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LANCIANO - Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso, presentato dal Comune di Lanciano, con cui l'amministrazione comunale impugnava gli atti (rilasciati a gennaio 2013), con cui la società Abruzzo Energia fu autorizzata alla costruzione e gestione dell'elettrodotto Villanova-Gissi.  Secondo Palazzo di Città. "l'autorizzazione impugnata sarebbe stata rilasciata non per perseguire un interesse pubblico, bensì per soddisfare un interesse privato della società Abruzzo Energia". Per i giudici amministrativi, al contrario, "il nuovo elettrodotto risponde ad esigenze valutate di pubblica utilità e che la normativa di settore non esclude che tali finalità di carattere pubblico possano essere perseguite con l'iniziativa di un privato e che lo stesso possa gestire in via diretta la relativa procedura amministrativa". Il Tar ha ritenuto infondate anche le altre censure sollevate dal Comune, sia per quanto riguarda eventuali irregolarità nella procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale, sia per ciò che concerne la mancata intesa con i Comuni attraversati dall'impianto, in quanto "la normativa di settore non prevede affatto il raggiungimento di un'intesa con i comuni interessati bensì con la Regione in quanto i primi sono solo chiamati a formulare un parere motivato, ma non vincolante, in relazione alla verifica di compatibilità urbanistica dell'opera".

"Il gigante si inchina alla formica": inizia con questa frase la nota del coordinamento dei comitati contro l'elettrodotto Villanova-Gissi, con cui commentano la decisione di Terna di ritirare 12 (per ora) delle 24 citazioni a carico di Silvia Ferrante, l'attivista di Paglieta che si era vista recapitare dal colosso energetico una richiesta danni di 16 milioni di euro, oltre a una trentina di denunce penali per interruzione di pubblico servizio e violenza privata. Questa mattina, in tribunale a Lanciano, i rappresentanti della società hanno rinunciato all'azione nei confronti della Ferrante, accanto al quale si era creato un vasto movimento, di cui facevano parte, oltre a semplici cittadini, anche politici e amministratori. "Siamo convinti che la campagna 'IostoconSilvia', con le sue azioni di sostegno, sensibilizzazione e denuncia costante della prepotenza di Terna abbiano avuto un ruolo fondamentale in questa svolta processuale - continua la nota - non si può dimenticare il lavoro svolto dai comitati territoriali e dalle amministrazioni da sempre contrarie alla realizzazione dell’opera (Lanciano, Paglieta e Castel Frentano), alle quali vanno aggiunte quelle amministrazioni che hanno aderito alla campagna pur non essendo direttamente interessati dal passaggio dell'opera, come Frisa e Civitaluparella. Queste hanno aderito non solo per solidarietà nei confronti di Silvia, ma per dire il loro No al modello di sviluppo che sta dietro la realizzazione di opere come l'elettrodotto Villanova-Gissi. Se è vero che Terna vuole rilassare le tensioni dovrebbe rendersi conto della gravità di quanto fatto sinora, non solo nei confronti di Silvia, ma anche di chi sta ancora affrontando questo ingiusto calvario per non aver sottoscritto un accordo o per aver difeso i diritti dei proprietari".

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Sarà il Tar a occuparsi della vicenda del terreno di Franca Colanero, che Terna occupò la scorsa estate per posizionarvi alcuni tralicci dell'elettrodotto Villanova-Gissi. Lo ha deciso questa mattina il giudice civile del tribunale di Lanciano Giovanni Nappi, che ha sciolto la riserva, rigettando - per difetto di giurisdizione - la querela per falso presentata dal legale della Colanero, l'avvocato Pietro Silvestri. Secondo la Colanero, il documento con cui Terna occupò il suo terreno, non era regolare e per questo si era rivolta al tribunale frentano, che però ha dichiarato oggi la sua incompetenza, indicando invece la magistratura amministrativa. La Colanero pretende la restituzione del terreno, che fu occupato l'8 luglio. In quell'occasione si registrarono tafferugli, in cui lei stessa rimase ferita. Terna, invece, sostiene di aver operato in piena legimittimità e ha citato 8 volte la proprietaria (insieme al marito), a cui ha chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro.

Era stata avvistata anche qui a Lanciano la bionda e brava giornalista delle Iene Nadia Toffa, arrivata con la troupe della fortunata trasmissione televisiva per saperne di più su un argomento discusso e scottante qual è appunto da tempo l'Elettrodotto Villanova-Gissi. Progetto contestato dai proprietari dei terreni sui quali stanno mettendo i tralicci, da numerosi movimenti e associazioni, dai sindaci di Castel Frentano, Lanciano e Paglieta, Gabriele D'Angelo, Mario Pupillo e Nicola Scaricaciottoli, che fin dall'inizio hanno mostrato con convinzione la loro contrarietà all'opera, ribadendo con chiarezza il loro “no”. Per vedere il servizio realizzato dalla Toffa e sul quale è mantenuto uno stretto riserbo, bisognerà sintonizzarsi sulle Iene, in occasione della prossima puntata, per ascoltare e vedere cosa è stato detto. Sono già note, invece, le domande incalzanti della giornalista al presidente della Regione Luciano D'Alfonso, che forse non immaginava di essere raggiunto nello splendido scenario del Santuario della Madonna del Canneto dall'irriverente microfono delle Iene e deve essere stata proprio una sorpresa, se non è riuscito a dare risposte convincenti sul discusso progetto dell'Elettrodotto, come mostrano in maniera inequivocabile le immagini del video in onda sull'Ecoaltomolise, dove si vede appunto D'Alfonso piuttosto in difficoltà. E dire che il Governatore ha sempre la risposta pronta, difficile trovarlo senza una spiegazione plausibile. Stavolta però le sue parole e la sua aria evidentemente seccata (anche questo è piuttosto raro per chi ha fatto del sorriso, degli abbracci e strette di mano la formula vincente) non hanno convinto chi cercava risposte chiare. Comunque il presidente D'Alfonso era da quelle parti per un progetto riguardante la realizzazione di un Polo Scolastico Intercomunale, per un incontro di lavoro con la Regione Molise, perché l'Abruzzo vuole scommettere sulla cooperazione. Chissà se Nadia Toffa troverà lo spazio per dire dei progetti del Presidente o si limiterà a sottolineare che sull'Elettrodotto è stato...sfuggente.

Potrebbe essere di natura dolosa l'incendio che ieri sera, dopo le 22, si è sviluppato sotto un traliccio in costruzione dell'elettrodotto Terna Villanova-Gissi, in contrada Piano La Barca di Paglieta. A dare l'allarme sono stati gli automobilisti di passaggio lungo la Fondovalle Sangro, che hanno subito avvisato il 115. Sul posto è arrivata una squadra dei vigili del fuoco di Lanciano, e due pattuglie dei carabinieri di Atessa e Paglieta. Il rogo, che ha distrutto un'autogru (nella foto, tratta da Fb), è stato domato quasi subito. Bisognerà ora attendere l'esito della perizia dei vigili del fuoco per stabilire se l'ipotesi del dolo viene confermata, a se si è trattato di un incendio di altra natura. L'elettrodotto Terna ormai da mesi è al centro di dure polemiche, che vedono contro i proprietari dei terreni su cui dovrebbero passare gli impianti e l'azienda stessa. Uno scontro che ha avuto anche strascichi giudiziari, con la richiesta - da parte di Terna - di un maxirisarcimento di 16 milioni di euro a Silvia Ferrante, attivista di Paglieta. Sull''episodio la Procura di Lanciano ha aperto un'inchiesta.

"La citazione in giudizio con atto risarcitorio da parte di Terna di alcuni proprietari terrieri e contestatori, tra i quali la signora Ferrante, che si è opposta all’accesso ai fondi relativi all’elettrodotto Villanova Gissi per ben 24 volte, è un atto dovuto". Poche parole da parte di Terna, la società che sta realizzando l'elettrodotto Villanova-Gissi, che in una nota dice la sua sulla vicenda di Silvia Ferrante, la donna di Paglieta a cui l'azienda ha chiesto un risarcimento danni di 16 milioni di euro. "Secondo la legge (Decreto Autorizzazione n. 239/2013), infatti, i tecnici di Terna devono espletare in qualità di ufficiali incaricati di pubblico servizio, tutte le procedure per gli asservimenti dei terreni interessati dal passaggio della  nuova linea elettrica - spiega Terna - l’impedimento di tali procedure, ritardando l’entrata in esercizio dell’opera nei tempi stabiliti (primo gennaio 2016), costituisce un danno non solo per Terna, ma per l’intera collettività e come tale va denunciato. Si ricorda, infatti, che l’elettrodotto Villanova-Gissi è fondamentale per l’Abruzzo, regione con un deficit energetico del 32 per cento".

 

Torna agli onori della cronaca la società Terna, ma stavolta non per le proteste sul contestato elettrodotto Villanova-Gissi ma perché durante i lavori di realizzazione, all'interno del cantiere per la costruzione del traliccio 126, nel Comune di Atessa, è stata individuata una necropoli di evidente interesse archeologico, all'interno della quale sono stati rinvenuti resti di corredi funerari. A darne notizia è la stessa società in un breve comunicato dove si dice che “Terna ha tempestivamente provveduto ad avvertire la Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo - con sede a Chieti e con competenza di tutela sul patrimonio archeologico regionale – con la quale ha operato in stretto contatto per agevolare, in diverse fasi, l’effettuazione degli opportuni rilievi realizzati a distanze variabili tra 4 e 20 metri dal traliccio”. La società che ha ormai completato le operazioni di cantiere, ha confermato l’impegno a supportare le iniziative di valorizzazione dei ritrovamenti. Ed è di queste ultime ore la notizia che ci sarebbe anche il coinvolgimento del Dipartimento di Antropologia dell'Università di Camerino.

Il progetto dell'elettrodotto Villanova-Gissi (tra l'altro in fase già avanzata) sarà al centro del consiglio comunale di Lanciano, convocato in seduta straordinaria per domani pomeriggio alle 17. All'ordine del giorno la presa d’atto e condivisione dell’operato dei settori comunali programmazione urbanistica e ambiente sull'impianto da 380 KV e sulle opere connesse. Il Comune di Lanciano, insieme alle amministrazioni di Castel Frentano e Paglieta, si è sempre opposto alla realizzazione dell'opera, in particolare per quanto riguarda l'ubicazione dei piloni e altri aspetti riguardanti soprattutto le concessioni edilizie. E' stato anche inoltrato un ricorso al Tar Lazio, la cui prima udienza è fissata proprio per oggi.

E’ stata fissata per il prossimo 4 novembre, alle ore 9.45, al Tar del Lazio, la discussione sul ricorso presentato dal Comune di Castel Frentano contro l’autorizzazione del Ministero dello Sviluppo economico alla costruzione dell’elettrodotto Villanova-Gissi. Lo fa sapere il Sindaco Gabriele D’Angelo sul sito istituzionale dell’amministrazione comunale. “L’oggetto – spiega il primo cittadino – è l’annullamento del decreto ministeriale del 2013, che autorizza la costruzione e l’esercizio dell’impianto, oltre alle opere connesse”.