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Massimo Ranieri non ci sta. Il presidente della EcoLan, la società di igiene urbana di gestione del ciclo dei rifiuti, il cui capitale è detenuto da 53 Comuni della zona, risponde all'ennesimo attacco arrivato nei giorni scorsi dal deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, che aveva ipotizzato una seria di irregolarità sulla convocazione dell'assemblea dei soci prevista per domani. "Nuovamente l'onorevole Di Stefano, torna a parlare della EcoLan - attacca Ranieri - ma come sempre i fatti e i numeri dicono altro, e ci si dimentica che esistono le norme e i regolamenti statutari, L’assemblea dei soci è stata convocata per martedì 31 maggio al fine di sostituire il consigliere di amministrazione Nicola Madonna (che ringrazio per il suo contributo fondamentale in questi 3 anni di amministrazione) dipendente del Comune di Lama dei Peligni e comandato all’Unione dei Comuni Montani, Maiella Orientale, Verde, Aventino (sede Palena) dimessosi il primo maggio, perché completamente impegnato in qualità di responsabile finanziario dei Comuni dell’Unione". Circostanza che, a norma dello statuto della società, impone di convocare l'assemblea ordinaria per la costituzione. "Quindi le motivazioni circa la convocazione dell’assemblea - continua il presidente - sono dettate dalle regole societarie e non da altro. Cosi come la rielezione dell’intero CdA  fatta a marzo scorso, anch'essa contestata da Di Stefano il giorno prima dell’assemblea, andava attuata entro il 30 aprile con l’approvazione del bilancio, e quindi comunque prima delle elezioni, perché gli amministratori durano in carica non oltre tre esercizi finanziari. Pertanto nulla hanno a che fare i passaggi nelle assemblee con le elezioni amministrative, quindi attenzione alle regole e norme, altrimenti parliamo di aria fritta. Capisco la campagna elettorale, ma le cose che si dicono devono essere corrette e vere". Nonostante le dimissioni di Madonna, in ogni caso, Ranieri precisa che il cda della EcoLan è in carica con pieni poteri. "I sindaci dei 53 Comuni, di centro destra, centro sinistra e civiche, appena lo scorso marzo hanno riconfermato questa gestione ed è ai sindaci che io rispondo, visto che sono loro i proprietari della società: io sono a disposizione fintanto ho la piena loro fiducia". Ma Ranieri contesta anche i dati forniti dal parlamentare forzista, che non corrisponderebbero al vero. "Dal dicembre 2015 - prosegue - la EcoLan ha portato la differenziata al 60 per cento, partendo dal 28 per cento. Vuol dire che l'indifferenziato è diminuito del 32 per cento ed entro giugno diminuirà ancora di più, perché ci siamo posti l'obiettivo del 72 per cento. In ogni caso gli eventuali maggiori costi, se non si dovesse raggiungere tale obiettivo, sono a carico della società. Quindi, anche qui si parla di cose raccontate senza conoscere. Sulla questione personale faccio presente che la EcoLan è passata da 36 a 130 dipendenti, molti dei quali riassorbiti dalle commesse affidateci dai Comuni (vedi Lanciano, Orsogna, Villa S. Maria, Filetto ecc.), altri tramite concorsi e altri ancora stabilizzati su indicazioni della proprietà. E quindi c’è stato un aumento dei costi del personale per tali ragioni. Questo, però, a fronte di un aumento del fatturato, che nel 2015 è stato di oltre un milione di euro". Ranieri sottolinea anche che i quadri hanno compensi al di sotto dei 2mila euro mensili, con orari di lavoro molto pesanti, e sono state ridotte pure le consulenze esterne. "Tra l’altro la gestione di EcoLan di questi 3 anni - precisa ancora Ranieri - ha prodotto solo utili, ridistribuiti ai Comuni soci, altro che dati/numeri negativi". Un ultimo aspetto riguarda i ricorsi pendenti, sui quali il presidente invita ad attendere le sentenze. In ogni caso, precisa che i conti della società sono in sicurezza e che quindi all'orizzonte non c'è alcun rischio di tracollo finanziario.
 

"Riassumo gli ultimi anni della storia travagliata di questa importantissima opera: la SS 652 Fondovalle Sangro: come stabilito dall’art. 3 del Decreto Legge 133 del 12 settembre 2014 doveva essere cantierabile per il 31 agosto 2015. La Commissione VIA regionale si è espressa con parere n. 2471 del 12 febbraio 2015 sul progetto ANAS. Su questo progetto ANAS, ad oltre un anno dal Decreto di finanziamento della Fondovalle Sangro (12 settembre 2014), è stata raggiunta l’intesa tra Regione e Governo (6 ottobre 2015) -Masterplan- L’annunciata pubblicazione del bando di gara da parte del Presidente D’Alfonso per il 31 ottobre 2015 è abbondantemente superato". Lo ha dichiarato questa mattina il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano nel corso di una conferenza stampa convocata a Lanciano, a cui ha partecipato anche il Presidente della Commissione Vigilanza in Regione, Mauro Febbo.    "Il 5 aprile 2016 l’ANAS deposita un nuovo progetto alla Commissione VIA regionale- ha spiegato Di Stefano-  che rimarrà in pubblicazione per 45 giorni. Successivamente si dovrà di nuovo esprimere la Commissione, e quindi, raggiungere una nuova intesa tra Regione e Ministero e poi la Conferenza dei Servizi per l’acquisizione dei pareri (Paesaggio, archeologico, autorità di bacino, comuni, usi civici ecc…). A questo punto - dice Di Stefano- alcune considerazioni: non era stato promesso anche a Marchionne, quando in pompa manga fu ricevuto in Val di Sangro che quest' opera, ritenuta fondamentale dal Presidente della Fiat, sarebbe stata realizzata in tempi rapidissimi dalla Regione a guida D'Alfonso “facile e veloce”?
Per quale motivo, mentre annunciava che l'appalto sarebbe stato espletato entro il 31 marzo scorso, lo inseriva nel MASTERPLAN con previsione 2017? Mentiva sapendo di mentire? Prendiamo per vero quanto detto dall' ANAS al Presidente Febbo in Commissione di Vigilanza, e cioè che l'opera non sarà appaltata prima del 2018. E chiederemo anche con un'interrogazione Parlamentare se il finanziamento concesso con lo SBLOCCA ITALIA è ancora a disposizione della Regione Abruzzo? Infine registriamo che, se togliamo anche questa opera per il territorio frentano, per il Presidente D'Alfonso, Lanciano e il suo circondario non esistono nel Masterplan. Eppure in tante occasioni egli stesso e i suoi fedelissimi si erano riempiti la bocca parlando di collegamenti veloci tra Lanciano e il casello autostradale e tra il capoluogo e la Fondo Valle Sangro. Solo chiacchiere, zero fatti".

Denuncia l'incoerenza e l'ambiguità del centrosinistra, in merito al referendum anti-trivelle del prossimo 17 aprile, l'onorevole Fabrizio Di Stefano, che spara a zero soprattutto sul Partito Democratico e sul Governo Renzi, che avrebbe almeno potuto unire il voto referendario a quello delle amministrative di giugno, con un risparmio di 300 milioni di euro per le casse pubbliche. Invece nemmeno questo è stato fatto. In verità non è la prima volta che il parlamentare di Forza Italia stigmatizza il comportamento “schizofrenico” del centrosinistra. “In Abruzzo si manifestava contro le trivellazioni in mare, e a Roma si votava lo Sblocca Italia – ha ricordato Di Stefano questa mattina in conferenza stampa, insieme alla consigliera comunale Graziella Di Campli e a Sebastiano Di Nunzio, responsabile dei giovani di Forza Italia – il 23 maggio scorso Mario Pupillo ha sfilato con la doppia fascia di sindaco e presidente della Provincia di Chieti contro Ombrina, insieme ad altri esponenti del Pd e del centrosinistra. Ora tutti in silenzio, così come si è defilato il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, che prima promuove insieme ad altri nove sindaci la campagna referendaria e poi se ne tira fuori, senza dare alcuna spiegazione. Il centrosinistra tace e il Pd lancianese non ha ancora fatto sentire la sua voce in proposito. La coerenza non è un valore per tutti, ma per noi sì – ha ribadito l'onorevole – ci siamo sempre espressi contro le trivellazioni e il prossimo 17 aprile andremo a votare 'Sì'. Non si possono accampare scuse, né prendere in giro i cittadini come sta facendo il centrosinistra. Le nostre piattaforme possono essere spostate oltre le 12 miglia, così come avevo scritto nel mio emendamento, prima bocciato e poi ripreso quasi integralmente nel maxi emendamento, che di fatto ha impedito che il progetto Ombrina andasse avanti”. E non manca un riferimento alla spinosa e imbarazzante questione che ha portato alle dimissioni di Federica Guidi, dalla carica di ministro dello Sviluppo Economico. Di Stefano è fortemente critico anche nei confronti di quei difensori dell'ambiente che fanno cortei e manifestazioni, che si spendono a favore del territorio, ma che in questo caso sono stranamente silenziosi. “Dove sono le associazioni e i movimenti? Di questo appuntamento non parla nessuno - continua l'esponente forzista - c'è pure una scarsa informazione e se a questo sia aggiunge che il 40 per cento di solito non va a votare ai referendum e che il Governo invita all'astensione, si comprende come sia davvero difficile raggiungere il quorum”. Intanto il parlamentare ha annunciato una serie di iniziative che saranno organizzate nei prossimi giorni, con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini alle ragioni del voto del 17 aprile e soprattutto quanto sia importante esercitare questo diritto. “E' incomprensibile che proprio il centrosinistra, e specialmente il Partito Democratico, che hanno sempre privilegiato le primarie e quindi la partecipazione dei cittadini, stavolta, in un referendum che rappresenta la massima espressione democratica, suggeriscono di stare a casa”. Va giù pesante Di Stefano e non è necessaria la sfera di cristallo per prevedere che anche questo argomento è destinato a suscitare molto più di una polemica e non solo per il clima pre-elettorale, ma perché in causa vengono chiamati in tanti. (p.d.f.)

Le dichiarazioni del deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano sulla Ecolan hanno scatenato, com'era prevedibile, molto più di un polverone e una serie di “botta e risposta” che, come accade ormai da tempo, si sta consumando sulle pagine  Facebook. Piattaforma virtuale diventata il luogo preferito per commenti, accuse, critiche, anche quando gli argomenti meriterebbero ben altro palcoscenico e una platea sicuramente attenta, competente, politicamente corretta, anche se meno social. Ma veniamo a Ecolan e agli attacchi che ha ricevuto dal parlamentare di Forza Italia. “Signor Senatore Di Stefano (non è più senatore, ma deputato, anche se questo ai fini della disputa è sicuramente irrilevante, ndr) – scrive il segretario cittadino del PD Leo Marongiu sul suo profilo - anni fa hai cacciato Michele Caporossi e cancellato la Asl di Lanciano. Oggi hai dichiarato: 'Quando cambierà maggioranza in Comune non ci sarà più questo Presidente Massimo Ranieri nella Ecolan'. Operazione che ricorda la situazione di qualche anno fa, quando la Ecolan era poco e niente e il 'privato' comandava e controllava i rifiuti. Ricordate? Più parli, più la tua speranza di mettere le mani su Lanciano...svanisce, perchè Ecolan e Massimo Ranieri sono due bandiere di pulizia. In tutti i sensi. Sarebbe bello sapere cosa ne pensa il tuo candidato sindaco”. E via alla girandola dei commenti, dei mi piace e delle risposte dell'onorevole. Ma al di là di questa giostra, dove ognuno cerca di tirare l'acqua al suo mulino, esistono dati oggettivi e i risultati ottenuti dalla presidenza di Massimo Ranieri, geologo, professionista preparato, che da tempi non sospetti si occupa di rifiuti e di ambiente, sono concreti e sotto gli occhi di tutti. Difficile negare l'evidenza anche se a volte in questo strano Paese succede anche questo. Lanciano non solo è una città più pulita, ma la raccolta differenziata prima praticamente inesistente ora sta raggiungendo i livelli previsti e sperati, oltre ai numerosi progetti che la Ecolan sta portando avanti. Sul resto (presunti legami degli assunti con il Pd, assenza di concorsi..e parentele varie..) si farà sicuramente chiarezza. E il presidente Massimo Ranieri, che in alcune occasioni ha ribadito di non essere attaccato a ruoli e poltrone, e chi lo conosce da tempo sa che è davvero così, di certo oggi non rimarrà in silenzio.
 

Non è abituato a questo tipo di invettive, e soprattutto ad accuse che ritiene ingiuste e ingiustificate, il presidente di Ecolan Massimo Ranieri, che ha affidato a un post sulla rete la prima risposta a caldo alle pesanti dichiarazioni del deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano. Già domani, però, a margine dell'assemblea, o giovedì mattina, risponderà in maniera puntuale alle critiche che sono state mosse alla sua gestione. “L'onorevole Di Stefano, che non ho il piacere di conoscere, ha omesso di dire che molti degli stabilizzati sono persone assunte da chi mi ha preceduto, quasi tutti erano qui da più di sei anni e se si è proceduto a stabilizzarli è per non incorrere in problemi che avrebbero potuto penalizzare la società. E tutte le decisioni sono state prese dall'assemblea e dal comitato ristretto dei sindaci, di cui fanno parte anche quelli di centrodestra, seguendo i giusti criteri di selezione e non le tessere di partito. Il direttore tecnico Gabriele Di Pietro non è un iscritto al Pd e non vanta parentele 'illustri', tanto per fare una prima precisazione – sottolinea Ranieri -  Di Stefano dovrebnbe trovare altri argomenti per la campagna elettorale, potrei ricordargli quando nel passato non troppo lontano, era molto vicino alla Ecolan e si occupava di tutte le questioni societarie. Oggi, grazie al contributo di tutti i sindaci di qualsiasi indirizzo politico, la Ecolan è una società sana,viva, produttiva, operativa. Ai suoi tempi la si voleva svendere, chiudere. Per quanto riguarda il personale – puntualizza ancora Massimo Ranieri -  noi le assunzioni le facciamo tramite concorsi, e anche per gli interinali selezioniamo il personale tramite colloqui dell'agenzia. Quando vuole può venirci a trovare, potrà vedere carte e documenti. E' strano che la conferenza stampa venga convocata il giorno prima dell'assemblea: forse vuole interferire con i sindaci che sono chiamati ad approvare il bilancio e il rinnovo delle cariche? Personalmente darò la mia disponibilità al rinnovo dell'incarico, ma saranno i sindaci domani liberamente a decidere sulla conferma del cda”.

per vedere il servizio con l'intervista a Fabrizio Di Stefano clicca qui