Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

Il lavoro dei soccorritori continua senza tregua, va avanti in condizioni di estrema difficoltà all'Hotel Rigopiano cancellato dalla furia devastante di una slavina, il numero delle vittime purtroppo sale, sono 12 ora quelli che non ce l'hanno fatta, 11 i superstiti e 17 ancora dispersi. Insieme a questo bilancio che tutti si augurano non diventi più grave aumenta la polemica sui presunti ritardi nei soccorsi, sulle comunicazioni che si sarebbero impantanate, sulla richiesta di aiuto che sarebbe stata ignorata o comunque trascurata. La Procura come è noto ha aperto un 'inchiesta. E solo dopo l'ufficialità di questa decisione, il Form H2O Abruzzo ha scelto di rendere noto una documentazione puntuale e particolareggiata che racconta le condizioni del terreno sul quale è stato costruito l'albergo e fornisce una serie di interessanti elementi e dati. Sui quali discutere e riflettere. “Volevamo aspettare alcuni giorni per rispetto delle vittime e dei soccorritori, ma con l'inchiesta aperta dalla Procura è bene che questa documentazione diventi pubblica – si legge nel comunicato -.In Abruzzo sono decenni che rischi noti vengono ignorati. Per l'area del Rigopiano la prima mappa elaborata dalla Regione Abruzzo che segnalava criticità importanti è del periodo 1989-1991 ed è stata ripresa tal quale e, quindi, confermata dalla Giunta Regionale abruzzese con tanto di delibera il 27/12/2007, la n.1383, con cui è stato adottato il Piano di Assetto Idrogeologico. Le due carte ufficiali mostrano inequivocabilmente che l'hotel Rigopiano è costruito al centro di un'area con colate detritiche, dette conoidi. Sorge, cioè, su un'area rialzata formata proprio dai detriti che arrivano giù dal canalone a monte dell'albergo. Il fatto che ci fosse una struttura preesistente non vuol dire granché perché i tempi di ritorno di questi fenomeni estremi possono essere più lunghi di qualche decina di anni. Un po' come avviene per le piene dei fiumi, ci sono gli eventi che mediamente avvengono ogni 50 anni, quelli più importanti che avvengono ogni 100 anni e poi quelli estremi che possono avvenire ogni 500 anni e che raggiungono aree che sembravano ai non addetti ai lavori tranquille. Le carte del rischio tengono appunto conto – continua la nota -di questa periodicità perimetrando aree sempre più vaste al crescere del tempo di ritorno. I geologi identificano le aree di rischio non solo attraverso gli eventi già noti, riportati nel catasto di frane e valanghe, ma anche e soprattutto basandosi su alcune caratteristiche specifiche del terreno cui ricollegano il tipo di eventi che può verificarsi. E lì questi segnali dovevano essere evidentissimi, tanto che da decenni sono evidenziati sulle mappe ufficiali. D'altro lato, senza conoscere queste carte che oggi divulghiamo, solo interpretando le foto aeree, in questi giorni questo processo lo hanno spiegato benissimo diversi geologi. Ora abbiamo anche le mappe che dicono che gli enti avevano almeno gli elementi conoscitivi. Riportati ufficialmente. Insomma, al momento della ristrutturazione principale avvenuta circa dieci anni fa, che ha ampliato le capacità ricettive della struttura e quindi il rischio intrinseco, c'erano tutti gli elementi, sia sul terreno, sia nelle carte, per accorgersi dei problemi. Negli atti del procedimento amministrativo della ristrutturazione dell'albergo sarà interessante verificare cosa vi è scritto, visto che il Decreto 11/03/1988 dal titolo evocativo,Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. Istruzioni per l'applicazione, obbliga a rilevare anche questi aspetti ed evidenziarne i potenziali effetti”. Per il Forum ci sarebbe stata una grave omissione da parte della Regione Abruzzo che si era dotata di una legge sulle valanghe 25 anni fa, “la n.47/1992, in cui si prevedeva l'inedificabilità per le aree a rischio potenziale di caduta e la chiusura invernale delle strutture preesistenti in caso di pericolo. La mappa in 25 anni non è stata mai redatta. Forse perché crea problemi a progetti infrastrutturali in montagna, anche quelli recentemente messi in cantiere dal Masterplan della Regione Abruzzo?” E nel comunicato si precisa anche che i documenti sono sul sito web della Regione, si possono trovare in pochi minuti. “Stiamo in queste ore predisponendo note ufficiali con tutti i particolari”. Nessuna sorpresa dice il Forum che da tempo ha sotto la lente di ingrandimento la situazione dell'ambiente e le grandi opere. “Tutti giorni in Abruzzo la tutela di cose e persone dal rischio viene dopo i profitti e le grandi opere. Il caso del Rigopiano nasce da un brodo di coltura, con miriadi di casi di opere realizzate in aree rischiose da cui poi emerge la singola tragedia. Vogliamo dire che l'ultimo grande elettrodotto abruzzese, il Villanova - Gissi di Terna, inaugurato a febbraio 2016, ha 55 tralicci su 150 in aree a rischio frana o esondazione? Tutto con il timbro del Ministero dell'Ambiente e con il paradosso che ancora oggi l'Autorità di bacino sta facendo a posteriori i controlli che dovevano essere preventivi” Parole pesanti che non risparmiano nemmeno un'altra opera pubblica del masterplan, la Fondovalle Sangro, in appalto all'Anas, una strada che il Forum dell'Acqua ritiene sì necessaria ma che costerà il triplo dei costi standard “190 milioni di euro per 5 km, la spropositata cifra di 36 milioni di euro a km. Perché? L'Anas e la Regione Abruzzo hanno consapevolmente deviato il tracciato esistente che poteva essere ammodernato cambiando versante e puntando esattamente verso aree mappate con frane addirittura attive. Un'opera osannata su cui nessuno, tranne noi, visti pure con fastidio dal presidente della Regione, sta chiedendo le ragioni di queste scelte che determinano anche pesantissime conseguenze economiche. Siamo tristemente consapevoli di lavorare già su progetti che forse porteranno a qualche tragedia tra dieci anni-venti anni. Dobbiamo finirla, si rivedano le scelte e le priorità. Con i fatti”.

Si allegano:

a)la mappa del 1991, tratta tramite screenshot dal portale cartografico regionale (il punto rosso, aggiunto da noi, segnala la posizione del Rigopiano);

b)l'estratto della la mappa del 2007 (il punto rosso, aggiunto da noi, segnala la posizione del Rigopiano), disponibile integralmente qui (cliccare su 350 - O; si vede in basso a destra): http://autoritabacini.regione.abruzzo.it/index.php/carta-geomorfologica-pai

 

 



 

I tecnici della Sasi in questi giorni stanno lavorando senza sosta in condizioni di estrema difficoltà, con la neve che continua a cadere in alcuni Comuni, con il vento sferzante e con la pioggia. Ma il problema maggiore dipende dall'assenza in alcuni luoghi di corrente elettrica. “Abbiamo utilizzato anche tutti i nostri generatori, ieri ne abbiamo mandato uno a Casacanditella, ma il gruppo dell'Enel rimasto sul posto non l'ha ancora collegato, nonostante l'assenza di energia elettrica persista dal 16 gennaio scorso con i deducibili e gravi disagi. Comunque i gruppi elettrogeni di nostra proprietà sono già stati tutti sistemati e c'è una oggettiva difficoltà a reperirne altri, e ci stiamo attivando anche in questo senso. Dove il problema è dipeso e dipende solo da guasti e rotture legati alla nostra società, lo abbiamo risolto e altri sono in via di risoluzione – sottolinea il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe – la situazione diventa più grave con tempi che inevitabilmente si allungano quando manca la corrente elettrica e non ci sono generatori in grado di supplire a questa mancanza non è facile lavorare in una condizione di grave emergenza, ma abbiamo fatto e stiamo facendo il possibile, certo non possiamo sostituirci ad altri settori. In questi casi, eccezionali, ognuno deve fare bene la propria parte se si vogliono raggiungere risultati, non aumentare i disagi e se non si vuole vanificare anche il lavoro fatto. Non stiamo trascurando nulla – conclude Basterebbe – siamo consapevoli del nostro compito e delle nostre responsabilità e soprattutto dei disagi enormi che tante popolazioni stanno affrontando, stiamo lavorando con l'obiettivo di ridurre i problemi e cercare di ristabilire una condizione di normalità”. Purtroppo ci sono ancora Comuni in queste condizioni, al gelo, al buio e senza acqua. “Dalle 17.00 di ieri il pompaggio Aca di Pretoro è riuscito a far partire il gruppo elettrogeno, ma riesce ad erogarci solo 26 litri al secondo a fronte dei normali 42 – spiega il presidente facendo il quadro della situazione.

  Le zone di Guardiagrele, Casacanditella, San Martino, Casoli Ascigno potranno essere servite per il 50 per cento, ad esclusione di Filetto dove c'è un problema strutturale che cercheremo di risolvere in giornata, se possibile anche in mattinata. Oggi riforniremo la Casa di Riposo di Guardiagrele, il Convento dei Cappuccini, un allevatore a San Domenico e due allevatori a Filetto. A Ortona – continua D'Ippolito – la razionalizzazione va avanti dalla prima emergenza del 6 gennaio scorso, a seguito della rottura a Poggiofiorito la cui riparazione si è conclusa ieri, restano ancora purtroppo senza servizio le frazioni di Contrada Cucullo, Villa Deo e Feudo, per queste ultime due la situazione è più complicata per l'assenza di energia elettrica al serbatoio Scarinci, siamo quindi impossibilitati a pressurizzare e permangono perciò problemi di pressione. A Tollo l'assenza di energia elettrica interessa un centinaio di famiglie sparse nelle contrade colle Cavalieri, Piano Mozzone. A Vacri e a Villamagna all'assenza di corrente abbiamo sopperito con nostri generatori”. La situazione resta molto critica per i Comuni di Gissi, Furci, San Buono e ad alcune contrade di Cupello. “Prima il black out del 16 gennaio non ci ha consentito di pompare acqua, il 17 abbiamo chiuso per via dello smottamento che ha creato la rottura di un'adduttrice riparata nel corso della giornata, abbiamo riaperto l'acqua ieri, ma la sera abbiamo avuto un guasto elettrico alla centrale di pompaggio di Monteodorisio che abbiamo comunque già riparato. Ieri e l'altro ieri hanno avuto acqua per qualche ora, soltanto i centri abitati di Furci e San Buono. A Gissi abbiamo potuto erogare solo per un terzo degli abitanti mentre abbiamo rifornito – aggiunge il presidente - parte della zona alta con le autobotti. Ieri si è verificata una rottura dell'adduttrice a Ponte Moro che ci ha costretto a chiudere nuovamente, abbiamo riparato, ma dopo un'ora dalla conclusione dei lavori, uno smottamento ha creato uno scivolamento, abbiamo individuato un punto di rottura e stiamo provvedendo alla riparazione. Sono ancora in sofferenza alcune zone a confine con Cupello per una rottura della rete distributrice che comunque stiamo riparando. Ecco, questo il quadro di una situazione che resta difficile e imprevedibile e che stiamo cercando di gestire al meglio”.

La principale criticità riguarda la coltre di neve che ostruisce la viabilità in diverse zone della regione. 
Ad essa si sommano altre problematiche di varia natura quali ghiaccio, emergenze varie e verifiche post sisma con tutti i riflessi che ne conseguono per il servizio. 
Nell’entroterra pescarese, la situazione è particolarmente complessa: a breve diffondiamo anche un video dei nostri operatori a Penne (PE) nel quale si può notare che proprio in quella zona, oltre alla neve, in questo momento si stanno concentrando tutti i soccorsi per la zona di Farindola.
Le situazioni più complesse, in questo momento, riguardano le località che abbracciano i comuni della montagna teramana, i comuni dell’alto pescarese, i comuni dell’Alta Valle dell’Aterno e i comuni dell’entroterra chietino.
In diverse zone della regione, Tua Spa sta supervisionando la circolazione attraverso auto perlustrative che precedono il passaggio dei mezzi.
Di seguito, si riporta il quadro generale aggiornato alle ore 10:30 dell’azienda regionale di trasporto abruzzese.
SITUAZIONE SERVIZI AUTOBUS
L’AQUILA
Servizi sospesi da Capitignano, Montereale, Rocca di Mezzo, Castel del Monte. Campotosto, Lucoli e Ville di Fano
TERAMO
Tutti i collegamenti fermi ad eccezione della Giulianova-Teramo e Teramo-Montorio
Regolari i servizi per Roma e L'Aquila
AVEZZANO
Servizi sospesi della linea Avezzano-L'Aquila via Rocca di Mezzo,  e sulle tratte Pescasseroli-Avezzano, Castel di Sangro-Pescasseroli, Lecce nei Marsi-Pescina-Avezzano.
Le corse Avezzano-Roma utilizzano l'ingresso autostradale di Avezzano in luogo di Magliano. 
Servizi sospesi per l'area di Tagliacozzo
GIULIANOVA
Servizi sospesi a Morro d’Oro. Chiusa la S.S. 81 da Piane di Morro fino ad Ascoli. Servizi limitati a S.Egidio.
SULMONA
Servizi sospesi da Secinaro per L'Aquila e Sulmona e per Campo di Giove. Servizi sospesi per le località di  Pettorano, Rocca Pia, Pescocostanzo, Pacentro, Acciano.
LANCIANO
Servizi sospesi sulla linea Pizzoferrato-Castel di Sangro, Villa Santa Maria-Castel di Sangro e la zona di Ateleta. Problemi per i servizi SEVEL da Pizzoferrato. Sospesi i servzi da Ateleta. I servizi da Palena sono attestati a Lettopalena
CHIETI
Riattivata la linea Chieti-Pescara, il percorso via Chieti Scalo viene garantito dalla linea 1 del servizio urbano. Fermi tutti i collegamenti da Guardiagrele e Arielli per Chieti.
PESCARA EXTRAURBANO
Linee sospese da Castilenti, Serramonacesca, Caramanico, Farindola, Arsita, Villa Celiera,  Peschiole. Corse ridotte da Scafa e Civitella. Per la linea Pescara-Città S.Angelo il capolinea è spostato al Campo Sportivo. La linea suburbana Penne Pescara non transita in località Caparrone. 
PESCARA URBANO
Linea 4 limitata a Colle Marino con il seguente percorso: Colle Marino-strada Pandolfi-Via di Sotto-inversione alla rotatoria di Colli Innamorati - via di Sotto - S.da Pandolfi - S.da Colle di Mezzo - Largo Madonna Terminal Bus. Linea 45: ….Colle Marino-S.da Pandolfi-rotatoria di intersezione con Via Di Sotto-S.da Pandolfi-S.da Colle di Mezzo-Largo Madonna….-Terminal bus. Linea 13 non transita per Via Raiale.
 
 SERVIZI FERROVIARI
Al momento regolari i servizi assicurati da Sangritana/Tua Spa. 
 
Tua Spa ha fornito la propria disponibilità per la messa a disposizione dei mezzi per le emergenze.
A L’Aquila, a causa delle scosse, è stato sgomberato l’edificio nel quale vengono assicurati i servizi di call-center e di biglietteria e, proprio per consentire le indispensabili verifiche da parte delle autorità preposte, tali servizi sono ridotti.                         
Ripristinata la funzionalità del call-center TUA SPA (800 762 622) attivo dalle 08:00 alle 20:00. Ci scusiamo per eventuali tempi di attesa piuttosto lunghi in quanto il call-center è continuamente occupato nel fornire le informazioni ai tantissimi utenti. Non è ancora tornata attiva la biglietteria a L'Aquila.

Non è un tetto qualsiasi quello che è crollato ieri sera in centro città a Lanciano. Sulla quella struttura si è parlato tanto, si sono versati fiumi di inchiostro e sono state tante le azioni che i cittadini della zona hanno provato a fare. Raccolta firme esposti alla procura e poi nulla…Il tetto non è danneggiato, l’eternit è pericoloso per la salute se presenta lesioni tali da provocarne la fuoriuscita di polveri. Non era danneggiato dicevano.

E intanto centinaia di persona frequentavano quei locali, fino a poco tempo fa  era sede di una palestra e quasi quasi quando nevicava il manto bianco che copriva quel grigio angosciante faceceva apparire il tutto  meno brutto.

Poi la decisione l’estate scorsa di smantellare, squadre di operai all’opera, vernici speciali isolanti ma poi il tutto si è bloccato. Di eternit ne avevano tolto pochissimo e qualcuno ora si chiede se è stata quella parziale bonifica a provocare il crollo di ieri alleggerendo una parte del muro che è esposto verso l’ospedale. Ieri sera il boato, l’edificio è letteralmente collassato e con le luci del giorno ci si potuti rendere conto della gravità dell'evento,

I vigili del fuoco sono intervenuti sul posto ma non hanno potuto nulla viste anche le avverse condizioni atmosferiche. Ora il problema principale è capire come si intende intervenire per limitare i danni che sarebbero potuti essere anche peggiori se le lastre di eternit fossero crollate asciutte. L’acqua e la neve non hanno permesso alle polveri di alzarsi ma comunque i residenti hanno paura che non si corra ai ripari.

Ora Arta, Comune, asl e chi ha responsabilità sulla salute pubblica intervenga al più presto perché in centro città a due passi dal Renzetti e con Via Brescia che è chiusa la traffico davvero non è il caso di perdere ulteriore tempo. (C.Lab.)

“Siamo in piena emergenza. La nevicata eccezionale di ieri ha accumulato al suolo tra i 70 e gli 80 centimetri, a seconda delle zone: ma l'urgenza in queste ore è l'assenza di luce, gas e acqua in numerose contrade di Lanciano, con oltre 12.000 cittadini colpiti dai disservizi. Chiedo l'aiuto della Protezione Civile e della Regione Abruzzo il Sindaco Pupillo che in mattinata ha  inviato una nota puntuale sull'attuale emergenza neve al Prefetto di Chieti Antonio Corona e al Presidente della Regione Luciano D'Alfonso”, dichiara il Sindaco Mario Pupillo.

“Servono misure straordinarie, a tutela dell'incolumità pubblica e della sicurezza dei cittadini. Ho ordinato la chiusura di tutti gli uffici pubblici nel territorio di Lanciano anche per domani, in relazione agli avvisi della Protezione Civile Nazionale e del Centro Funzionale d'Abruzzo, che ha confermato l'allerta meteo per la Provincia di Chieti e precipitazioni a carattere nevoso fino a mercoledì con quantitativi abbondanti. Si segnala inoltre la possibilità di ghiaccio sulle strade per stanotte”, aggiunge Pupillo.

“Ho ordinato la sospensione delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado del territorio di Lanciano, compresi i nidi d'infanzia, fino a sabato 21 gennaio. Bisogna prestare massima attenzione agli accumuli di neve sui tetti e sugli alberi pericolanti. Abbiamo 14 contrade e alcune zone del centro città senza luce da oltre 24 ore per un traliccio caduto tra Vasto e San Salvo: Santa Maria dei Mesi, Torre Marino, Marcianese, via Santo Spirito, Camicie, Re di Coppe, Spaccarelli, Sant'Amato, Colle Campitelli, Nasuti, San Iorio, Madonna del Carmine, Costa di Chieti, Rizzacorno. Enel e Terna, che hanno la competenza in materia, ci dicono che stanno lavorando ma non sono in grado di garantirci un tempo preciso di ripristino. Abbiamo bisogno di gruppi elettrogeni per queste zone, di 5 lame e spargisale, 5 pale meccaniche con relativi operatori da aggiungere a quelli delle ditte incaricate in servizio da ieri mattina all'alba ininterrottamente e di 5 fuoristrada con relativo personale per assistenza socio sanitaria della popolazione gravemente colpita da questi disservizi”, aggiunge il Sindaco. “Per quanto riguarda l'acqua, la Sasi ci ha comunicato un duplice problema che sta lasciando gran parte della città e del comprensorio senz'approvvigionamento idrico: a Fara San Martino c'è un problema di natura elettrica, mentre in zona c'è una rottura grave di una condotta per cui saranno necessarie diverse ore di lavoro. A questo si aggiunge il problema di fornitura di metano in contrada Serroni e Torre Sansone”, segnala Pupillo.

“E' un evento assolutamente eccezionale e imprevedibile nelle modalità che sta mettendo in ginocchio Lanciano, siamo in un'emergenza che deve essere gestita a livello sovra comunale – conclude il Sindaco - non avendo garanzie sul ripristino di acqua e energia elettrica e alla luce delle previsioni che annunciano una situazione ancora grave fino a giovedì rivolgo il mio appello a Regione e Prefettura per un intervento tempestivo utile a fronteggiare questa emergenza”.

La situazione è critica, siamo in emergenza. La neve accumulata al suolo ha raggiunto i 50 cm di altezza, si registrano forti disagi alla circolazione stradale e la nevicata non accenna a diminuire.
Il primo cittadino Mario Pupillo ha  per questo ordinato la sospensione delle attività didattiche anche per le giornate di martedì e mercoledì, oltre che per oggi.
Per quanto riguarda l'eventuale chiusura degli uffici pubblici per motivi di sicurezza, si sta  valutando minuto dopo minuto la situazione con gli uffici della Prefettura di Chieti, che sono stati allertati per gli atti opportuni conseguenti a fronteggiare questa gravissima ondata di neve e gelo.

E' necessario prestare massima attenzione agli alberi appesantiti dalla neve e non bisogna assolutamente utilizzare l'auto se non strettamente necessario e solo se dotata di catene da neve.

I 25 mezzi delle 18 ditte incaricate sono in giro da questa mattina all'alba, ma l'intensità del fenomeno sta vanificando lo sforzo sta mettendo in grande difficoltà. Il Centro Operativo Comunale di Lanciano è attivo da questa mattina alle 6.

A disposizione della cittadinanza due numeri per le segnalazioni ESCLUSIVAMENTE di tipo tecnico e sociale

- emergenze tecniche di viabilità 0872707328
- emergenze socio assistenziali 0872707336

Per le emergenze e le urgenze notturne utilizzare i numeri di Carabinieri 112 Polizia 113, 118 e Vigili del Fuoco 115.

Neve, neve ed ancora neve. L'emergenza che sembrava essere rientrata continua a flagellare la Frentania e i disagi questa volta sembrano essere perfino maggiori della scorsa settimana. In centro città non si circola quasi e sono numerose le segnalazioni di auto bloccate nella tormenta di neve.

In Via per Fossacesia un bus ha bloccato la viabilità dopo aver colpito una 500 parcheggiata. Il mezzo spargisale non ha potuto progeguire verso l'ospedale. In genere questa è una di quelle strade che vengono liberate per prima ma questa volta sembra davvero difficile. Dalle bacheche Fb degli amministratori continua a circolare l'appello a non uscire se non strettamente necessario e comunque di evitare di prendere le auto. Ritardi sulla rete ferroviaria di collegamneto con Pescara e corrente in tilt a San Vito. Insomma situazione difficile e le previsioni non sono incoraggianti. .

La neve dovrebbe infatti continuare a scendere per tutta la giornata con una pausa parziale domani per poi tornare mercoledì copiosa.

Vi terremo aggiornati

Il prefetto di Chieti ha detto no all'ordinanza dei 43 sindaci, soprattutto del Frentano e del Sangro, che nei giorni scorsi avevano emesso proprie ordinanze per consentire l'abbattimento dei cinghiali senza interruzioni fino al dicembre 2017. Provvedimenti che lo stesso prefetto Antonio Corona aveva sostanzialmente già bocciato nel corso della riunione che si era tenuta a Lanciano l'altra settimana. E questa mattina, nell'aula consiliare della Provincia, ha ribadito la sua contrarietà a questo tipo di scelte, perché - a suo dire - sul territorio non esiste una situazione di emergenza tale da giustificare provvedimenti d'urgenza tanto "invasivi", che potrebbero comportare rischi anche per la sicurezza di chi frequenta le aree in cui i cacciatori sarebbero autorizzati a sparare. Alla riunione hanno partecipato anche l'assessore regionale alla caccia Dino Pepe e il presidente della Provincia Mario Pupillo. Dal primo ottobre, in ogni caso, partiranno i 3 mesi di caccia al cinghiale già previsti dalla legge e Pepe ha spiegato che la Regione ha chiesto al ministero una presa di posizione urgente, volta ad allungare il periodo. I Comuni che avevano chiesto di poter adottare le ordinanze urgenti, in deroga alla normativa regionale sulla caccia, sono: Atessa, Castel Frentano, Fossacesia, Treglio, Santa Maria Imbaro, Casoli, Altino, Gessopalena, Roccascalegna, Lama dei Peligni, Torricella Peligna, Colledimacine, Taranta Peligna, Lettopalena, Palena, Civitella Messer Raimondo, Bomba, Fara San Martino, Sant’Eusanio Del Sangro, Palombaro, Archi, Colledimezzo, Pennadomo, Montebello sul Sangro, Tornareccio,  Montelapiano, Montazzoli, Borrello, Gamberale, Torino di Sangro, Monteferrante, Roio Del Sangro, Civitaluparella, Mozzagrogna, San Buono, Villa Santa Maria, Torrebruna, Fallo, Carunchio, Pietraferrazzana, Furci, Quadri, San Giovanni Lipioni, Frisa, Pizzoferrato.

Qualche mese fa un cinghiale era stato avvistato anche nei pressi del Centro Commerciale Oasi a Lanciano, e questo aveva destato non poche preoccupazioni e tanti interrogativi. Com'è possibile che questi animali si siano spinti fin nelle aree densamente abitate? E' stata la domanda che in tanti si sono posti tra mille timori e improbabili ipotesi. La “questione cinghiali” è poi tornata, pochi giorni fa, drammaticamente alla ribalta, con l'incidente che sarebbe stato provocato, lungo la fondovalle Sangro, dall'attraversamento improvviso e inaspettato dell'animale e dove ha perso la vita una giovane donna di Bomba. Il problema dunque è serio e non va sottovalutato. E' necessario trovare una soluzione. La chiedono a gran voce i residenti nei paesi dell'interno per i quali la presenza dei cinghiali sta diventando davvero insostenibile. Con notevoli danni alle colture (numerose le lamentele da parte degli operatori agricoli) e la paura di tanti cittadini. C'è chi non fa più scendere nemmeno i figli a giocare in cortile perché teme l'arrivo di questi animali. Un fenomeno che quest'anno sembra stia davvero dilagando con le prevedibili e inevitabili conseguenze. Una situazione che non poteva lasciare indifferenti i sindaci dei comuni interessati i quali comprendendo le ragioni delle proprie comunità hanno deciso di intervenire, di prendere una posizione chiara e di rivolgersi agli organi competenti. Ieri si è tenuto un incontro che ha visto la presenza di decine di sindaci, tutti concordi nell'individuare le azioni più adeguate a mettere fine a una condizione di disagio che si fa sempre più pesante. A relazionare in proposito è stato il primo cittadino di Roccascalegna Domenico Giangiordano che ha pure annunciato per i prossimi giorni, forse martedì 20 settembre, una conferenza stampa proprio per spiegare e illustrare  la situazione e cosa intendono fare.

Anche il medico a bordo, e i mezzi del 118 in montagna avranno l’équipe al completo. È partito, infatti, oggi a Chieti il corso di formazione destinato a medici della continuità assistenziale e agli specializzati in medicina d’urgenza che presteranno servizio nelle nuove postazioni attivate nelle aree interne. Sessanta gli iscritti, i quali seguiranno per cinque mesi lezioni di teoria e pratica sul soccorso in emergenza, pronti poi, già da fine ottobre, a salire sulle ambulanze per completare il programma di potenziamento della rete dell’urgenza di assistenza voluto e portato a termine dalla Regione Abruzzo. «È l’ultimo tassello di un percorso che in provincia di Chieti abbiamo avviato per primi - ricorda Antonio Caporrella, direttore del Dipartimento Emergenza - Urgenza della Asl Lanciano Vasto Chieti - offendo ai paesi dell’area montana un servizio atteso da tempo e che ci permette di intervenire con maggiore efficacia soprattutto nella patologie in cui il fattore tempo è fondamentale, come ictus, infarto e politrauma». Il medico, dunque, va ad aggiungersi all’équipe composta da infermiere e autista già in servizio nelle nuove postazioni di Lama dei Peligni, Torricella Peligna, Castiglione Messer Marino, San Salvo, Villa Santa Maria, Celenza, Carunchio e Torrebruna, offrendo  più garanzie di salute ai cittadini delle aree interne, come ha messo in evidenza questa mattina l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, il quale ha preso parte all’apertura del corso: «La nostra assistenza in emergenza compie ancora un salto di qualità - tiene a precisare -: dopo gli interventi su infrastrutture e strumentazioni, completiamo la rete dotando di medici le nuove postazioni attivate. Più mezzi, più tecnologia e una presenza capillare sul territorio per restituire ai cittadini delle aree interne pari diritti nella tutela della salute e stesse chance di salvezza in situazioni di emergenza di quanti vivono in luoghi a valle più vicini agli ospedali. Un altro passo concreto verso la medicina del territorio, che si conferma una grande priorità della nostra azione di governo».