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"In queste ore abbiamo appreso della Cometa, azienda metalmeccanica di Casoli, che ha ufficializzato la decisione di chiudere i battenti". Comincia così una nota di Davide Labbrozzi, segretario provinciale della Fiom Cgil, che conferma la cessazione dell'attività della storica fabbrica, da mesi alle prese con una serie di difficoltà, che hanno visto gli oltre 50 operai lottare duramente per la salvaguardia del loro posto di lavoro. E Labbrozzi non è tenero nei confronti dei vertici della Cometa, che accusa di scarso impegno in questa vertenza. "Qualcuno sostiene - continua il sindacalista - che le difficoltà sarebbero legate al calo o perdita dei volumi, si offrirebbe invece un buon servizio ai lavoratori e a tutti coloro che devono avere soldi dalla Cometa, se si spiegasse meglio com'è stato possibile accumulare così tanti debiti, situazione che tra l'altro mai nessuno ha pensato di denunciare. Quando c'è il calo della commessa si lavora per trovarne un'altra, non si tirano i remi in barca con la speranza che dal cielo piovano produzioni nuove. Se questo non si è in grado di farlo e, quando non si è capaci di gestire un'azienda con il debito che lievita, bisogna decidere di passare la mano". E la Fiom annuncia che ha intenzione di presentare un esposto alla Procura di Lanciano, affinché venga fatta luce sulle ultime vicende societarie. "Perché - aggiunge -  non è sufficiente dire ai lavoratori che L'Azienda sta chiudendo, bisogna spiegare loro il perché. Presto lo farà la Fiom. La Cometa non contenta di quanto generato nel corso del tempo, ha utilizzato ammortizzatori impropri per governare una fase di crisi che non era temporanea, così come dichiarato con gli accordi sindacali, ma di natura irreversibile". Nel mirino del sindacato c'è anche l'ipotesi, prospettata dall'azienda, di offrire a ogni lavoratore 4500 euro come incentivo all'esodo, in cambio della rinuncia a qualsiasi altra rivendicazione. "Un disastro nel disastro", conclude Labbrozzi.
 

E’ sciopero a oltranza alla Cometa di Casoli, azienda di subfornitura per motocicli, quad, motoslitte, seadoo (moto d'acqua), piccoli aerei, supercar e treni che lavora per aziende come Honda, Brp, Piaggio, Ktm. Lo sciopero è stato indetto dalla Uilm Uil Chieti-Pescara a seguito di una crisi senza precedenti nell’azienda dell’indotto della Val di Sangro. Ieri pomeriggio nella sede di Confindustria di Mozzagrogna si è tenuto un incontro tra la segreteria UILM, la direzione aziendale, rappresentata dall’imprenditore Pietro Rosica (anche presidente regionale del comitato piccola industria in Confindustria) e dal commercialista, Camillo Catana Vallemani,  il commissario dell’azienda, Francesca Elisio e la RSU. Sul tavolo di discussione la crisi che ha investito la Cometa di Casoli, che occupa 55 dipendenti, e che nel 2015 ha cominciato ad avere pesanti problemi di liquidità a cui sono seguiti ritardi nel pagamento degli stipendi, oltre tre mesi di mensilità non corrisposte. "Alla fine del 2015 - spiega il segretario della Uilm Nicola Manzi - l’azienda non aveva soldi nemmeno per mandare avanti l’attività. Anche la Honda, in via del tutto eccezionale, è intervenuta per pagare le retribuzioni arretrate pur di proseguire la produzione. A questi sforzi tuttavia è seguita la richiesta dell’azienda, lo scorso 19 febbraio, del concordato preventivo, una procedura concorsuale, prevista dalla legge fallimentare, grazie alla quale l'imprenditore per evitare il fallimento cerca di trovare un accordo con i creditori.  Di qui la protesta dei 55 lavoratori che, ad oggi, non hanno ancora percepito parte dello stipendio di dicembre 2015, tutto gennaio 2016 e fino al 18 febbraio di quest’anno". Lo sciopero a oltranza, con conseguente arresto della produzione, è scattato martedì 29 marzo a seguito di una richiesta di incontro all’azienda, disattesa, da parte dei dipendenti che chiedono il pagamento delle mensilità arretrate e di alcune cessioni del quinto, trattenute e non versate, e che lamentano il mancato pagamento del Tfr  accantonato al fondo di previdenza complementare Cometa dal 2014. Le richieste degli operai, stremati da una situazione di limbo che dura da mesi, riguardano anche l’apertura della procedura di mobilità da parte dell’azienda. La Cometa nell’incontro di ieri ha annunciato di presentare, entro domani, un’istanza al giudice per il pagamento delle mensilità arretrate e ha dato disponibilità per l’apertura della procedura di mobilità. I dipendenti, una cui delegazione ieri era presente sotto la sede di Confindustria, hanno annunciato di sospendere lo sciopero solo a seguito di risposte certe da parte della direzione Cometa rispetto alle richieste presentate. “Dove non è intervenuta l’azienda – commenta il segretario Uilm-Uil Chieti Pescara, Nicola Manzi – è intervenuta la Uilm che si è posta da tramite con i lavoratori per dare loro risposte chiare e concrete in questi mesi di estrema difficoltà. Queste persone stanno vivendo un dramma sia economico che sociale dal momento che oltre alle mensilità arretrate non corrisposte, c’è anche l’incertezza del loro futuro lavorativo. Seguiamo con la massima attenzione questa vicenda che rappresenta l’ennesima sconfitta per il territorio e per un indotto che, gestito con un vecchio modo di fare industria, non è riuscito a rigenerarsi e a stare sul mercato dopo la crisi di Honda Italia”.