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Il centrodestra lancianese sceglierà di ricorrere alle primarie per la scelta del candidato sindaco da far correre alle Comunali della prossima primavera? L'interrogativo si riaccende oggi, dopo la notizia che a Vasto tutti i gruppi di opposizione al centrosinistra, hanno individuato questa opzione all'unanimità per la creazione di un blocco elettorale alternativo a quello che ormai da 10 anni guida Palazzo di Città. Un risultato ottenuto al termine di un lungo lavoro di mediazione e cesello, che ha portato alla dichiarazione di pace di tutte le anime della minoranza: da Peppino Tagliente a Massimo Desiati, da Antonio Prospero a Etelwardo Sigismondi, fino ad arrivare a Nicola Del Prete e alle altre formazioni civiche. Ma questa strada è praticabile anche a Lanciano? Proviamo a fare una piccola analisi. A Vasto il centrodestra da decenni ha 3 protagonisti che, pur spesso su posizioni contrapposte, sono riconoscibili come rappresentanti dello schieramento e sono sempre rimasti in qualche modo sulla scena politica. Parliamo di Tagliente, Desiati e Prospero. Sono loro gli artefici di questo "patto di non belligeranza", a cui hanno aderito, magari anche loro malgrado, tutti gli altri. A Lanciano, invece, chi dovrebbe ricoprire il ruolo di rimettere insieme le varie anime della coalizione? Chi sono i "padri nobili" (passateci il termine), in grado di aggregare e far ragionare i vari centrodestra? Perché non dimentichiamo che da almeno 15 anni (dai tempi dell'ultimo Fosco), il capoluogo frentano è stato al centro di una guerra tra gruppi politici omogenei (spesso anche dello stesso partito) senza esclusione di colpi. Manca dunque questa figura, fondamentale almeno per avviare le trattative, che deve essere rigorosamente lancianese. Almeno se si vuol tentare di replicare il modello vastese. C'è poi difficoltà nella riconoscibilità dell'appartenenza politica di quelli che una volta erano i rappresentanti del centrodestra. Al momento in Forza Italia è rinoscibile solo Manlio D'Ortona (che però da solo non ha la forza per compiere l'impresa), perché anche l'ex sindaco Filippo Paolini da un po' ha rapporti piuttosto "freddini" con il suo partito e Donato Di Fonzo è addirittura passato con il centrosinistra, candidandosi l'anno scorso alle Regionali con Luciano D'Alfonso. Ermando Bozza si è dedicato alla sua lista civica, Graziella Di Campli ha fatto andata e ritorno da Fratelli d'Italia, Marco Di Domenico ha traslocato nel gruppo misto e Luciano Bisbano sembra non aver grande interesse a immischiarsi più di tanto in queste beghe. Nicola Fosco, ma questo ormai da anni, è un battitore libero e anche gli altri sembrano spariti: da Gianpanfilo Tartaglia a Luciano Fratangelo, da Riccardo La Morgia a Marino Ferretti, fino ad arrivare a Giuseppe Di Campli e Fabrizio Bomba. E la lista potrebbe essere ancora più lunga, ma bastano anche questi nomi per capire che organizzare le primarie del centrodestra a Lanciano sa molto di "mission impossible"...A meno dell'arrivo di una figura "esterna", che rischia però di vedersi immediatamente delegittimata perché imposta dall'alto e non scelta dalla base. Una situazione, quindi, complicata. Ma non certo una novità, visto che qualche mese fa è apparsa in tutto il suo imbarazzo nell'incontro pubblico convocato alla Gemelle con tutti i maggiorenti del partito. Doveva essere l'avvio di un nuovo percorso, di cui però a oggi non c'è ancora traccia. 

Parla a nome di tutto il partito il segretario cittadino del Pd Leo Marongiu, che insieme ai consiglieri comunali Angelo Laccisaglia e Antonio Bianco e all'assessore Pasquale Sasso, ribadisce con forza e convinzione la ricandidatura del sindaco uscente Mario Pupillo. L'obiettivo però resta l'unità della coalizione di centrosinistra, ma anche della maggioranza che sta alla guida della città. Il riferimento va dritto alla posizione del vice sindaco Pino Valente, che non ha ancora sciolto la riserva su una sua eventuale corsa verso Palazzo di città. “A un partner importante, a un alleato io dico andiamo uniti, abbiamo condiviso tante battaglie, iniziato insieme un percorso di cambiamento che nei prossimi mesi sarà visibile e concreto, non regaliamo quindi le nostre divisioni al centro destra”. E' quasi un appello da parte di Marongiu, che questa mattina in conferenza stampa ha precisato che la prossima settimana ci sarà un incontro con Valente proprio per fare chiarezza e capire quale sarà il percorso della prossima campagna elettorale. Incontri sono previsti anche con le altre forze di coalizione, Sel, Rifondazione e con quei movimenti che cinque anni fa hanno sostenuto Pupillo. Tavoli che dovrebbero concludersi entro 15 giorni. Ma al di là dello scenario che si disegnerà alla luce di queste riunioni il segretario, nonché consigliere comunale, ha tenuto a sottolineare l'apertura del partito al dialogo e al confronto. “L'intenzione è quella di presentarci uniti alla città, qualora però emergessero altre espressioni autorevoli, siamo disposti anche a confrontarci con le primarie, ma quando si parla di primarie si parla anche di unità, perché dopo il risultato bisogna lavorare e impegnarsi insieme, con coerenza, rispettando la volontà dei cittadini che hanno scelto”. Nessuna pregiudiziale, dunque, nei confronti di uno strumento di partecipazione, che non da tutti viene visto con favore, anche se l'auspicio del Partito Democratico resta l'intesa, l'accordo di tutta la coalizione sul nome di Mario Pupillo. “E' il candidato naturale, di questo siamo fermamente convinti, non ci sono esitazioni, né tentennamenti, abbiamo iniziato un percorso di cambiamento – ha aggiunto Leo Marongiu – che non deve essere interrotto. Pupillo ha mostrato in questi anni grande capacità di mediazione e aggregazione, ci sono stati dei confronti dialettici ma non ha mai perso di vista il bene comune. Insieme siamo riusciti a chiudere 20 anni di centro destra”. E questo risultato per il segretario e per tutto il Pd non deve essere vanificato. Posizione chiara, cristallina che non si presta a nessuna libera interpretazione, ora non resta che conoscere cosa risponderà Valente all'accorato e sincero appello di Marongiu. Bisognerà quindi ancora aspettare per sapere il centro sinistra come si preparerà alle prossime elezioni e se il nome di Mario Pupillo riuscirà a mettere tutti d'accordo. (Pina De Felice)

(nella foto in  alto, tratta da Fb, Valente, Bianco e Marongiu alla cerimonia di questa mattina in occasione dell'anniversario del 4 novembre; in basso un momento della conferenza stampa con Bianco, Marongiu, Laccisaglia e Sasso)

"Il nostro movimento non è organico al centrosinistra", una formula 'diplomatica' per rimarcare che non è sua intenzione partecipare a eventuali primarie di coalizione. Il vice sindaco Pino Valente, come già riportato ieri da VideoCittà, non smentisce la sua eventuale candidatura a sindaco nelle Comunali della prossima primavera. Ma sottolinea di voler ancora riflettere prima di prendere una qualunque decisione. Anche perché sarebbe piuttosto complicato candidarsi in contrapposizione all'attuale primo cittadino, con cui ha amministra dal 2011. In una lunga nota Valente spiega la sua posizione. "E' vero, ci sono tanti cittadini e simpatizzanti del movimento civico Progetto Lanciano che mi chiedono di fare un passo avanti e guidare il movimento nelle prossime elezioni amministrative del 2016 - scrive - confermo anche che sto valutando tale proposta ma al momento non ancora sciolgo la riserva. Mi sono preso del tempo per decidere. Per decidere quale sia la cosa migliore non per me, ma per la nostra città. Avverto palpabile l'attesa di tante persone che credono in me e nell'azione portata avanti da Progetto Lanciano in questi quattro anni di amministrazione". Poi il passaggio sulle primarie. "In merito alla richiesta di partecipare alle primarie del centrosinistra - continua - ricordo agli amici che hanno avanzato tale proposta che la nostra è una lista civica che ha scelto nel 2011 l'apparentamento al secondo turno con il sindaco Mario Pupillo. Questo per sottolineare come il nostro movimento non è organico al centrosinistra, ma vera forza civica di cambiamento, che ha però condiviso con il centrosinistra una scelta importante, quella di governare la nostra città nel periodo storico ed economico più difficile per la nostra Italia dal dopoguerra ad oggi.Ho bisogno ancora di qualche giorno di tempo per effettuare tutte le mie opportune valutazioni in merito alla candidatura - conclude Valente - trattandosi di un passo estremamente importante per chi come me ama in maniera incondizionata la propria città, Lanciano!"

Non ha ancora deciso il vice sindaco Pino Valente se correre o meno alla conquista della poltrona di primo cittadino, da solo, come fece cinque anni fa carico di entusiasmo, forte di quel consistente pezzo della cosiddetta società civile che dopo averlo appoggiato in tante battaglie gli aveva chiesto di candidarsi. Ma ora? La situazione è molto cambiata e non può essere diversamente quando dall'opposizione, dalla “voce contro”, si diventa amministratori con tutte le responsabilità che questo comporta, con gli inevitabili problemi da risolvere. Ci si scontra con la difficoltà reale a dare risposte che forse stando fuori dal Palazzo sembrano più semplici. E Valente lo sa bene, anche se nel corso di questi anni più di una volta ha preso posizioni distanti e divergenti dal resto della maggioranza e dal sindaco Pupillo (tasse, bilancio, ultimo in ordine di tempo l'affidamento dei lavori a Di Biase con una procedura finita al centro delle polemiche). Tensioni rientrate in considerazione di un obiettivo più importante: governare e per questo sono spesso necessari aggiustamenti e compromessi. Comunque l'assessore alla cultura dice di stare ancora riflettendo, ma non nasconde che sono in tanti a chiedergli di tornare in campo. La sua è una scelta importante, che non può essere presa sull'onda dell'emozione o di facili entusiasmi. La possibile candidatura di Valente insieme alla riconferma unanime da parte del Partito democratico di Lanciano di Mario Pupillo sono bastate a scatenare, come accade sempre in questi casi, considerazioni e commenti. Il consigliere comunale Pd Angelo Laccisaglia, in un comunicato ha parlato di primarie aperte, di tornare a dare la parola ai cittadini e dunque se Valente vuole candidarsi si misuri con le primarie. "Invito il mio partito a non arroccarsi ora su posizioni anche legittime, ma ad aprirsi e coinvolgere i cittadini con lo strumento che anche 5 anni fa ci permise di vincere le elezioni. Con le primarie di coalizione, dal giorno dopo avremo una squadra unita e già pronta per continuare quel percorso di cambiamento iniziato il 30 maggio 2011. Non è possibile regalare le nostre divisioni al centro destra”. E se Laccisaglia conferma il suo incondizionato appoggio a Pupillo, c'è chi come Maurizio Catania, segretario cittadino di Liberalpd, che non ha gradito un'investitura senza alcun confronto, appresa dai giornali. “Ancora una volta si è persa una occasione di dialogo non solo con tutte le parti interessate del centro sinistra, ma soprattutto con i cittadini – dice Catania - a noi del circolo Liberalpd di Lanciano le corone non piacciono, figuriamoci le imposizioni dall'alto. Siamo abituati a confrontarci e ad ascoltare i cittadini. Non è scontato il nostro appoggio al sindaco uscente, se non con il preliminare confronto di tutte le parti politiche del centro sinistra e con i cittadini attraverso le primarie”. La parola dunque ai cittadini anche per Maurizio Catania. Non di nomi, ma di progetti torna invece a parlare Tommaso Sarchese che auspica la costruzione di un vero e proprio programma politico e amministrativo capace di tenere conto delle esigenze reali e non fatto a tavolino con il “copia-incolla”. Tra gli argomenti mette al primo posto l'ambiente, la tutela e la salvaguardia del territorio. “Purtroppo la consulta dell'Ambiente non è decollata – si legge in una nota -  non sto qui a ripercorrere una storia su cui sono intervenuto diverse volte, e allora occorre trovare degli strumenti che possano coinvolgere, in questo frangente, realtà esterne affinché si elabori non un libro dei sogni, ma un progetto che possa nei prossimi anni essere realizzato e dare risposte a problemi quali, traffico, aree verdi, rifiuti, energia, qualità dell'aria, dell'acqua, dissesto idrogeologico”. Nell'articolato documento di Sarchese emerge la volontà a partecipare alla costruzione di un progetto che includa le associazioni e i comitati, i cittadini sensibili all'argomento. “Cominciare questo percorso era già mia intenzione – sottolinea – in qualità di responsabile ambiente del Pd lancianese, ma dal momento in cui è stata azzerata la segreteria tutto si è fermato sul piano della elaborazione politica. Ci sarà la volontà da parte di tutti di fare questo?”. Anche nel centro sinistra ci sono dunque nodi da sciogliere e interrogativi a cui rispondere con chiarezza prima di dare il via alla battaglia elettorale. (Pina De Felice)

Non ha avuto gli effetti sperati l'incontro - convocato dal coordinatore provinciale di Forza Italia Daniele D'Amario, su incarico del coordinatore regionale Nazario Pagano - tra Filippo Paolini e Manlio D'Ortona, che avrebbe dovuto trovare un accordo tra i due contendenti "azzurri" alla candidatura a sindaco di Lanciano, in occasione delle amministrative della prossima primavera. Sia Paolini che D'Ortona pare non abbiano nessuna intenzione di fare un passo indietro e attendono, dunque, l'investitura del partito. Una bella gatta da pelare per Pagano, stretto tra l'esigenza di presentare un candidato sindaco espressione diretta di Forza Italia in un Comune strategico come Lanciano per il centrodestra, e le divisioni locali del partito, con gli ex An vicini a Mauro Febbo che invece vorrebbero le primarie. La domanda, però, che circola con insistenza da settimane - dopo l'iniziativa alle Gemelle di fine agosto, diventata celebre per l'uscita di Antonio Razzi sul navigatore satellitare - è una sola: ma chi rappresenta e coordina Forza Italia nel capoluogo frentano? Chi sono i referenti locali? Esiste una struttura cittadina a cui i simpatizzanti possono rivolgersi? Quale ruolo ha il gruppo di lavoro di Luciana Di Castelnuovo? Interrogativi che mettono in luce la debolezza degli azzurri in un Comune dove per quasi vent'anni il centrodestra, e Forza Italia in particolare, ha sempre avuto un bacino elettorale di tutto rispetto. E la dimostrazione del caos che regna nel principale partito di opposizione è rappresentata anche dall'immobilismo in vista delle Comunali 2016: nel centrodestra "pescano" sia Tonia Paolucci, che l'Udc, che ha già annunciato di volersi presentare con un proprio candidato alla carica di primo cittadino, che sarà quasi certamente Errico D'Amico. E se Paolini dovesse - come si sussurra e come anticipato qualche giorno fa da VideoCittà - decidere di convergere proprio su di lui, Forza Italia perderebbe un altro esponente di rilievo. Nell'ormai famoso incontro alle Gemelle, il deputato Fabrizio Di Stefano disse chiaramente che il candidato sindaco va individuato a Lanciano e dalla base lancianese: una sorta di passo indietro per lasciare libertà di scelta ai rappresentanti locali. L'unico dubbio resta sempre lo stesso: oggi, chi sono questi rappresentanti?

Mancano ancora diversi mesi all'appuntamento con le urne per l'elezione del nuovo sindaco di Lanciano, ma il quadro politico cittadino è già piuttosto complicato e vale la pena fare una sorta di riepilogo per non perdere il filo. Cominciamo dall'attuale unica certezza: la candidatura di Tonia Paolucci, che essendo a capo di una lista civica (Libertà in Azione), non dovrà sottostare alle dinamiche dei partiti e neppure partecipare a eventuali primarie. Certa dovrebbe essere (ma il condizionale resta d'obbligo) anche la ricandidatura del sindaco uscente Mario Pupillo. Qualche giorno fa, in un'intervista al Messaggero, ha dichiarato di volersi ricandidare, pur rimettendo la decisione finale nelle mani del suo partito, il PD, cui spetta l'ultima parola. C'è chi dice che sia pronto a ritentare la scalata a Palazzo di Città anche l'attuale vice sindaco Pino Valente, candidandosi alla guida del suo "Progetto Lanciano". Nell'eventuale ballottaggio, sarebbe replicato il patto del 2011 e cioè l'apparentamento con Pupillo. Un patto in cui non è chiaro che ruolo potrebbe avere Donato Di Fonzo, silenzioso da mesi, che sta probabilmente riflettendo sul suo futuro politico. Più tormentata la situazione in casa Udc. Il capogruppo consiliare Paolo Bomba, l'altro giorno sul Centro ha smentito qualunque ipotesi di "avvicinamento" del suo partito al centrosinistra e in particolare al presidente della Regione Luciano D'Alfonso, dopo che erano circolate voci di un "interessamento" del governatore a Errico D'Amico, che in tanti e da tempo, vedono già come uno dei candidati in corsa per lo scranno più alto del municipio. La discesa in campo di D'Amico con il centrosinistra, però, avrebbe fatto fuori Pupillo, con tutte le conseguenze politiche del caso. Fantapolitica, quindi, al di là delle smentite dei diretti interessati, perché a guardar bene non ci sono più i tempi per far digerire alla base un simile scenario. Su D'Amico, invece, potrebbe convergere Filippo Paolini. Anche l'ex sindaco aveva infatti dato la disponibilità a ricandidarsi alla carica di primo cittadino, ma da Forza Italia - almeno finora - l'accoglienza è stata piuttosto tiepida. Non tanto per la popolarità di Paolini, quanto sulla volontà del partito di proporre, in questa fase, volti nuovi. Su questo punta Manlio D'Ortona (anche se proprio non è un volto "nuovissimo"), che negli ultimi 5 anni è stato forse l'unico a mantenere la bandiera pidiellino-forzista in consiglio comunale. Basterà questa sua dedizione a far superare le perplessità che ci sono nel partito anche sul suo nome? Il punto è che per Forza Italia, e più in generale per il centrodestra, la partita di Lanciano (insieme a quella Vasto) è centrale nella ricostruzione del gradimento dello schieramento nella provincia più popolosa della regione, su cui si giocano anche le sorti di consultazioni elettorali più importanti. Resta alla finestra, per ora, Nicola Fosco, che proprio su VideoCittà non aveva escluso un suo impegno diretto. E c'è attesa anche per le mosse del M5S, che per il momento non ha ancora dato indicazioni sul percorso da seguire per le comunali frentane. Tutto, quindi, è in evoluzione (e non potrebbe essere altrimenti), ma c'è un dato che emerge con chiarezza già da oggi: di unità degli schieramenti, al di là dei proclami di facciata, per ora non se ne parla.

Apertura di sportelli polifunzionali del Comune nell’ala di Palazzo degli Studi che non sarà occupata dagli uffici Inps (così da rivitalizzare corso Trento e Trieste) e trasferimento dei servizi del Consorzio Universitario alla ex Casa di Conversazione; ripristino immediato del servizio gestione pratiche e segnalazioni on line “cancellato” dall’amministrazione Pupillo; istituzionalizzazione di consultazioni on line con la cittadinanza su temi di interesse generale; spostamento delle dirette streaming delle sedute del Consiglio comunale sulla piattaforma offerta da YouTube, così da migliorare il servizio e creare un archivio più facilmente accessibile ai cittadini; nuovo sito internet del Comune, per potenziarne l’accessibilità; revoca dell’intitolazione e ritorno alla denominazione originaria di piazza della Vittoria. Sono i primissimi punti nell’agenda politica di *Tonia Paolucci*, che ha deciso di candidarsi a Sindaco di Lanciano alla guida di una lista civica, che vuole scommettere non solo su grandi progetti a lungo termine, ma anche su quei provvedimenti – apparentemente meno importanti – che possono essere invece adottati immediatamente, a basso costo, e migliorare sensibilmente la vita dei cittadini. “L’obiettivo di "Libertà in azione "– spiega il candidato Sindaco – è dimostrare concretamente, nei fatti, che si può partire davvero con una marcia in più e imprimere un forte segnale di cambiamento nella gestione della macchina amministrativa. Per questo abbiamo individuato alcuni atti che saranno predisposti e firmati lo stesso giorno dell’insediamento”. Naturalmente il programma della lista civica "Libertà in azione" non si esaurisce qui. “Nei prossimi anni – continua Tonia Paolucci – la nostra città dovrà affrontare nodi cruciali: dal futuro del tribunale a quello dell’ospedale ed è necessario che la futura amministrazione abbia ben chiari i propri obiettivi e gli strumenti per perseguirli. Senza considerare le altre emergenze, molte delle quali legate alla incapacità dimostrate dal 2011 a oggi dall'amministrazione Pupillo e dalla maggioranza litigiosa che la sostiene”. “La nostra idea – prosegue ancora la Paolucci – è stilare, con l’ascolto degli attori del territorio, un elenco iniziale di pochi punti che saranno centrali nella nostra azione di governo. Punti che oggettivamente potranno essere concretizzati, e che verranno sottoposti alla cittadinanza, così da stabilire insieme una scala di priorità. Ormai la tecnologia consente di raggiungere facilmente tutti e si tratta di opportunità che vanno colte per coinvolgere davvero i lancianesi nella gestione della cosa pubblica, facendoli sentire protagonisti e responsabili della vita della comunità”. "Il progetto politico della lista civica *Libertà in Azione* sarà presentato ufficialmente mercoledì 7 ottobre nel corso di una conferenza stampa. L’orario e il luogo dell’incontro con i giornalisti saranno comunicati nei prossimi giorni."