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Nell’elezione del consiglio provinciale di Chieti si conferma, in maniera ancora ufficiosa, la maggioranza di centrosinistra con una affluenza del 70 con 810 al voto su 1.158 aventi diritto.

La lista ''Provincia Unita'' di centro sinistra ha ottenuto sette dei dodici seggie danno modo di accedere in Consiglio a Chiara Zappalorto, capogruppo del Pd al Comune di Chieti e segretario provinciale del partito, Arturo Scopino, sindaco di Montebello, Vincenzo Sputore, capogruppo del Pd e consigliere a Vasto, Antonio Tamburrino, sindaco di Montenerodomo che nel Consiglio precedente era vice presidente con delega alla viabilità, Rocco Paolini, consigliere comunale a Francavilla al Mare, il sindaco di Frasagrandinaria Giovanni Di Stefano ed Egisto Rossetti, capogruppo di minoranza al Comune di Perano.

La lista che si era definita il partito dei sindaci perché aveva candidato ben 8 sindaci ''Insieme per la Provincia'' ha ottenuto poltrone per Luciano Marinucci, sindaco di San Giovanni Teatino, il consigliere comunale di Chieti Graziano Marino, e Gabriele Di Bucchianico, consigliere comunale a Lanciano.

La lista ''Obiettivo Provincia'', sostenuta da Fi e Udc ha eletto Emiliano Vitale, consigliere comunale a Chieti e Di Tonino Marcello di San Salvo ed ex assessore della provincia.

Mario Pupillo sindaco di Lanciano, è ancora il presidente

Una voce fuori dal coro è quella del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo secondo il quale le elezioni si sarebbero concluse con un pareggio tra centrodestra e centrosinistra con l’elezione Pierdomenico Tiberio mentre resterebbe fuori Egisto Rossetti, del Partito democratico.

 

CASTEL FRENTANO - L'elezione di Gabriele D'Angelo a sindaco di Castel Frentano è pienamente legittima. La Corte di Cassazione ha scritto infatti la parola "fine", dichiarando inammissibile il ricorso presentato da Mario Ciarrapico, esponente del centrodestra castellino e in passato componente del cda di diversa società pubbliche. Ciarrapico chiedeva l'annullamento della delibera del consiglio comunale con cui - a maggio 2014 - era stata convalidata l'elezione del primo cittadino. Alla base della richiesta il fatto che all'epoca D'Angelo fosse componente del consiglio di amministrazione della Sangritana, società di trasporto che gestiva il servizio anche sul territorio di Castel Frentano. Circostanza ritenuta ininfluente sia dal tribunale di Lanciano nell'ottobre 2014, che dalla Corte d'Appello dell'Aquila lo scorso marzo. Ciarrapico è stato condannato al pagamento delle spese processuali per 7200 euro.

Il Comune di Lanciano, in occasione del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, spenderà circa 3mila euro di fondi propri per l'acquisto di 15 materassi e 2 stufe a pellet. Cosa c'entrano, molti di voi si staranno chiedendo, queste spese con la consultazione referendaria? Invece c'entrano, eccome. I 15 materassi (ognuno del costo di 54 euro più Iva), sono quelli necessari a far dormire le forze dell'ordine incaricate di sorvegliare i seggi. E le 2 stufe a pellet (si vota alle porte dell'inverno) servono a riscaldare le sezioni dove non c'è il riscaldamento. Più nel dettaglio, circa 1000 euro saranno destinati ai materassi, il resto per le stufe.

L'elezione a consigliere comunale di Antonio Di Naccio, candidato nelle elezioni comunali di Lanciano della scorsa primavera nelle liste a sostegno di Tonia Paolucci, è valida. Lo ha deciso la sezione di Pescara del Tar, che ha rigettato il ricorso presentato da Bruno De Felice, candidato della lista di Forza Italia, secondo cui - invece - c'era stato un errore nella ripartizione dei seggi nell'assise civica. Nel ricorso si sosteneva che il seggio attribuito alla lista "S'Ignora Lanciano", e quindi a Di Naccio, doveva in realtà andare a Forza Italia, e quindi a De Felice. Questo sulla base del quoziente maggiore ottenuto dalla lista azzurra, pari a 993, contro il quoziente 955 di quella in cui era candidato Di Naccio. Per i magistrati amministrativi, però, l'Ufficio elettorale ha proceduto correttamente in fase di proclamazione dei consiglieri, seguendo non solo le ultime indicazioni del Consiglio di Stato, ma anche e soprattutto le istruzioni emanate dal Ministero dell'Interno, che hanno fatto chiarezza sulla ripartizione dei seggi in caso di apparentamento. Al momento, dunque, nella geografia di Palazzo di Città tutto resta invariato: dei 9 seggi assegnati all'opposizione, 6 restano alla coalizione che al primo turno aveva sostenuto la candidatura di Errico D'Amico e 3 a quella di Tonia Paolucci. Una ripartizione che, per i giudici del Tar, è giusta ed equa, anche alla luce dei risultati riportati al primo turno: 8033 voti le liste di D'Amico, 4808 quelle della Paolucci. La sentenza è stata già notificata alla Prefettura di Chieti e al Comune di Lanciano, che nella controversia non si è costituito in giudizio.
Antonio Di Naccio, nella passata consigliatura, era stato assessore nella giunta Pupillo. Era stato defenestrato su richiesta di Pino Valente, con cui era entrato in polemica. Una frattura insanabile che, la scorsa primavera, lo aveva spinto a candidarsi con Tonia Paolucci.

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Pietro Bomba ha lasciato l'incarico di coordinatore cittadino di "Noi con Salvini". Una scelta che, a suo dire, aveva maturato già prima delle elezioni comunali, "non condividendo - scrive in una nota - le scelte della dirigenza regionale e provinciale che ci hanno imposto di seguire le loro direttive senza conoscere  la nostra cultura, la storia politica le priorità della città. Ci hanno affiancato persone non native e né residenti a Lanciano. Scelte che si sono rivelate sciagurate e che hanno portato solo caos". Bomba spiega che, nonostante le divergenze di opinione, ha deciso comunque di candidarsi a sostegno di Errico D'Amico, proprio perché convinto del progetto politico di Matteo Salvini. "Le scelte purtroppo di questi soggetti, i cosiddetti  dirigenti politici, stanno portando allo sfascio il movimento - continua - e ora questi bravi responsabili regionali e provinciali mi vogliono affibbiare colpe sull’organizzazione e sul risultato elettorale, quando in tutto l’Abruzzo solo a Lanciano al primo turno abbiamo conquistato un consigliere e riportato circa 500 voti. Poi è andata come sapete. Ma la cosa assurda è che nessuno è riuscito a fare meglio di Lanciano, anzi proprio per la loro incapacità non sono riusciti a fare nulla di nulla su Vasto, Roseto, Francavilla e S.Giovanni Teatino. Praticamente loro hanno fatto flop da tutte le parti". Ma l'ormai ex coordinatore ne ha anche per i rappresentanti lancianesi del movimento, dicendosi dispiaciuto per la slealtà dimostrata da qualche esponente. "Oggi da uomo libero - conclude - posso affermare di essere felicissimo di non avere più a che fare con questi personaggi, anche se continuerò a seguire Salvini come ho sempre fatto". 

E' stata convocata per lunedì 4 luglio, alle ore 18.30, la prima seduta del nuovo consiglio comunale di Lanciano. All'ordine del giorno della convocazione, firmata direttamente dal sindaco Mario Pupillo in attesa dell'elezione del presidente dell'assise civica, c'è la convalida del sindaco e dei consiglieri; il giuramento del sindaco; l'elezione del presidente del consiglio comunale; la presentazione dei componenti della giunta; l'elezione dei componenti della commissione elettorale comunale.

Ancora fumata nera sulla composizione della nuova Giunta del riconfermato Sindaco Pupillo. A rincorrersi per ora sono solo le indiscrezioni, le voci di corridoio e quelle dei soliti bene informati alle quali si aggiungono puntuali e inevitabili le considerazioni dei cittadini, di chi si scopre improvvisamente stratega o politico di professione e dispensa idee e consigli. Così come accade nel calcio, dove tutti sono tecnici ed allenatori. In verità la definizione di un Esecutivo anche se, come il Sindaco Mario Pupillo, si è al secondo mandato, non è affatto semplice. Certo la situazione rispetto a 5 anni fa è totalmente diversa e dà al sindaco pieni poteri, ma questo non esclude naturalmente un dialogo e un confronto con tutte le liste e le forze della coalizione per arrivare a una decisione condivisa. Il percorso in questi casi non è mai facile e gli equilibri sempre molto delicati. Dalle ultime sussurrate e ufficiose notizie sembra che Leo Marongiu, rassegnerà le dimissioni da segretario cittadino del Partito Democratico e andrà ad occupare il posto alla presidenza del Consiglio Comunale. Per quanto riguarda gli assessori invece dovrebbe essere riconfermato all'Urbanistica Pasquale Sasso che con i suoi quasi 500 voti è risultato il più votato di tutta la coalizione di centrosinistra e movimenti civici. Una delega, forse al Bilancio, spetterebbe a Marusca Miscia, reduce da un significativo consenso elettorale, componente del direttivo nazionale del Pd e un grande impegno nell'associazionismo. Comunque tutti i candidati  hanno fatto un gran lavoro considerati i risultati (Pd primo partito in città) e di questo bisognerà tenere conto, a prescindere dai numeri che pure hanno il loro peso. La Giunta è bene ribadirlo dovrà essere composta da sette assessori più il sindaco e tre posti dovranno essere occupati da donne. Oltre a Marusca c'è la riconferma di Dora Bendotti, assessore uscente alle Politiche Sociali che potrebbe riprendere la stessa delega, ma non è escluso che le venga affidata un'altra. L'interrogativo resta sulla terza quota rosa e l'attenzione pare indirizzata alla lista “Insieme a Sinistra” dove spiccano Francesca Caporale (che si è candidata alle Primarie), coordinatrice cittadina di Sel e Patrizia Bomba espressione del movimento civico Insieme. Ma il più votato della lista è stato Piero Cotellessa, il cui impegno è noto a tutti e sono in tanti, dentro e fuori la lista,  a pensare che meriterebbe un riconoscimento. Insomma la questione non è né semplice, né scontata, anche se non è difficile prevedere che qualcuno dovrà fare un passo indietro. Due poltrone in Giunta vanno a Progetto Lanciano. Pino Valente, innegabile presenza sul territorio, appassionato nei suoi interventi e nelle sue battaglie, tornerà a ricoprire pure la carica di vice sindaco e un assessorato sembra sia destinato a Giacinto Verna, che ha ottenuto non solo un notevole consenso personale, ma anche le sezioni di Olmo Di Riccio - quartiere dove risiede e dove è presente con tante iniziative – hanno espresso una preferenza per Pupillo. Altra riconferma quella di Davide Caporale alle Politiche ambientali, settore dove ha operato con grande determinazione, stando sempre in prima linea, affrontando con il sostegno di movimenti e associazioni tante battaglie. Ricapitolando quindi la Giunta Pupillo Bis potrebbe essere questa: Pasquale Sasso e Marusca Miscia (Pd) Pino Valente e Giacinto Verna (Progetto Lanciano) Dora Bendotti (Lanciano in Comune) Francesca Caporale (Insieme a Sinistra) Davide Caporale (Lanciano Vale). (Pina De Felice)

Nella coalizione “apparentata” di centro destra, liste civiche e CasaPound di Errico D'Amico e Tonia Paolucci, pesano come macigni quei 1700 voti che hanno decretato in maniera forte e inequivocabile la vittoria schiacciante del sindaco uscente Mario Pupillo, alla guida della coalizione di centro sinistra. Un consenso di così larghe dimensioni ha sorpreso anche i supporter del primo cittadino, che nei 15 giorni prima del ballottaggio hanno giocato una partita difficilissima, inseguendo e sperando quasi in un miracolo. I numeri non erano affatto dalla loro parte e al primo turno solo 300 voti in più per Pupillo, una situazione dunque che non invitava certo a stare tranquilli. Ma il popolo di centro sinistra stavolta, complice un apparentamento che ha provocato malumori e tensioni, silenzi ambigui e dissensi manifesti, non si è lasciato scoraggiare dall'aritmetica, né da quei consensi consolidati nelle contrade, sempre a favore del centro destra, e ha combattuto la battaglia con grande determinazione, con la consapevolezza di quanto alta fosse la posta in gioco. Tutt'altro scenario in casa avversaria, dove proprio i numeri facevano pensare all'esito opposto, a una vittoria già praticamente conquistata. Evidentemente né D'Amico, né la Paolucci e nemmeno l'onorevole Di Sefano, né il coordinatore regionale dell'Udc Di Giuseppantonio, né  Mauro Febbo o altri amministratori che si sono spesi con dichiarazioni e conferenze stampa - e che, considerata la loro esperienza, si intendono di strategie politiche - avevano fatto i conti con le reazioni che si sarebbero scatenate in seguito ad un accordo che, fatto non trascurabile, avrebbe portato in Consiglio Comunale, unico caso in Italia a sedere sui banchi della maggioranza, un esponente di CasaPound, movimento di estrema destra. Hanno pure sottovalutato gli scontenti dell'una e dell'altra parte, nonché gli umori, sempre piuttosto mutevoli e condizionabili, degli elettori. “Accordo sul programma”, hanno detto e ripetuto D'Amico e la Paolucci, anche dal palco di piazza Plebiscito nel corso dell'ultimo comizio. "Abbiamo riunito il centro destra", altra affermazione ribadita in più occasioni, senza pensare però a quei candidati, non pochi, che non erano d'accordo e comunque non nei termini in cui l'apparentamento è stato sottoscritto. Hanno cercato di minimizzare sulla presenza di CasaPound, parlando dell'attività solidale e dell'impegno di Nico Barone e di altri ragazzi, "tutti bravi", è stato più volte ripetuto, accusando il centro sinistra di voler strumentalizzare i Martiri, il 6 Ottobre e la Resistenza. Eppure non era difficile capire che gli attacchi non erano rivolti alle persone fisiche, ma a un'ideologia che nega i valori per i quali Lanciano ha conseguito una Medaglia d'Oro. E che questo non poteva non risvegliare l'orgoglio e le coscienze anche di quella parte di sinistra e di quei cittadini delusi che non avevano votato al primo turno. Se a questo si aggiungono i non pochi elettori dei due candidati (dal percorso totalmente diverso) che non hanno visto di buon grado l'accordo, i conti tornano. Una disfatta per il centro destra che non ha avuto il coraggio di correre da solo con le famose e plurisbandierate 8 liste. Perché Errico D'Amico non ha affrontato la sfida con la forza e l'entusiasmo del suo “esercito” e del suo programma? Forse non era abbastanza sicuro di farcela tanto da accettare in toto le richieste della candidata Tonia Paolucci, apparsa subito come la vera vincitrice in un apparentamento fortemente sbilanciato. Un “matrimonio” finito prima di cominciare. E se per gli sconfitti si apre un capitolo che mai avrebbero immaginato di scrivere, per chi ha vinto comincia un percorso di grande responsabilità. “Sarò il sindaco di tutti”, ha detto più volte Mario Pupillo che ora, alla luce dei consensi ottenuti, ha un compito impegnativo: non ripetere gli errori fatti, ascoltare e mantenere vivo un legame con il territorio, proseguire e attuare quel programma che i cittadini hanno mostrato con i fatti di condividere. Il primo importante passo sarà la composizione della giunta. Sette assessori più il sindaco e tre posti nell'Esecutivo dovranno essere occupati da donne. Rinnovamento ed esperienza, può essere davvero il binomio vincente per Pupillo, che può contare su una maggioranza solida e affidabile, su giovani volenterosi e preparati, nonché sulla professionalità e la competenza di chi ha sì superato la verde età, ma è in grado di dare ancora molto. Non sarà una scelta facile, ma è il tempo del coraggio. (Pina De Felice)

 

“Con i ballottaggi di domenica 19 giugno, la vittoria del centrosinistra e del Pd in Abruzzo è netta e inequivocabile. Dopo due anni di amministrazione, la maggioranza di governo della Regione Abruzzo risulta fortemente confermata dagli esiti del doppio turno elettorale”. Lo dice il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, commentando i risultati dei ballottaggi di ieri. “L’affermazione a Vasto, Lanciano e Roseto dei candidati sindaci del Pd, Francesco Menna, Mario Pupillo e Sabatino Di Girolamo, che si aggiungono allo straordinario successo di Antonio Luciani a Francavilla – continua D’Alfonso - così come la vittoria di Anna Maria Casini a Sulmona, sostenuta con un ruolo importante dell’assessore Andrea Gerosolimo da uno schieramento di forze riconducibili nella quasi totalità alla maggioranza di governo nazionale e regionale, costituiscono un chiaro segnale di fiducia verso le ambizioni della Regione. Si tratta di risultati per nulla scontati. Cinque anni fa il centrosinistra si affermò a Francavilla, Lanciano e Vasto, città tradizionalmente sfavorevoli al nostro schieramento, in un contesto nazionale e regionale di difficoltà per il centrodestra. Oggi confermiamo il governo di queste città, nonostante il contesto nazionale particolarmente complesso. E’ un risultato che va in primo luogo ascritto alle capacità amministrative di chi si ripresentava per il giudizio degli elettori dopo cinque anni di amministrazione, come nel caso di Mario Pupillo a Lanciano e Antonio Luciani a Francavilla, e alla capacità di convinzione sulla proposta di governo per chi si candidava per la prima volta, come nel caso di Francesco Menna a Vasto, Sabatino Di Girolamo a Roseto e Anna Maria Casini a Sulmona. Non potevano esserci allo stesso tempo prove più evidenti del fatto che le politiche strategiche e le riforme messe in campo dalla Giunta Regionale – il Masterplan, le esigenze del Piano sanitario, la Società unica dei trasporti, la riforma della Pubblica amministrazione regionale, le scelte nel campo delle politiche dello sviluppo e del lavoro, il nuovo Piano di sviluppo rurale, il Piano sociale – hanno intercettato il consenso prevalente dei cittadini, che hanno riconosciuto l’impegno concreto per quella Regione facile e veloce che avevamo promesso di realizzare e la volontà di agire in modo conclusivo e fattivo per il bene degli abruzzesi, anche quando tali scelte erano e sono dibattute (pensiamo all’impegnativa riforma della sanità regionale o alla difficile riorganizzazione dei trasporti regionali). Un plauso va ai partiti di centrosinistra, a partire dal principale partito di maggioranza, che con la regia dei segretari regionale e provinciali, ha saputo unire coalizioni ampie e vincenti, mettendo in campo candidature credibili”. E poi una stoccata al centrodestra e al M5S. “Viene invece punita un’opposizione regionale inconcludente e non propositiva – conclude - il centrodestra, inesistente a Sulmona, pesantemente sconfitto a Roseto e Lanciano, battuto di misura a Vasto pur con una candidatura autorevole, esce ulteriormente ridimensionato da queste elezioni. Non pervenuto il Movimento Cinque Stelle, ridotto a forza marginale irrilevante. C’è molto da riflettere per queste forze sull’utilità di una strategia di pura contrapposizione, non costruttiva per gli interessi dell’Abruzzo. Questo risultato ci carica ovviamente di importanti responsabilità, e costituisce per la Giunta regionale e la maggioranza di centrosinistra una spinta per l’ulteriore lavoro che ci attende e per i traguardi ambiziosi che vogliamo raggiungere per il bene ed il rilancio del nostro Abruzzo”.
 

Come sarà la composizione del nuovo consiglio comunale di Lanciano, dopo la vittoria al ballottaggio di Mario Pupillo? 15 consiglieri andranno al centrosinistra: 6 al PD (Pasquale Sasso, Leo Marongiu, Marusca Miscia, Angelo Laccisaglia, Carmine Lanci Lanci, Elisabetta Merlino), 4 a Progetto Lanciano (Pino Valente, Giacinto Verna, Carlo Orecchioni, Gabriele Paolucci), 2 a Lanciano in Comune (Dora Bendotti e Lorenzo Galati), 2 a Lanciano Vale (Davide Caporale e Valentina Maio), 1 a Insieme a Sinistra (Piero Cotellessa). Poiché a Lanciano la carica di consigliere è incompatibile con quella di assessore, coloro di questi che andranno a ricoprire un incarico in giunta, dovranno dimettersi e al loro posto entreranno i primi dei non eletti nelle rispettive liste d'appartenenza. Nella consigliatura che si è appena conclusa gli assessori erano 6 e ipotizzando che Pupillo mantenga la stessa struttura, saranno dunque 6 gli altri consiglieri che faranno il loro ingresso in Aula. Sulla composizione della giunta, in ogni caso, le riserve saranno sciolte nei prossimi giorni, prima della convocazione della seduta di insediamento, che di norma avverrà entro 20 giorni. Dalle primissime indiscrezioni sembra che al PD andranno 3 assessori, 1 a Progetto Lanciano (compresa la carica di vice sindaco e quella del presidente del consiglio comunale) e uno ciascuno alle altre liste.   All'opposizione saranno assegnati 9 seggi: 2 ai candidati sindaco non eletti Errico D'Amico e Tonia Paolucci, 2 a Nuova Lanciano (Paolo Bomba e Angelo Palmieri), 2 a Forza Italia (Graziella Di Campli e Bruno De Felice), 1 all'Udc (Roberto Gargarella), uno a Lanciano al Centro (Gabriele Di Bucchianico), uno a Tonia Paolucci Sindaco (Riccardo Di Nola). Escludendo coloro che entreranno nell'assise civica con la nomina della giunta, a oggi i volti nuovi a Palazzo di Città sono Marusca Miscia, Carmine Lanci Lanci, Elisabetta Merlino, Carlo Orecchioni, Gabriele Paolucci, Lorenzo Galati, Valentina Maio, Bruno De Felice e Riccardo Di Nola. Tornano invece in consiglio, dopo alcuni anni di assenza, Angelo Palmieri e Roberto Gargarella.