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Gli oltre 11mila infermieri dell’Abruzzo si incontrano venerdì 28 e sabato 29 ottobre prossimi in un convegno organizzato dall’Ipasvi della provincia di Chieti (federazione che rappresenta 3.400 iscritti) e sostenuto dai presidenti dei quattro ordini professionali abruzzesi per un confronto con la politica regionale sul futuro della sanità.
L’incontro, che si terrà dalle ore 14 presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università degli studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti, è dedicato al tema “Le nuove frontiere della professione infermieristica fra ospedale e territorio - scenari in ambito infermieristico, sfide e opportunità”. Vuole essere un momento di confronto costruttivo con i rappresentanti della Regione, appena uscita dal commissariamento, e a sostegno della politica di riorganizzazione del Sistema sanitario, in una fase di grandi prospettive e grande impegno, nella quale gli infermieri dovranno necessariamente avere un ruolo cardine.
«Molto si sta facendo per la riorganizzazione del Sistema sanitario regionale – afferma il presidente dell’Ipasvi di Chieti, Giancarlo Cicolini – e molto hanno fatto gli infermieri a sostegno dell’attività dell’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, sempre mostratosi vicino alla nostra professione. Usciti dal commissariamento, è il momento di investire in maniera decisa per portare a termine l’intero programma di governo. Gli infermieri sono pronti a sostenere tali riforme che, come anticipato dall’assessore, vedranno a breve lo sviluppo di modelli organizzativi innovativi per la nostra regione e da tempo auspicati dall’Ipasvi, sia in ambito territoriale sia ospedaliero. Tali modelli saranno illustrati dall’assessore Paolucci durante il convegno. A tale proposito, voglio sottolineare l’efficace sinergia fra la Regione Abruzzo, la Asl Lanciano Vasto Chieti, l’Università e l’Ipasvi nei diversi livelli, che ha consentito di dare concretezza a quei modelli organizzativi che ci hanno affrancati dal commissariamento».
I saluti del magnifico rettore, Carmine Di Ilio, del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, daranno il via agli interventi dell'assessore regionale Silvio Paolucci e dei rappresentanti nazionali e internazionali della professione infermieristica, tra i quali la presidente e la segretaria della Federazione nazionale Ipasvi, Barbara Mangiacavalli e Beatrice Mazzoleni, la presidente dei revisori dei conti, Ausilia Pulimeno, la presidente dell’Accademia scienze infermieristiche, Paola Arcadi, il direttore delle professioni sanitarie del Policlinico universitario “Gemelli” di Roma, Maurizio Zega, nonché il direttore della Direzione infermieristica dell’Ambito territoriale di Rimini dell’Ausl Romagna, Vianella Agostinelli. Saranno inoltre presenti relatori internazionali quali Sebastià Banús, direttore della Global clinical trials – Global care clinical trial Ltd.
Gli argomenti trattati riguarderanno, in particolare, gli ambiti di sviluppo della professione infermieristica in Italia, in riferimento all’attuale contesto normativo, favorendo il confronto tra la realtà abruzzese e quella di altre regioni. Durante il congresso saranno premiati i primi tre classificati del Secondo concorso di ricerca infermieristica bandito dall’Ipasvi e sarà presentato un video, realizzato dal Direttivo Ipasvi, finalizzato a rafforzare l’identità professionale dell’infermiere.

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di oggi pomeriggio, ha deliberato l'uscita dell'Abruzzo dal regime commissariale della sanità. E' la prima Regione italiana - tra quelle commissariate - ad aver concluso la procedura. Già in mattinata la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome aveva dato parere favorevole all'uscita dal commissariamento. "E' un risultato che ci riempie d'orgoglio - commenta l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci - frutto di un lungo lavoro, che negli ultimi due anni ha visto questa amministrazione regionale lavorare senza sosta per restituire agli abruzzesi la gestione della sanità. E un ringraziamento va al presidente Luciano D'Alfonso e alla struttura commissariale per la fiducia che hanno riposto in me. Oltre, naturalmente, al prezioso lavoro di accompagnamento, indirizzo e monitoraggio reso dai ministri dell'economia, delle finanze e della salute, e delle strutture tecniche competenti. Ci sono stati momenti difficili, ma tutte le scelte che sono state prese, avevano l'unico obiettivo di migliorare la qualità dell'offerta sanitaria ai nostri utenti". Ma quali sono stati i fattori principali che hanno portato alla fine del commissariamento? Tra il 2014 e il 2016, l'assessorato regionale alla sanità ha collaborato con la struttura commissariale, operando principalmente su 5 ambiti di intervento: la programmazione sanitaria, la riorganizzazione delle reti del servizio sanitario regionale, la definizione dei percorsi assistenziali, l'aspetto economico-finanziario, il miglioramento dei livelli essenziali di assistenza (i Lea). Per quanto riguarda la programmazione sanitaria, negli ultimi tre anni, oltre al piano di riqualificazione del sistema sanitario regionale (che ridisegna completamente l'architettura dell'organizzazione abruzzese), la Regione ha approvato il piano di prevenzione 2014-2018, i protocolli Sten e Stam, oltre all'istituzione del registro regionale dei tumori. Accanto a questi strumenti, sono state varate misure che hanno contribuito al miglioramento della gestione, come la dematerializzazione delle prescrizioni farmaceutiche, il contenimento della spesa per il personale, l'erogazione dei farmaci "off label" per le malattie rare. Sul fronte della riorganizzazione delle reti, l'Abruzzo è stata la prima Regione a varare il riordino della rete ospedaliera secondo le prescrizioni del DM 70/2015 (il decreto "Lorenzin"). Un atto che era stato preceduto dalla rimodulazione dei punti nascita, dalla riorganizzazione della rete dei servizi territoriali, di quella della salute mentale e dell'emergenza-urgenza. "Sono stati punti - continua Paolucci - su cui lo scontro politico è stato duro, ma oggi possiamo dire con certezza che riconsegniamo all'Abruzzo una sanità che può competere con gli standard di quelle Regioni italiane, da sempre considerate esempi da seguire e imitare". Fino a poco tempo fa, in Abruzzo mancavano percorsi diagnostici definiti, rispetto ai quali i cittadini-utenti non conoscevano punti d'accesso e modalità di assistenza. Oggi questa tendenza è stata invertita e sono già stati approvati, tra gli altri, i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali per il diabete, per le malattie infiammatorie croniche dell'intestino e per il tumore del colon retto. Un particolare impegno è stato riservato, naturalmente, ai conti della sanità: i Ministeri delle Finanze e della Salute hanno certificato che il sistema sanitario abruzzese è in equilibrio. Nel 2014 e nel 2015, sono stati destinati al ripiano totale delle perdite pregresse delle Asl, oltre 415 milioni di euro e sono stati contestualmente migliorati i tempi di pagamento dei fornitori. Gli ultimi due dati salienti riguardano il punteggio dei Lea, passato da 145 del 2012 a 163 del 2014, e la riduzione dell'inappropriatezza dei ricoveri, scesa al 14 per cento del 2015, a fronte del 25 per cento del 2012. "Ora si apre una nuova fase - conclude Paolucci - che ci vedrà impegnati su nuove e altrettanto importanti sfide. Non posso, però, oggi non ringraziare tutti i cittadini abruzzesi e gli operatori del mondo della sanità. E, infine, ma non ultimi, i dipendenti dell'assessorato regionale alla sanità e dell'Agenzia sanitaria regionale, che hanno lavorato con passione e dedizione, nel rispondere efficacemente alle tante prescrizioni che in questi anni ci arrivavano da Roma".

“Su nostra precisa richiesta si è svolta questa mattina una Conferenza dei Capigruppo resa necessaria vista la perdurante assenza del presidente D’Alfonso in Consiglio regionale reo di non dare seguito alla risoluzione approvata dall’Assise regionale che prevede la sospensione del Decreto n.55. Si tratta del provvedimento che prevede la riorganizzazione della struttura sanitaria regionale da noi contestato pesantemente perché sancisce la chiusura di alcuni ospedali e il ridimensionamento di altri, soprattutto nelle aree interne".  E’ quanto dichiarano in una nota i Consiglieri regionali di Forza Italia a margine dei lavori odierni. “Il presidente D’Alfonso – prosegue la nota – è intervenuto in Conferenza dei Capigruppo dichiarando, ancora una volta, che l’uscita dal Commissariamento è ormai imminente ed è questione di giorni. Appena ciò avverrà si è impegnato solennemente a convocare una riunione tecnica con i sindaci e i rappresentanti delle comunità locali proprio per approfondire l’argomento. Noi riteniamo inconcepibile che l’organizzazione della rete emergenze urgenze veda penalizzare pesantemente le aree interne e strutture sanitarie come quelle di Penne, Popoli e Ortona. Ci attendiamo che D’Alfonso passi dalle parole ai fatti anche per rivedere l’organizzazione dei Pronto soccorso. Tra l’altro, visto il recente sisma, appare quanto mai folle depotenziare l’ospedale di Popoli. Intanto – concludono i Consiglieri di Forza Italia – abbiamo chiesto che vengano sospesi tutti gli atti dei direttori delle Asl che prevedono chiusure e riduzioni dei nosocomi delle aree interne”.    

Perché l'Abruzzo continua a ritardare l'uscita dal commissariamento della sanità? Per il consigliere regionale Mario Olivieri, esponente della maggioranza ed eletto con Abruzzo Civico, la colpa è...della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, "che continua - sottolinea - a chiudere i bilanci con consistenti disavanzi, impedendo in tale modo la fuoriuscita della nostra Regione dal commissariamento". Olivieri ha depositato un'interrogazione (circostanza piuttosto inusuale per un rappresentante della coalizione di governo), in cui chiede alla Regione quali azioni intenda intraprendere sull'operato dei vertici dell'azienda sanitaria. E il consigliere di Abruzzo Civico fa anche un elenco di cifre: a partire dai 400mila euro corrisposti lo scorso anno al laboratorio di genetica molecolare del Dipartimento di Scienze Psicologiche dell'Università di Chieti, per prestazioni inserite nel tariffario regionale, come da convenzione stipulata con lo stesso Dipartimento. "Il costo delle prestazioni erogate - rimarca - e parliamo in gran parte di diagnosi di tumore alla mammella, è di gran lunga superiore a quello delle prestazioni che avrebbero potuto erogare le due strutture universitarie preesistenti di genetica, da anni convenzionate con la Asl. A questa situazione si aggiunge il caso di una seconda convenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti stipulata con l'Università di Chieti, per l'esecuzione delle risonanze magnetiche nucleari al costo complessivo di circa 700mila euro annui". Con la stessa somma, sempre secondo Olivieri, il policlinico si sarebbe potuto dotare di un apparecchio per le risonanze. "Ricordo - conclude - che il decreto legislativo 502/92, in materia di Riordino sulla Sanità, stabilisce che in caso di violazioni del principio del buon andamento e di imparzialità della amministrazione, o in caso in cui la gestione presenti una situazione di grave disavanzo, la Regione è tenuta a risolvere il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale".

Un primo sì del Ministero della Salute all'uscita del commissariamento della sanità abruzzese, dettato dall'esame delle prime proiezioni che dimostrano la crescita sul livello di assistenza: la prevenzione e la rete di emergenza-urgenza. Così l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci ha preannunciato oggi in conferenza stampa la prossima fine del regime di commissariamento della sanità abruzzese a conclusione di un percorso che ha visto la Regione Abruzzo adempiente su tutti i punti riguardanti il mandato commissariale. "Per il secondo anno consecutivo e migliorando di molto quello che era accaduto nello scorso anno", ha detto Paolucci, "abbiamo conseguito la piena adempienza sui livelli essenziali di assistenza perché abbiamo investito sulla prevenzione e sugli screening e anche sulla rete di emergenza-urgenza che per la prima volta ha ricevuto un importante riconoscimento poiché siamo riusciti a ridurre il tempo di risposta per 'allarme target per i codici rossi': un passaggio molto importante per la salute dei cittadini". "La crescita sugli obiettivi salute e la sostenibilità del sistema ha consentito di esaurire tutti i punti che erano stati indicati nel mandato commissariale". Paolucci ha spiegato che anche quest'anno è stato registrato l'equilibrio economico che, "anche se è stato raggiunto con alcune sopravvenienze straordinarie attive, ha in sé tutte le coperture necessarie per procedere anche a un restringimento delle risorse nazionali". "Raggiungiamo un traguardo che dovrebbe inorgoglire tutta la comunità degli abruzzesi, essendo la nostra la prima Regione d'Italia ad avere concluso positivamente l'iter di riordino dell'intera rete ospedaliera". Nei prossimi giorni la Giunta regionale metterà all'ordine del giorno un provvedimento che faccia accedere al percorso di uscita con il trasferimento dei poteri, così come prevede la Legge n. 191/2009; successivamente la deliberà passerà al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e subito dopo si sottoporrà al riconoscimento del Consiglio dei Ministri. "Ora", ha detto l'assessore, "c'è un altro percorso da fare: garantire la qualità e gli esiti delle cure, cioè migliorare ed elevare la qualità dell'assistenza; e oggi sarà più semplice poterlo fare". Quanto ai tagli in sanità e alla riclassificazione degli ospedali, Paolucci ha detto che la "nuova rete ospedaliera non taglia nulla in quanto il numero dei posti letto rimarrà invariato". La riorganizzazione della rete è stata razionalizzata secondo un modello che ha previsto due momenti: in primo luogo il potenziamento della rete emergenza-urgenza per garantire al cittadino un percorso capace di minimizzare i tempi di percorrenza rispetto alla soluzione di problematiche tempo/dipendenti (ictus, trauma e infarto) e in secondo luogo la valorizzazione dei know-how degli operatori in modo da concentrare l'esperienza e aumentare il numero degli interventi nei presidi sanitari vocati.

Per l'uscita ufficiale dal commissariamento della sanità regionale ci vorrà ancora un po', anche se ieri - al tavolo di monitoraggio che si è tenuto a Roma - è stato certificato il raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza per il 2013. E questo, secondo l'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, permetterà intanto lo sblocco di 92 milioni di euro, aprendo di fatto la via alla fine del tutoraggio romano sull'Abruzzo. L'equilibrio finanziario dei conti era già stato raggiunto da tempo, ma a questo ora si aggiungono anche i Lea. E Paolucci, come riporta questa mattina il quotidiano "Il Centro", riferisce anche che il tavolo avrebbe dato un "avallo di massima" al piano sanitario regionale 2016-2018, che contiene il riordino della rete ospedaliera (con 11 pronto soccorso) sulla base del Decreto Lorenzin, al centro di un duro scontro politico tra maggioranza e opposizione all'Emiciclo. E, infatti, alle dichiarazioni di Paolucci arriva immediata la replica del gruppo consiliare di Forza Italia in Consiglio regionale, secondo cui "come può Paolucci parlare di grande successo, se per l'Abruzzo si prevede una riforma sanitaria devastante che porterà alla chiusura o al declassamento di 10 nosocomi (Sant'Omero, Atri, Giulianova, Penne, Ortona, Popoli, Sulmona, Guardiagrele, Atessa e Castel di Sangro) con la soppressione, in quasi tutti, del pronto soccorso? L'Assessore alla sanità continua a gettare fumo negli occhi degli abruzzesi, nel tentativo di nascondere il pesante scotto che dovremo pagare a causa del suo, e del commissario D'Alfonso, sciagurato piano". Per gli esponenti della minoranza, "la realtà è ben diversa da quella rappresentata da Paolucci - spiegano - che omette due particolari: in primis che già da un anno l'Abruzzo è praticamente fuori dal Commissariamento e che gli ottimi livelli di assistenza erano già stati certificati nel 2014, raggiunti quindi grazie al lavoro della Giunta Chiodi. Forza Italia resta fortemente critica sul piano di risanamento firmato Paolucci e D'Alfonso e continuerà la sua battaglia a difesa dei sacrosanti diritti dei cittadini".