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CHIETI - Non sono state commesse irregolarità e il concorso espletato dalla Asl Lanciano Vasto Chieti per l’assunzione di un dirigente medico per il Servizio di Medicina Legale è da ritenersi pienamente legittimo. Il Consiglio di Stato ha così annullato e ribaltato la sentenza del Tar Abruzzo dello scorso anno, che accoglieva il ricorso di una candidata, classificatasi al quarto posto, secondo cui la selezione presentava profili di illegittimità.
Le contestazioni erano riferite alla correttezza della prova orale e di quella pratica, nella forma e nella sostanza. A partire dalla scelta delle domande d’esame, incentrate sulla responsabilità medica, e ritenute “illogiche” dalla ricorrente.
"Per i giudici del Consiglio di Stato - spiega la Asl in una notta - , invece, erano da ritenersi congrue ai compiti connessi alle funzioni da svolgere, così come per la prova pratica non si rendeva necessario misurarsi sul tavolo necroscopico con un corpo, ma esporre la tecnica operativa più appropriata relativamente all’esame di “un cadavere che presenta un foro di entrata sulla superficie laterale del torace e uno in uscita sulla superficie controlaterale. Anche sotto il profilo formale la candidata aveva contestato alcuni aspetti, come lo svolgimento nella stessa seduta della prova orale e della pratica, e lo stretto margine di tempo intercorso tra l’esame scritto e le successive prove. Avrebbe voluto più tempo per studiare, insomma, ma per i magistrati la comunicazione di una data d’esame dev’essere fatta con un termine di anticipo che garantisca al candidato la possibilità di partecipare, non di prepararsi meglio. Nessuna norma, inoltre, vieta lo svolgimento nella stessa giornata di due prove, purché restino distinte. Insomma un impianto totalmente rigettato e demolito dal Consiglio di Stato, secondo cui la condotta della Asl è stata corretta, non ravvisando violazioni né di natura formale né sostanziale".

LANCIANO - Il titolo dell'avviso pubblicato oggi nella sezione concorsi del sito del Comune di Lanciano è piuttosto sibillino: "Procedura selettiva di due collaboratori direttivi per il Gabinetto del sindaco". Due nuovi posti di lavoro, per un ambitissimo posto fisso nella pubblica amministrazione? In molti hanno pensato si trattasse di questo, anche se già dal titolo dell'avviso si capisce subito che qualcosa non quadra: la figura del "collaboratore direttivo", infatti, non esiste nei profili professionali del pubblico impiego, con riferimento agli enti locali. C'è, in qualche caso, nei contratti dell'area sanitaria. Basta però cliccare sul link ed ecco che si scopre che il Comune ha bandito una selezione per 2 pensionati, che lavoreranno gratis e con un contratto a tempo determinato di 12 mesi non rinnovabile. Tra i requisiti per l'ammissione spiccano l'essere in pensione, l'aver conseguito almeno il diploma di scuola superiore e l'aver maturato "una comprovata qualificazione professionale per aver svolto attività in organismi ed enti pubblici  o  privati, ovvero  aziende  pubbliche  o  private, con  esperienza  acquisita per almeno un quinquennio in funzioni direttive". Ma quali compiti dovranno svolgere questi due collaboratori direttivi? Nel bando è specificato che si occuperanno di "collaborazione con gli organi istituzionali del Comune per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo, in particolare: realizzazione delle attività che sono alla base del programma del mandato del sindaco e per le materie di interesse dell'amministrazione; organizzazione di riunioni e incontri; rapporti con il pubblico o Enti su espressa richiesta o incarico del sindaco; svolgimento dei compiti che il  sindaco  e gli altri organi istituzionali, eventualmente, individueranno  nel  contesto  delle proprie funzioni". Le domande dovranno essere presentate entro il 15esimo giorno dalla data di pubblicazione dell'avviso e gli interessati dovranno anche produrre copia di un versamento di 10 euro alla tesoreria comunale...per lavorare gratis.

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ORTONA -  Si chiama Anna Pina Minnucci, ha cinquantasette anni, è di Torrevecchia Teatina ed è la vincitrice della seconda edizione di “Miglior Cuoco-Socio dell’Anno” 2016, il concorso enogastronomico promosso da Codice Citra in collaborazione con ReD e rivolto ai soci delle nove cantine Citra. La Minnucci della Cantina Sincarpa si è aggiudicata la finalissima che si è svolta venerdì a San Vito Chietino presentando un secondo piatto tipico della cucina abruzzese come la “Pollo e finti fegatini con raggi di zucca” abbinato per l’occasione al Laus Vitae Montepulciano d’Abruzzo DOC di Codice Citra. L’ultimo appuntamento del concorso, cominciato a gennaio e durato nove mesi con il coinvolgimento di oltre 80 concorrenti, ha messo a confronto nove finalisti che avevano vinto le tappe dedicate alle singole cantine socie di Citra. I concorrenti hanno partecipato preparando un secondo piatto della tradizione abruzzese a tema “vendemmia”, che in qualche modo ricordasse il periodo della raccolta delle uve o negli ingredienti del piatto o nella tradizione. La ricetta di Anna Pina Minnucci è stata scelta per il richiamo alla tradizione, la presentazione originale, l’equilibrio tra gli ingredienti, il gusto eccellente e il rispetto della stagionalità. La giuria, presieduta dallo chef stellato Peppino Tinari, era composta da Eliodoro D’Orazio, Presidente di Slow Food Abruzzo-Molise, dal sommelier AIS Nicola Roni, da Carlo Ricci, responsabile Scuola del Gusto Abruzzo e dai giornalisti Jolanda Ferrara e Paolo Castignani.
Anna Pina Minnucci è casalinga, ha due figli, ed è da sempre appassionata di cucina. “Sono molto contenta di questo premio - ha dichiarato la vincitrice al momento della premiazione. Ho deciso di proporre questo piatto ricco di simboli e significati tipici della cucina contadina abruzzese: il pollo ruspante, allevato direttamente nella nostra azienda agricola, insieme ai “finti” fegatini, che, di fatto sono realizzati con il “sanguinaccio”, ovvero il sangue estratto dal pollo, da cui anticamente non si buttava nulla. Inoltre, l’accostamento con la zucca fritta, una verdura propriamente autunnale.”
La signora Minnucci ha ricevuto una targa e una Planetaria Classic KitchenAid in premio da Valentino Di Campli, Presidente del Gruppo Citra e da Gianfranco Nocilla, Direttore Scuola di Cucina ReD. Al secondo e al terzo posto si sono classificate Giuseppina Di Nardo della Cantina Rinascita Lancianese di Lanciano e Palmarosa D’Alessandro della Cantina Progresso Agricolo di Crecchio. Entrambe potranno partecipare a un corso di cucina organizzato da ReD.
“Anche quest’anno è stato un vero onore organizzare questo concorso che ci ha fatto riscoprire le varie tradizioni legate ai secondi piatti abruzzesi. Ci complimentiamo con tutti i partecipanti per l’alto livello dei piatti preparati. Un augurio speciale alla signora Anna Pina che ha incarnato appieno la tradizione contadina abruzzese proponendo questo piatto ricco di sapori di un tempo. - ha dichiarato Valentino Di Campli. – Per Natale pubblicheremo un ricettario composto da tutti i piatti proposti in questa edizione”.
“La seconda edizione del «Miglior Cuoco-Socio dell’Anno» organizzato con Codice Citra è stata per noi un bellissimo percorso per rivivere e riscoprire i secondi piatti abruzzesi: dalle carni al pesce, alla cucina di “terra” con le lumache ad esempio, ricette secolari che appartengono alla nostra cultura da generazioni.” ha dichiarato Gianfranco Nocilla, Direttore della Scuola di Cucina ReD.
Di seguito l’elenco delle nove finaliste e i piatti presentati:
·      Maria Concetta Di Pietro – Cantina San Nicola (Pollutri) – “Fegatini di agnello con patate e peperoni”
·      Sara Tano – Cantina Paglieta (Paglieta) – “Ciabbottelli di baccalà ai sapori della vendemmia”
·      Luca Marzucca – Cantina Eredi Legonziano (Lanciano) - “Filetto di maiale alla vignaiola”
·      Palmarosa D’Alessandro – Cantina Progresso Agricolo (Crecchio) – “Stoccafisso, broccoletti con polentina all’uva”
·      Maria Licia Scaranello – Cantina San Zefferino (Caldari) – “Coniglio al forno con insalata al mosto cotto”
·      Giuseppina Di Nardo – Cantina Rinascita Lancianese (Lanciano) – “Cif e ciaf con sapori d’autunno”
·      Anna Pina Minnucci – Cantina Sincarpa (Torrevecchia) – “Pollo e finti fegatini con raggi di zucca”
·      Giuseppina Ricco – Cantina Coltivatori Diretti Tollo (Tollo) – “Baccalà con patate all’abruzzese”
·      Mara Berghella – Cantina San Giacomo (Rocca San Giovanni) - “Coniglio alla Cacciatora”
Il II° Concorso “Miglior Cuoco-socio dell’anno” è una selezione enogastronomica organizzata da Codice Citra e dalla Scuola di Cucina ReD con l’obiettivo di valorizzare gli abbinamenti della cucina tipica abruzzese con i vini del territorio. Il concorso, rivolto ai soli soci Codice Citra che non svolgano il mestiere di cuoco come attività professionale, si è articolato in nove tappe, una per ogni cantina socia dell’azienda ortonese. Per ogni singola selezione ogni cantina associata ha presentato nove partecipanti che hanno proposto e preparato in centoventi minuti un secondo della tradizione abruzzese da abbinare a un vino di Codice Citra. Rispetto della tradizione, gusto e presentazione del piatto erano i criteri giudicati dalla giuria per stabilire i vincitori, che hanno avuto accesso all’evento conclusivo di ieri, in cui i nove migliori cuochi rappresentanti delle relative cantine socie si sono sfidate nel corso della finalissima.

Partiranno domani pomeriggio a Lanciano le selezioni per il concorso indetto dalla Associazione il Mastrogiurato "La Dama di quartiere 2016”, E’ il primo anno che l’associazione lancia una vera e propria selezione per rilanciare la figura delle Dame all’interno del corteo e per portare anche una ventata di freschezza alla settimana medioevale con un concorso che, come ha più volte ribadito il presidente Danilo Marfisi, non è una selezione di “miss”, ma uno spazio nel quale individuare donne e ragazze di spiccata  eleganza e portamento in grado di indossare i panni della Prima Donna di quartiere. La partecipazione alla selezione è gratuita e le vincitrici avranno diritto ai premi stabiliti per questa edizione, che saranno elencati durante la serata finale che si svolgerà a ridosso della rievocazione della prima domenica di settembre.
Possono partecipare ragazze dai 18 anni compiuti in su. Ne saranno scelte 4, che ricopriranno il ruolo, appunto, di "Dama del Quartiere". Le domande potranno essere presentate da domani, e fino al 26 luglio (dalle 17 alle 19.30), nella Sede dell’Associazione in corso Bandiera n.10 a Lanciano. "Tale fase - spiegano gli organizzatori - è parte integrante del concorso e comprenderà lo scatto di alcune foto in abiti normali e in abito medievale, sia in primo piano, che a figura intera a cura di uno studio fotografico". Le vincitrici del titolo diventeranno le testimonial dell’Associazione Mastrogiurato. La valutazione delle partecipanti in sede di preselezione avverrà con il voto insindacabile di una giuria composta dagli organizzatori. Nella serata conclusiva, invece, a giudicare le partecipanti sarà una giuria tecnica, con componenti che potranno essere anche diversi da quelli che hanno assistito ai casting, scelti tra responsabili dell’Associazione Il Mastrogiurato, esperti del settore e autorità locali. Il pubblico presente potrà assegnare un premio a parte come “giuria popolare”, senza però incidere sulla scelta finale della giuria tecnica. I giudizi della giuria popolare e della giuria tecnica saranno insindacabili e inappellabili. Le 8 finaliste del concorso, tra le quali saranno scelte le 4 vincitrici,  parteciperanno ad uno shooting  fotografico in abito storico fra gli scorci più belli di Lanciano e ognuna riceverà il proprio book.
 

Il progetto ideato dalla 'Associazione “la Luna di Seb” per sensibilizzare grandi e piccoli su quanto sia fondamentale l'acqua, risorsa preziosa e insostituibile, si è concluso con il concorso fotografico “Selfie tra fontane e fontanelle" riservato alle quinte elementari delle scuole di Lanciano. Una interessante opportunità per conoscere e visitare le tante fontane della città, a cominciare da quella più nota, la fontana di Civitanova, ma anche le altre hanno fatto da cornice alle foto e ai selfie simpatici e divertenti che i bambini delle quinte elementari della città, si sono scattati, insieme e sotto lo sguardo vigile e attento delle maestre. Ad aggiudicarsi il primo premio messo in palio dalla Sasi ovvero una gita alle Sorgenti del Verde, è stata la VA della Scuola Elementare Vincenzo Bellisario. Il compito dei giurati non è stato facile considerate l'originalità e la freschezza dei lavori presentati, tutti degni di nota. Il tema deciso dall'Associazione ha catturato l'attenzione di molti. Grande partecipazione c'era stata al Convegno “L'acqua è un bene prezioso” che si è tenuto lo scorso marzo al Polo Museale e che aveva registrato interventi qualificati e una affollata e attenta platea. Gremito anche l'Auditorium Diocleziano, suggestivo scenario scelto per la conclusione del progetto e la premiazione dei ragazzi. Tra gli intervenuti anche lo storico Domenico Maria Del Bello, delegato FAI che ha illustrato la storia del  Ponte di Diocleziano e della fontana di Civitanova uno dei “luoghi del cuore” del FAI. Sono state, quindi, riscoperte grazie anche a questo concorso le numerose fontane della città, molte delle quali fanno parte di un patrimonio artistico e culturale da tutelare e salvaguardare. Ma dai giovanissimi alunni non sono state trascurate nemmeno quelle più moderne come la fontanella della Villa Comunale, dove tante generazioni si sono “dissetate”.

Non è stata commessa alcuna violazione del principio di imparzialità e il concorso per tecnici di laboratorio espletato nel 2015 dalla Asl Lanciano Vasto Chieti è perfettamente regolare. Così il Consiglio di Stato ha ribaltato e annullato la sentenza del Tar Abruzzo dello scorso anno, che aveva disposto la sospensione degli atti di approvazione della graduatoria finale accogliendo il ricorso di due concorrenti, risultate non vincitrici, secondo cui doveva essere invalidata la prova concorsuale per via di una presunta incompatibilità tra alcuni candidati e i membri della commissione esaminatrice. Nello specifico, due erano le contestazioni: la prima, sicuramente più insinuante, riguardava i rapporti tra alcuni dei concorrenti vincitori e Maria Golato, presidente della Commissione e direttore del Servizio di Patologia clinica della Asl, descritti dalle ricorrenti  come “sodalizio relazionale, collaborativo e di colleganza” comprovato dalla comune partecipazione a convegni e dalla redazione di scritti e pubblicazioni. Un aspetto che avrebbe comportato la violazione dell’imparzialità nell’attività di selezione e l’obbligo per la Presidente di astenersi per incompatibilità, anche alla luce dell’attività svolta nella struttura che dirige da alcuni dei vincitori del concorso. Inoltre la composizione della Commissione, sempre secondo le ricorrenti, sarebbe stata viziata dalla presenza di un medico che in precedenza aveva ricoperto una carica sindacale, dalla quale si era dimesso poco prima della nomina a commissario del concorso. I giudici del Consiglio di Stato hanno accolto integralmente la tesi esposta dalla Asl, rappresentata dall’avvocato Germano Belli, il quale nel ricorso proposto avverso la sentenza di primo grado ha argomentato come in materia concorsuale le cause di incompatibilità, disciplinate dell’art. 51 del Codice di procedura civile, rivestono carattere tassativo e, dunque, non possono essere interpretate analogicamente al fine di tutelare la certezza delle commissione d’esame. Secondo l’orientamento della giurisprudenza, perché vi sia obbligo di astensione deve essere dimostrata la sussistenza di un rapporto di lavoro o professionale stabile con la presenza di interessi economici, ovvero di tale intensità da far sorgere il sospetto che il giudizio non sia stato improntato al rispetto del principio dell’imparzialità. Inoltre la pubblicazione di opere da parte di un componente della commissione, unitamente a un candidato, non costituisce motivo di astensione in ogni tipologia di concorso. Nella sentenza si legge che «nelle procedure concorsuali i componenti delle commissioni esaminatrici hanno l’obbligo di astenersi solo se sussiste una delle condizioni tassativamente indicate dall’art. 51, senza che le cause di incompatibilità possano essere oggetto di estensione analogica: l’appartenenza allo stesso ufficio del candidato e il legame di subordinazione o collaborazione tra i componenti della commissione e il candidato non rientrano nelle ipotesi di astensione». Pertanto i rapporti personali di colleganza tra determinati candidati e alcuni componenti della commissione non sono sufficienti a configurare un vizio della composizione della commissione stessa. Affinché i rapporti personali assumano rilievo, devono essere diversi e più saldi di quelli che intercorrono tra maestro e allievo o tra soggetti che lavorano nello stesso ufficio: a fare la differenza è la realizzazione di un «sodalizio professionale in quanto tale connotato dai caratteri della stabilità e reciprocità di interessi di carattere economico». Insomma le cause di incompatibilità non possono essere desunte o liberamente interpretate, perché verrebbe meno ogni certezza in merito alla stabilità delle commissioni d’esame, laddove qualunque elemento induttivo e soggettivo potrebbe essere in grado di inficiarne l’imparzialità. Quanto alla carica sindacale di un altro componente, per il Consiglio di Stato la norma non impone alcun termine temporale minimo tra le dimissioni e la nomina a membro di una commissione esaminatrice. «E’ stata accolta integralmente la posizione espressa dalla nostra Azienda - sottolinea con evidente soddisfazione il Direttore generale della Asl, Pasquale Flacco - a dimostrazione della correttezza delle nostre procedure. Il concorso è valido e regolare perché abbiamo agito nel rispetto rigoroso delle norme e il Consiglio di Stato ce ne ha dato atto. Ora sarà chiaro a tutti, anche a coloro che hanno provato a screditare la nostra Asl e a gettare ombre sulla Commissione e sulla presidente Maria Golato, professionista di indiscussa integrità, che hanno portato avanti con serietà una selezione impegnativa, con centinaia di candidati, in collaborazione con lo staff del Servizio Risorse Umane, diretto da Manuela Loffredo. Pur consapevoli della correttezza del nostro operato, in questi mesi abbiamo preferito difenderci nelle sedi opportune, evitando commenti e polemiche: i veleni fanno male, ma l’importante è saper aspettare che la verità venga a galla. Le menzogne ricadono su chi le costruisce a tavolino».