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Una pessima abitudine dura a morire, quella di abbandonare i rifiuti ingombranti accanto ai cassonetti per i rifiuti o, cosa ancora più grave, un po' dove capita...nell'attesa che qualche incaricato della nettezza urbana si occupi di ritirarlo. Eppure da anni questo tipo di materiale può essere conferito gratuitamente all'autoparco di Re di Coppe e altre informazioni si possono trovare anche sul sito della EcoLan. La foto che pubblichiamo è stata scattata questa mattina in piazza Garibaldi a Lanciano. Ogni commento ulteriore è superfluo...

Arrivano a tutte le ore, alcuni nottetempo, altri in pieno giorno, non curanti degli sguardi indiscreti, come se fosse tutto normale. Di chi parliamo? Di loro, dei furbetti del cassonetto: coloro per i quali differenziare la spazzatura è troppo faticoso, talmente tanto pesante che preferiscono caricare le loro auto e trovare il cassonetto nella zona dove la raccolta porta a porta non è ancora partita, e lì finalmente potersi liberare della propria immondizia. Anche nelle zone dove il porta a porta non c'è ancora, però, ci sono da anni i cassonetti per la carta, il vetro e la plastica. Ci si aspetterebbe, dunque, che almeno si prodigassero a dividere lo stretto necessario. E invece no, perché nell’indifferenziato conferiscono di tutto: calcinacci, alimenti, abiti, ferro, legno... In una delle immagini si nota come addirittura si sia scaricato un intero carrello, di quelli che si attaccano dietro alle macchine. Tra gli "incivili della differenziata" ci sono sia il giovane aitante, che l'anziano con la moglie al seguito, fino alla signora con il tacco a spillo che butta il sacchetto dal finestrino. Alle 8 del mattino i cassonetti sono già stracolmi di spazzatura “esterna” (in alcune zone si segnalano provenienze anche extracomunali) e per i residenti che vorrebbero gettare il proprio sacchetto, l’unica soluzione è quella di tenersi la spazzatura in casa. Le foto che pubblichiamo si riferiscono a una zona centralissima, a ridosso dell’ospedale e della villa comunale. E magari coloro che fanno questo, sono gli stessi che poi si lamentano della pulizia della città e dell’aumento della Tari. Staremo a vedere cosa accadrà fra un paio di mesi, quando la raccolta differenziata sarà attiva su tutto il territorio comunale. Allora sì che ne vedremo delle belle. (C.Lab.)

“Siamo amareggiati, perché è passato un messaggio di sfiducia che non era assolutamente nelle nostre intenzioni. Noi come Comune di Castel Frentano abbiamo rilevato e lo ribadisco ancora una volta e se necessario lo ripeterò di nuovo, una questione di illegittimità, di mancato rispetto delle regole. Avrei voluto essere messo nelle condizioni di votare il bilancio e la riduzione delle tariffe, purtroppo siamo stati impossibilitati per i tempi strettissimi a convocare il Consiglio Comunale, così come stabilito dallo Statuto di Ecolan per ricevere dall'assise civica le indicazioni di indirizzo ed essere quindi delegati a riferire all'assemblea dei soci”. Il primo cittadino di Castel Frentano Gabriele D'Angelo tiene a precisare la posizione dell'amministrazione comunale con l'obiettivo di fare chiarezza, di sgomberare il campo da equivoci e da ambiguità. “Ho sempre distinto le battaglie politiche, che non ho mai combattuto sulla testa dei cittadini, dagli atti amministrativi e dalla loro legittimità e nel caso di Ecolan siamo stati messi nostro malgrado nella condizione di non poter votare, perché, lo ripeto, i tempi non mi hanno permesso di convocare il Consiglio e quindi di non poter essere delegato a partecipare. La questione è sì formale, ma in questo caso diventa sostanziale, determinante. Mi chiedo però perché alcuni Comuni hanno informalmente saputo da Ecolan della convocazione 15 giorni prima ed altri, invece, compreso il mio, hanno ricevuto la convocazione ufficiale solo il 23 marzo scorso? Non mi piacciono le deduzioni affrettate, ma è un comportamento sul quale riflettere. Mi preme sottolineare che abbiamo posto un problema di legittimità degli atti, non una valutazione sulla gestione e l'operato di Ecolan, ma non mi sembra che questo sia stato recepito e compreso dagli altri sindaci”. L'argomento è di quelli destinati a far registrare altri sviluppi e forse altre polemiche. Intanto Castel Frentano si prepara il prossimo 2 maggio ad estendere la raccolta porta a porta anche nelle zone non ancora servite. “Partirà a breve una capillare campagna di informazione che permetterà ai cittadini di sentirsi coinvolti in questo progetto più ampio che è il risultato dell'impegno e dell'attenzione che questa amministrazione ha nei riguardi dell'ambiente e del territorio”, ha concluso il sindaco D'Angelo.
 

Alla fine il bilancio della EcoLan - la società pubblica per la gestione dei rifiuti il cui capitale è detenuto interamente da 53 Comuni del Frentano e del Sangro - è stato votato quasi all'unanimità: 140mila euro di utile. Le polemiche degli ultimi giorni, scatenate dalle dichiarazioni del deputato forzista Fabrizio Stefano, non hanno influito sull'andamento dell'assemblea dei sindaci soci della società, che ha riconfermato in blocco il consiglio di amministrazione uscente: dal presidente Massimo Ranieri, ai consiglieri Nicolangelo Madonna (in rappresentanza del Comune di Lama dei Peligni) e Donatella Memmo (del Comune di Ortona). Dalla seduta, però, è emerso un dato politico chiaro: la liquefazione del centrodestra anche in seno alla EcoLan. In apertura dei lavori Roberto Crognale, delegato del Comune di Castel Frentano (guidato da un'amministrazione di centrodestra, unico ad aver votato contro il documento contabile), aveva chiesto di rinviare l'assemblea. Motivo: troppo ristretti i tempi di convocazione, che avevano impedito il passaggio in consiglio comunale della discussione sul bilancio della partecipata. Crognale parlava a nome anche di altri Comuni, come San Vito e Paglieta, che insieme possono contare su un peso non indifferente nel capitale della società. A quel punto si è consumato lo strappo, culminato con la dichiarazione di Fabrizio Montepara (anche lui di centrodestra), sindaco di Orsogna e presidente del comitato ristretto dei sindaci: "La EcoLan ha operato e sta operando bene. Su temi così importanti per la collettività, come acqua e rifiuti, non possono esistere colori politici". Richiesta di rinvio respinta e prosecuzione della seduta, che si è però inceppata poco dopo sul rinnovo del consiglio di amministrazione. Madonna, infatti, aveva manifestato l'intenzione di fare un passo indietro: la carica, tra l'altro non prevede indennità, perché sia lui che la Memmo sono dipendenti comunali. E Tommaso Coletti aveva chiesto di sostituire la stessa Memmo con un altro rappresentante del Comune (indicato dal consiglio comunale), in quanto la funzionaria non è più responsabile del settore ambiente di Palazzo di Città. Altra richiesta caduta nel vuoto, che ha rischiato però di bloccare le operazioni di voto. Alla fine il compromesso è stato raggiunto: Madonna ha dato la disponibilità a differire le sue dimissioni di un mese e la Memmo è rimasta al suo posto, nonostante l'imbarazzo generale e un Coletti più che contrariato.

Le dichiarazioni del deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano sulla Ecolan hanno scatenato, com'era prevedibile, molto più di un polverone e una serie di “botta e risposta” che, come accade ormai da tempo, si sta consumando sulle pagine  Facebook. Piattaforma virtuale diventata il luogo preferito per commenti, accuse, critiche, anche quando gli argomenti meriterebbero ben altro palcoscenico e una platea sicuramente attenta, competente, politicamente corretta, anche se meno social. Ma veniamo a Ecolan e agli attacchi che ha ricevuto dal parlamentare di Forza Italia. “Signor Senatore Di Stefano (non è più senatore, ma deputato, anche se questo ai fini della disputa è sicuramente irrilevante, ndr) – scrive il segretario cittadino del PD Leo Marongiu sul suo profilo - anni fa hai cacciato Michele Caporossi e cancellato la Asl di Lanciano. Oggi hai dichiarato: 'Quando cambierà maggioranza in Comune non ci sarà più questo Presidente Massimo Ranieri nella Ecolan'. Operazione che ricorda la situazione di qualche anno fa, quando la Ecolan era poco e niente e il 'privato' comandava e controllava i rifiuti. Ricordate? Più parli, più la tua speranza di mettere le mani su Lanciano...svanisce, perchè Ecolan e Massimo Ranieri sono due bandiere di pulizia. In tutti i sensi. Sarebbe bello sapere cosa ne pensa il tuo candidato sindaco”. E via alla girandola dei commenti, dei mi piace e delle risposte dell'onorevole. Ma al di là di questa giostra, dove ognuno cerca di tirare l'acqua al suo mulino, esistono dati oggettivi e i risultati ottenuti dalla presidenza di Massimo Ranieri, geologo, professionista preparato, che da tempi non sospetti si occupa di rifiuti e di ambiente, sono concreti e sotto gli occhi di tutti. Difficile negare l'evidenza anche se a volte in questo strano Paese succede anche questo. Lanciano non solo è una città più pulita, ma la raccolta differenziata prima praticamente inesistente ora sta raggiungendo i livelli previsti e sperati, oltre ai numerosi progetti che la Ecolan sta portando avanti. Sul resto (presunti legami degli assunti con il Pd, assenza di concorsi..e parentele varie..) si farà sicuramente chiarezza. E il presidente Massimo Ranieri, che in alcune occasioni ha ribadito di non essere attaccato a ruoli e poltrone, e chi lo conosce da tempo sa che è davvero così, di certo oggi non rimarrà in silenzio.
 

Non è abituato a questo tipo di invettive, e soprattutto ad accuse che ritiene ingiuste e ingiustificate, il presidente di Ecolan Massimo Ranieri, che ha affidato a un post sulla rete la prima risposta a caldo alle pesanti dichiarazioni del deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano. Già domani, però, a margine dell'assemblea, o giovedì mattina, risponderà in maniera puntuale alle critiche che sono state mosse alla sua gestione. “L'onorevole Di Stefano, che non ho il piacere di conoscere, ha omesso di dire che molti degli stabilizzati sono persone assunte da chi mi ha preceduto, quasi tutti erano qui da più di sei anni e se si è proceduto a stabilizzarli è per non incorrere in problemi che avrebbero potuto penalizzare la società. E tutte le decisioni sono state prese dall'assemblea e dal comitato ristretto dei sindaci, di cui fanno parte anche quelli di centrodestra, seguendo i giusti criteri di selezione e non le tessere di partito. Il direttore tecnico Gabriele Di Pietro non è un iscritto al Pd e non vanta parentele 'illustri', tanto per fare una prima precisazione – sottolinea Ranieri -  Di Stefano dovrebnbe trovare altri argomenti per la campagna elettorale, potrei ricordargli quando nel passato non troppo lontano, era molto vicino alla Ecolan e si occupava di tutte le questioni societarie. Oggi, grazie al contributo di tutti i sindaci di qualsiasi indirizzo politico, la Ecolan è una società sana,viva, produttiva, operativa. Ai suoi tempi la si voleva svendere, chiudere. Per quanto riguarda il personale – puntualizza ancora Massimo Ranieri -  noi le assunzioni le facciamo tramite concorsi, e anche per gli interinali selezioniamo il personale tramite colloqui dell'agenzia. Quando vuole può venirci a trovare, potrà vedere carte e documenti. E' strano che la conferenza stampa venga convocata il giorno prima dell'assemblea: forse vuole interferire con i sindaci che sono chiamati ad approvare il bilancio e il rinnovo delle cariche? Personalmente darò la mia disponibilità al rinnovo dell'incarico, ma saranno i sindaci domani liberamente a decidere sulla conferma del cda”.

per vedere il servizio con l'intervista a Fabrizio Di Stefano clicca qui

L'appuntamento è per martedì pomeriggio alle 15.30 (la prima convocazione, infatti, fissata per lunedì alle 7.30 dovrebbe andare deserta), quando il consiglio comunale di Lanciano sarà chiamato a esprimersi sull'affidamento alla EcoLan anche della gestione post-chiusura della ex discarica di Serre, per anni al centro di una serie di polemiche e ricorsi giudiziari tra il Comune e l'allora Ecologica Sangro su chi dovesse occuparsi della manutenzione del vecchio impianto, chiuso da quando entrò in funzione Cerratina. La ex discarica, infatti,   rappresenta una vera bomba ecologica, perché ai tempi in cui veniva utilizzata, non esisteva alcun tipo di pre-trattamento o differenziazione dei rifiuti, che venivano interrati "tal quali".  Fu utilizzata dal 1970 al 1995 per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani prima solo di Lanciano e poi anche di Ortona, San Vito, Treglio, Santa Maria Imbaro, Sant'Eusanio, Mozzagrogna e Rocca San Giovanni. Non solo. Furono conferiti anche i rifiuti speciali prodotti dall'ospedale e da molte aziende della zona. Questo significa che lì sotto c'è davvero di tutto: oltre ai rifiuti solidi urbani, ci sono batterie, vernici e altri materiali oggi considerati nocivi per l'ambiente, ma che all'epoca non lo erano. Si verificarono anche dei crolli e ci fu addirittura un processo penale, che si chiuse con l'assoluzione di due assessori comunali, due dirigenti, e due rappresentanti dell'Ecologica Sangro. Nel 2013 fu stimato in 2 milioni di euro il costo della bonifica dell'area e l'anno dopo un lodo arbitrale stabilì che l'Ecologica Sangro dovesse versare 700mila euro al Comune di Lanciano per gli interventi di ripristino dell'area, che ogni anno costa a Palazzo di Città 70mila euro per la raccolta e lo smaltimento del percolato ancora prodotto dalla decomposizione del pattume. Ora la proposta di affidare alla EcoLan la gestione cosiddetta post-chiusura dell'impianto, che può contare anche su un altro punto di forza: il fatto che fu proprio Massimo Ranieri (attualmente presidente della società) a redigere, all'epoca per conto del Comune di Lanciano, l'indagine preliminare e il progetto di messa in sicurezza della vecchia discarica.

“Abbiamo fatto una scelta di responsabilità, anche per dimostrare che, quando si vuole, anche il pubblico funziona”. Così il sindaco di Treglio Massimiliano Berghella, nell'annunciare l'affidamento in house alla Ecolan spa di Lanciano del servizio di igiene urbana e raccolta e smaltimento dei rifiuti. “L'azienda frentana – spiega Berghella – è subentrata alla Consac srl, prima in prova e ora arriva l'affidamento definitivo del servizio. Nel periodo di prova – prosegue – durato circa 2 mesi, abbiamo potuto già notare benefici e miglioramenti. Il paese, sia nel centro storico che nelle contrade, innanzitutto è più pulito ed accogliente; ma il dato tangibile, che risalta in maniera incredibile, è stato il balzo in avanti della quantità di rifiuti differenziati, passata dal 51% a circa il 72%, cioè un +20% in poche settimane. Risultato eccellente. Un percorso virtuoso su cui bisogna proseguire perché significa cambiamento, significa tutela ambientale, significa efficienza e significa che in futuro ci saranno meno costi per i cittadini. Un salto di qualità”. L'affidamento in house del servizio a Ecolan approderà questa sera in Consiglio comunale per l'approvazione definitiva. Il primo cittadino di Treglio, insieme ad altri sindaci, è anche, all'interno di Ecolan, società partecipata dai Comuni, componente del Comitato per il controllo analogo. "Il presidente Ecolan Massimo Ranieri - conclude - ha portato una ventata di novità. E quest'anno il bilancio della società ha chiuso con un attivo di circa 200mila euro".

Tutto pronto per l’inaugurazione ufficiale del primo Centro del Riuso comunale di Lanciano, uno dei primi in Abruzzo. Apre, infatti domani a Lanciano, alle ore 10:30, in contrada Re di Coppe, di fianco all’attuale Centro di Raccolta, il Centro del Riuso comunale realizzato sulla base di un progetto della Ecolan e in stretta sinergia con il Comune. All’inaugurazione interverranno il Sindaco Mario Pupillo, l’Assessore all’Ambiente Davide Caporale, il Presidente di Eco.Lan Massimo Ranieri e il direttore Gabriele Di Pietro. Il Centro per il Riuso consentirà ai cittadini di portare oggetti, mobili, accessori in buono stato che, anziché finire al Centro di raccolta per essere riciclati o avviati a smaltimento, rimarranno a disposizione di tutti coloro che vorranno riutilizzarli, gratuitamente. Quindi, grazie al Centro per il Riuso, questi oggetti non diventano rifiuti ma hanno una nuova vita, e possono essere riutilizzati da altre persone. "Tanti i vantaggi sia per l’ambiente che per i cittadini - spiega la EcoLan in una nota - infatti si evita che molte cose non più usate da alcuni si trasformino subito in rifiuti (vantaggi ambientali) e nel contempo questi stessi oggetti possono essere nuovamente utili (vantaggi economici e di solidarietà) per cittadini magari meno abbienti. Insomma il Centro del Riuso educa i cittadini ad assumere un comportamento consapevole, ecologicamente corretto, giustamente orientato verso una gestione integrale dei rifiuti dove ognuno di noi deve prevenire, riutilizzare, differenziare e conferire. Cittadini quindi più informati e solidali tra loro, in nome dell’ambiente".
 

In occasione di un Consiglio regionale ad hoc (che si è tenuto stamattina a Pescara e in cui sono stati approvati due documenti - uno della minoranza e l'altro della maggioranza - in cui si ribadisce il no agli inceneritori e il sì deciso alla svolta verso un futuro più "green"), sulla gestione dei rifiuti in Abruzzo, Nuovo Senso Civico, da sempre attento alle problematiche del territorio, in prima linea a tutela e difesa dell'ambiente, in un comunicato sottolinea “l'esempio virtuoso di Ecolan guidata con professionalità e competenza da Massimo Ranieri” e invita gli amministratori a tenere conto di questa realtà positiva. “Ecolan è la dimostrazione che anche una società a capitale interamente pubblico può funzionare meglio e più di altre contro ogni pregiudizio e luogo comune – si legge nella nota dell'associazione – anzi è la stessa comunità di cittadini che partecipa attivamente e si riappropria di un ruolo sociale attivo ed orientato al miglioramento delle condizioni di vita generali”. Nuovo Senso Civico sottolinea il lavoro che sta portando avanti Ecolan e che assume un significato importante anche sotto il profilo culturale. “Portare la raccolta differenziata a percentuali altissime in poco tempo (superiori all’80%) praticare un’educazione alla riduzione dei rifiuti all’origine ed al loro riciclo e riuso, significa togliere qualsiasi alibi al ricorso agli inceneritori – continua il comunicato -, che rappresentano una scelta anti-storica, anti-economica per la collettività ed estremamente dannosa per la salute delle persone e dell’ambiente in cui vivono. Mettere in pratica il circolo virtuoso della raccolta differenziata spinta significa un risparmio enorme per le casse pubbliche e quindi per i singoli cittadini che vedranno ridotte le tasse sui rifiuti in prospettiva fino al loro totale annullamento, come già accade in diversi comuni italiani”. Ed Ecolan sta dimostrando che la gestione pubblica non solo è possibile ma è preferibile. “Significa reinvestire tutti i proventi ottenuti ad esempio con la vendita dei materiali in opere e tecnologie che andranno a migliorare ulteriormente la situazione”. Nuovo Senso Civico tiene a ricordare come il settore dei rifiuti sia spesso coinvolto in situazioni di malaffare come accade in tutti quei comparti dominati da enormi profitti e quindi capaci di scatenare appetiti economici non sempre legali, come la cronaca in più occasioni ha raccontato. Una società pubblica offre maggiori garanzie anche riguardo a questo non trascurabile problema. “Se i risultati attuali sono già così positivi con il servizio di raccolta differenziata porta a porta attivo attualmente in soli 11 Comuni dei 53 aderenti a Ecolan (ma molti hanno già fatto o faranno richiesta per averlo) e con il maggiore centro, Lanciano, nel quale deve ancora essere completato in tutti i quartieri, immaginiamo quali possano essere gli esiti con la progressiva adesione di tutti i Comuni”. Nella nota viene inoltre evidenziato che Ecolan ha pure provveduto a centinaia di nuove assunzioni e che con l’aumento esponenziale dei materiali recuperati si potrà realisticamente creare un indotto in zona per ridare loro una seconda vita con nuovi insediamenti utili allo scopo, dai risvolti economici ed occupazionali di grande rilevanza. “Con questa esperienza si stanno confrontando anche Comuni di altre province (è il caso di Montesilvano) che misurano su di essa il servizio svolto da altre società private che non raggiungono analoghi risultati. E' un modello replicabile non solo in Comuni piccoli o medi ma anche in realtà molto più grandi delle dimensioni di Pescara o Roma. Si tratta semplicemente – aggiunge ancora Nuovo Senso Civico - di adattare uno schema vincente a misure di maggiore portata e come già accaduto, sarà la realtà a smentire tutte le previsioni negative che, guarda un pò, sono quasi sempre messe in circolo da chi ha cospicui interessi nella direzione esattamente opposta”. Intanto a Lanciano continuano le riunioni nei quartieri, in preparazione dell’avvio della raccolta differenziata. L'opera di informazione è fondamentale, non solo riguardo gli aspetti organizzativi del servizio ma anche in merito alle profonde motivazioni che conducono a un netto miglioramento delle condizioni di vita generali con la cancellazione dall’orizzonte sia dei fumi degli inceneritori che degli stormi giganteschi di gabbiani che roteano su enormi discariche straripanti. “Abbiamo pieno diritto alla salute ed all’ambiente pulito e ai gabbiani sulla riva del mare. Ma soprattutto  abbiamo pieno diritto a scelte che non intacchino negativamente la nostra vita quotidiana e quella delle future generazioni e per questo domani dai nostri Amministratori ci aspettiamo, anzi pretendiamo, che vadano senza esitazioni in questa direzione virtuosa, l’unica possibile e realistica”, conclude Nuovo Senso Civico.
 

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