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ATESSA - Lo stabilimento Sevel di Val di Sangro ha ottenuto la medaglia d’argento nella classifica mondiale del World Class Manufacturing (WCM), la metodologia di organizzazione del ciclo produttivo per gestire gli stabilimenti secondo i migliori standard a livello mondiale: dalla sicurezza all’ambiente, dalla manutenzione alla logistica e alla qualità.

“Non è stato facile raggiungere questo traguardo – precisa l’Azienda - che rappresenta una tappa intermedia verso ulteriori futuri successi.  Sevel ha fatto un’ ottima figura sia durante la fase delle presentazioni sia durante le visite ai reparti produttivi, riuscendo ad ottenere un punto in più della precedente valutazione nei pilastri tecnici Safety e Professional  Maintenence e nei pilastri manageriali ‘route map to WCM’ e ‘time and budget’. Dopo diversi tentativi, sono state premiate  la competenza, la motivazione, l’impegno e la passione di tutti i dipendenti, operai ed impiegati, quadri e dirigenti. Di rilievo il fatto che Sevel abbia migliorato di ben 6 punti lo score raggiunto nell’ anno precedente a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto nel 2016 dal plant e dell’ottimo livello di collaborazione e integrazione tra i lavoratori”.

 
Il WCM è stato adottato da molte delle più importanti aziende del mondo. L’approccio prevede l’interazione con tutta l’organizzazione della fabbrica, partendo dagli aspetti di sicurezza e proseguendo con i sistemi per la qualità e la manutenzione, l’ottimizzazione logistica e l’organizzazione della postazione di lavoro. Il sistema prevede una serie di valutazioni periodiche da parte di auditor certificati per verificare i risultati ottenuti dallo stabilimento, al termine delle quali viene assegnato un punteggio tra 0 e 100. Il percorso di miglioramento del WCM prevede tre tappe intermedie – Bronze, Silver e Gold – prima del traguardo finale del World Class Level.

ATESSA - La Sevel chiede ai lavoratori di recuperare il fermo produttivo dello scorso 16 giugno (legato a un guasto tecnico in un'azienda fornitrice) e la Fiom proclama 3 turni di sciopero in coincidenza degli stessi recuperi. Ad annunciarlo è la Fiom-Cgil, secondo cui ai lavoratori viene chiesto un sacrificio che non doveva essere chiesto. "A giugno - racconta il segretario generale Davide Labbrozzi - i lavoratori si recarono in Sevel nonostante l’azienda sapesse che non ci sarebbe stata attività. Le persone furono lasciate fuori dai cancelli, nei pullman, ad attendere la comunicazione che poi rispedì tutti a casa. Il tutto nell’assenza totale di considerazione per le lavoratrici e i lavoratori della Sevel. Oggi, dopo quattordici giornate di lavoro straordinario, che hanno debilitato mentalmente e fisicamente tutti, si obbligano le persone a prestare lavoro per recuperare il fermo subìto". Lo sciopero è fissato per sabato 5 novembre (turno A e turno centrale), domenica 6 novembre (turno di notte) e sabato 12 novembre (turno B). "Negli ultimi giorni - continua Labbrozzi - la Fiom ha aperto un confronto con tutte le lavoratrici ed i lavoratori, ha cercato di capire lo stato d’animo, ha voluto comprendere se di fronte a uno sciopero ci sarebbe stata condivisione". Condivisione che il sindacato ha raccolto tra i suoi iscritti. "Siamo contrari - conclude la Fiom - a forme di gestione dei fermi produttivi di questa natura. Chi lavora in Sevel ha già dato tanto in termini di sacrificio generale, lo ha fatto con retribuzioni bassissime, lo ha fatto prestando lavoro straordinario per quattordici giornate e con carichi di lavoro sempre più pesanti. Il recupero stride fortemente con l'esigenza che noi tutti abbiamo, vederci la dignità salvaguardata".

 

Il 23 ottobre del 1981 usciva dalle linee della Sevel (Società Europea Veicoli Leggeri), in Val di Sangro, il primo esemplare di Ducato, un modello straordinario che ha rivoluzionato il segmento dei furgoni gran volume grazie alla trazione anteriore, alla potenza dei motori e allo spazioso vano di carico. E ancora oggi la sua produzione prosegue in quella che è la più grande fabbrica in EMEA per i furgoni medio-grandi (nel 2015 ha tagliato il traguardo di cinque milioni di veicoli prodotti).

Fiat Professional celebra i momenti salienti di questi 35 anni di storia con una campagna ADV dedicata, un’attività social sulla pagina facebook ufficiale e un video emozionale disponibile, dalla mattina del 23 ottobre, sul sito fiatprofessional.com. Il claim della campagna, ripreso nei canali di comunicazioni coinvolti nell’attività,  “We never dreamed of success. We built it” rappresenta la leadership indiscussa del Ducato nella categoria dei veicoli commerciali.  Del resto, nel corso degli anni, il modello ha via via affinato le proprie caratteristiche diventando un punto di riferimento , un trendsetter prodotto in oltre 10.000 varianti e venduto in più di 80 Paesi al mondo. Inoltre le numerose versioni di carrozzeria e l'efficienza del telaio l'hanno reso il numero uno per gli allestitori di veicoli per usi speciali e camper.

Già la prima serie di Ducato (1981-1990) vide l'adozione di soluzioni innovative come il motore anteriore trasversale e trazione e serbatoio riuniti in un unico modulo con la cabina. Queste caratteristiche hanno reso possibile la realizzazione di una varietà di modelli fino ad allora inimmaginabile. La carrozzeria era già fornita in due altezze del tetto e nelle varianti furgonato, Combi, Bus e autocarro. I due passi (2.923 e 3.653 millimetri) permisero al furgone di raggiungere una volumetria di 9,8 metri cubi e consentirono un peso complessivo ammesso sino a 28 quintali. Nel 1984 l'utilizzo di ammortizzatori inclinati rese il vano di carico perfettamente piano, e nel 1985 la versione Maxi portò il carico massimo addirittura a 35 quintali. Infine, nel 1989, fece la sua comparsa il Fiat Ducato con trazione integrale della Steyr-Puch.

Con la seconda serie (1990-1994), a dieci anni dalla sua immissione sul mercato, Ducato porta al debutto la trazione integrale e taglia un primo traguardo: il primo ottobre 1991 esce dalla catena di montaggio l'esemplare numero 500.000. La potenza del turbodiesel da 2,5 litri fu portata a 70 kW (95 CV) e per la prima volta fu impiegata una tecnologia di propulsione innovativa: il Fiat Ducato Elettra alimentato esclusivamente a energia elettrica. All'offerta si aggiunse inoltre un terzo passo (3.200 millimetri).

Nel 1994, è la volta della terza generazione (1994-2002) che migliorò il CX (scese a 0,35) e sviluppò un nuovo modo di concepire la cabina del veicolo in ottica professionale: infatti, per la prima volta nel settore la leva del cambio è integrata nella consolle centrale rendendo così fruibile la parte centrale del pavimento e facilitando l'accesso da entrambe le porte e dalla cabina al vano di carico: in questo modo miglioravano l'ergonomia e la produttività. La stampa specializzata riconobbe l'innovazione e l'approccio al cliente di Ducato assegnandogli il titolo di "International Van of the year 1994".

Ulteriori passi avanti verso il comfort hanno caratterizzato gli anni 2000. Ad esempio, nel 2002, con la quarta serie (2002-2006) comparirono la regolazione dell'altezza del sedile e il volante a tre razze regolabile in altezza. Ducato si sviluppò anche dal punto di vista del motore. Infatti, nel 2002 adotta per la prima volta un motore Common Rail a iniezione diretta - un importante passo avanti in termini di prestazioni, silenziosità e alta efficienza. Inoltre, Ducato aprì l'era dei carburanti alternativi con i suoi motori a benzina/metano: erano le basi per l'affermazione del marchio come leader del mercato europeo nel settore dei veicoli commerciali alimentati a metano.

La quinta generazione di Ducato entra in scena nel 2006, ampliando la gamma e aumentando ulteriormente la flessibilità: basti pensare che è stato il primo furgone a trazione anteriore a offrire un volume di 17 metri cubi. Ma soprattutto conquista il primato in termini di costi di gestione e manutenzione, oltre che per consumi ed emissioni, grazie a un'ampia gamma motori diesel basati sulla tecnologia MultiJet di seconda generazione.

Si arriva così al 2014 quando fa il suo esordio la sesta generazione che vanta il maggiore carico sull'asse anteriore (fino a 21 quintali) e il maggiore carico sull'asse posteriore nei veicoli con asse posteriore semplice (fino a 25 quintali), nonché la portata più elevata. Come furgonato, Ducato può raggiungere un carico massimo di 21 quintali. Inoltre, per la prima volta è disponibile con sospensioni pneumatiche sull'asse posteriore.

Nel corso degli anni Ducato ha valicato le frontiere europee per raggiungere Russia, America Latina, Medio Oriente e Australia. Oggi è commercializzato in più di 80 Paesi nel mondo, compreso il Nord America che dal 2013 lo vede protagonista con il nome "PROMASTER" sotto il marchio RAM. Prodotto in 3 Paesi (Messico, Brasile e Italia) e commercializzato in tutto il mondo, Ducato è davvero un veicolo globale e con la sua sesta generazione guiderà la crescita di Fiat Chrysler Automobiles nel settore dei veicoli commerciali leggeri.

Sciopero degli straordinari nelle giornate del 9, 16 e 24 luglio alla Sevel di Atessa. Lo ha proclamato la Fiom-Cgil, che ha stabilito un'astensione dal lavoro per l'intero turno della durata di 8 ore. La protesta rientra nella vertenza che il sindacato sta portando avanti da mesi contro gli eccessivi carichi di lavoro cui, a detta della Fiom, sarebbero sottoposti i dipendenti della più grande azienda della regione, dove viene prodotto il furgone Ducato della Fiat e i suoi omologhi a marchio Peugeot e Citroen. Il boom del mercato dei veicoli commerciali "made in Abruzzo", infatti, ha spinto la direzione aziendale ad aumentare gli straordinari e a scaglionare le ferie estive, così da non interrompere la produzione. "La misura è colma - attacca il segretario generale della Fiom Davide Labbrozzi - le altre Organizzazione, con gli accordi sottoscritti, non possono più difendere gli interessi generali di chi lavora e soffre per produrre una ricchezza che finisce nelle tasche di pochi. La Fiom è con i lavoratori, la Fiom è per rilanciare un percorso di recupero della vita, ormai surclassata dalle logiche del profitto, la Fiom vuole continuare a stare con chi lavora  e cercherà con tutte le sue forze di ristabilire una condizione di rispetto vero per le lavoratrici e i lavoratori della Sevel".
 

Il mercato del furgone Ducato continua ad andare a gonfie vele. E così la Sevel ha comunicato ai sindacati di aver programmato altre giornate di lavoro straordinario nello stabilimento della Val di Sangro: 5 turni che saranno effettuati nel corso di questo mese di giugno. Alla Fiom-Cgil, però, l'annuncio dei vertici aziendali non va proprio giù e rilancia gli attacchi alla gestione della fabbrica, chiedendo di aprire un tavolo di discussione "per pianificare - si legge in una nota a firma del segretario generale Davide Labbrozzi - urgentemente un percorso di assunzioni e di riduzione del sacrificio generale che ormai da tanto l’azienda continua a chiedere in maniera ripetuta e insistente". I nuovi turni di straordinario, secondo il sindacato, si aggiungono alla "scelta di non garantire più le ferie nel periodo ideale, agosto. Precedentemente avevamo denunciato l’aumento dei carichi di lavoro, la riduzione delle pause, la cancellazione di tante postazioni a basso carico lavorativo e la riduzione del salario che per effetto della contrattazione di gruppo comincia a farsi sentire sui redditi delle famiglie - prosegue Labbrozzi - tutto ciò è inaccettabile, ormai nella più grande fabbrica della nostra regione è sparito il concetto della vita lavorativa sana. Volendo usare un eufemismo potremmo dire: il limone, spremuto con tanta forza, non ha più succo da dare".
 

Ferie collettive più corte e 150 nuove assunzioni di interinali: la Sevel affronta così il boom di vendite del furgone Ducato e dei maggiori volumi produttivi necessari per far fronte anche alle richieste di componenti per il Pro Master sudamericano. Quest’anno lo stabilimento di Atessa rimarrà chiuso dal 12 al 22 agosto: uno stop più breve del passato, ma necessario ad assicurare la manutenzione delle linee produttive. Operazioni che saranno assicurate da 40 nuovi manutentori, che verranno assunti nelle prossime settimane e le cui selezioni sono tuttora in corso. Le altre due settimane di ferie, che spettano a ciascun dipendente, dovranno essere fruite tra giugno e ottobre, prendendo accordi con i singoli responsabili delle Ute. Gli altri 150 dipendenti a termine serviranno, per ora, proprio ad assicurare le ferie ai 6000 dipendenti dello stabilimento e ai circa 400 trasfertisti che lavorano in fabbrica da maggio, provenienti da altri siti del gruppo Fiat di tutta Italia. Nel caso, però, le vendite dovessero mantenersi ai livelli attuali, la durata dei loro contratti potrebbe essere prorogata.

"L’andamento positivo del mercato dei veicoli commerciali, in particolar modo del Ducato che è al primo posto nelle vendite in 11 mercati europei tra cui l’Italia, permetterà a partire dal 30 dicembre di stabilizzare a tempo indeterminato oltre 300 giovani lavoratori che nei mesi scorsi erano stati assunti a contratto a termine nello stabilimento di Atessa, dove si produce il veicolo. Una volta completato l’inserimento, grazie all’introduzione del Jobs Act, il nuovo contratto a tutele crescenti, il personale dell’impianto ammonterà a circa 6.300 addetti". Lo comunica ufficialmente il gruppo Fca. "Nello stabilimento sta procedendo a pieno ritmo il piano di miglioramento dell’organizzazione, fattore chiave che ha permesso di mantenere l’impegno aziendale di stabilizzare gli oltre 300 giovani - spiega una nota dell'ufficio stampa della Fiat - a questo, si aggiungono altri fattori: in prima battuta il fondamentale contributo di tutte le persone che lavorano in Sevel, che con professionalità e competenza forniscono il loro apporto nel produrre veicoli di qualità, sempre molto apprezzati dai clienti. E poi il successo di vendite ottenuto dal Ducato che, nel corso della sua storia, è stato prodotto in oltre 5 milioni di unità dal 1981 ad oggi. Senza contare che sono oltre 500 mila le famiglie che oggi viaggiano con un camper su base Fiat Ducato, che da anni è assoluto leader del settore e punto di riferimento della categoria. Inoltre, lo scorso anno il modello ha conquistato il titolo di veicolo più venduto del suo segmento in Europa". Il sito industriale Sevel, joint venture paritetica tra FCA e PSA-Peugeot Citroën, è la più grande fabbrica europea per la produzione di veicoli commerciali leggeri. Lo stabilimento sorge tra i comuni di Atessa e Paglieta, su un’area di oltre un milione e 200 mila metri quadrati, di cui 344 mila coperti, ed è attrezzata per l’intero ciclo produttivo: lastratura, verniciatura e montaggio. Oltre al Fiat Ducato, dalle linee dell’impianto escono anche i due analoghi modelli del partner PSA. Attualmente si producono oltre 1.000 veicoli al giorno. Dai cancelli dello stabilimento ogni giorno entrano 350 autoarticolati con materiali ed escono 200 bisarche e 4 treni con i veicoli assemblati. E ancora: la Lastratura fabbrica circa 300 tipi di scocche differenti, la Verniciatura utilizza 208 colori e il Montaggio produce quasi 10 mila versioni e oltre 150 optional.