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Un mal di stomaco che dura da due anni, probabilmente nulla di grave, ma che comunque le provoca disagi e, soprattutto, del quale non conosce la causa. Il medico che le prescrive la gastroscopia con una ricetta con priorità "B", cioè da eseguire entro 10 giorni dalla prescrizione. Ed è a questo punto che parte l’odissea della giovane donna che ci ha contattati in redazione per raccontarci quello che lei definisce non un caso di malasanità, ma di “ignorante sanità”. La signora, infatti, essendo allergica ad alcuni tipi di anestetici, non può sottoporsi a una normale gastroscopia (che prevede appunto una sedazione), ma ha bisogno di quella "trans nasale", in cui il tubicino viene fatto passare dal naso. "Al Cup di Lanciano - racconta la donna - non sapevano neanche cosa fosse questa gastroscopia, poi invece mi hanno detto che la macchina è guasta, così come a Chieti e Pescara". A quel punto arriva a Vasto, dove prima le avrebbero assicurato che l'esame si poteva fare, e poi - il giorno dell'appuntamento - le dicono il contrario. "Mi è stato anche detto - continua - di non fare tante storie, perché del resto la gastroscopia si può fare anche senza anestesia e sono tante le persone che si fanno infilare un tubo in gola. Una vera e propria umiliazione di fronte a tanti pazienti che erano lì. L'ultima speranza era all'ospedale di Avezzano, ma da giorni al numero telefonico dedicato non risponde nessuno". La donna ha provato anche a rivolgersi a strutture private: lì l'esame può essere eseguito immediatamente, a patto di sborsare una cifra intorno a 300 euro. "E poi ci parlano tanto di prevenzione - conclude, amareggiata - ma finchè non si accelerano i tempi delle prestazioni sanitarie, rendendole accessibili a tutti i cittadini, mi chiedo che senso abbia". (C.Lab.)

E’ “targato” Chieti l’evento scientifico che nei prossimi giorni accoglierà in Abruzzo i più qualificati esperti in campo nazionale di medicina di laboratorio. E a curarne la regia sono due donne, Maria Golato, direttore della Patologia clinica della Asl provinciale, e Raffaella Muraro, presidente del Corso di Laurea in Medicina dell’Università “D’Annunzio”, che hanno portato nella nostra regione il congresso nazionale “Medicina di Precisione, Medicina Traslazionale, Medicina di Laboratorio” delle Società Scientifiche SIPMeL e SIPMeT. I lavori si svolgeranno in forma congiunta dal 4 al 6 ottobre prossimi, presso il Palacongressi Abruzzo di Montesilvano. «La nuova sfida in questo campo è approdare a una medicina personalizzata che sappia porre al centro la singola persona - sottolineano Golato e Muraro - colta nella sua interezza psico-fisica e nella sua singolarità, svincolata da categorie generali della popolazione o dall’appartenenza a determinati gruppi nel campo delle applicazioni terapeutiche. Nel corso di queste giornate, allora, le massime autorità nazionali in questo campo si confronteranno sul come utilizzare gli esami diagnostici di laboratorio per il governo di un percorso clinico che preveda una cura specifica, precisa, per ogni persona, abbandonando definitivamente la logica dei protocolli che imponevano una cura per ogni malattia, indipendentemente dal suo portatore. Entriamo dunque nell’era della Systems Medicine, una medicina che partendo dai più sofisticati concetti scientifici sta riscoprendo l’importanza del considerare il paziente nel suo insieme calato nell’ambiente in cui vive, un ritorno al concetto di Medicina Olistica insomma».

Quasi certamente era sceso a valle in cerca di cibo, ma deve aver perso l'orientamento ed è finito nel bel mezzo sulla strada che dal casello della A14 collega Chieti Scalo con la città alta. Un cervo maschio, del peso di 150 chilogrammi e di età intorno ai 3 anni, è stato travolto e ucciso da una Lancia Lybra, al volante della quale viaggiava un uomo di Mozzagrogna, rimasto illeso. L'incidente è avvenuto poco dopo le 8 e la dinamica è al vaglio degli agenti della polizia stradale e del corpo forestale dello Stato, intervenuti subito sia per verificare le condizioni dell'animale, sia per regolare la circolazione sulla trafficatissima arteria in quell'ora di punta. Nell'impatto la vettura ha riportato gravi danni. L'incidente di stamattina ha riproposto, ancora una volta, il problema della presenza di animali selvatici sulle principali arterie viarie, anche urbane. Appena qualche settimana fa, sulla Fondovalle Sangro, l'attraversamento di alcuni cinghiali aveva provocato un altro incidente, in cui aveva perso la vita una giovane mamma di Bomba.

(la foto è di Nicola Bada, tratta da Fb)

Si è risolto con un po’ di spavento il principio di incendio che si è sviluppato intorno alle ore 13 all’ospedale di Chieti, in un locale adibito a deposito ubicato sopra l’ambulatorio della Gastroenterologia. Le fiamme si sono propagate in un solo ambiente, dove ha preso fuoco del materiale cartaceo che vi era custodito, producendo una nuvola di fumo nero che presto si è diffuso anche all’esterno. L’allarme è stato dato da alcuni operatori i quali, sentito l’odore acre, hanno allertato la Direzione sanitaria e il personale di Tecnosanità, la ditta incaricata della manutenzione interna degli impianti, prontamente intervenuta sul posto. Nell’impossibilità di utilizzare gli idranti e gli estintori in dotazione dell’ospedale per la difficoltà a raggiungere il luogo dell’incendio, per via della cortina di fumo che si era creata, è stato chiesto aiuto ai Vigili del fuoco per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza il locale. Non ci sono stati disagi né per il personale in servizio né per i pazienti, i quali non sono stati interessati dall’episodio che si è verificato in un locale di servizio, non frequentato quindi dagli esterni. Sulle cause dell’incendio sono in corso verifiche dei Vigili del fuoco, i quali hanno già escluso un problema all’impianto elettrico e localizzato l’innesco all’interno del locale, probabilmente generato da un mozzicone di sigaretta non correttamente spento. Il deposito, infatti, si trova in un’area di passaggio e una simile ricostruzione appare, a un primo esame, probabile, poiché capita in qualche occasione che non venga rispettato il divieto di fumare posto sia all’interno sia all’esterno. Altra ipotesi al vaglio dei tecnici è che ad aver dato origine alle fiamme sia stato l’uso di un caricatore per cellulare, non a norma, messo in carica nella stanza e andato a fuoco. Il piano di sicurezza interno all'ospedale ha funzionato e la situazione è tornata alla normalità nel giro di qualche ora.

Completare lo svuotamento dei Corpi C ed F dell’ospedale di Chieti entro ottobre. Questo l’impegno assunto dalla Direzione Aziendale della Asl Lanciano Vasto Chieti nell’ambito della definizione del cronoprogramma che porterà al completamento delle operazioni di trasferimento delle attività ancora sono ubicate nelle aree del “Ss. Annunziata” che non offrono sufficienti garanzie di stabilità.  Cardiologia e Utic andranno nel Corpo M, noto come “palazzina Cuore”, mentre Ostetricia e Ginecologia troveranno posto nel Corpo B, al 12° e 14° livello, negli spazi attualmente occupati dalla Dermatologia e dagli ambulatori della Pediatria, attività per le quali è stata già individuata una soluzione logistica differente. Restano ancora diverse ipotesi al vaglio, invece, per Nefrologia e Dialisi, per le quali una scelta sarà fatta nel giro di qualche giorno. “Il nostro programma di trasferimenti prosegue secondo la tabella di marcia che ci eravamo dati - sottolinea Il Direttore Generale Pasquale Flacco - , ben sapendo che si tratta di un’operazione complessa che richiede flessibilità organizzativa e collaborazione da parte di tutti. L’obiettivo è trovare soluzioni adeguate limitando i disagi e senza penalizzare le attività. Ovvio che non sarà nel complesso un’operazione indolore, perché i trasferimenti coinvolgono in tutto 150 posti letto, che vanno per forza di cose compressi e accolti nell’ambito dello stesso presidio, e qualche disagio sarà inevitabile, ma non abbiamo altra scelta. Abbiamo delocalizzato qualche attività a Ortona, ma si tratta di un’opzione limitata a poche specialità che possono trovare adeguata collocazione altrove. Ci troviamo, quindi, a operare in queste condizioni, e con spazi che si sono ristretti in modo considerevole, pertanto il ricorso a barelle nei corridoi a volte diventa una scelta obbligata, che non può essere interpretata come un atto di sciatteria ma come unica possibilità di dare una risposta a una domanda di assistenza, che diversamente non potrebbe essere evasa. Chiedo perciò scusa agli utenti in anticipo per qualche disagio che potrebbe verificarsi, ma anche un po’ di comprensione per un’Azienda che si trova a fronteggiare un’emergenza non preventivabile, gestita con impegno e senso di responsabilità”. 

“Il coinvolgimento dei Comuni e quindi dei Sindaci è fondamentale. Il Sindaco deve essere messo nelle condizioni di poter informare i cittadini con la dovuta e necessaria chiarezza, specie quando si tratta di questioni delicate come sono appunto quelle legate all'accoglienza dei migranti”. A parlare è il primo cittadino di Lanciano e Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, al quale il Prefetto Antonio Corona, nel corso dell'incontro dell'11 agosto scorso, ha affidato il compito di coordinare tutti i sindaci che nei propri Comuni hanno accolto i richiedenti asilo. L'argomento è di quelli che fanno discutere e che prestano il fianco a polemiche e a strumentalizzazioni, spesso sterili, invece queste situazioni richiedono serietà e collaborazione. E proprio con l'obiettivo di definire alcuni importanti aspetti, Pupillo ha messo nero su bianco in una lettera che ha inviato al Prefetto Corona. “Ho scritto a nome dei circa 20 sindaci della provincia di Chieti che ospitano o dovranno ospitare i profughi – precisa Pupillo – siamo tutti convinti che queste situazioni devono essere sottoposte a controlli accurati, ho proposto perciò un tavolo permanente con incontri periodici tra tutti quelli coinvolti nell'accoglienza. Riunioni per valutare e monitorare i flussi di arrivo, le concrete possibilità di integrazione, le problematiche sociali che possono verificarsi nei territori, perché solo avendo il quadro reale della situazione si potrà intervenire in maniera adeguata. I Sindaci devono essere informati in tempo – ribadisce ancora il Presidente della Provincia – altrimenti non riescono a parlare e a spiegare ai cittadini e rischiano di apparire distratti e con poco interesse al dialogo e al confronto. Invece non è così. A me era stato comunicato di possibili arrivi addirittura lo scorso febbraio, ma non c'era alcuna certezza di tempi e di luoghi. E' importante, invece, sapere nei tempi giusti per poter affrontare e cercare di gestire al meglio la situazione. Dovremmo anche partecipare alle procedure di assegnazione delle strutture – continua Pupillo – i Comuni dovrebbero poter controllare se vengono rispettate le norme igienico-sanitarie, se i trattamenti sono rispettosi della dignità delle persone e questi controlli non dovrebbero essere subordinati a una serie di domande e procedure”. Insomma i Sindaci sono in prima linea pure sul fronte migranti e non è questione da poco. “Sarebbe giusto dare ai Comuni un contributo economico, noi non ci vogliamo sottrarre all'accoglienza e per quanto riguarda i primi 13 dei 24 richiedenti asilo arrivati ieri nella struttura di Villa Elce, voglio ringraziare  residenti per l'assenza di manifestazioni di protesta e per la disponibilità al dialogo. Noi faremo la nostra parte e saremo presenti per qualunque eventuale problema”, conclude il sindaco, consapevole della complessità del fenomeno che certo non può essere fermato o bloccato con qualche slogan. Così come è pure convinto che non si possono nemmeno allontanare alcuni ospiti e lasciarli poi in balia del nulla (il riferimento va ai giovani mandati via dalla struttura di Torino Di Sangro e che tuttora vivono a Lanciano e che solo grazie ad alcune associazioni e al Comune hanno un tetto sulla testa..ma fino a quando?). A Vasto sono 130 i migranti accolti nelle strutture, a Torino Di Sangro 170, Chieti 60, Lentella 56, Fara Filiorum Petri 30 e a Pietraferrazzana sono addirittura 100, praticamente più della popolazione residente. Tanto per fare qualche numero. (Pina De Felice)

Il Comandante Interregionale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri (che ha competenza su Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo e Molise) ha visitato oggi il Comando Provinciale Carabinieri di Chieti. Al suo arrivo nella caserma “Chiaffredo Bergia” il Generale Nistri è stato ricevuto dal Comandante Provinciale, il Colonnello Luciano Calabrò, con cui, unitamente agli Ufficiali Comandanti dei Reparti della sede e dell’intero comprensorio provinciale, ha approfondito la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica e le attività dell’Arma sul territorio. “L’alto Ufficiale – si legge in una nota del Comando provinciale -  successivamente, ha incontrato una rappresentanza di militari dei Reparti territoriali e specializzati della Provincia, alcuni delegati della Rappresentanza Militare ed i soci dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Il Generale Nistri, al termine della visita, ha formulato il proprio apprezzamento ai Reparti per l’impegno profuso a tutela della legalità nella Provincia, sottolineando l’importanza di continuare ad assicurare la massima disponibilità nei confronti delle generose comunità locali”.

Marisa Tiberio, presidente provinciale di Confcommercio Chieti e consigliera nazionale di Confcommercio, nel corso dell’assemblea elettiva di Terziario Donna, è stata riconfermata per il prossimo quinquennio al consiglio nazionale. Il gruppo Terziario Donna, che ha visto la riconferma anche della presidente nazionale Patrizia Di Dio, rappresenta le imprenditrici del commercio, dei servizi, del turismo e delle piccole e medie imprese associate al sistema Confcommercio, ed è una parte significativa di quelle 820.000 imprese. La Tiberio fortemente voluta in squadra dai vertici dell’associazione tutta al femminile, ha subito vissuto una grande emozione partecipando, con la presidente e le colleghe del Terziario, all’inaugurazione della Sala delle Donne a Montecitorio, invitate dalla presidente della Camera Laura Boldrini. Un’enorme soddisfazione, non solo personale ma anche come abruzzese e chietina, visto che tra le donne a cui è stato riconosciuto un ruolo storico in Italia, una parete è stata dedicata, insieme a Nilde Iotti e Tina Anselmi, all’onorevole Anna Nenna D’Antonio, come prima donna presidente di giunta regionale, il 2 dicembre 1980. “Sono soddisfatta per l’incarico prestigioso ricevuto. L’imprenditoria, come tutti sappiamo, sta vivendo un momento difficile e sta cercando con tutte le sue forze di risalire la china. Le donne imprenditrici- afferma Tiberio- sono considerate il motore della ripresa ma non nego che ho provato una forte emozione e tanto orgoglio quando, entrando a Montecitorio per l’accredito, ho incontrato “una ragazza di ieri” l’onorevole Nenna D’Antonio che ha fatto la storia dell’Abruzzo. Ho riflettuto sulle grandi qualità che ella ha avuto 50 anni fa muovendosi nel mondo della politica, che era esclusivo appannaggio degli uomini. Ha saputo tener testa a tante situazioni e lascia alle donne abruzzesi il testimone per continuare e migliorare la condizione femminile.” “Ogni donna- prosegue Tiberio- deve adoperarsi per rimuovere gli ostacoli che trova sulla sua strada, in quanto donna, nel lavoro, nella famiglia, nel sociale, nella politica. Abbiamo raggiunto il 30% di femminilizzazione, ovvero un’impresa su tre, all’interno di Confcommercio, è femminile. Eppure ancora tanta strada deve essere fatta.”

Sarà esteso a tutto l’ospedale “SS. Annunziata” di Chieti il trattamento di disinfezione antilegionella della rete idrica dopo quello che ha riguardato l’intero Corpo M. A partire dalla giornata di domani, mercoledì 6 luglio, e fino a venerdì 8 luglio, sarà eseguito lo shock chimico con perossido di idrogeno e ioni argento nelle ore serali, dalle 20.00 alle 8.00 del giorno seguente, secondo il seguente calendario: mercoledì 6 luglio corpi G, H, I e L; giovedì 7 i livelli da X a XIV dei corpi A, B, C; venerdì 8 dal IX livello a scendere dei corpi A, B, C, D, E, F, O. La scelta di intervenire a blocchi è stata dettata dalla necessità di non creare disagio a un intero ospedale, visto che la rete idrica è strutturata in modo tale da permettere di separare e dilazionare le operazioni di disinfezione. Come disposto anche per gli interventi precedenti, nel corso dei trattamenti devono rimanere chiusi i rubinetti di lavabi, docce, vasche, mentre è possibile utilizzare i water con relativi scarichi. E’ importante, infatti, ai fini del risultato, mantenere costante la concentrazione delle sostanze chimiche negli impianti per un certo numero di ore, pena l’inefficacia del trattamento. Per i pazienti ricoverati sono a disposizione in ciascun reparto sia acqua minerale per uso potabile sia lattine per uso igienico. Al contrario, terminata l’intera fase dello shock, diventa necessario tenere aperti i rubinetti a lungo per far defluire l’acqua e favorire il ricambio. A tal proposito, ai pazienti ricoverati viene chiesto di far uso di acqua corrente senza timore una volta esaurita la fase del divieto, sia perché non esiste alcun pericolo sia perché il deflusso agevola l’azione di eliminazione del batterio e di residui chimici. L’intervento complessivo di disinfezione sull’intero ospedale è stato deciso a seguito di diversi campionamenti effettuati sull’intera rete idrica, alcuni dei quali avevano evidenziato la presenza di legionella. Una volta conclusa la fase di trattamento d’urto, gli impianti saranno trattati costantemente con battericidi, a concentrazioni ridotte e soprattutto compatibili con qualunque tipo di utilizzo.

“Nuove procedure…Nuove opportunità”. E’ il titolo del seminario informativo organizzato da Confcommercio Chieti per illustrare, con esperti del settore, tutti i cambiamenti, in materia di commercio sulle aree pubbliche, introdotti dalla cosiddetta direttiva “Bolkestein” a partire dal 2017. Quando, tra le altre cose, gli stalli di vendita riservati agli ambulanti verranno assegnati dai rispettivi Comuni attraverso bandi pubblici. L’importante iniziativa, dedicata in particolare al commercio ambulante, è in programma lunedì 20 giugno all’interno della “Sala Rossa” della sede di via Pomilio, nell’ex Foro Boario, della Camera di commercio di Chieti dove, dalle 10 e 30 in poi, si alterneranno al microfono rappresentanti nazionali e locali di Confcommercio oltre a dirigenti e politici del territorio. A fare gli onori di casa, Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti. “Ci aspettiamo una grande partecipazione di addetti ai lavori- spiega Tiberio- in quanto l’argomento che si andrà a trattare è di largo interesse in questo periodo e, soprattutto, piuttosto complesso. Di conseguenza occorrono gli strumenti giusti per interpretare al meglio le numerose novità che aspettano, dal 2017, il commercio ambulante. Per questi motivi Confcommercio Chieti intende mettere a disposizione della categoria e delle istituzioni le proprie competenze in modo da arrivare preparati ai cambiamenti che la direttiva Bolkestein porterà in dote dal prossimo anno.” Il seminario vivrà due momenti distinti: al mattino, dalle 10 e 30 alle 12, sarà riservato agli enti locali mentre dalle 15 e 30 alle 17 i protagonisti del seminario diventeranno gli operatori di aree pubbliche. Tra i partecipanti all’evento formativo targato Confcommercio Chieti spiccano Giacomo Errico, presidente nazionale Federazione italiana venditori ambulanti (Fiva) Confcommercio, Armando Zelli, segretario generale Fiva Confcommercio, Alberto Capretti, presidente Fiva Abruzzo e Celso Cioni, direttore regionale Confcommercio nonché moderatore dei lavori del seminario. Nel corso del seminario sono in scaletta anche gli interventi del sindaco di Chieti Umberto Di Primio, del presidente della Camera di commercio di Chieti, Roberto Di Vincenzo, del segretario generale dell’ente camerale teatino, Paola Sabella, dell’assessore comunale al commercio, Carla Di Biase e del responsabile del Suap del Comune di Chieti, Angela Falcone. A coloro che parteciperanno al seminario verrà consegnato il prezioso vademecum “Commercio su aree pubbliche, la Direttiva Bolkestein”.  

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