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Sarà sicuramente un Consiglio Comunale piuttosto “caldo” quello che si terrà domani pomeriggio (in seconda convocazione con inizio alle 17.30), considerati gli argomenti all'ordine del giorno. Questioni delicate e complesse che hanno dato il via, specie nelle ultime settimane, a una serie di polemiche non ancora placate e a vibrate contestazioni. Basti pensare alle file chilometriche all'ufficio tributi per l'arrivo a centinaia di famiglie delle cosiddette “cartelle pazze”, richieste di pagamento riferite alla Tarsu del 2013. Una situazione che ha scatenato le reazioni di numerosi cittadini alle prese con la ricerca spasmodica delle ricevute e non tutti le hanno trovate. Certo c'è pure chi non ha pagato e quindi dovrà farlo. Il problema è per i tanti che il versamento lo hanno effettuato ma non sono in grado di esibire la ricevuta. La discussione su questo punto è stata chiesta con una specifica interrogazione dai consiglieri di minoranza Tonia Paolucci, Riccardo Di Nola, Antonio Di Naccio, Errico D'Amico e Roberto Gargarella. Gli stessi hanno firmato anche un'altra riguardante la Ztl. E che il provvedimento relativo alla zona a traffico limitato stia provocando accese rimostranze è ormai un fatto noto così come sono altrettanto noti l'interesse e la volontà dell'assessora al traffico Francesca Caporale a rivedere il regolamento anche alla luce dei problemi emersi nel corso degli incontri avuti con residenti e commercianti. L'argomento, comunque, è di quelli spinosi e non mancherà di accendere il dibattito. Altro tema di non trascurabile importanza è l'arrivo dei migranti a Villa Elce. Su questa situazione ha chiesto chiarimenti la capogruppo di Forza Italia Graziella Di Campli.

Mario Pupillo, candidato del centrosinistra, si riconferma sindaco di Lanciano per un altro mandato. Il primo cittadino uscente, nel turno di ballottaggio ha battuto il candidato del centrodestra Errico D'Amico, con un ampio margine di consensi: 54.75 per cento, contro il 45.25. Medico diabetologo in pensione, 66 anni, Mario Pupillo era sostenuto da PD e dalle liste civiche Progetto Lanciano, Lanciano in Comune, Lanciano Vale e Insieme a Sinistra. Anche nel 2011 era stato eletto primo cittadino nel turno di ballottaggio, dopo l'apparentamento con i gruppi civici di Pino Valente e Donato Di Fonzo. Il centrodestra, dunque, non è riuscito a riconquistare Palazzo di Città, nonostante i pronostici favorevoli della vigilia e l'apparentamento di D'Amico con Tonia Paolucci, che - insieme - al primo turno, avevano totalizzato il 61 per cento dei voti.  

Affluenza in calo di quasi 10 punti nel turno di ballottaggio delle Comunali di Lanciano. Alle 23 avevano infatti votato 18951 aventi diritto, pari al 57.17 per cento. Domenica 5 giugno, alla stessa ora, gli elettori erano stati 22151 pari al 66.82 per centoi.

(nella foto i candidati sindaco Mario Pupillo ed Errico D'Amico, che hanno votato in mattinata nelle sezioni di appartenenza)

A due settimane dal primo turno, urne aperte per tutta la giornata di oggi, e fino alle 23, per il ballottaggio che designerà il sindaco che guiderà Lanciano per i prossimi 5 anni. A sfidarsi sono il primo cittadino uscente Mario Pupillo, sostenuto dal centrosinistra (al primo turno ha riportato 8372 voti, pari al 39.87 per cento), e il candidato del centrodestra Errico D'Amico (il 5 giugno ha ottenuto 8033 voti, pari al 37.87 per cento), apparentato con la coalizione di Tonia Paolucci (che al primo turno riportò quasi il 23 per cento dei consensi). A Lanciano sono 33150 gli elettori, 16013 maschi e 17137 femmine. 44 le sezioni sparse sul territorio: le più grandi sono la 15 e la 17 alla scuola media D'Annunzio, con oltre 1000 iscritti; la più piccola è quella di Serre (se si esclude il seggio all'ospedale), che conta 245 votanti. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. L'ufficio elettorale resterà aperto per tutta la giornata per il rilascio delle tessere elettorali e dei duplicati.

Solo la notizia di 15 arresti, seguita al rumore dell'elicottero che all'alba ha sorvolato la città, destando interrogativi e curiosità, ha spostato per un po' l'attenzione dall'argomento che tiene banco da qualche giorno, al centro di conversazioni e commenti, di considerazioni e confronti. Da sabato scorso in città non si parla d'altro: l'apparentamento D'Amico-Paolucci, con l'ingombrante presenza di Casa Pound. Un dibattito e un fermento che, in verità, non si vedevano da tempo. Anzi il clima di questa campagna l'elettorale non si può dire sia stato proprio effervescente, a parte la comprensibile vivacità dell'ultimissimo periodo prima del voto del 5 giugno scorso. Da alcuni giorni invece è come se anche quella parte di città, finora non troppo presente, si fosse svegliata da una sorta di torpore e di sonnolenta rassegnazione per far sentire la propria voce. E dire con toni forti e chiari che una città medaglia d'oro non può accettare la presenza di un movimento di estrema destra. Interventi, lettere, dichiarazioni e interrogazioni parlamentari, tutti con un unico obiettivo: scuotere i cuori e le coscienze richiamandoli ai valori e alla storia dei Martiri Lancianesi. L'ultima decisiva battaglia in vista del ballottaggio di domenica prossima si combatte, dunque, non solo sui progetti e sui programmi, ripetuti ormai fino allo sfinimento, ma anche e soprattutto su quale identità debba conservare una città che tutti, centrosinistra e centrodestra, vogliono vedere al centro. E nel prevedibile e scontato rimpallo di responsabilità c'è spazio per tutto e per il contrario di tutto. “Voi avete promesso l'indicibile pur di apparentarvi con la Paolucci” continuano a tuonare dalle sedi di D'Amico all'indirizzo della coalizione avversaria.  “Sì, abbiamo tentato un accordo, ma mai avremmo potuto stringerlo insieme a Casa Pound”, rispondono dall'altra parte. La polemica non accenna a placarsi, ma non è soltanto sulla presenza di Nico Barone, leader del movimento, capolista con 334 preferenze, e che forse mai avrebbe osato sperare di avere tanta notorietà, nel bene e nel male, sui media, sui social dove ormai imperversa parlando di programmi amministrativi e di come  disegnare il futuro della città. Il dibattito politico si sta consumando fuori dalle sedi elettorali e dagli incontri televisivi, i commenti e le critiche che arrivano a sorpresa anche da chi non te lo aspetti, sono pure sull'opportunità o meno dell'accordo. “L'elettorato di Tonia Paolucci si riconosce più nel centrodestra a parte poche eccezioni e quindi avrebbe sicuramente tra Pupillo e D'Amico scelto quest'ultimo e allora perché non provare a vincere da soli, visto l'esempio non proprio eclatante che ha offerto in questi anni il centro sinistra e anche il risultato ottenuto da loro” sottolinea un cittadino, lasciando intendere a chi ha dato il suo voto al primo turno, ma si guarda bene dal dirci cosa farà domenica 19. Ci pare certo però che non ha gradito questo apparentamento. Comunque contano i numeri e a considerarli freddamente sono dalla parte del candidato del centrodestra, ma il ballottaggio, come è stato più volte ribadito, è una partita nuova tutta da giocare. (p.d.f.)

"Stigmatizziamo questo vile attacco che arriva da esponenti dello schieramento avversario, gli stessi che dicono in pubblica piazza di voler difendere la democrazia e la libertà, ma poi, dietro le loro tastiere, si agitano per negarle a chi nel seggio elettorale ha espresso un orientamento diverso dal loro”. Errico D'Amico e Tonia Paolucci non ci stanno e replicano alla battaglia, a colpi di post, che si è scatenata - soprattutto su Fb - nei loro confronti. Al centro dello scontro l'ingresso di CasaPound in consiglio comunale, che scatterebbe in caso di vittoria di D'Amico al ballottaggio di domenica prossima. “All’inizio di una settimana decisiva per Lanciano - spiega in una nota il candidato del centrodestra - qualcuno ha cambiato idea sulla mia persona, perché ho fatto una scelta. La scelta di apparentamento con la coalizione che ha sostenuto Tonia Paolucci, operazione prevista dalla legge, che è per me un’opportunità per cambiare Lanciano, per valorizzare il nostro progetto di rinnovamento.  Chiariamo una cosa. Se Tonia Paolucci avesse scelto di apparentarsi con Pupillo, in caso di vittoria al ballottaggio, i candidati consiglieri eletti nella sua coalizione sarebbero gli stessi, Casapound compreso. Perché lo dice la legge. Lo prevede il meccanismo elettorale della nostra democrazia". E D'Amico replica anche a chi lo accusa di scarsa coerenza: di organizzare fiaccolate in onore dei Martiri Lancianesi e di avere nella sua maggioranza un gruppo che fa ancora il saluto romano. “In qualità di Presidente dell’Associazione Culturale Frentana - prosegue il candidato sindaco - sono tra i pochi a Lanciano a essersi personalmente speso per onorare i Martiri Ottobrini e la Medaglia d’oro. E non oggi, in campagna elettorale, ma da oltre un decennio. L’ho fatto per profonda convinzione, per sincero rispetto della nostra gloriosa storia cittadina. Non credo che si possa diventare ‘calcolatori’ e ‘opportunisti’ in una notte,né posso subire passivamente un attacco senza precedenti da chi, ancora una volta, vanta una presunta supremazia morale e fomenta le false dicerie”.
 

 

Alla fine Tonia Paolucci ha scelto: al ballottaggio di domenica prossima sosterrà la candidatura di Errico D'Amico a sindaco di Lanciano. Poco fa è stato sottoscritto l'accordo programmatico. D'Amico si è impegnato a inserire nel programma elettorale i 3 punti che avevano caratterizzato il programma di quella che, fino allo scorso 5 giugno, era stata la sua avversaria: azzeramento delle indennità di sindaco e giunta, fusione dei Comuni della Frentania e riorganizzazione della macchina amministrativa. Più tardi, intorno alle 18.30, sarà firmato l'apparentamento ufficiale delle liste. Dalle prime indiscrezioni, sembra che al momento non si sia discusso della composizione della futura (se D'Amico, ovviamente, dovesse vincere il ballottaggio contro Pupillo) giunta comunale. La Paolucci, dunque, ha optato per il sostegno al centrodestra, a cui fa riferimento la gran parte del suo elettorato. Ora si attendono le contromosse di Mario Pupillo e c'è da scommettere che quest'ultima settimana di campagna elettorale sarà ad alta tensione. (p.d.f.)

Non è una decisione facile per Tonia Paolucci, ago della bilancia nell'ultima sfida. Candidata a sindaco con l'appoggio di tre liste civiche e di Casa Pound -che pur non arrivando al ballottaggio, traguardo inseguito e sperato, ma che era oggettivamente piuttosto difficile da tagliare - ha ricevuto un largo consenso, quasi 5mila voti, pari al 22.67 per cento. Una dote, dunque, che fa gola ai due contendenti: al sindaco uscente Mario Pupillo e al candidato del centro destra Errico D'Amico, al ballottaggio con una forbice piuttosto stretta, solo 300 voti di differenza a favore di Pupillo. Questo significa che tutto può succedere e che nessuno dorme sonni tranquilli. Il tempo stringe e se accordi, alleanze o apparentamenti ci saranno, bisogna stringerli e concluderli in fretta. E in verità gli incontri e le riunioni si susseguono già a ritmo vertiginoso. I telefoni sono incandescenti, mentre si continuano a elaborare e a esporre le varie strategie, a cercare possibili mediazioni, a disegnare ipotesi di governo. Nel centro sinistra, così come nel centro destra. Tutti “corteggiatori” di Tonia, tutti a congratularsi per il risultato ottenuto, tutti a sollecitare e a sperare nella decisione giusta. Per Pupillo e per la sua coalizione sarebbe quella di evitare che il centro destra torni alla guida della città. Per D'Amico l'occasione, invece, di dare la spallata definitiva e mortale all'attuale amministrazione. “Noi abbiamo la possibilità di mandare a casa l’amministrazione uscente, nel rispetto della volontà popolare - sostiene D’Amico - a questo punto ci rivolgiamo a tutti i cittadini che vogliono una nuova amministrazione, e in particolare a Tonia Paolucci, che ha ottenuto un grande risultato e che, come noi, ha una grande responsabilità dinanzi al proprio elettorato. Mi auguro che le nostre due proposte possano trovare una sintesi per mandare a casa Pupillo e Valente, e per dare risposte concrete alla maggioranza dell’elettorato che, nel primo turno, ha dimostrato di essere scontento”. D'Amico gioca anche la carta della “comunanza di valori e di progetti”. Tonia Paolucci, infatti, era stata eletta nelle fila dell'Udc alle scorse amministrative, la sua formazione è sicuramente di centro destra e non ha mai detto il contrario, ma ha scelto con chiarezza un altro percorso, seguendo quello che aveva già tracciato con convinzione Ermando Bozza. Ha voltato pagina, ha dato il via a un nuovo capitolo fuori dai partiti, ai quali non ha risparmiato bordate pesanti. Questa campagna elettorale l'ha vista paladina di un modo nuovo di far politica, ogni intervento era indirizzato a valorizzare e potenziare un messaggio di cambiamento e di vera alternativa. E ha catturato non pochi voti di protesta, il consenso dei delusi e degli arrabbiati. Dall'altro lato Mario Pupillo ha ringraziato gli 8372 cittadini che hanno detto sì al progetto suo e della coalizione di centro sinistra, ed è tornato a stigmatizzare una politica che definisce vecchia, superata. “La vittoria nel primo turno delle Amministrative ci dà una grande spinta in vista del ballottaggio del 19 giugno, abbiamo totale fiducia nel libero voto dei cittadini, che hanno bocciato un centrodestra che ormai non ha più segreti per l'elettorato frentano. E' la solita vecchia politica del Novecento, quella che si nasconde dietro al vestito solo in apparenza nuovo e che non ha comunque premiato D'Amico, le sue 8 liste, di cui 2 sotto l'un per cento, 1600 voti in meno di quelli ottenuti da Ermando Bozza. E' stato l'unico a non aver ricevuto voti personali, mentre per me e la signora Tonia Paolucci – si legge nella nota del sindaco uscente - con la quale mi congratulo per il buon risultato, sono stati registrati oltre 500 voti personali in più rispetto al totale delle liste. Un chiaro segnale di fiducia della cittadinanza nei miei confronti, che mi onora e mi incoraggia ad andare avanti”. E Pupillo, come D'Amico, si appella ai cittadini elettori ed esprime anche soddisfazione per la bocciatura nelle urne delle liste 'Noi con Salvini' e 'CasaPound'. “Un no chiaro e forte - continua il sindaco uscente - degno di una città Medaglia d'oro al Valor Militare per la Resistenza”. Ma CasaPound ha appoggiato Tonia Paolucci e questo non rende proprio agevole la strada per un eventuale accordo, che sarebbe - da parte di Pupillo - non semplice da spiegare al popolo di centro sinistra, a meno che il gruppo di Nico Barone non venga ufficialmente scaricato. Ma la Paolucci sarebbe disposta a questo? E per lei, d'altro canto, non sarebbe nemmeno facile spiegare una possibile alleanza con una parte politicamente più vicina, il centro destra, ma dalla quale ha preso le distanze tanto tempo fa. La grinta, il coraggio e la determinazione sono qualità innegabili della candidata, che non si lascia scoraggiare e condizionare facilmente. E sarà interessante sapere quali ragioni e obiettivi prevarranno sulla sua decisione. Intanto le voci e le indiscrezioni si rincorrono in una giostra destinata a girare fino a quando non ci saranno dichiarazioni ufficiali. E non è escluso, per quanto sembri l'ipotesi più remota, che Tonia lasci liberi i suoi elettori, anche di andare al mare, e torni a sedere sui banchi dell'opposizione, ma con questo scenario la maggioranza potrebbe cambiare. O forse no. In politica mai dire mai e i numeri di questa campagna elettorale hanno dimostrato che nulla può essere dato per scontato. (Pina De Felice)

Era l'ipotesi più probabile, almeno guardando i numeri, ascoltando considerazioni e commenti senza trascurare gli umori, sempre piuttosto instabili in queste particolari occasioni e quindi poco affidabili. Lanciano non ha espresso nessun sindaco al primo turno, tutto rinviato al prossimo 19 giugno. In corsa restano il primo cittadino uscente Mario Pupillo (a capo della coalizione di centro sinistra e raggruppamenti civici, sostenuto da cinque liste e che al momento si attesta intorno al 39 per cento) ed Errico D'Amico (consigliere comunale uscente dell'Udc e candidato sindaco del centro destra e area popolare, che lo tallona al 38 per cento). Quasi un testa a testa, un pugno di voti divide i due e se la forbice resterà questa, la battaglia sarà ancora più agguerrita, una lotta senza esclusioni di colpi per accaparrarsi l'ultimo voto utile. La sorpresa, ma non per tutti, almeno non per quei cittadini attenti, che hanno seguito più da vicino la campagna elettorale, è il risultato raggiunto dalla candidata Tonia Paolucci, che con le sue tre liste civiche e CasaPound si attesta oltre il 22 per cento. Ed è proprio su questo carico di consensi che inevitabilmente si concentrerà l'attenzione dei due sfidanti: cosa faranno gli elettori di Tonia? Torneranno alle urne per scegliere liberamente, così come ha più volte ripetuto nel corso di queste settimane la candidata sindaca, ovvero che non avrebbe fatto nessun apparentamento? Ma il suo è un elettorato sicuramente più vicino al centro destra, anche se di certo è riuscita a intercettare il voto dei delusi, di chi forse non si sarebbe recato alle urne, di altri che hanno visto in lei l'unica forza alternativa e di cambiamento. E questi cittadini, che non si si sentono o non si sono sentiti rappresentati, né nel centro destra, né nel centro sinistra cosa faranno? Andranno al mare, se sarà una bella giornata di sole, oppure andranno a votare? E tra Mario Pupillo ed Errico D'Amico, decideranno di dare uno scossone all'amministrazione uscente, oppure proveranno a dare fiducia al centro sinistra per i prossimi cinque anni? Gli interrogativi sono tanti, mentre ancora non sono ufficiali i risultati definitivi. Non vanno poi trascurate le possibili strategie. Insomma saranno 15 giorni di fuoco e di certo in queste due settimane non ci sarà spazio per polemiche e rimostranze. A parte un'analisi dei risultati, tutto il resto sarà rinviato a dopo il 20, almeno così dovrebbe essere. La posta in gioco è troppo alta per non spendersi fino all'ultimo.....voto. (p.d.f.)