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E' giallo sull'omicidio, avvenuto la scorsa notte a Chieti, in cui è rimasto ucciso un 40enne teatino, Fausto Di Marco, raggiunto da una coltellata alla gola. Il fatto si è verificato intorno alle 4.30 in via Pescara a Chieti Scalo, davanti a un locale che vende kebab. Sono stati alcuni passanti a notare il cadavere riverso in strada e a dare l'allarme. Sul posto è arrivata una volante della polizia, insieme al pm di turno Giancarlo Ciani. Dai primi riscontri sembra che Di Marco avesse una vita normale e non risulta avesse precedenti. Indagini sono in corso da parte degli agenti della squadra mobile della Questura, che sta ascoltando alcuni testimoni.

Doveva essere un ricovero senza complicazioni, una permanenza in ospedale di due giorni, almeno così era stata prospettata la situazione della signora Ida Sacco, 65 anni di Lanciano, ai figli Vito e Roberto Gargarella. Invece, così non è stato. La donna è deceduta oggi alle 12 all'Ospedale Clinicizzato di Chieti. Ora i figli vogliono vederci chiaro su un decesso che a loro dire avrebbe molte, troppe zone d'ombra, e tante sarebbero anche le voci di presunti ritardi e irregolarità nella prestazione di cure e di soccorso. Hanno denunciato l'accaduto ai Carabinieri della Compagnia di Lanciano e assistiti dall'avvocato Massimo Biscardi del Foro di Pescara, con studio a Lanciano, chiedono accertamenti medico-legali e investigativi e l'esame autoptico per sapere le cause della morte e accertare eventuali responsabilità. Non è facile rassegnarsi alla perdita di una persona cara, soprattutto se non ci sono condizioni e patologie che dovrebbero far pensare al peggio. Nella denuncia Vito e Roberto hanno raccontato la storia a partire dal giorno del ricovero della loro madre, lo scorso 19 settembre, in seguito a una prenotazione fatta a primavera, per effettuare una  “ablazione cardiaca” presso il reparto di cardiologia, un intervento ritenuto necessario visto che la donna soffriva di aritmie. L'ablazione è stata eseguita il giorno dopo, il 20 settembre, in ambulatorio cardiochirurgico, in anestesia locale. Un intervento di due ore circa, così avevano detto i medici precisando pure che la paziente sarebbe stata dimessa il 21 settembre. Il giorno dell'ablazione il figlio Vito si è recato in ospedale intorno alle 9.15, ma la madre non era già in stanza. Ha aspettato fino alle 13.30 e poi ha chiesto notizie a un'infermiera, che lo avrebbe rassicurato dicendogli che era andato tutto bene e che la sua mamma sarebbe tornata presto nella stanza. L'uomo si è tranquillizzato e dovendo rientrare a lavoro, si è affidato e raccomandato alle vicine di letto della mamma. Arrivato a casa e non avendo ricevuto alcuna telefonata, ha cominciato a preoccuparsi, ha chiamato invano la mamma al cellulare, poi il reparto e finalmente la voce di una dottoressa che gli dice che ci sono state complicazioni e che era richiesta la presenza dei figli. Arrivati in ospedale trovano la madre in coma al reparto di Rianimazione. Apprendono che la donna, dopo l'intervento, stava bene e aveva pure parlato con le altre pazienti della stanza, poi si sarebbe come “assentata”, come se si stesse addormentando. Il coma sarebbe dipeso, secondo i medici della Rianimazione, da una prolungata ipossia, carenza di ossigeno, senza però specificare quali le cause di questa mancanza. “Ci veniva detto che la situazione era molto grave”, dicono Vito e Roberto e oggi si è spenta anche quella flebile speranza, che resta viva anche nelle situazioni più disperate. (p.d.f.)

Lunedì prossimo, 10 ottobre, sarà la Giornata nazionale per la lotta contro l'obesità: il Centro obesità della Clinica medica dell’Ospedale di Chieti parteciperà a tale manifestazione allestendo una postazione presso il V livello, stanza 502, dalle ore 8.00 alle 17.00, coinvolgendo l'intera équipe del servizio di cui è responsabile Maria Teresa Guagnano. La giornata è sotto l'egida dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI). L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l'obesità "malattia sociale", la cui prevenzione e cura deve far parte in modo imperativo delle politiche sanitarie nazionali. Sovrappeso e obesità favoriscono la comparsa di molte malattie come il diabete, l'ipertensione , l'arteriosclerosi, l'insufficienza respiratoria, la calcolosi e anche alcun i tipi di tumore. E' inoltre stata dimostrata l'importanza della distribuzione del tessuto adiposo: l'eccesso di grasso viscerale (rilevabile dalla misurazione della circonferenza vita) favorisce infatti le malattie cardiovascolari. La popolazione adulta iana risulta così distribuita secondo l'ISTAT: 53% normopeso; 33.4% sovrappeso; 9% obeso; 3.6% sottopeso. La regione Abruzzo non si discosta da tali valori. Sulla base di precedenti rilevazioni, si evidenzia un incremento del 25% del problema obesità negli ultimi 6-7 ann i. Ciò ha causato una lievitazione dei costi di tutte le patologie collegate in misura diretta e indiretta all'obesità. L'ADI ha promosso questo progetto di sensibilizzazione dell'obesità nell'intento di fornire alla popolazione informazioni utili per un indirizzo terapeutico corretto di questa patologia, ancora oggi spesso considerata e gestita come problema puramente estetico. Il progetto Obesity Day coinvolge i centri ADI (Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica, Servizi Territoriali, Centri Obesità) nel campo specifico della prevenzione e della cura dell'obesità e del sovrappeso. Il progetto si pone varie finalità: sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti dei rischi dell'obesità e del soprappeso, spostare l'attenzione sull'obesità da problema estetico a problema di salute, far crescere nella popolazione la consapevolezza di poter disporre attraverso i centri di validi punti di riferimento tecnico nella cura di obesità e sovrappeso.

Un’opportunità per avviare un confronto utile e sereno con specialisti del settore sarà offerta nell’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti, dalle ore 9.30 alle 13.30 di martedì 11 e di mercoledì 12 ottobre prossimi, grazie all”Open Day Salute Mentale al Femminile” (www.bollinirosa.it): l’evento è promosso dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) in occasione della Giornata mondiale sulla salute mentale. La Asl Lanciano Vasto Chieti ha aderito all’iniziativa e, martedì 11, aprirà le porte della Sala conferenze al V livello del “SS. Annunziata” per un incontro aperto a tutte le persone interessate sul tema “Dal disagio alla psicopatologia nell'universo femminile: il coraggio di essere donne” con Massimo di Giannantonio, ordinario di Psichiatria all'Università di Chieti e direttore del Dipartimento salute mentale della Asl, e Luana Giampietro e Silvana Peca, medici specialisti in Psichiatria della Asl. Si parlerà dei principali disturbi e disagi psichici al femminile: disturbi d'ansia, disturbo da attacchi di panico, disturbi dell'umore nei cicli vitali della donna (come la depressione peripartum, la depressione perimenopausale e la depressione involutiva), disturbo disforico premestruale, dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo patologico, Internet addiction), dipendenza da alcool, disturbi del comportamento alimentare. Mercoledì 12, sempre dalle ore 9.30 alle 13.30, negli ambulatori di Psichiatria al settimo livello corpo A dell’Ospedale teatino, le donne troveranno uno sportello di ascolto e orientamento per colloqui riservati con specialisti psichiatri e psicologi. In questo caso è consigliata la prenotazione nei giorni precedenti telefonando dalle ore 15 alle 19 al numero 0871.357631 (non è necessario munirsi di impegnativa). Saranno proposti test di screening per la valutazione delle principali aree di disagio psichico al femminile.

Cambio al vertice di Coldiretti Chieti. Luca Canala, classe 1974, proveniente dalla Federazione di Ascoli Piceno, è il nuovo direttore della Federazione Provinciale presieduta da Sandro Polidoro. E’ sposato e ha due figli. Il passaggio di consegne è stato ufficializzato nell’ultimo consiglio direttivo provinciale alla presenza del presidente regionale Domenico Pasetti, del direttore regionale Giulio Federici e di Antonio Biso della Confederazione nazionale. Nel presentarsi al consiglio della Federazione, il nuovo direttore ha illustrato brevemente il suo curriculum vitae e i progetti da mettere in campo nel breve periodo assicurando volontà e collaborazione con il presidente provinciale, il consiglio direttivo e il personale. “E’ un incarico che mi permetterà di confrontarmi con nuove responsabilità e una realtà agricola particolarmente importante e diversificata’’ ha sottolineato Canala ‘’assicuro grande volontà e disponibilità soprattutto nel progetto di strutturazione della nuova Coldiretti sul territorio. I miei principali obiettivi: una comunicazione esterna e interna del progetto a tutela delle imprese e la condivisione dei processi da attuare nel rispetto dei ruoli e delle procedure”. Il presidente provinciale di Coldiretti Chieti Sandro Polidoro ha accolto il nuovo direttore a nome di tutto il consiglio e ha ringraziato il direttore Gabriel Battistelli per il lavoro svolto durante la sua permanenza a Chieti.

Un mal di stomaco che dura da due anni, probabilmente nulla di grave, ma che comunque le provoca disagi e, soprattutto, del quale non conosce la causa. Il medico che le prescrive la gastroscopia con una ricetta con priorità "B", cioè da eseguire entro 10 giorni dalla prescrizione. Ed è a questo punto che parte l’odissea della giovane donna che ci ha contattati in redazione per raccontarci quello che lei definisce non un caso di malasanità, ma di “ignorante sanità”. La signora, infatti, essendo allergica ad alcuni tipi di anestetici, non può sottoporsi a una normale gastroscopia (che prevede appunto una sedazione), ma ha bisogno di quella "trans nasale", in cui il tubicino viene fatto passare dal naso. "Al Cup di Lanciano - racconta la donna - non sapevano neanche cosa fosse questa gastroscopia, poi invece mi hanno detto che la macchina è guasta, così come a Chieti e Pescara". A quel punto arriva a Vasto, dove prima le avrebbero assicurato che l'esame si poteva fare, e poi - il giorno dell'appuntamento - le dicono il contrario. "Mi è stato anche detto - continua - di non fare tante storie, perché del resto la gastroscopia si può fare anche senza anestesia e sono tante le persone che si fanno infilare un tubo in gola. Una vera e propria umiliazione di fronte a tanti pazienti che erano lì. L'ultima speranza era all'ospedale di Avezzano, ma da giorni al numero telefonico dedicato non risponde nessuno". La donna ha provato anche a rivolgersi a strutture private: lì l'esame può essere eseguito immediatamente, a patto di sborsare una cifra intorno a 300 euro. "E poi ci parlano tanto di prevenzione - conclude, amareggiata - ma finchè non si accelerano i tempi delle prestazioni sanitarie, rendendole accessibili a tutti i cittadini, mi chiedo che senso abbia". (C.Lab.)

E’ “targato” Chieti l’evento scientifico che nei prossimi giorni accoglierà in Abruzzo i più qualificati esperti in campo nazionale di medicina di laboratorio. E a curarne la regia sono due donne, Maria Golato, direttore della Patologia clinica della Asl provinciale, e Raffaella Muraro, presidente del Corso di Laurea in Medicina dell’Università “D’Annunzio”, che hanno portato nella nostra regione il congresso nazionale “Medicina di Precisione, Medicina Traslazionale, Medicina di Laboratorio” delle Società Scientifiche SIPMeL e SIPMeT. I lavori si svolgeranno in forma congiunta dal 4 al 6 ottobre prossimi, presso il Palacongressi Abruzzo di Montesilvano. «La nuova sfida in questo campo è approdare a una medicina personalizzata che sappia porre al centro la singola persona - sottolineano Golato e Muraro - colta nella sua interezza psico-fisica e nella sua singolarità, svincolata da categorie generali della popolazione o dall’appartenenza a determinati gruppi nel campo delle applicazioni terapeutiche. Nel corso di queste giornate, allora, le massime autorità nazionali in questo campo si confronteranno sul come utilizzare gli esami diagnostici di laboratorio per il governo di un percorso clinico che preveda una cura specifica, precisa, per ogni persona, abbandonando definitivamente la logica dei protocolli che imponevano una cura per ogni malattia, indipendentemente dal suo portatore. Entriamo dunque nell’era della Systems Medicine, una medicina che partendo dai più sofisticati concetti scientifici sta riscoprendo l’importanza del considerare il paziente nel suo insieme calato nell’ambiente in cui vive, un ritorno al concetto di Medicina Olistica insomma».

Quasi certamente era sceso a valle in cerca di cibo, ma deve aver perso l'orientamento ed è finito nel bel mezzo sulla strada che dal casello della A14 collega Chieti Scalo con la città alta. Un cervo maschio, del peso di 150 chilogrammi e di età intorno ai 3 anni, è stato travolto e ucciso da una Lancia Lybra, al volante della quale viaggiava un uomo di Mozzagrogna, rimasto illeso. L'incidente è avvenuto poco dopo le 8 e la dinamica è al vaglio degli agenti della polizia stradale e del corpo forestale dello Stato, intervenuti subito sia per verificare le condizioni dell'animale, sia per regolare la circolazione sulla trafficatissima arteria in quell'ora di punta. Nell'impatto la vettura ha riportato gravi danni. L'incidente di stamattina ha riproposto, ancora una volta, il problema della presenza di animali selvatici sulle principali arterie viarie, anche urbane. Appena qualche settimana fa, sulla Fondovalle Sangro, l'attraversamento di alcuni cinghiali aveva provocato un altro incidente, in cui aveva perso la vita una giovane mamma di Bomba.

(la foto è di Nicola Bada, tratta da Fb)

Si è risolto con un po’ di spavento il principio di incendio che si è sviluppato intorno alle ore 13 all’ospedale di Chieti, in un locale adibito a deposito ubicato sopra l’ambulatorio della Gastroenterologia. Le fiamme si sono propagate in un solo ambiente, dove ha preso fuoco del materiale cartaceo che vi era custodito, producendo una nuvola di fumo nero che presto si è diffuso anche all’esterno. L’allarme è stato dato da alcuni operatori i quali, sentito l’odore acre, hanno allertato la Direzione sanitaria e il personale di Tecnosanità, la ditta incaricata della manutenzione interna degli impianti, prontamente intervenuta sul posto. Nell’impossibilità di utilizzare gli idranti e gli estintori in dotazione dell’ospedale per la difficoltà a raggiungere il luogo dell’incendio, per via della cortina di fumo che si era creata, è stato chiesto aiuto ai Vigili del fuoco per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza il locale. Non ci sono stati disagi né per il personale in servizio né per i pazienti, i quali non sono stati interessati dall’episodio che si è verificato in un locale di servizio, non frequentato quindi dagli esterni. Sulle cause dell’incendio sono in corso verifiche dei Vigili del fuoco, i quali hanno già escluso un problema all’impianto elettrico e localizzato l’innesco all’interno del locale, probabilmente generato da un mozzicone di sigaretta non correttamente spento. Il deposito, infatti, si trova in un’area di passaggio e una simile ricostruzione appare, a un primo esame, probabile, poiché capita in qualche occasione che non venga rispettato il divieto di fumare posto sia all’interno sia all’esterno. Altra ipotesi al vaglio dei tecnici è che ad aver dato origine alle fiamme sia stato l’uso di un caricatore per cellulare, non a norma, messo in carica nella stanza e andato a fuoco. Il piano di sicurezza interno all'ospedale ha funzionato e la situazione è tornata alla normalità nel giro di qualche ora.

Completare lo svuotamento dei Corpi C ed F dell’ospedale di Chieti entro ottobre. Questo l’impegno assunto dalla Direzione Aziendale della Asl Lanciano Vasto Chieti nell’ambito della definizione del cronoprogramma che porterà al completamento delle operazioni di trasferimento delle attività ancora sono ubicate nelle aree del “Ss. Annunziata” che non offrono sufficienti garanzie di stabilità.  Cardiologia e Utic andranno nel Corpo M, noto come “palazzina Cuore”, mentre Ostetricia e Ginecologia troveranno posto nel Corpo B, al 12° e 14° livello, negli spazi attualmente occupati dalla Dermatologia e dagli ambulatori della Pediatria, attività per le quali è stata già individuata una soluzione logistica differente. Restano ancora diverse ipotesi al vaglio, invece, per Nefrologia e Dialisi, per le quali una scelta sarà fatta nel giro di qualche giorno. “Il nostro programma di trasferimenti prosegue secondo la tabella di marcia che ci eravamo dati - sottolinea Il Direttore Generale Pasquale Flacco - , ben sapendo che si tratta di un’operazione complessa che richiede flessibilità organizzativa e collaborazione da parte di tutti. L’obiettivo è trovare soluzioni adeguate limitando i disagi e senza penalizzare le attività. Ovvio che non sarà nel complesso un’operazione indolore, perché i trasferimenti coinvolgono in tutto 150 posti letto, che vanno per forza di cose compressi e accolti nell’ambito dello stesso presidio, e qualche disagio sarà inevitabile, ma non abbiamo altra scelta. Abbiamo delocalizzato qualche attività a Ortona, ma si tratta di un’opzione limitata a poche specialità che possono trovare adeguata collocazione altrove. Ci troviamo, quindi, a operare in queste condizioni, e con spazi che si sono ristretti in modo considerevole, pertanto il ricorso a barelle nei corridoi a volte diventa una scelta obbligata, che non può essere interpretata come un atto di sciatteria ma come unica possibilità di dare una risposta a una domanda di assistenza, che diversamente non potrebbe essere evasa. Chiedo perciò scusa agli utenti in anticipo per qualche disagio che potrebbe verificarsi, ma anche un po’ di comprensione per un’Azienda che si trova a fronteggiare un’emergenza non preventivabile, gestita con impegno e senso di responsabilità”. 

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