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Serrande abbassate e vetrine spente. E’ scattato il conto alla rovescia per la serrata, in programma oggi tre le ore 18 e le ore 19, promossa da Confcommercio e dal Wwf per ribadire la propria contrarietà all’arrivo in città di quattro nuove strutture di media distribuzione, una già inaugurata allo Scalo. Le due associazioni di categoria lanciano un appello affinché l’adesione alla serrata sia massiccia anche perché la protesta ha l’obiettivo di rappresentare alla politica locale il malcontento, dilagante, della categoria, nella speranza di favorire un cambiamento di rotta in quelle che saranno le scelte future di pianificazione territoriale e commerciale della città. “Sappiamo bene che non sarà la nostra iniziativa a risolvere il problema ma è arrivato il momento di mettere da parte le battaglie di concetto portate avanti finora, con scarsi risultati, a tavolino dando voce- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- ai commercianti che vivono tutti i giorni a contatto con problematiche che nella nostra città hanno raggiunto livelli di guardia. L’importante è segnalare il disagio, come del resto hanno fatto e stanno facendo in questi giorni autonomamente e con modalità diverse dalla nostra anche altre organizzazioni e gruppi di commercianti, perché è sentito da tutti. Ci auguriamo che la politica voglia tenere conto di questo malessere generale e cominci a darsi da fare per recuperare un ritardo ormai immenso nella pianificazione urbanistica e commerciale indispensabile per restituire alla città ed ai suoi abitanti speranze per un futuro migliore.” Nicoletta Di Francesco, presidente Wwf Chieti-Pescara, sottolinea i risvolti negativi che i nuovi insediamenti di media e grande distribuzione avranno per l’ambiente urbano. “Il Wwf aderisce alle forme di protesta in atto perché è diventato indispensabile e urgente a Chieti fermare il consumo del suolo e rendere la città pienamente vivibile. Ci sono tante strutture vuote, spesso in precarie condizioni, che potrebbero e dovrebbero essere riutilizzate con intelligenza, con progetti innovativi e ben coordinati, come sta avvenendo, ad esempio, con le ex caserme Berardi e Bucciante. È quello l’esempio da seguire e non nuove colate di cemento. Occorre che la politica- dice Di Francesco- riconquisti il proprio ruolo e programmi autonomamente il futuro della città senza farsi condizionare, come purtroppo avviene da molti decenni a questa parte, dalle proposte degli imprenditori di turno che legittimamente perseguono i propri interessi, spesso lontani anni luce da quelli della cittadinanza.”  
 

 Vetrine e insegne spente, per un’ora, con l’obiettivo di spronare la politica locale a cambiare rotta in tema di strategie commerciali e di ribadire la necessità, ormai impellente, di salvaguardare il suolo scongiurandone un consumo selvaggio. Confcommercio Chieti e Wwf, questa mattina hanno illustrato la serrata del piccolo commercio, in programma lunedì 29 febbraio dalle ore 18 alle ore 19, denominata “Spegniamo le luci e accendiamo la speranza.” Un’azione dimostrativa contro l’ormai imminente arrivo in città di quattro nuovi punti vendita della grande e media distribuzione, equamente divisi tra il Colle e lo Scalo. Un discount, Eurospin, è già stato inaugurato in viale Abruzzo. “Vogliamo immaginare la città del futuro senza i piccoli negozi- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- ovvero una città sempre più vuota, senza negozi, senza luci e in buona sostanza senza vita. La categoria è esasperata ed è giunta allo stremo delle forze.” Non a caso i numeri forniti dalla Camera di commercio di Chieti ed illustrati da Confcommercio sono inequivocabili. “Nel 2015, nella sola città di Chieti, ci sono state 224 nuovi iscrizioni di piccoli negozi a fronte, però, di ben 436 cessazioni con un saldo negativo di 212 unità. La crisi del piccolo commercio- lamenta Tiberio- è dovuta sicuramente alla crisi economica, al fatto che il piccolo commercio è meno innovativo, ha meno strumenti, ma è peggiorata anche da una concorrenza forte e schiacciante della grande distribuzione.” Tra le cause denunciate da Confcommercio c’è l’alta densità di media distribuzione, per lo più alimentare, presente nel capoluogo teatino e destinata ad aumentare ulteriormente con i quattro nuovi insediamenti commerciali annunciati dal Comune. “Abbiamo censito più di 45 unità commerciali, tra supermarket, discount e alimentari di media superficie- dichiara Tiberio- sull’intero perimetro urbano. Per questo la domanda sorge spontanea: Chieti ha bisogno davvero di altri insediamenti che essi siano di piccola, media o grande distribuzione? Ci piacerebbe sapere di chi si stanno curando gli interessi.” Da qui l’idea di una serrata dimostrativa a tutela del commercio al dettaglio cittadino e dell’ambiente circostante minacciato, come fa notare il Wwf, dalle nuove colate di cemento. “Con i nuovi insediamenti commerciali si assiste ad un dissennato consumo del suolo, all’aumento del rischio idro-geologico, considerando che due strutture, in via Masci e a ridosso dell’ex San Camillo, insisteranno su pendici collinari, ed all’ulteriore ingolfamento del traffico in aree delicate della città come, ad esempio, in via Pescara. Va poi sottolineato che insieme ai centri commerciali- dichiara Luciano Di Tizio, referente Wwf Abruzzo- è prevista anche la costruzione di nuovi alloggi, una scelta del tutto incomprensibile in una città che negli ultimi anni sta costantemente perdendo abitanti: 56.127 nel 2004, 52.163 nel 2014 (dati ISTAT), 51.989 al 30 giugno 2015 (dati non ancora ufficiali). Non a caso il WWF denuncia da sempre i persistenti guasti che il trasversale “partito del cemento” continua a perpetrare ai danni della città. A Chieti si costruisce dagli anni ’60 ad oggi senza alcun rispetto del territorio, invadendo anche le aree destinate alla campagna con palazzi abbarbicati su ogni “piega” collinare e i risultati negativi di una simile sciagurata scelta sono purtroppo ben evidenti sia in termini estetici che di sicurezza e di qualità della vita.” Ma c’è sempre la speranza di risalire la china. In tal senso la serrata di lunedì, a cui aderiranno anche gli ambulanti della città che pubblicizzeranno la protesta con un messaggio che verrà fatto girare in città da una macchina munita di altoparlante, sarà abbinata allo slogan: “A luci spente per riaccendere la speranza”. “È ora di cominciare a chiedersi se non sia il caso di rivedere finalmente scelte che si sono dimostrate nei fatti dannose non solo per i piccoli commercianti ma per l’intera collettività. Resteremo vigili sulla problematica- riprende Tiberio- e siamo aperti a qualsiasi iniziativa che affianchi la nostra per il bene di Chieti e del suo commercio di vicinato.”      

"Nel 2015, grazie al jobs act sono stati creati in Abruzzo circa 7.600 posti di lavoro, numeri che sono in crescita anche nel 2016. E' una vittoria del Governo Renzi". Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, intervenendo oggi pomeriggio nella sede della Walter Tosto Spa di Chieti, alla presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in visita istituzionale in Abruzzo per festeggiare i primi due anni del suo Governo, amministratori locali e molti imprenditori abruzzesi. "L'Abruzzo sta vivendo un momento di forte determinazione e di ferma volontà di riprendere il suo cammino - ha sottolineato ancora il presidente Luciano D'Alfonso -. In questo momento, all'opera ci sono 148 mila imprese e 476 mila occupati percipienti reddito da lavoro. Ma c'è un altro numero importante che voglio sottolineare e mi riferisco agli studenti: abbiamo 220 mila persone che sono impegnate a preparare il loro futuro, 60 mila di essi sono studenti universitari. Dentro questa cornice - ha osservato D'Alfonso - abbiamo l'obbligo di creare lavoro e occasioni di aumento di ricchezza. Perché oggi siamo nella sede della Walter Tosto Spa. Qui - ha sottolineato D'Alfonso - si sono incrociate positivamente le innovazioni normative introdotte dal Governo Renzi, la semplificazione del mercato del lavoro e la semplificazione amministrativa della pubblica amministrazione nei confronti di chi vuole creare ricchezza". Con il jobs act, l'impresa abruzzese Walter Tosto Spa di Chieti ha assunto 49 dipendenti nel 2015 e altri 40 saranno assunte nel corso del 2016. "Questo incrocio - ha proseguito il presidente della Giunta regionale - ha fatto il mondo che il patrimonio di norme nuove, incontrandosi con imprenditori coraggiosi, generasse in Abruzzo 7.600 posti di lavoro in più nel 2015 e ci sono numeri interessanti anche nel 2016. Voglio ricordare che l'Unione Europea e il Governo nazionale ci hanno consegnato due miliardi di euro in mano che noi vogliamo impiegare per creare lavoro e ricchezza; accanto alle risorse finanziarie, però, noi dobbiamo imparare a usare anche le risorse normative, come ci ha dimostrato in questi due anni il Governo Renzi. L'Abruzzo ha bisogno di lavoro perché - ha concluso il presidente D'Alfonso - è capace di fare e di lavorare". In mattinata Renzi ha visitato i laboratori dell'Istituto di Fisica Nucleare del Gran Sasso, accompagnato dal ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, dove ha annunciato un finanziamento per la manutenzione e l'innovazione dell'importante struttura scientifica. "Oggi annunciamo un finanziamento straordinario di 60 milioni per un progetto che l'Infn metterà in atto. Dobbiamo far sì che sui Laboratori del Gran Sasso si possa intervenire su manutenzione e innovazione e sulla grande sfida la e battaglia della materia oscura. I soldi arriveranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Questa sarà una delle priorità su cui mi vedrete lavorare nei prossimi due anni. Negli anni sono stati stanziati meno fondi e questo è un errore. L'Infn riceveva 230 milioni di euro e ha perduto il 15%, quest'anno siamo a 245 milioni e abbiamo cominciato a restituire". E poi, parlando ai ricercatori dell'Ifn, ha rimarcato come sia "giusto fare esperienza all' estero, non bisogna continuare ad aver paura del mondo senza frontiere ma far sì che i nostri Istituti siano all' avanguardia". Non sono mancati riferimenti allo speciale anniversario di oggi, in cui ricorrono i due anni dall'insediamento del suo Governo. "Abbiamo scelto di essere qui per i due anni di Governo, siamo in uno dei luoghi dove in questi ultimi mesi si sono visti i risultati del jobs act. Siamo qui per dare un messaggio: le riforme di cui si parlava da decenni sono un dato di fatto, anche se qualcuno non è d'accordo. Riguardano il passato non il futuro, ora bisogna occuparsi di futuro".
 

 

“Questo è soltanto un piccolo tassello di un progetto molto più ampio, il progetto pizza che parte dalla formazione dei pizzaioli riconosciuta ufficialmente dalla Regione Abruzzo, passa attraverso l’utilizzo dei prodotti tipici del territorio e arriva all’esportazione della pizza a livello internazionale”. Un’idea ambiziosa, quella di Nicola Salvatore che ieri ha tagliato il nastro, assieme ai rappresentanti della Coldiretti, del suo nuovo punto pizza a Chieti Scalo. "Nei miei quarant’anni di carriera – ha spiegato il pizza chef – ho sempre promosso il territorio. Non tutti sanno che attualmente oltre il 60% della materia prima che si utilizza in Italia per fare la pizza non è italiana: il grano viene dalla Russia, il pomodoro dalla Cina, la mozzarella dalla Germania e via dicendo. Se si utilizzassero più ingredienti autoctoni si darebbe al consumatore un prodotto di qualità e si creerebbe più lavoro”. Un monito importante quello di Nicola Salvatore che “Gli Artigiani della Pizza”, punto accreditato a Campagna amica nel piatto, ha scelto di utilizzare tutte materie prime provenienti dalla terra d’Abruzzo, a partire dalla mozzarella che lui stesso definisce “prodotto a chilometro doppio zero, ovvero zero sale e zero chilometri”, che è quella dell’azienda Trabucco di Civitacquana, presente ieri sera all’iniziativa con una dimostrazione live di come si fa una mozzarella di qualità. “L’apertura anche a Chieti Scalo di una pizzeria accreditata a Campagna Amica nel piatto   è un ulteriore tassello nel progetto di valorizzazione del made in Italy agroalimentare partendo da un prodotto simbolo della tradizione italiana – fa sapere  Gabriel Battistelli direttore di Coldiretti Chieti – un tassello importante ma anche un modo per far arrivare alle giovani generazioni la cultura del made in Italy e l’importanza dei prodotti del territorio”. “Una grande soddisfazione – ha dichiarato Mauro Del Ponte di Coldiretti, presente ieri sera all’inaugurazione – anche per noi che ogni giorno valorizziamo il prodotto locale. Essere parte integrante di una rete certificata è fondamentale per dare più valore al prodotto finale che in questo caso è la pizza”. Strategica la scelta dello chef Salvatore che ne “Gli artigiani della pizza” userà tutti i prodotti tipici locali forniti dai produttori di Coldiretti. “Quella di Nicola è una scelta etica– ha affermato  David Falcinelli della Coldiretti - guadagnare meno ma offrire un cibo giusto ai consumatori. L’allevamento Trabucco presente qui questa sera ha scelto di trasformare in azienda il proprio latte. Un bel passo avanti che  mette in evidenza una filiera certificata, controllata che dà risultati positivi per tutti: per l’imprenditore agricolo che ha un reddito decoroso per portare avanti la sua attività, per Nicola che si distingue tra le altre pizzerie per avere un prodotto superiore alla norma e per il consumatore che finalmente potrà curare la sua salute grazie a questi interventi”. Numerosi gli appassionati del gusto che ieri hanno affollato il punto pizza. "Ringrazio – ha sottolineato lo chef Nicola Salvatore -  tutte le persone che hanno presenziato a questo importante appuntamento con la pizza ma soprattutto con il territorio. Tante sono state le difficoltà che mi hanno accompagnato in questi mesi per l’apertura degli Artigiani della Pizza, in primis ostacoli di carattere burocratico. E’ per tal motivo che rivolgo il mio appello personale alle istituzioni affinché garantiscano uno snellimento della burocrazia per l’apertura delle nuove attività e permettano a tutti coloro che hanno voglia di creare qualcosa di nuovo di poter lavorare serenamente”. “La pizza – ha concluso – è un piatto che ci identifica in tutto il mondo. E’ necessario concederle il suo giusto valore. Ma per fare questo è fondamentale lavorare con idee e progetti innovativi e soprattutto fare squadra”.
 

“Il riacutizzarsi del fenomeno delle occupazioni abusive di alloggi di edilizia residenziale pubblica altera la corretta assegnazione ai legittimi aspiranti e comporta la necessità di un’adeguata attività di risposta e di contrasto per il ripristino della legalità”. E’ quanto afferma l’Assessore alle Politiche della Casa del Comune di Chieti Maria Rita Salute, che questa mattina ha presieduto, presso gli uffici del suo Assessorato, la Conferenza di Servizi alla quale hanno partecipato il Direttore dell’Ater Giuseppina Di Tella in rappresentanza del Commissario dell’Azienda Antonella Gabini, la Dirigente alle Politiche per la Casa Silvana Marrocco, e la Funzionaria Maria Gabriella Pollio. «Per contrastare tale fenomeno – ha commentato l’Assessore Salute – è necessaria non solo una adeguata corrispondenza e informativa tra Ater e Comune di Chieti, ma anche una vera e propria coordinazione di funzioni, attività e interventi, sia per conseguire economie di lavoro, mezzi e risorse, sia per  rendere più efficace l’attività amministrativa. Dalla mancata tempestiva assegnazione, infatti, deriva il rischio che l’alloggio non assegnato venga occupato con ulteriori attività e costi a danno degli Enti proprietari oltre che di sottrazione  di alloggi ai legittimi assegnatari. Per limitare tali inconvenienti, è imprescindibile la tempestiva comunicazione al Comune nella stessa giornata in cui l’Ater è rientrato nella disponibilità dell’alloggio libero in modo da consentire l’individuazione del legittimo assegnatario. La comunicazione dovrà contenere una elencazione dei lavori necessari  per l’abitabilità dell’ alloggio e una stima degli stessi. Ai fini della verifica e della ripresa repentina degli alloggi di Erp di proprietà dell’Ater, la stessa si impegna ad inviare l’elenco dei propri assegnatari così da poter controllare ogni variazione anagrafica da parte dei competenti uffici del Comune per le azioni consequenziali. Il Comune, dal canto suo, si impegna a valutare la possibilità di eseguire, per il tramite della Polizia Municipale, una ricognizione di tutti gli alloggi di Erp presenti sul territorio comunale. Tale attività è stata in realtà già avviata ed è in fase di conclusione per gli alloggi di proprietà del Comune».
 

Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, questa mattina, alla presenza del Prefetto della provincia di Chieti, Antonio Corona, degli Assessori Giuseppe Giampietro e Antonio Viola del Comune di Chieti, delegati rispettivamente alla Pubblica Istruzione e alle Manifestazioni, degli studenti dell’Istituto Comprensivo n. 1, Istituto Comprensivo n. 2, Istituto Comprensivo n. 3 “Antonelli”, Istituto Comprensivo n. 4, del Convitto “G.B.Vico”, del Liceo Pedagogico “Gonzaga”, del Liceo Classico “G.B.Vico”, del Liceo Artistico “N. da Guardiagrele”, dell’I.T.C.G.”Galiani De Sterlich”, dell’I.I.S. “Pomilio”, del Liceo Scientifico “F. Masci”, dell’I.I.S. “Savoia”, dei rappresentanti della Regione Abruzzo, dei rappresentanti dell’Ufficio di Educazione Motoria Fisica e Sportiva di Chieti/Ufficio Scolastico Regionale, e degli organizzazioni dei Campionati Mondiale Studenteschi di Sci, presso la Villa Comunale di Chieti, ha acceso la fiaccola, simbolo olimpico per eccellenza, che anticipa l’appuntamento dei Campionati Mondiali Studenteschi di Sci che saranno disputati all'Aquila dal 22 al 27 febbraio. Nel salutare i 1000 studenti presenti, il Sindaco Di Primio, sottolineando la straordinarietà della manifestazione, ha ringraziato coloro i quali si stanno prodigando per la realizzazione dei Campionati Mondiali di Sci in Abruzzo. “È un bel momento per l’Abruzzo, è un bel momento per le scuole” ha commentato il Sindaco “i migliori auguri vanno alla nostra regione, straordinaria vetrina di questa manifestazione, simbolo di pace e di sano sport, che ospiterà ragazzi da tutto il Mondo”. La manifestazione, dopo il passaggio dei tedofori e l’accensione della fiaccola da parte del Sindaco, è proseguita con le esibizioni delle scolaresche.
 

Il Comune di Chieti, in collaborazione con la sezione di Chieti della Croce Rossa Italiana, ha realizzato un progetto per la diffusione della conoscenza delle manovre di disostruzione pediatrica rivolto al personale educativo e tecnico dei Nidi d’Infanzia comunali “Peter Pan”, “Il Riccio e la Volte”, “Coccinella” e “Pollicino”, consistente in un corso formativo finalizzato all’insegnamento delle manovre da compiere in caso di ostruzione delle vie aeree. Lo rende noto l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Giampietro. «Lo scopo del corso, di cui si era fatto promotore il Consigliere Comunale Emiliano Vitale (nella foto),  - ha evidenziato l’Assessore Giampietro - non è quello di formare dei soccorritori completi, ma quello di comunicare al personale scolastico, ai genitori, ai nonni e a tutti coloro che sono in contatto con i bambini, come e quando intervenire, seguendo semplici principi ed eseguendo manovre facilmente assimilabili. Ringrazio il Presidente del Comitato locale della CRI, Alessandro Marrama, e tutto il personale della C.R.I. di Chieti che contribuirà allo svolgimento dei corsi con serietà, passione e competenza. Grazie all’accordo tra la sezione provinciale della Croce Rossa Italiana e il Comune di Chieti, il progetto offrirà al personale degli Asili Nido comunali un importante elemento di conoscenza per porli nelle condizioni di salvare la vita di un bambino. E’ questo un ulteriore segnale di attenzione nei confronti del nostro futuro, ovvero i nostri figli – ha aggiunto l’Assessore Giampietro –  che contribuisce ad implementare quel cammino avviato dall’Amministrazione Comunale, volto a creare un percorso di sicurezza all’interno delle scuole e una fondamentale cultura del rispetto». L’inalazione di corpi estranei è causa, ogni anno, di circa il 27% di tutte le morti accidentali di bambini sotto i 4 anni di età. Più del 50% delle morti da inalazione di corpo estraneo avviene nei bambini di età inferiore ai 5 anni, con un picco massimo di incidenza tra i 2 mesi e i 2 anni di vita.

Due chili e 200 grammi di cocaina nascosti in una intercapedine ricavata sotto i sedili posteriori dell’auto. Il recupero dello stupefacente è avvenuto l’altra notte nel corso di uno dei tanti servizi di controllo sul territorio eseguiti dalle pattuglie dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Chieti. In manette è finito un “corriere” di 68 anni, Felice Arrigoni di Abbiategrasso, incappato in uno dei servizi predisposti per contrastare la commissione di reati quali furti, rapine e spaccio di stupefacenti. I militari notata una Skoda SW guidata dall’uomo mentre usciva da un casello autostradale di Pescara Ovest, insospettiti, dopo aver richiesto il rinforzo di un’altra pattuglia, gli hanno intimato l’alt. Il 68enne lombardo alla vista dei carabinieri è apparso molto nervoso a tal punto da generare sospetti nei militari, che hanno deciso di effettuare ulteriori accertamenti. Sospetti che, poche ore dopo, sono risultati fondati dal momento che da un sottofondo ricavato sotto i sedili posteriori della Skoda S.W. sono saltati fuori due panetti di cocaina che, dato l’elevato indice di purezza, una volta immessi sul mercato, avrebbero fruttato guadagni pari a circa mezzo milione di euro. Arrigoni è stato rinchiuso nel carcere di Chieti.

Dalle prime ore di oggi è in corso in provincia di Reggio Calabria e in varie altre province, tra cui anche quella di Chieti,  una vasta operazione dei carabinieri del Comando provinciale per l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di 19 persone su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. La zona della provincia di Reggio Calabria interessata dall'operazione è quella di Cinquefrondi e Anoia, nella piana di Gioia Tauro. I reati contestati alle persone arrestate sono associazione per delinquere di tipo mafioso, detenzione e porto di armi da guerra e comuni da sparo, ricettazione, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio, favoreggiamento personale, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope, estorsione, furto, spendita di banconote false e danneggiamento seguito da incendio. Sono tre le cosche di 'ndrangheta, quelle dei Petullà, dei Latini e dei Foriglio, tutte con base operativa nei territori di Cinquefrondi ed Anoia, nella Piana di Gioia Tauro, coinvolte nell'operazione "Saggio compagno 2", condotta stamattina dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria con l'arresto di 19 persone. L'operazione, che rappresenta il seguito di un'attività d'indagine condotta dagli stessi carabinieri nel dicembre del 2015 con il fermo di 36 persone poi tramutato in arresto, riguarda, oltre alla provincia di Reggio Calabria, le città di Verbania, Firenze, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Chieti. Le indagini che hanno condotto agli arresti sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Taurianova (Reggio Calabria). In occasione della precedente operazione, denominata "Saggio compagno", fu effettuato, tra l'altro, il sequestro preventivo di beni mobili e immobili e conti correnti per un valore complessivo di 400 mila euro. Le indagini, che si sono avvalse anche delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di accertare l'appartenenza degli indagati, anche con ruoli di vertice, alle tre cosche coinvolte, quali articolazioni autonome dell'associazione per delinquere di tipo 'ndranghetistico nota come "locale di Cinquefrondi", con ramificazioni in tutta la provincia di Reggio Calabria ed in varie altre province. L'attività dell'organizzazione criminale, secondo quanto riferiscono i carabinieri in una nota stampa, «avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo, era finalizzata al controllo ed allo sfruttamento delle risorse economiche della zona mediante il compimento di una serie indeterminata di delitti in materia di armi, esplosivi e munizionamento; contro il patrimonio, la vita e l'incolumità individuale ed in materia di commercio di sostanze stupefacenti, nonché delitti volti ad acquisire direttamente e indirettamente la gestione o il controllo di attività economiche, in particolare nel settore degli appalti boschivi, ed altre attività illecite».

Il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ha inviato una lettera al Presidente della Giunta Regionale, Luciano D’Alfonso, in merito al provvedimento con il quale viene autorizzato il trasferimento di posti letto per “acuti” dalle cliniche “Spatocco” e “Villa Pini” di Chieti presso altre strutture situate a Pescara e Città Sant’Angelo. Nella lettera (che si allega di seguito), il Sindaco chiede di sospendere ogni decisione in merito e di convocare istituzioni ed operatori per condividere con il territorio, mediante un confronto sereno, la migliore soluzione. «Tale azione – ha dichiarato il Sindaco - oltre a rappresentare un danno socio-economico per la mia città e l’intero circondario del capoluogo, rappresenta un danno per la offerta di prestazioni sanitarie del territorio e parrebbe essere anche un atto in contrasto con la normativa regionale e nazionale vigente in materia. Chieti e la sua provincia, infatti, secondo i dettami delle leggi e della programmazione sanitaria regionale, hanno diritto oggi a 123 posti letto per “acuti” che, invece, nel disegno di riordino, sparirebbero dal capoluogo e non verrebbero neppure ridistribuiti sul territorio provinciale. Inoltre, tale scelta creerebbe un pericoloso squilibrio tra offerta e domanda di prestazioni sanitario-assistenziali e ricadrebbe in termini negativi sulla attività del Clinicizzato di Colle dell’Ara già alle prese con problemi di insufficienza di posti letto e carenza di personale in alcuni reparti. Non bisogna essere esperti analisti o conoscitori di politica sanitaria per comprendere come gli eventuali 123 posti in meno della sanità privata in convenzione, almeno in parte, determinerebbero una maggiore domanda di ricoveri al SS. Annunziata di Chieti, ospedale che, proprio in questi giorni, è finito più volte sui giornali a causa delle barelle in “corridoio”. Alla luce di quanto espresso – ha stigmatizzato il Sindaco – credo che qualsiasi decisione in merito al trasferimento dei posti letto, stante l’impatto che avrebbe sulla qualità della offerta del sistema sanitario e sulla economia della città e del suo hinterland, debba necessariamente essere ripensata e condivisa anche con il territorio mediante un confronto sereno, non di parte e che abbia quale unico obiettivo la tutela della salute dei cittadini attraverso una offerta di prestazioni sanitarie adeguata e di qualità. Per tale ragione, ho chiesto al Presidente D’Alfonso di sospendere ogni decisione in merito e di convocare istituzioni ed operatori per valutare la migliore soluzione».
 

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