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Venerdì prossimo, 18 marzo, dalle ore 9 alle 13 in occasione della Giornata mondiale del sonno, il Centro di Screening per i disturbi ostruttivi del sonno dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, in collaborazione con la Asl Lanciano Vasto Chieti, sarà impegnato presso l’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti in una campagna di screening gratuito per la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS). «Ai cittadini, che invitiamo a partecipare - afferma il responsabile del Centro di screening, il professor Giampiero Neri -, offriremo la consulenza specialistica di esperti in disturbi ostruttivi del sonno, otorinolaringoiatri, odontostomatologi, neurologi e pneumologi. Dormire è importante e fare prevenzione sul sonno può migliorare la qualità della nostra vita». Sarà sufficiente presentarsi all’ingresso dell’ospedale, dove saranno collocati appositi banchetti per le prenotazioni gratuite. La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) è una patologia cronica associata al russamento, caratterizzata dalla comparsa di ripetuti episodi ostruttivi durante il sonno, che provocano l’interruzione del respiro. Ha un’alta prevalenza e si stima che in Italia sia affetto circa il 20% della popolazione.Purtroppo la sua pericolosità è sottostimata e l’unico handicap che si mette in evidenza è il russamento, considerato quasi come inevitabile nell’essere umano e curiosa fonte di discordia nelle relazioni di coppia. L’OSAS invece può essere correlata a fattori di rischio, quali obesità, ipertensione, diabete, che causano gravi ripercussioni per la salute, come l’infarto miocardico o l’ictus cerebrale. Le apnee determinano alterazioni respiratorie e cardiocircolatorie che frammentano la fisiologica funzione del sonno, con conseguente sonnolenza diurna e riduzione delle performance intellettive. Questi sintomi, nascosti e sottovalutati dai più, sono alla base di un’alta percentuale di incidenti stradali che, secondo l’ISTAT, sono 40.000 in Italia e circa 240.000 in tutta l’Unione Europea tanto da definire l’OSAS come il silent killer della strada. L’OSAS è facilmente diagnosticabile e curabile sia con metodi invasivi chirurgici sia con terapia medica e ortodontica ed è necessario affrontare la malattia per avere una qualità e un’aspettativa di vita migliori.

“Ridefinire con gli Uffici gli importi dovuti dalle singole società sportive per il pregresso e rideterminare, sulla base dei costi di gestione dello Stadio Angelini, le nuove tariffe ma nel rispetto delle normative vigenti per poter costruire un atto amministrativo inattaccabile sotto il profilo della legittimità.” Lo ha dichiarato il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, intervenendo direttamente sulle problematiche sollevate nei giorni scorsi dalle società di atletica in merito all’utilizzo dello Stadio Angelini. Nel pomeriggio di ieri, presso la sede del Comune, il Sindaco Di Primio, con l’Assessore allo Sport, Antonio Viola, il Vice Sindaco, Giuseppe Giampietro, e il Consigliere Comunale Graziano Marino, incontrando i rappresentanti delle società di atletica leggera ASD Falco Azzurro, Atletica Chieti, Polisportiva Tethis, ASD Pietro Mennea, ASD Gransasso Teramo e Atletica Vomano per delineare una soluzione alle problematiche, ha assicurato loro che “nessuno mai potrà comprimere, limitare od ostacolare lo svolgimento della attività di atletica a Chieti”.  «Siamo sulla buona strada per la definizione di un accordo – ha dichiarato l’Assessore Viola a margine dell’incontro – e per una revisione delle tariffe dovute, considerato che esse (73 euro l’ora) erano state calcolate dall’Ufficio sulla base dei costi gestionali per una cifra di 253.000 euro annui. La Chieti Calcio ha, invece, preventivato per la gestione dello Stadio Angelini un costo di 90.000 euro, condizione che potrà determinare una rivisitazione al ribasso delle tariffe. In questo senso, ho già chiesto al Dirigente, ing. Paolo Intorbida, di verificare tale possibilità. Alle società di atletica ho, inoltre, prospettato l’idea, ipotesi che è stata favorevolmente accolta, di associarsi, in modo da creare un unico soggetto giuridico, pur conservando ciascuna di esse la propria identità. Siamo qui per trovare soluzioni – ha concluso l’Assessore Viola - nessuno vuol far cessare l’attività dell’Atletica a Chieti, consapevoli del suo glorioso passato che non va cancellato. Non è il momento delle polemiche e non ci nascondiamo dietro un dito ma ci assumiamo le nostre responsabilità».

Sono stati resi noti questa mattina, presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti, alla presenza del Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, del Magnifico Rettore dell’Ateneo, prof. Carmine Di Ilio, e di un folto pubblico, i risultati del primo esperimento nazionale, con metodo scientifico, di “Assemblea di Democrazia Partecipativa e Deliberativa” sul tema della Sicurezza urbana, evento scaturito dalla collaborazione tra il Comune di Chieti e l’Università d’Annunzio - Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali, nella persona del prof. Antonello Canzano. Lo scorso 23 gennaio, l’Assemblea, aperta a tutti i cittadini e portatori d’interesse, aveva visto, presso la Sala Cascella della Camera di Commercio di Chieti, la somministrazione di un sondaggio deliberativo teso ad informare, rilevare l’opinione e fornire risposte relativamente al problema sicurezza, cui era seguito un confronto pubblico fra amministrazione, operatori delle forze dell’ordine, docenti universitari e cittadini. «Un primo obiettivo positivo è stato raggiunto - ha detto il Sindaco nel corso del suo intervento - quello di aver visto il coinvolgimento di così tante persone su un tema che vede il nostro paese spesso dividersi.  I risultati del sondaggio delineano sicuramente una sorta di road map per noi amministratori in materia di sicurezza urbana. Su Chieti due le macro aree di riferimento prese in considerazione dal sondaggio: la parte alta della città e quella bassa, un unicum geografico con una percezione del fenomeno della sicurezza talvolta differente. Chieti – ha evidenziato il Sindaco - così come appare anche dai risultati resi noti, non è una città insicura ma ciò che chiedono i cittadini, anche alla luce talvolta di esasperazioni mediatiche, è il costante livello di attenzione sul territorio, perché spesso permane un distinguo fra percezione reale e percezione indotta». Parlando del nuovo disegno di legge sulla sicurezza urbana, il Sindaco ha evidenziato come «sia importante fronteggiare taluni fenomeni con un nuovo modello di governance in cui vengano conferiti maggiori ambiti di intervento ai sindaci per fronteggiare nuove forme di incuria e degrado» concetti che passano anche per la tutela e il recupero del patrimonio pubblico.  «Il Comune, insieme all’Adsu e alla Regione ha avviato un importante progetto riguardante il riutilizzo degli immobili dismessi da destinare a residenza universitaria – ha commentato il Sindaco – un tema importante di cui parlare in questa sede perché i diretti destinatari dell’iniziativa siete voi studenti. Aspetti non secondari e intimamente collegati all’esperimento di Democrazia deliberativa in corso sono: il recupero del patrimonio pubblico e la sottrazione di elementi di abbandono nell’ambito del contesto urbano».  «Per quanto riguarda i risultati del Sondaggio - ha commentato il prof. Canzano – ritengo che si possano evidenziare tratti salienti e complessivamente positivi, trattandosi di una esperienza sperimentale ed innovativa. Nello specifico i dati hanno evidenziato: la limitata percezione di reali problemi di sicurezza cui però si unisce una richiesta di strategie condivise fra istituzioni preposte e società civile; la valutazione molto positiva (quasi sempre superiori al 65% e con punte del 90%) di una nuova destinazione d’uso per spazi/edifici pubblici attualmente in disuso, con un interesse da parte del pubblico estremamente favorevole a partecipare alle decisioni in merito (94% pro consultazione). Per la sezione che tratta l’argomento migranti, i numeri indicano un minore interesse nell’argomento trattato, evidentemente legato alla minima esperienza dei rispondenti con questa problematica, confermata dalla bassa percentuale di conoscenza del Piano Nazionale Accoglienza Migranti del 2011 (<50%). Sulla parte valutativa, il 68% dei rispondenti risulta soddisfatto dell’evento deliberativo e dei materiali forniti e più della metà di coloro che hanno compilato il secondo questionario dichiara di aver appreso molto da persone differenti da loro, valutando in termini positivi il ruolo svolto dal moderatore nella fase della discussione insieme alla possibilità ricevuta di affrontare gli aspetti importanti delle varie tematiche».
 

Rubano del gasolio da un autocarro, ma vengono sorpresi da una pattuglia dell’Arma e tratti in arresto. E’ accaduto questa notte sulla SS16 Adriatica, nel Comune di Casalbordino. Due cittadini rumeni di 28 e 39 anni, senza fissa dimora, sono stati sorpresi da una pattuglia di carabinieri della locale stazione mentre trafugavano 75 litri di carburante dal serbatoio di un autocarro di proprietà di una ditta di trasporti. I militari, nel corso di un servizio di controllo del territorio predisposto per contrastare la commissione dei furti, nel transitare nei pressi di un deposito ubicato sulla SS16 Adriatica hanno notato la presenza dei due uomini che armeggiavano nelle vicinanze del mezzo. I malviventi, servendosi di alcuni arnesi da scasso, avevano appena finito di trafugare il carburante e si apprestavano ad allontanarsi. Bloccati immediatamente dai Carabinieri sono stati tratti in arresto con l’accusa di furto aggravato e su disposizione dell’autorità giudiziaria hanno trascorso la notte in una camera di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri di Ortona in attesa di essere processati, per direttissima in tribunale a Vasto. E’ ora al vaglio degli inquirenti la possibilità che i due arrestati siano i responsabili di analoghi furti avvenuti, di recente, in altri depositi di autocarri della provincia di Chieti.

La Giunta regionale, nella seduta di questa mattina, ha esaminato e validato il project-financing per realizzazione del nuovo ospedale di Chieti. La relativa delibera sarà approvata nella prossima seduta in cui ci sarà il plenum della Giunta dal momento che due assesori erano assenti per motivi di salute. Entro il 31 marzo prossimo la Asl Lanciano-Vasto-Chieti dovrà formalizzare alla Regione la proposta definitiva (comprensiva della progettazione definitiva ed esecutiva, piano finanziario, piano di gestione dei servizi non sanitari e commerciali, bozza di convenzione) del project financing per la realizzazione del nuovo ospedale clinicizzato "Santissima Annunziata" di Chieti (per un investimento intorno ai 200 milioni di euro), presentato dal raggruppamento temporaneo di imprese Maltauro-Azienda Bresciana Petroli Nocivelli-Finanza e Progetti. Lo ha deciso oggi la Giunta regionale, che ha validato la delibera propedeutica al riconoscimento di "pubblico interesse" dell'opera, ritenuta strategica e urgente a causa delle particolari e preoccupanti condizioni di precarietà strutturale dell'attuale policlinico teatino, che potrebbero avere ripercussioni anche sull'attività didattica della facoltà di medicina dell'Università. Carenze evidenziate, in alcuni dei plessi ospedalieri, dai tecnici della Direzione regionale della Protezione Civile e dalla perizia del Ctu nominato dal tribunale nell'estate 2012. Situazione che "lascia presupporre una generale condizione di affanno statico di tutti i corpi di fabbrica - si legge nella delibera - costituenti il compendio ospedaliero teatino, fatta eccezione di quelli più recentemente realizzati del nuovo polo cardiochirurgico". "Il passaggio di oggi - spiega l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci - segna un passo in avanti fondamentale per la prosecuzione del progetto, perché detta tempi certi per la procedura, ma allo stesso tempo, prima della puntuale deliberazione di pubblico interesse, chiede un'istruttoria attenta sul piano economico-finanziario, allo stato troppo oneroso, e sui contenuti dell'offerta che debbono essere coerenti con il Decreto Lorenzin. Entro giugno la Regione farà pervenire alla Asl eventuali osservazioni alla proposta generale, che dovranno essere recepite. E a quel punto, dopo la dichiarazione formale di 'pubblico interesse' del progetto e altri adempimenti tecnici (come l'inclusione dell'opera nello strumento di programmazione dell azienda sanitaria), potrà essere indetta la gara d'appalto per la costruzione del nuovo ospedale". Per il presidente della Giunta regionale e commissario ad acta per la sanità Luciano D'Alfonso, "il project financing del nuovo policlinico di Chieti - sottolinea - va nella direzione di quanto disposto sia del Decreto Lorenzin, che dal Patto per la salute 2014-2016, che prevede l'avvio del riassetto strutturale e di riqualificazione della rete assistenziale ospedaliera, garantendo ai cittadini-utenti di poter fruire di prestazioni sanitarie di qualità e in totale sicurezza, oltre a comportare una significativa riduzione dei costi di gestione di strutture non più adeguate agli attuali standard dell'assistenza". Trattandosi di un project financing, le risorse necessarie alla realizzazione del nuovo presidio non saranno a carico delle casse regionali, ma verranno sostenute dal privato che si aggiudicherà l'appalto e che otterrà in cambio la gestione di alcuni spazi e servizi. "Questo - conclude Paolucci - ci consentirà di proseguire l'iter per la costruzione dei 5 nuovi ospedali di Lanciano, Vasto, Sulmona, Avezzano e Giulianova, continuando il progetto di innovazione strutturale e tecnologica della sanità abruzzese, da sempre al centro del nostro progetto di governo".

Truffa e sostituzione di persona: sono le accuse con cui i carabinieri di Chieti Scalo hanno denunciato in stato di libertà, un 64enne di Ortona, domiciliato a Chieti Scalo responsabile di aver attivato, in modo fraudolento, un contratto di fornitura di energia elettrica presso la propria abitazione utilizzando le generalità di una ignara 59enne residente a Raiano, in provincia dell'Aquila. Le indagini degli uomini dell’Arma sono scaturite a seguito della denuncia sporta dalla vittima che, vistasi pervenire, presso la propria abitazione, bollette relative a consumi di energia mai effettuati, si è subito rivolta ai carabinieri.
 

Serrande abbassate e vetrine spente. E’ scattato il conto alla rovescia per la serrata, in programma oggi tre le ore 18 e le ore 19, promossa da Confcommercio e dal Wwf per ribadire la propria contrarietà all’arrivo in città di quattro nuove strutture di media distribuzione, una già inaugurata allo Scalo. Le due associazioni di categoria lanciano un appello affinché l’adesione alla serrata sia massiccia anche perché la protesta ha l’obiettivo di rappresentare alla politica locale il malcontento, dilagante, della categoria, nella speranza di favorire un cambiamento di rotta in quelle che saranno le scelte future di pianificazione territoriale e commerciale della città. “Sappiamo bene che non sarà la nostra iniziativa a risolvere il problema ma è arrivato il momento di mettere da parte le battaglie di concetto portate avanti finora, con scarsi risultati, a tavolino dando voce- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- ai commercianti che vivono tutti i giorni a contatto con problematiche che nella nostra città hanno raggiunto livelli di guardia. L’importante è segnalare il disagio, come del resto hanno fatto e stanno facendo in questi giorni autonomamente e con modalità diverse dalla nostra anche altre organizzazioni e gruppi di commercianti, perché è sentito da tutti. Ci auguriamo che la politica voglia tenere conto di questo malessere generale e cominci a darsi da fare per recuperare un ritardo ormai immenso nella pianificazione urbanistica e commerciale indispensabile per restituire alla città ed ai suoi abitanti speranze per un futuro migliore.” Nicoletta Di Francesco, presidente Wwf Chieti-Pescara, sottolinea i risvolti negativi che i nuovi insediamenti di media e grande distribuzione avranno per l’ambiente urbano. “Il Wwf aderisce alle forme di protesta in atto perché è diventato indispensabile e urgente a Chieti fermare il consumo del suolo e rendere la città pienamente vivibile. Ci sono tante strutture vuote, spesso in precarie condizioni, che potrebbero e dovrebbero essere riutilizzate con intelligenza, con progetti innovativi e ben coordinati, come sta avvenendo, ad esempio, con le ex caserme Berardi e Bucciante. È quello l’esempio da seguire e non nuove colate di cemento. Occorre che la politica- dice Di Francesco- riconquisti il proprio ruolo e programmi autonomamente il futuro della città senza farsi condizionare, come purtroppo avviene da molti decenni a questa parte, dalle proposte degli imprenditori di turno che legittimamente perseguono i propri interessi, spesso lontani anni luce da quelli della cittadinanza.”  
 

 Vetrine e insegne spente, per un’ora, con l’obiettivo di spronare la politica locale a cambiare rotta in tema di strategie commerciali e di ribadire la necessità, ormai impellente, di salvaguardare il suolo scongiurandone un consumo selvaggio. Confcommercio Chieti e Wwf, questa mattina hanno illustrato la serrata del piccolo commercio, in programma lunedì 29 febbraio dalle ore 18 alle ore 19, denominata “Spegniamo le luci e accendiamo la speranza.” Un’azione dimostrativa contro l’ormai imminente arrivo in città di quattro nuovi punti vendita della grande e media distribuzione, equamente divisi tra il Colle e lo Scalo. Un discount, Eurospin, è già stato inaugurato in viale Abruzzo. “Vogliamo immaginare la città del futuro senza i piccoli negozi- afferma Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti- ovvero una città sempre più vuota, senza negozi, senza luci e in buona sostanza senza vita. La categoria è esasperata ed è giunta allo stremo delle forze.” Non a caso i numeri forniti dalla Camera di commercio di Chieti ed illustrati da Confcommercio sono inequivocabili. “Nel 2015, nella sola città di Chieti, ci sono state 224 nuovi iscrizioni di piccoli negozi a fronte, però, di ben 436 cessazioni con un saldo negativo di 212 unità. La crisi del piccolo commercio- lamenta Tiberio- è dovuta sicuramente alla crisi economica, al fatto che il piccolo commercio è meno innovativo, ha meno strumenti, ma è peggiorata anche da una concorrenza forte e schiacciante della grande distribuzione.” Tra le cause denunciate da Confcommercio c’è l’alta densità di media distribuzione, per lo più alimentare, presente nel capoluogo teatino e destinata ad aumentare ulteriormente con i quattro nuovi insediamenti commerciali annunciati dal Comune. “Abbiamo censito più di 45 unità commerciali, tra supermarket, discount e alimentari di media superficie- dichiara Tiberio- sull’intero perimetro urbano. Per questo la domanda sorge spontanea: Chieti ha bisogno davvero di altri insediamenti che essi siano di piccola, media o grande distribuzione? Ci piacerebbe sapere di chi si stanno curando gli interessi.” Da qui l’idea di una serrata dimostrativa a tutela del commercio al dettaglio cittadino e dell’ambiente circostante minacciato, come fa notare il Wwf, dalle nuove colate di cemento. “Con i nuovi insediamenti commerciali si assiste ad un dissennato consumo del suolo, all’aumento del rischio idro-geologico, considerando che due strutture, in via Masci e a ridosso dell’ex San Camillo, insisteranno su pendici collinari, ed all’ulteriore ingolfamento del traffico in aree delicate della città come, ad esempio, in via Pescara. Va poi sottolineato che insieme ai centri commerciali- dichiara Luciano Di Tizio, referente Wwf Abruzzo- è prevista anche la costruzione di nuovi alloggi, una scelta del tutto incomprensibile in una città che negli ultimi anni sta costantemente perdendo abitanti: 56.127 nel 2004, 52.163 nel 2014 (dati ISTAT), 51.989 al 30 giugno 2015 (dati non ancora ufficiali). Non a caso il WWF denuncia da sempre i persistenti guasti che il trasversale “partito del cemento” continua a perpetrare ai danni della città. A Chieti si costruisce dagli anni ’60 ad oggi senza alcun rispetto del territorio, invadendo anche le aree destinate alla campagna con palazzi abbarbicati su ogni “piega” collinare e i risultati negativi di una simile sciagurata scelta sono purtroppo ben evidenti sia in termini estetici che di sicurezza e di qualità della vita.” Ma c’è sempre la speranza di risalire la china. In tal senso la serrata di lunedì, a cui aderiranno anche gli ambulanti della città che pubblicizzeranno la protesta con un messaggio che verrà fatto girare in città da una macchina munita di altoparlante, sarà abbinata allo slogan: “A luci spente per riaccendere la speranza”. “È ora di cominciare a chiedersi se non sia il caso di rivedere finalmente scelte che si sono dimostrate nei fatti dannose non solo per i piccoli commercianti ma per l’intera collettività. Resteremo vigili sulla problematica- riprende Tiberio- e siamo aperti a qualsiasi iniziativa che affianchi la nostra per il bene di Chieti e del suo commercio di vicinato.”      

"Nel 2015, grazie al jobs act sono stati creati in Abruzzo circa 7.600 posti di lavoro, numeri che sono in crescita anche nel 2016. E' una vittoria del Governo Renzi". Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, intervenendo oggi pomeriggio nella sede della Walter Tosto Spa di Chieti, alla presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in visita istituzionale in Abruzzo per festeggiare i primi due anni del suo Governo, amministratori locali e molti imprenditori abruzzesi. "L'Abruzzo sta vivendo un momento di forte determinazione e di ferma volontà di riprendere il suo cammino - ha sottolineato ancora il presidente Luciano D'Alfonso -. In questo momento, all'opera ci sono 148 mila imprese e 476 mila occupati percipienti reddito da lavoro. Ma c'è un altro numero importante che voglio sottolineare e mi riferisco agli studenti: abbiamo 220 mila persone che sono impegnate a preparare il loro futuro, 60 mila di essi sono studenti universitari. Dentro questa cornice - ha osservato D'Alfonso - abbiamo l'obbligo di creare lavoro e occasioni di aumento di ricchezza. Perché oggi siamo nella sede della Walter Tosto Spa. Qui - ha sottolineato D'Alfonso - si sono incrociate positivamente le innovazioni normative introdotte dal Governo Renzi, la semplificazione del mercato del lavoro e la semplificazione amministrativa della pubblica amministrazione nei confronti di chi vuole creare ricchezza". Con il jobs act, l'impresa abruzzese Walter Tosto Spa di Chieti ha assunto 49 dipendenti nel 2015 e altri 40 saranno assunte nel corso del 2016. "Questo incrocio - ha proseguito il presidente della Giunta regionale - ha fatto il mondo che il patrimonio di norme nuove, incontrandosi con imprenditori coraggiosi, generasse in Abruzzo 7.600 posti di lavoro in più nel 2015 e ci sono numeri interessanti anche nel 2016. Voglio ricordare che l'Unione Europea e il Governo nazionale ci hanno consegnato due miliardi di euro in mano che noi vogliamo impiegare per creare lavoro e ricchezza; accanto alle risorse finanziarie, però, noi dobbiamo imparare a usare anche le risorse normative, come ci ha dimostrato in questi due anni il Governo Renzi. L'Abruzzo ha bisogno di lavoro perché - ha concluso il presidente D'Alfonso - è capace di fare e di lavorare". In mattinata Renzi ha visitato i laboratori dell'Istituto di Fisica Nucleare del Gran Sasso, accompagnato dal ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, dove ha annunciato un finanziamento per la manutenzione e l'innovazione dell'importante struttura scientifica. "Oggi annunciamo un finanziamento straordinario di 60 milioni per un progetto che l'Infn metterà in atto. Dobbiamo far sì che sui Laboratori del Gran Sasso si possa intervenire su manutenzione e innovazione e sulla grande sfida la e battaglia della materia oscura. I soldi arriveranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Questa sarà una delle priorità su cui mi vedrete lavorare nei prossimi due anni. Negli anni sono stati stanziati meno fondi e questo è un errore. L'Infn riceveva 230 milioni di euro e ha perduto il 15%, quest'anno siamo a 245 milioni e abbiamo cominciato a restituire". E poi, parlando ai ricercatori dell'Ifn, ha rimarcato come sia "giusto fare esperienza all' estero, non bisogna continuare ad aver paura del mondo senza frontiere ma far sì che i nostri Istituti siano all' avanguardia". Non sono mancati riferimenti allo speciale anniversario di oggi, in cui ricorrono i due anni dall'insediamento del suo Governo. "Abbiamo scelto di essere qui per i due anni di Governo, siamo in uno dei luoghi dove in questi ultimi mesi si sono visti i risultati del jobs act. Siamo qui per dare un messaggio: le riforme di cui si parlava da decenni sono un dato di fatto, anche se qualcuno non è d'accordo. Riguardano il passato non il futuro, ora bisogna occuparsi di futuro".
 

 

“Questo è soltanto un piccolo tassello di un progetto molto più ampio, il progetto pizza che parte dalla formazione dei pizzaioli riconosciuta ufficialmente dalla Regione Abruzzo, passa attraverso l’utilizzo dei prodotti tipici del territorio e arriva all’esportazione della pizza a livello internazionale”. Un’idea ambiziosa, quella di Nicola Salvatore che ieri ha tagliato il nastro, assieme ai rappresentanti della Coldiretti, del suo nuovo punto pizza a Chieti Scalo. "Nei miei quarant’anni di carriera – ha spiegato il pizza chef – ho sempre promosso il territorio. Non tutti sanno che attualmente oltre il 60% della materia prima che si utilizza in Italia per fare la pizza non è italiana: il grano viene dalla Russia, il pomodoro dalla Cina, la mozzarella dalla Germania e via dicendo. Se si utilizzassero più ingredienti autoctoni si darebbe al consumatore un prodotto di qualità e si creerebbe più lavoro”. Un monito importante quello di Nicola Salvatore che “Gli Artigiani della Pizza”, punto accreditato a Campagna amica nel piatto, ha scelto di utilizzare tutte materie prime provenienti dalla terra d’Abruzzo, a partire dalla mozzarella che lui stesso definisce “prodotto a chilometro doppio zero, ovvero zero sale e zero chilometri”, che è quella dell’azienda Trabucco di Civitacquana, presente ieri sera all’iniziativa con una dimostrazione live di come si fa una mozzarella di qualità. “L’apertura anche a Chieti Scalo di una pizzeria accreditata a Campagna Amica nel piatto   è un ulteriore tassello nel progetto di valorizzazione del made in Italy agroalimentare partendo da un prodotto simbolo della tradizione italiana – fa sapere  Gabriel Battistelli direttore di Coldiretti Chieti – un tassello importante ma anche un modo per far arrivare alle giovani generazioni la cultura del made in Italy e l’importanza dei prodotti del territorio”. “Una grande soddisfazione – ha dichiarato Mauro Del Ponte di Coldiretti, presente ieri sera all’inaugurazione – anche per noi che ogni giorno valorizziamo il prodotto locale. Essere parte integrante di una rete certificata è fondamentale per dare più valore al prodotto finale che in questo caso è la pizza”. Strategica la scelta dello chef Salvatore che ne “Gli artigiani della pizza” userà tutti i prodotti tipici locali forniti dai produttori di Coldiretti. “Quella di Nicola è una scelta etica– ha affermato  David Falcinelli della Coldiretti - guadagnare meno ma offrire un cibo giusto ai consumatori. L’allevamento Trabucco presente qui questa sera ha scelto di trasformare in azienda il proprio latte. Un bel passo avanti che  mette in evidenza una filiera certificata, controllata che dà risultati positivi per tutti: per l’imprenditore agricolo che ha un reddito decoroso per portare avanti la sua attività, per Nicola che si distingue tra le altre pizzerie per avere un prodotto superiore alla norma e per il consumatore che finalmente potrà curare la sua salute grazie a questi interventi”. Numerosi gli appassionati del gusto che ieri hanno affollato il punto pizza. "Ringrazio – ha sottolineato lo chef Nicola Salvatore -  tutte le persone che hanno presenziato a questo importante appuntamento con la pizza ma soprattutto con il territorio. Tante sono state le difficoltà che mi hanno accompagnato in questi mesi per l’apertura degli Artigiani della Pizza, in primis ostacoli di carattere burocratico. E’ per tal motivo che rivolgo il mio appello personale alle istituzioni affinché garantiscano uno snellimento della burocrazia per l’apertura delle nuove attività e permettano a tutti coloro che hanno voglia di creare qualcosa di nuovo di poter lavorare serenamente”. “La pizza – ha concluso – è un piatto che ci identifica in tutto il mondo. E’ necessario concederle il suo giusto valore. Ma per fare questo è fondamentale lavorare con idee e progetti innovativi e soprattutto fare squadra”.
 

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