le cause di questa mancanza. “Ci veniva detto che la situazione era molto grave”, dicono Vito e Roberto e oggi si è spenta anche quella flebile speranza, che resta viva anche nelle situazioni più disperate. (p.d.f.)

Lunedì prossimo, 10 ottobre, sarà la Giornata nazionale per la lotta contro l'obesità: il Centro obesità della Clinica medica dell’Ospedale di Chieti parteciperà a tale manifestazione allestendo una postazione presso il V livello, stanza 502, dalle ore 8.00 alle 17.00, coinvolgendo l'intera équipe del servizio di cui è responsabile Maria Teresa Guagnano. La giornata è sotto l'egida dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI). L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l'obesità "malattia sociale", la cui prevenzione e cura deve far parte in modo imperativo delle politiche sanitarie nazionali. Sovrappeso e obesità favoriscono la comparsa di molte malattie come il diabete, l'ipertensione , l'arteriosclerosi, l'insufficienza respiratoria, la calcolosi e anche alcun i tipi di tumore. E' inoltre stata dimostrata l'importanza della distribuzione del tessuto adiposo: l'eccesso di grasso viscerale (rilevabile dalla misurazione della circonferenza vita) favorisce infatti le malattie cardiovascolari. La popolazione adulta iana risulta così distribuita secondo l'ISTAT: 53% normopeso; 33.4% sovrappeso; 9% obeso; 3.6% sottopeso. La regione Abruzzo non si discosta da tali valori. Sulla base di precedenti rilevazioni, si evidenzia un incremento del 25% del problema obesità negli ultimi 6-7 ann i. Ciò ha causato una lievitazione dei costi di tutte le patologie collegate in misura diretta e indiretta all'obesità. L'ADI ha promosso questo progetto di sensibilizzazione dell'obesità nell'intento di fornire alla popolazione informazioni utili per un indirizzo terapeutico corretto di questa patologia, ancora oggi spesso considerata e gestita come problema puramente estetico. Il progetto Obesity Day coinvolge i centri ADI (Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica, Servizi Territoriali, Centri Obesità) nel campo specifico della prevenzione e della cura dell'obesità e del sovrappeso. Il progetto si pone varie finalità: sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti dei rischi dell'obesità e del soprappeso, spostare l'attenzione sull'obesità da problema estetico a problema di salute, far crescere nella popolazione la consapevolezza di poter disporre attraverso i centri di validi punti di riferimento tecnico nella cura di obesità e sovrappeso.

Un’opportunità per avviare un confronto utile e sereno con specialisti del settore sarà offerta nell’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti, dalle ore 9.30 alle 13.30 di martedì 11 e di mercoledì 12 ottobre prossimi, grazie all”Open Day Salute Mentale al Femminile” (www.bollinirosa.it): l’evento è promosso dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) in occasione della Giornata mondiale sulla salute mentale. La Asl Lanciano Vasto Chieti ha aderito all’iniziativa e, martedì 11, aprirà le porte della Sala conferenze al V livello del “SS. Annunziata” per un incontro aperto a tutte le persone interessate sul tema “Dal disagio alla psicopatologia nell'universo femminile: il coraggio di essere donne” con Massimo di Giannantonio, ordinario di Psichiatria all'Università di Chieti e direttore del Dipartimento salute mentale della Asl, e Luana Giampietro e Silvana Peca, medici specialisti in Psichiatria della Asl. Si parlerà dei principali disturbi e disagi psichici al femminile: disturbi d'ansia, disturbo da attacchi di panico, disturbi dell'umore nei cicli vitali della donna (come la depressione peripartum, la depressione perimenopausale e la depressione involutiva), disturbo disforico premestruale, dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo patologico, Internet addiction), dipendenza da alcool, disturbi del comportamento alimentare. Mercoledì 12, sempre dalle ore 9.30 alle 13.30, negli ambulatori di Psichiatria al settimo livello corpo A dell’Ospedale teatino, le donne troveranno uno sportello di ascolto e orientamento per colloqui riservati con specialisti psichiatri e psicologi. In questo caso è consigliata la prenotazione nei giorni precedenti telefonando dalle ore 15 alle 19 al numero 0871.357631 (non è necessario munirsi di impegnativa). Saranno proposti test di screening per la valutazione delle principali aree di disagio psichico al femminile.

Cambio al vertice di Coldiretti Chieti. Luca Canala, classe 1974, proveniente dalla Federazione di Ascoli Piceno, è il nuovo direttore della Federazione Provinciale presieduta da Sandro Polidoro. E’ sposato e ha due figli. Il passaggio di consegne è stato ufficializzato nell’ultimo consiglio direttivo provinciale alla presenza del presidente regionale Domenico Pasetti, del direttore regionale Giulio Federici e di Antonio Biso della Confederazione nazionale. Nel presentarsi al consiglio della Federazione, il nuovo direttore ha illustrato brevemente il suo curriculum vitae e i progetti da mettere in campo nel breve periodo assicurando volontà e collaborazione con il presidente provinciale, il consiglio direttivo e il personale. “E’ un incarico che mi permetterà di confrontarmi con nuove responsabilità e una realtà agricola particolarmente importante e diversificata’’ ha sottolineato Canala ‘’assicuro grande volontà e disponibilità soprattutto nel progetto di strutturazione della nuova Coldiretti sul territorio. I miei principali obiettivi: una comunicazione esterna e interna del progetto a tutela delle imprese e la condivisione dei processi da attuare nel rispetto dei ruoli e delle procedure”. Il presidente provinciale di Coldiretti Chieti Sandro Polidoro ha accolto il nuovo direttore a nome di tutto il consiglio e ha ringraziato il direttore Gabriel Battistelli per il lavoro svolto durante la sua permanenza a Chieti.

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