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La violenza sulle donne è una delle più estese violazioni dei diritti umani, secondo la Convenzione di Instabul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, dicembre 2013. E' un fenomeno trasversale ai vari Paesi e gruppi sociali e che assume proprie specificità a seconda del contesto sociale e culturale in cui si manifesta, che è dovere di ogni Comunità contrastare e prevenire. Per questa ragione l'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Lanciano ha avviato questo pomeriggio i lavori per l’istituzione della Rete Antiviolenza nella città di Lanciano. L’evento rientra in una serie di interventi, attivati dall’Amministrazione nel 2017, diretti a contrastare il fenomeno della violenza di genere e ad istituire una collaborazione fattiva tra le istituzioni che intercettano il fenomeno affinché vengano promosse e realizzate azioni più incisive nel contesto cittadino e territoriale.

Nel corso dell’annualità 2017 saranno realizzate, in collaborazione con il Centro Antiviolenza Dafne coordinato dalla dottoressa Felicia Zulli, le seguenti attività: sostegno alle vittime di violenza che si rivolgono al Centro Antiviolenza Dafne (sito a Lanciano in via dei Frentani 54, tel. 087240854) nel percorso di fuoriuscita dalla condizione di vittima; l’aggiornamento professionale delle operatrici che lavorano presso il Centro tramite un percorso formativo sul tema della violenza di genere; l’aggiornamento professionale degli operatori che lavorano nei servizi istituzionali (ASL, Forze dell'Ordine, Procura della Repubblica, terzo settore, servizi sociali e altre realtà ampiamente rappresentate oggi nella Sala di Conversazione di Lanciano), che intercettano il fenomeno della violenza di genere e che intendono collaborare all’istituzione della Rete Antiviolenza. L’istituzione della Rete Antiviolenza cittadina prevede una fase preparatoria durante la quale saranno concordate le modalità di collaborazione tra gli operatori che lavorano nei servizi che intercettano il fenomeno di violenza di genere e  la preparazione di una bozza di protocollo di Rete Antiviolenza.

 

“La violenza di genere purtroppo è un fenomeno in crescita anche sul nostro territorio e non possiamo sottrarci nel trovare strategie e strumenti per combatterla e prevenirla. L'istituzione della Rete Antiviolenza punta a diffondere una cultura di prevenzione e contrasto della violenza, a creare nuovi percorsi e modalità di risposte tempestive e sicure a questo grave problema che riguarda anche la nostra Comunità, a implementare un'etica della cura della persona che sappia valorizzare e rispettare le differenze”.

 

Sarà un’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sui nuovi, possibili obiettivi per il futuro l’incontro dal titolo “Tumore al seno: prevenzione e screening in Abruzzo” che si svolgerà venerdì prossimo, 20 ottobre, dalle ore 9.00 presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università “d’Annunzio” di Chieti. A confrontarsi ci saranno gli specialisti impegnati nel programma dello Screening mammografico, il direttore generale della Asl della provincia di Chieti, Pasquale Flacco, l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, i rappresentanti delle istituzioni che si occupano di programmazione sociale e sanitaria regionale, le associazioni delle donne. Nel corso dei lavori sarà anche illustrato il modello di Breast Center, diretto da Ettore Cianchetti, adottato dall’Azienda sanitaria e che vede nell’ospedale di Ortona uno snodo importante.

L’iniziativa è di Europa Donna Italia, il movimento a tutela dei diritti delle donne riguardo a prevenzione e cura del tumore al seno, che ha chiamato a raccolta i diversi interlocutori

per concordare un piano di azione che assicuri servizi omogenei e di qualità a tutte le donne abruzzesi.

Nel mese della prevenzione del tumore al seno, le donne abruzzesi chiedono provvedimenti concreti da parte delle istituzioni per risolvere le carenze dello screening mammografico. L’Abruzzo è la quarta regione italiana, dopo Sicilia, Calabria e Campania, con il più basso numero di utenti che si sottopongono alla mammografia. Sono ancora troppe le donne che non vengono informate adeguatamente, non riescono a mettersi in contatto con il centro screening di riferimento, non ricevono l’invito per sottoporsi ai controlli.

Il tumore del seno costituisce la patologia tumorale femminile più frequente: in Europa è la seconda causa di morte per cancro, in Italia la prima per le donne tra i 35 e i 50 anni. In Italia ogni anno 50.000 donne si ammalano di tumore al seno e ne muoiono 12.000 («I numeri del cancro in Italia 2016», censimento Aiom e Registri Tumori).

Nella fascia di età tra 50 e 69 anni lo screening mammografico può ridurre la mortalità del 40% («Breast-Cancer Screening-Viewpoint of the IARC Working Group», N Engl J Med, June 11, 2015), l’equivalente di 4.800 vite salvate ogni anno.

La mammografia è in grado di intercettare la malattia a uno stadio iniziale, quando è ancora impalpabile. Se il tumore viene curato con le terapie adeguate nelle sue fasi iniziali, la possibilità di guarigione si avvicina al 98%, i trattamenti sono meno aggressivi e invalidanti, la donna riprende più velocemente la sua attività lavorativa, si riduce la spesa sanitaria.

In alcune regioni del Sud le percentuali di estensione e adesione allo screening mammografico permangono al di sotto di un livello accettabile, con gravi conseguenze per la salute delle donne. Per questo Europa Donna Italia, in collaborazione con le associazioni del territorio aderenti alla sua rete, ha avviato un progetto mirato a colmare le disparità esistenti nel nostro Paese in materia di screening mammografico, tramite convegni pubblici nelle regioni dove lo screening è carente per sollecitare l’impegno concreto delle Istituzioni, la sensibilizzazione della popolazione femminile e la partecipazione attiva del volontariato.

E' un tragico elenco quello fatto in aula dalla senatrice abruzzese del Partito Democratico Stefania Pezzopane che torna con forza a sollecitare l'attenzione nei riguardi dell'applicazione della legge contro la violenza di genere e lo fa ricordando le donne uccise per mano dei loro compagni o ex. Un numero che impressiona e non lascia indifferenti. "Ricordo in quest'aula Elisabeth Huayta Quispe, 29 anni, strangolata dal marito davanti ai figli piccoli il 24 novembre a Seveso; Jennifer Sterlecchini, 26 anni, uccisa a coltellate il 2 dicembre dal suo ex convivente a Pescara; Catia Perrotta, 40 anni, uccisa dal marito insieme al figlio di 3 anni il 5 dicembre a Fratta Minore; Gabriella Fabbiano, 43 anni, ammazzata dal compagno con un colpo di pistola il 30 novembre a Cernusco sul Naviglio. Dall'inizio della nostra staffetta in Parlamento sul femminicidio, a fine giugno, sono morte per mano di un uomo altre 31 donne", ha detto la Pezzopane."Il femminicidio continua – ha sottolineato la senatrice - le donne vengono uccise per lo più da ex partner, quasi sempre come estremo risultato di una serie di comportamenti violenti di lunga data. Per questo riproponiamo il nostro appello al governo. La cabina di regia monitori l'applicazione della legge di contrasto alla violenza di genere e la piena attuazione del piano contro la violenza”. E ha lanciato anche un appello ai media. “Si smetta di giustificare gli assassini parlando di 'delitto passionale', perché non c'è niente di amoroso nella violenza. Sono 160 le donne uccise ogni anno non possiamo più accettare questa mattanza”.

LANCIANO - E' intitolato “Le Immagini delle identità” il calendario realizzato anche quest'anno dalle Associazioni “I colori dell'Iride” e “Social Photographi Street” di Lanciano con scopo solidale e benefico. Il ricavato, infatti, della vendita andrà a sostenere le attività dello sportello di aiuto S.O.S. Iride rivolto alle donne che vivono situazioni di difficoltà e di abusi. Sono sempre le donne le protagoniste di questo calendario speciale che per il 2017 vede in primo piano le immagini realizzate con l'autoscatto dalle fotografe che in questo modo interpretano se stesse, come si sentono, come si vedono. Non un semplice autoritratto ma anche la proiezione di sé. C'è chi ha individuato qualcuno da fotografare ritenendolo un modello di riferimento, una persona importante per il ruolo che ricopre nella propria vita, qualcuno a cui fare riferimento per completarsi nella ricerca della propria identità. “Una riflessione comune sarà fatta durante la presentazione, guidati dalla psicoterapeuta Cecilia Natarella, sul rapporto che abbiamo con la nostra immagine, sul senso dell'identità. A livello conscio ognuno pensa di sapere chi è, ma in profondità, dove non arriva la consapevolezza, ci sentiamo meno sicuri” ha sottolineato Patrizia Di Rocco, Presidente dell'Associazione Culturale Donne “I colori dell'Iride”. Un autoritratto può essere quindi, l'occasione per interrogarsi sul senso e sui limiti della propria identità. Si parlerà anche di questo sabato 3 dicembre alle 11.00 nel Salone dell''ex Casa di Conversazione nel corso di una conferenza stampa aperta anche al pubblico che vedrà la presentazione del Calendario 2017 “Le Immagini delle Identità”.

FOSSACESIA - Il Comune di Fossacesia, anche quest’anno, ha aderito alla Giornata mondiale contro la violenza contro le donne indetta dall'ONU, adottata anche dal Dipartimento per le Pari Opportunità, che si terrà domani venerdì 25 Novembre. Per l’occasione l’Amministrazione Comunale ha deciso di realizzare in Piazza Fantini una mostra fotografica finalizzata a sensibilizzare sul tema della violenza contro le donne e soprattutto a promuovere e far conoscere il numero antiviolenza e stalking 1522, al quale le donne possono rivolgersi per chiedere aiuto. In caso di maltempo la mostra si svolgerà presso il teatro Comunale Nino Saraceni In contemporanea, l’Associazione Libera un Libro di Fossacesia, in accordo con il Comune, esporrà sulle scale della Piazzetta dei Lettori e della fontana delle 5 Cannelle delle scarpette rosse, elemento ormai diventato simbolo contro la violenza sulle donne, che chiunque liberamente potrà deporre in segno di condanna verso gesti aberranti praticati sulle donne.

LANCIANO - Anche quest’anno l’Istituto di Istruzione Superiore “Da Vinci-De Giorgio” di Lanciano in collaborazione con l’associazione La Luna di Seb organizza per il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza alle donne, un incontro per riflettere sulla attuale tematica. "Tutti insieme contro la violenza alle donne. Diciamo STOP” il titolo del convegno che si svolgerà presso la Sala Polivalente “M. De Cecco” in via Rosato a partire dalle ore 10.00.

L’incontro, patrocinato dalla Commissione Pari opportunità della Regione Abruzzo, prevede gli interventi del dirigente scolastico Gianni Orecchioni, del prefetto di Chieti, Antonio Corona, del Sindaco Mario Pupillo, dell’Assessore Dora Bendotti, di Rosaria Nelli degli Stati Generali delle donne, di Silvana Vassalli presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lanciano, di Francesca di Muzio, presidente di Donn-è e di Dina Labbrozzi insegnante e psicologa. Nel corso della mattinata ci saranno contributi degli studenti che hanno anche preparato un video  sui casi di violenza registrati nell’ultimo anno. Durante la manifestazione verrà inaugurata “La panchina rossa” ,dipinta dagli studenti, che resterà nel parco della scuola come simbolo contro la violenza alle donne. 

SAN GIOVANNI TEATINO - Potenziare la presenza di imprenditrici agricole all’interno dei mercati di campagna amica, promuovere la comunicazione con il consumatore e valorizzare ancora di più l’impresa “femminile” in un settore che, pur tradizionalmente maschile, inizia a confermare la crescita delle aziende “rosa”. Grande entusiasmo e nuovi obiettivi per Coldiretti Donne Impresa, il movimento che riunisce le imprenditrici agricole aderenti a Coldiretti che ha inaugurato nella provincia di Chieti gli incontri territoriali per ribadire l’importanza della presenza femminile in agricoltura. Il primo “seminario” si è tenuto nella sede provinciale della federazione provinciale a San Giovanni Teatino e ha visto partecipare imprenditrici provenienti da tutta la provincia in rappresentanza delle diverse zone. Dopo l’introduzione del direttore provinciale di Coldiretti Chieti Luca Canala, la responsabile provinciale di Donne Impresa Angelica Fabrizio ha ricordato l’importanza della presenza femminile nel settore agricolo confermando segni importanti di crescita della titolarità femminile. Basti pensare che in Abruzzo, su 34.000 aziende gestite da donne nei diversi settori (percentuale tra le più alte d’Italia) ben il 36% appartengono all’agricoltura e che una impresa agricola su tre viene gestita da una donna. “Non semplicemente mogli o sorelle o madri che danno il proprio supporto nella gestione dell’azienda di famiglia – ha evidenziato la delegata provinciale – ma vere e proprie imprenditrici che curano direttamente la propria impresa sempre più strutturata e al passo con i tempi”. Una realtà sempre più variegata e strutturata di cui le donne di Coldiretti vogliono essere sempre più protagoniste attive. <<Il nostro principale obiettivo è, in questo momento storico, lavorare assiduamente per diffondere l’importanza di una alimentazione sana e corretta con cibi di sicura provenienza nella valorizzazione complessiva del made in Italy alimentare – ha aggiunto Angelica Fabrizio - Solo così riusciremo a garantire il reddito delle imprese e la sicurezza dei consumatori attenti tutelando al tempo stesso le nostre imprese e la presenza delle donne in agricoltura. Oggi più che mai l’impegno delle imprenditrici è forte e non si limita semplicemente alla tradizionale gestione degli agriturismi ma riguarda aziende agricole complesse e strutturate>>.


L’incontro di Coldiretti Donne Impresa a san Giovanni Teatino ha aperto un ciclo di incontri territoriali - sia provinciali che regionali - sulle tematiche delle donne in agricoltura in cui Coldiretti Donne Impresa approfondirà le diverse realtà e problematiche anche alla luce dei cambiamenti in atto nel settore con il nuovo Piano di sviluppo rurale. In proposito, nel corso dell’incontro svolto a San Giovanni Teatino, il direttore Luca Canala ha ribadito l’attenzione di Coldiretti verso le imprese a titolarità femminile anche in considerazione del grande impegno e della grande passione che le donne riescono a mettere in campo, valori aggiunti soprattutto nell’ambito della comunicazione del progetto di Coldiretti ai soci.

Un’opportunità per avviare un confronto utile e sereno con specialisti del settore sarà offerta nell’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti, dalle ore 9.30 alle 13.30 di martedì 11 e di mercoledì 12 ottobre prossimi, grazie all”Open Day Salute Mentale al Femminile” (www.bollinirosa.it): l’evento è promosso dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) in occasione della Giornata mondiale sulla salute mentale. La Asl Lanciano Vasto Chieti ha aderito all’iniziativa e, martedì 11, aprirà le porte della Sala conferenze al V livello del “SS. Annunziata” per un incontro aperto a tutte le persone interessate sul tema “Dal disagio alla psicopatologia nell'universo femminile: il coraggio di essere donne” con Massimo di Giannantonio, ordinario di Psichiatria all'Università di Chieti e direttore del Dipartimento salute mentale della Asl, e Luana Giampietro e Silvana Peca, medici specialisti in Psichiatria della Asl. Si parlerà dei principali disturbi e disagi psichici al femminile: disturbi d'ansia, disturbo da attacchi di panico, disturbi dell'umore nei cicli vitali della donna (come la depressione peripartum, la depressione perimenopausale e la depressione involutiva), disturbo disforico premestruale, dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo patologico, Internet addiction), dipendenza da alcool, disturbi del comportamento alimentare. Mercoledì 12, sempre dalle ore 9.30 alle 13.30, negli ambulatori di Psichiatria al settimo livello corpo A dell’Ospedale teatino, le donne troveranno uno sportello di ascolto e orientamento per colloqui riservati con specialisti psichiatri e psicologi. In questo caso è consigliata la prenotazione nei giorni precedenti telefonando dalle ore 15 alle 19 al numero 0871.357631 (non è necessario munirsi di impegnativa). Saranno proposti test di screening per la valutazione delle principali aree di disagio psichico al femminile.

Centinaia di donne hanno colto al volo l’offerta di visite specialistiche, consulti ed esami gratuiti proposti nei giorni scorsi alla popolazione femminile dagli Ospedali di Chieti e Ortona. Il “SS. Annunziata” e il “Bernabeo” lo scorso dicembre hanno ricevuto i “Bollini Rosa” dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (ONDa), che certifica gli ospedali italiani più attenti alla salute della donna. «L’Open Week è stato un successo - spiegano i referenti aziendali del progetto, Maria Bernadette Di Sciascio e Fernando Di Vito -. Anche grazie al confronto diretto tra le donne e gli specialisti della Asl, siamo riusciti a avvicinare e far conoscere meglio i nostri servizi di prevenzione e cura». I dati parlano a Chieti di oltre 50 donne sottoposte a visite per i difetti del pavimento pelvico, prolasso e incontinenza dall’équipe di Franco Frondaroli, presso il Pelvic Center della Clinica Ostetrica e Ginecologica. Sempre nello stesso reparto si è svolto un incontro aperto con le donne per la promozione della salute perineale in gravidanza. Presso il Centro Tiroide, il gruppo guidato da Luigi Vianale e Valeriana Falzano ha effettuato visite ed ecografie tiroidee di cui hanno usufruito ben 152 donne.  Presso il Servizio di Dietologia e Nutrizione clinica, di cui è responsabile Maria Teresa Guagnano, 63 donne sono state sottoposte a una valutazione del peso corporeo, con diagnosi e indicazione della dieta più adeguata. ll Servizio di Diabetologia di Ester Vitacolonna ha offerto alle donne in gravidanza un Counselling sul diabete gestazionale. L’équipe della Clinica Neurologica, diretta da Marco Onofrj, ha effettuato valutazioni di screening per il declino neurocognitivo  nelle donne over 65 anni. Buona anche la risposta alle iniziative dell’Ospedale di Ortona: in particolare la Ginecologia Oncologica, diretta da Francesco Fanfani, ha ricevuto tantissime richieste di prestazioni, ben superiori all'offerta preventivata.

Su 13.467 aziende agricole iscritte alla Camera di commercio di Chieti, 5.049 hanno come titolare una donna. La provincia teatina spicca per imprenditoria femminile in campo agricolo nel resto della regione, perché il 48%, dunque quasi una impresa agricola su due, è donna (la percentuale scende per Pescara 15%, L’Aquila 14% e Teramo 21%). Sul mondo agricolo in rosa ha voluto riflettere questa mattina la Cia Chieti Pescara, con la sua associazione “Donne in campo”, in un convegno organizzato presso la sede scalina della Camera di commercio di Chieti, che ha visto la partecipazione di circa 150 imprenditrici agricole. Dal convegno è uscito fuori un dato fondamentale, supportato da cifre e statistiche analitiche: l’impresa agricola al femminile risulta più vincente rispetto a quella maschile. Dati di settore (fonte Istat) dimostrano che a parità di ettaro e di settore, l’azienda agricola femminile in Italia produce e fattura di più rispetto a quella condotta da uomini. Dall’Italia all’Abruzzo la situazione non cambia, se non per un unico problema: la dimensione sociale. Questa dimensione comprende tutti quei servizi a sostegno della donna che lavora, per cui l’Abruzzo è in fondo alle classifiche degli ultimi anni. Di qui l’appello della Confederazione italiana degli agricoltori e di “Donne in campo”: più impegno sui tavoli che contano per chiedere maggiore sostegno alle imprese agricole in rosa. Il convegno, organizzato dalla coordinatrice regionale di “Donne in campo”, Angela Di Silvio, si è aperto con i saluti del presidente Cia Chieti Pescara Nicola Antonio Sichetti. Ad introdurre i lavori, presieduti dal presidente regionale “Donne in campo” Domenica Trovarelli, è stato il presidente dell’associazione “Donne in campo” Chieti Pescara, Nicoletta Ranieri. A relazionare, portando una serie di dati sull’imprenditoria agricola femminile, è stata Beatrice Camaioni, ricercatrice Crea, Rete rurale nazionale. Sono intervenute inoltre Rosaria Nelli, presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Chieti, ed Elena Petruzzi, membro del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Pescara. Le conclusioni sono state affidate alla presidente nazionale dell’associazione, Mara Longhin. Nel corso del dibattito, inoltre, le imprenditrici presenti hanno preso la parola per portare una testimonianza del lavoro quotidiano nel settore. A raccontarsi, fornendo esempi di donne che lavorano in quello che è ancora uno dei pochi settori trainanti dell’economia italiana, sono state Catiuscia Sissa, imprenditrice del settore della lavorazione di cereali e farine di grani antichi, Michelina Mancini, che produce prodotti biologici, Rosella Di Nisio che con la figlia porta avanti un’azienda agrituristica nota per l’innovativo utilizzo delle erbe nella cucina, Beatrice Tortora, imprenditrice pescarese, vice presidente Cia Chieti Pescara, Anna Di Silverio che gestisce una fattoria didattica, Stefania Sergiampietri, titolare di una fattoria biologica, Giovanna Troiano che pure ha una fattoria didattica, Maria Ivana Ialacci, titolare di un’azienda ortofrutticola.  In tutte le testimonianze è emersa la passione e l’impegno con cui le donne portano avanti il loro lavoro, ma anche quella multifunzionalità che trasportata in azienda fa sì che la tradizione si sposi all’innovazione. E non si tratta tanto di innovazione tecnologica quella che si evidenzia nelle imprese condotte da donne, quando di innovazione organizzativa. È in questo campo che le donne capitane d’azienda in agricoltura hanno una marcia in più rispetto ai loro colleghi uomini. Passione e impegno da un lato, ma anche reddito, perché fare impresa significa soprattutto produrre reddito.