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SAN VITO - E' arrivato sul tavolo del presidente del consiglio Matteo Renzi, il ricorso presentato dal Comune di San Vito contro la soppressione del presidio cittadino di guardia medica. Il sindaco Rocco Catenaro aveva presentato ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro il provvedimento della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. E in una lettera indirizzata al primo cittadino, il segretario generale del Quirinale informa che la richiesta è stata inoltrata alla presidenza del consiglio. Ora spetterà al ministero della salute predisporre l'istruttoria, che verrà trasmessa poi al Consiglio di Stato per il parere finale. Se le ragioni del Comune dovessero essere accolte, il Capo dello Stato emanerà un decreto per l'annullamento dell'atto impugnato.

CHIETI - Non sono state commesse irregolarità e il concorso espletato dalla Asl Lanciano Vasto Chieti per l’assunzione di un dirigente medico per il Servizio di Medicina Legale è da ritenersi pienamente legittimo. Il Consiglio di Stato ha così annullato e ribaltato la sentenza del Tar Abruzzo dello scorso anno, che accoglieva il ricorso di una candidata, classificatasi al quarto posto, secondo cui la selezione presentava profili di illegittimità.
Le contestazioni erano riferite alla correttezza della prova orale e di quella pratica, nella forma e nella sostanza. A partire dalla scelta delle domande d’esame, incentrate sulla responsabilità medica, e ritenute “illogiche” dalla ricorrente.
"Per i giudici del Consiglio di Stato - spiega la Asl in una notta - , invece, erano da ritenersi congrue ai compiti connessi alle funzioni da svolgere, così come per la prova pratica non si rendeva necessario misurarsi sul tavolo necroscopico con un corpo, ma esporre la tecnica operativa più appropriata relativamente all’esame di “un cadavere che presenta un foro di entrata sulla superficie laterale del torace e uno in uscita sulla superficie controlaterale. Anche sotto il profilo formale la candidata aveva contestato alcuni aspetti, come lo svolgimento nella stessa seduta della prova orale e della pratica, e lo stretto margine di tempo intercorso tra l’esame scritto e le successive prove. Avrebbe voluto più tempo per studiare, insomma, ma per i magistrati la comunicazione di una data d’esame dev’essere fatta con un termine di anticipo che garantisca al candidato la possibilità di partecipare, non di prepararsi meglio. Nessuna norma, inoltre, vieta lo svolgimento nella stessa giornata di due prove, purché restino distinte. Insomma un impianto totalmente rigettato e demolito dal Consiglio di Stato, secondo cui la condotta della Asl è stata corretta, non ravvisando violazioni né di natura formale né sostanziale".